Verdant copertina

[Solo sul mio tavolo] Verdant

Primi anni ’80. Una Fiat 128 3P verde “marina” carica all’inverosimile con tatto di portapacchi sul tetto con valige in pelle marrone fissate con corde elastiche e gancio metallico. L’incastro dei bagagli era un procedimento delicato e complesso paragonabile soltanto al ventesimo livello di Tetris (che però diventerà il famoso videogioco che tutti conosciamo solo qualche anno più tardi) e per questo la creazione dell’incastro perfetto era compito del capofamiglia: mio padre.

Il viaggio per arrivare nella località di mare, la stessa degli ultimi 6 anni, durava più di due ore (e allora mi sembravano interminabili) ma la vera tortura era la musica che riproduceva l’autoradio che in assenza dell’RDS e di altre tecnologie più “moderne” era affidata al nastro della musicassetta “Adriano Celentano – Antologia (1957-1980)”. Inutile raccontarvi come da lì a poco l’eterno conflitto generazionale in fatto di musica, venne risolto dal walkman.  Prima di questa salomonica soluzione l’unica opzione che mi veniva concessa era la possibilità di chiedere di partire dal volume 2 di quella raccolta e questo perché nel lato B del nastro c’era Il Ragazzo Della Via Gluck, una canzone che mi ricordava la storia di un mio compagno di classe che si era trasferito in città, ma che rimpiangeva la vita di campagna e soprattutto il verde dei campi.

Il verde in città è ancora argomento di grande attualità. Sempre più spesso ci imbattiamo in orti verticali o balconi che sembrano la serra di un vivaio. Ci circondiamo di piante e arbusti per avere forse l’illusione che questi riescano in qualche modo a filtrare lo smog o semplicemente per abbellire i nostri appartamenti.

Verdant

Quest’ultimo punto è proprio l’obiettivo da rincorrere quando giocate a Verdant, un gioco della cui versione inglese vi aveva già parlato Pinco che se l’era accaparrato all’ultima Essen e di cui torno a parlare oggi focalizzandomi sulla versione in solitario, grazie alla copia di review che ci è stata gentilmente concessa da Lucky Duck Games Italia (che ringraziamo) che ha localizzato in italiano questo gioco di un quintetto di autori Molly Johnson, Robert Melvin, Aaron Mesburne, Kevin Russ, Shawn Stankewich illustrato da Sobel Beth a cui possono giocare da 1 a 5 giocatori dai 10 anni in poi, per partite della durata variabile da 30 a 60 minuti circa. Le meccaniche utilizzate sono diverse: piazzamento tessere, draft di carte, set collection, solo per citare le più evidenti con una super insalata di punti finale che rende l’esito delle partite abbastanza incerto fino alla fine.

I materiali

Nella scatola di Verdant troviamo un bel po’ di materiali:

  • 60 carte Stanza
  • 60 carte Pianta
  • 10 carte Aiuto di Gioco
  • 5 carte Riserva
  • 10 carte Obiettivo Pianta
  • 10 carte Obiettivo Oggetto
  • 10 carte Obiettivo Stanza
  • 1 sacchetto di stoffa
  • 45 segnalini Oggetto
  • 36 segnalini Vaso
  • 45 segnalini Oggetto Cura
  • 36 segnalini Pollice Verde
  • 60 segnalini Crescita in legno
  • 1 blocco segnapunti
  • 1 regolamento

Beh Verdant si presenta davvero molto bene sin dalla scatola che mostra un bellissimo effetto contrasto lucido / opaco tra il salotto da giardino in primo piano e il verde lussureggiante sullo sfondo. L’illustratrice Beth Sobel d’altro canto vanta già numerosi titoli che spiccano proprio per la grafica curata (Wingspan, Arboretum, Cascadia, Calico, Viticulture, solo per citare quelli di maggiore successo). Le 60 carte Pianta tutte diverse tra loro sono quelle che risaltano maggiormente anche se per il testo descrittivo sotto le immagini è stato usato un font davvero piccolo. L’iconografia per altro è chiarissima sia su queste carte che su quelle Stanza. I segnalini crescita a forma di foglia sono in legno sagomato (altra chicca davvero notevole) mentre gli altri segnalini sono in cartone bello spesso per cui l’ergonomia è perfetta.

Regolamento super: chiaro, lineare, con tanti esempi e anche qualche curiosità relativa alla provenienza delle piante illustrate sulle carte e una traduzione che ho trovato impeccabile. In poche parole Dal punto di vista materico Verdant è promosso a pieni voti.

Come si gioca

In questo caso vi rimando al paragrafo omologo scritto da Pinco nella sua recensione e qui vi lascio soltanto le differenze previste per il gioco in solitario.

La preparazione è identica a quella del gioco standard e si parte con due segnalini pollice verde. La modifica più evidente riguarda i segnalini bonus vaso che scorreranno insieme alle carte per cui con l’avanzare della partita, quando si completa una pianta, il valore del vaso che andremo a collocare su di essa sarà sempre minore. Inoltre tutto il mercatino scalerà verso destra per cui verranno scartate di volta in volta le carte Pianta e Stanza e il segnalino oggetto che si trovano a questa estremità, mentre eventuali segnalini Pollice Verde che si dovessero trovare su di esse vanno trasferiti alla prima carta disponibile a sinistra tenendo però bene a mente il limite massimo che è di 3 segnalini Pollice Verde: quelli in eccedenza tornano nella riserva. Nel caso in cui si dovessero completare 2 o più piante nello stesso turno si ottiene il vaso più a destra e il vaso dal bonus più basso presente nella pila degli scarti.

Una partita in solitario termina come una partita a più giocatori ovvero quando si sarà completata la griglia di carte 3×5 e si calcolerà il punteggio nello stesso identico modo. Una volta fatti i calcoli si confronta il punteggio ottenuto con una tabella che ci dirà quanto siamo stati bravi.

Il vero plus della partita in solitario però si raggiunge utilizzando la modalità Scenario (ne sono stai previsti ben 15!) in cui sono indicate quali carte Obiettivo usare oltre ad un punteggio minimo da raggiungere e dei requisiti da soddisfare per poter considerare lo scenario superato.

Vi segnalo che è possibile giocare in modalità solitario standard anche online a questo indirizzo: https://verdantgame.github.io/

Impressioni

Al di là del fatto che in generale Verdant ha una grossa presenza scenica dovuta a grafica e materiali, la sua versione solitario è ben congeniata e da soddisfazione giocarla. Non abbiamo un automa da gestire, ma semplicemente dovremo utilizzare un minimo di attenzione nella gestione del mercatino e del flusso delle carte, ma la complessità è davvero minima e paragonabile ad uno dei solitari che si possono giocare con un normalissimo mazzo di carte da briscola.

Il piazzamento delle carte Pianta o Stanza è agevole nei primi momenti di gioco e si complica un poco con l’avanzare dei turni ma anche in caso di scelta obbligata sub-ottimale non mi è mai capitato di aver un turno veramente scarso. In questo poi aiuta la gestione dei segnalini Pollice Verde che se ben gestiti ci consentiranno sempre di accumulare un bel po’ di punti.

Certo quando si riesce a piazzare una pianta facendo combaciare le condizioni di luce con le stanze che la circondano e quindi piazzare un buon numero di segnalini Crescita la soddisfazione è massima, ma dovremo farcene una ragione se questo non sarà sempre possibile.

Un gioco nel gioco, è poi la gestione dei segnalini Oggetto, che alternano complementi d’arredo e animali domestici con gli strumenti per la cura delle nostre piante ornamentali. È più conveniente puntare sul set collection degli oggetti, o puntare a rendere rigogliosi i nostri vegetali e puntare al bonus dei vasi quando le completeremo?

Ecco il risultato finale dipenderà molto da quanto velocemente saprete variare la vostra strategia in base a quello che vi propone il mercatino. In questo senso la fortuna, nella modalità solitario, ha secondo me un peso maggiore, rispetto ad una partita multigiocatore perché c’è un ricambio minore nell’uscita delle carte e degli oggetti e giocare due segnalini Pollice Verde non è sempre risolutivo. Rispetto ad una partita con avversari umani il solitario è decisamente più veloce anche se vi capiterà di soffermarvi di tanto in tanto per analizzare quale possa essere la scelta migliore, o per programmare una sequenza che vi faccia massimizzare il punteggio, cosa che invece in partite a 4 o 5 giocatori, non è possibile fare perché quando sarà nuovamente il vostro turno, la situazione al tavolo sarà completamente diversa.

Considerazioni finali

Verdant è in generale un bel gioco a tema floreale che rientra nella categoria dei family plus. Lo”scoring” finale che prevede diverse possibilità per raggranellare punti, coinvolge diverse meccaniche  che lo renderebbero però un filo indigesto a dei novizi totali.

I materiali e la grafica sono di prim’ordine e grazie anche ad una iconografia chiara e pulita e a regole fluide è possibile entrare subito nel vivo del gioco.

In particolare per quanto riguarda la modalità solitario devo dire che questa velocità di apprendimento e di set-up lo rende ideale per partite senza avversari, non di meno la durata contenuta di una partita lo fa diventare un titolo perfetto in questa configurazione anche quando si ha poco tempo.

Qualche dubbio invece rimane quanto a rigiocabilità, perché alla fine i ragionamenti e le scelte che dovremo affrontare non cambiano molto da una partita all’altra, ma in questo senso ci viene in aiuto la modalità Scenario che è ben calibrata e propone una sfida avvincente e di difficoltà crescente.

In definitiva Verdant propone una sfida in solitario molto interessante e piacevole che vi terrà impegnati per una mezz’oretta costringendovi anche a qualche ragionamento per cercare di performare al meglio e se ve lo dice uno che difficilmente gioca da solo, credo che dovreste proprio dargli una chance.

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