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Vi presento The two heirs, novità della scorsa Essen dell’editore Albi, un competitivo in cui due eredi al trono si sfidano per ottenere la corona.
Ideato da Ondra Cigánek, Ivan Dostál, Olda Rejl e illustrato da Odysseas Stamoglou, il titolo intrattiene da 1 a 2 giocatori di età superiore ai 10 anni, per una durata di 40 minuti circa.
Componenti
La scatola è 27,5 × 19 cm, al suo interno troviamo: 54 tessere, 6 tesserine scudo, 1 token scudo reale, 11 segnalini tesoro, blocchetto segnapunti e il regolamento multilingua.

Le tessere sono quadrate nel formato 6×6 cm, di buona grammatura e resistenti, sono suddivise in 6 set da 9 ciascuna, identificabili da un’apposita icona situata in alto a destra.
Le illustrazioni ricalcano l’ambientazione e raffigurano i vari edifici che possiamo costruire nel regno.
Completano la dotazione le tessere a forma di scudo, raffiguranti le truppe di ogni giocatore e 11 segnalini per la modalità solitario.
L’iconografia è sufficientemente chiara, evidenzia anche l’indicazione dei punti vittoria ottenibili con determinate regole.
La produzione è curata e i materiali sono di buona fattura.
Come si gioca
Durante il setup si scelgono 3 set di edifici tra i 6 disponibili, si crea quindi la riserva reale, composta da 6 tessere disposte a cerchio e lo scudo reale, disponendo al centro i 2 segnalini truppa di ogni giocatore.
La partita inizia posizionando la prima tessera a faccia in giù e piazzando i segnalini truppa con la corona dei due giocatori. Durante il proprio turno il giocatore attivo può svolgere, nell’ordine che preferisce, 3 azioni, una obbligatoria e 2 facoltative.
In particolare può:
- prendere una tessera edificio dalla riserva reale e aggiungerla alla propria mano;
- costruire uno o più edifici o aggiungere un terreno dalla propria mano;
- muovere le truppe.
La prima azione è obbligatoria e il giocatore può prendere una tessera a partire dallo scudo reale, in base al numero di segnalini truppa che ha al centro nella riserva +1. Quindi per esempio, a inizio partita, potrà scegliere tra le prime tre tessere a destra dello scudo reale, visto che nel setup si posizionano le 2 truppe al centro.

La costruzione di un edificio è subordinata alle risorse richieste su ogni tessera (legno, grano e pietra) ed è facoltativa. Le risorse che abbiamo a disposizione nel turno dipendono dagli edifici presenti nella riserva reale, dalle truppe e dagli edifici che le producono. Oltre a costruire un edificio, è possibile pure aggiungere un terreno dalla propria mano, giocando la tessera a faccia in giù.
Le tessere devono sempre essere rivolte verso il giocatore che sta costruendo l’edificio e posizionate adiacenti a un’altra con un proprio token truppa.
L’ultima azione facoltativa riguarda lo spostamento delle truppe, dalle tessere al centro della riserva reale o viceversa.

Il gioco prosegue fino all’esaurimento delle tessere, si gioca un ultimo turno e al termine si procede con il calcolo dei punti, determinato dalle specifiche condizioni che ogni edificio mostra, dalle strade costruite (che collegano almeno 2 tessere) e dalle truppe posizionate sull’edificio (raddoppiano il punteggio dell’edificio). Il giocatore con più punti sarà il nuovo re.
Considerazioni
The two heirs è principalmente un piazzamento tessere competitivo in un’area condivisa, in cui i giocatori interpretano due discendenti di un re e solo chi riuscirà a sviluppare meglio il regno potrà guadagnare l’ambita corona.
Sebbene il flusso di gioco appaia lineare e le meccaniche siano semplici se prese singolarmente, siamo infatti chiamati a scegliere quali edifici costruire, gestendo al meglio le risorse disponibili e le diverse opportunità di punteggio, in realtà queste combaciano accuratamente tanto da rendere la sfida interessante, celando una profondità inaspettata.

L’unica azione obbligatoria ad ogni turno è quella di aggiungere una tessera dalla riserva reale alla propria mano, con una portata di tessere disponibili tra cui scegliere che varia in base alle truppe. Devo ammettere che questo sistema mi è piaciuto molto, capiterà di chiedersi invio le truppe per avere più scelta sui luoghi di costruzione oppure le lascio nella riserva reale per accedere a più tessere ? Quali edifici possono interessare al mio avversario? Sono alla sua portata?
Le modalità di punteggio dalle tessere sono numerose e non sempre sono legate alla costruzione dell’edificio, ma alla loro posizione nel regno, interagiscono tra loro e influenzano il nostro punteggio e quello dell’avversario, possiamo pure attaccare gli edifici del nostro rivale! Oltre a questo aspetto dobbiamo anche considerare che la tessera andrà giocata adiacente ad un’altra con una nostra truppa e dovrà necessariamente essere rivolta verso di noi, per cui cercare di costruire alcune strade, altra fonte di punti, non sarà così banale.

La sfida risulta abbastanza stretta, considerando pure che tutto avviene in un numero di turni fisso, quindi, ottimizzare al meglio ogni singola tessera e risorsa risulterà fondamentale, così come il movimento delle truppe, dato che ogni tessera ne può ospitare solo una. Di fatto conosciamo sia la nostra portata di tessere disponibili sia quelle dell’avversario e possiamo forzarlo anche con le nostre scelte.
Lati negativi? visivamente appare un po’ caotico. Le scelte tonali delle truppe sono di difficile lettura, per entrambi è stato usato il bianco e il blu.

La sfida può essere affrontata anche in solitario, grazie a un bot che offre 3 livelli di difficoltà, rimanendo simile al gioco a 2, senza essere snaturata.
Il regolamento, in inglese/francese, è chiaro e dotato di esempi esplicativi, ma il gioco è indipendente dalla lingua. La spiegazione richiede una certa attenzione, poiché si devono apprendere le diverse modalità di punteggio delle varie tessere e serviranno una paio di partite di rodaggio per assimilarle.
I diversi set e i possibili abbinamenti offrono una sequenza di combinazioni ampia che garantisce una buona longevità.

Conclusione
The two heirs mi ha piacevolmente stupita. Si è rivelato un piazzamento tessere solido che offre scelte interessanti in uno spazio in costante cambiamento, anche grazie al meccanismo della rondella, rientrando nella fascia dei titoli di difficoltà media (3 su bgg). Visivamente appare un po’ caotico per alcune scelte tonali, ma l’interazione è buona e riuscirà a tenervi incollati in un assiduo testa a testa alla conquista della corona.
OBIETTIVI LUDICI
Con questo paragrafetto in coda alle mie recensioni unisco le mie 2 grandi passioni: fotografia e giochi da tavolo.

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