Scritto ieri sera da
Figlio di Griffin
Buona domenica a tutti!
Ieri sera sui nostri tavoli abbiamo cercato di non impazzire a causa di immagini spaventose, abbiamo indossato tute spaziali per fuggire, abbiamo superato e fallito diverse prove e infine abbiamo scovato tesori e stanato mostri .
Buona lettura.
[F/\B!O P.] Campy Creatures • 2-5 giocatori • 10+ • 20-30′ • giocato in 3 di cui 2 alla prima partita • 35 minuti con spiegazione

Mentre vado da MattiaPas per la serata programmata, mi fermo da Daniele a lasciargli giù una cosa, visto che è di strada. Ad un tratto, l’illuminazione: perché non vieni anche tu a giocare? E così accantoniamo le scatole da 2 e ci buttiamo su quelle con maggiore capienza, partendo da un aperitivo scaldapista.
Tutti cominciano con le stesse 9 carte Creatura, ciascuna con una forza da 0 a 9 e un’abilità. Le carte Mortale nell’offerta valgono punti positivi o negativi, a volte fissi e a volte secondo maggioranze. In base a quali Mortali sono in palio nel round, i giocatori sceglieranno segretamente una Creatura dalla loro mano e poi le riveleranno tutte contemporaneamente. Il giocatore con la Creatura più forte ottiene solitamente la prima scelta, ma le abilità possono scombinare le cose. Quando il terzo round termina, il giocatore con più punti vince.
È il gioco giusto per aprire la serata: semplice, rapido da spiegare e frizzantino. Dal momento che ognuno inizia con la stessa mano di nove Creature, è fondamentale indovinare ciò che un avversario potrebbe giocare in una certa situazione. I classici sono tutti presenti: il blob, il mostro della palude, l’uomo invisibile, la mummia, l’alieno, il licantropo, il vampiro, il gorillone e il kaiju. Le illustrazioni sono spettacolari e pescano a piene mani dai film di genere di serie B. Il primo round di ambientamento lo chiude in testa MattiaPas, pertanto Daniele ed io proviamo a concentrare i dispetti su di lui. Capita che le abililtà realizzino in pieno l’intento, ma anche che il momento sia sbagliato e non combinino alcunché. Nel secondo round Daniele accumula un vantaggio ragguardevole, tale da consegnargli la vittoria, nonostante la mia ottima performance nell’ultimo. È un mazzetto che devo tenere più a portata di mano.
[F/\B!O P.] Solar Storm • 1-4 giocatori • 10+ • 30-60′ • giocato in 3 di cui 2 alla prima partita • 70′ con spiegazione

Memori delle partite fatte per aiutarmi a recensire Alien: Il destino della Nostromo (e delle due sconfitte), scegliamo di intavolare un cooperativo ambientato in una stazione spaziale. MattiaPas dice che non ha mai perso ai primi 2 livelli di difficoltà su 4, per cui andiamo direttamente al terzo: Veterano.
Nel turno di un giocatore, può compiere fino a 3 delle seguenti azioni, anche ripetute: spostarsi sulla griglia 3×3, usare le risorse (carte) per riparare un’area della nave, usare le risorse per deviare l’energia da un’area al nucleo energetico, prendere risorse dall’offerta o dal mazzo, condividere le risorse o conservare strategicamente le azioni per i turni successivi. Al termine di ciascun turno, la nave subirà danni pescati da un mazzo, il cui livello aumenterà man mano che la partita procede. I giocatori vincono se riescono a deviare l’energia da tutte le 8 carte esterne verso quella centrale. Tuttavia, perderanno se un’area subisce troppi danni o se il mazzo delle risorse si esaurisce.
In effetti le regole non sembrano per nulla complicate ed entriamo subito nel clima della sopravvivenza. Io cerco di tenere in ordine le tre aree/carte della riga inferiore, Daniele si dedica a quella superiore e MattiaPas va un po’ dove serve. Tutto sommato, gestire i guasti e le riparazioni pare fattibilissimo e soltanto saltuariamente preoccupante. Collaboriamo con efficacia e ci confrontiamo parecchio su come risolvere al meglio il rompicapo offerto da ciascun turno. L’insieme fa pensare quindi a un’altra vittoria annunciata, però cerchiamo risorse con troppa allegria e il mazzo si assottiglia senza tregua. Gli ultimissimi round sono conteggi sfrenati per risparmiare azioni e farcele bastare, ma inutilmente: arriveremo corti di una singola carta risorsa. Daniele si mangia le mani ancora oggi. Io sono contento così, perché perdere la prima partita a un cooperativo mette voglia di risfidarlo. Per di più mi chiedo come sarà il livello di difficoltà dopo il veterano…
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[Simone M.] Dungeonology • 2-4 giocatori • 14+ • 90′ • giocato in 3 alla prima partita • 120 minuti con spiegazione

Orfani del Dr.Nick impegnato in una trasferta di lavoro milanese ci ritroviamo in tre, io, Marco P. e Giacomino “Traditeur”. Si intavola uno delle “riscoperte” dell’ultimo Modena Play ovvero Dungeonology di Ludus Magnus Studio.
Alzi la mano chi non vorrebbe avere una Laurea in Dungeonologia? Ok, giù le mani. Ebbene si eccoci ad esplorare una misteriosa foresta, per conto dell’Università di Rocca Civetta, al fine di raccogliere informazioni su una razza di Fauni bastardi che si rintanano in un dungeon profondo. Le informazioni sono cubetti colorati (che fungono sia da PV-requisito per accedere alla carta obiettivo segreta scelta per la partita e PV finali) che vanno sottratti dalle zone esplorate superando prove di furtività.
Ogni zona ha un livello di furtività (che può aumentare) e si giocano carte Trucchetto per tentare di far riuscire la prova. In alternativa si può tentare di Spiare gli avversari e fregargli i cubetti dalla saccoccia. In tutto questo marasma nel folto della foresta si aggira Laetus un Boss del clan di fauni bastardi che può essere affrontato in modalità sobria (cattivo) o ubriaco (caotico). Ovviamente abbiamo scelto la versione ciucca. Oltre alle carte si possono sacrificare delle pedine matricola, dei poveracci, che l’università ci mette a disposizione. Pazzi.
Ma gli altri studenti non stanno a guardare perchè possono ostacolare le prove giocando carte per peggiorare l’esito del nostro tentativo. Il primo che discute la tesi con successo si porta a casa i PV dati dai cubi più alcuni bonus. (Per adesso fatevi bastare questa spiegazione sarò più esaustivo nella rece di prossima uscita…)
Quando si tratta di fare bastardate Giacomino si gasa, soprattutto quando deve seccare le sue matricole. Scelti i personaggi e pescata la mano iniziale di carte Trucchetto iniziamo ad esplorare la foresta e tra una carognata ed una giocata d’istinto è subito un testa a testa fra Giacomino e Marco P. Io resto un po’ in sordina troppo perso nei miei calcoli strategici.
Ma errore, Dungeonology è tattica pura. Marco P. va a zonzo per i boschi espandendo la mappa in maniera esponenziale tant’è che ad un certo punto si sta discretamente larghi. Giacomino si laurea Dungeonologo a pieno titolo, seguito da Marco P. io dovrò ripetere la classe base. Somaro. Gioco approvatissimo, più facile da giocare che da spiegare. Peso medio non banale. Approvato dalla Crew!!!
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[Antonio-Figlio di Griffin] Dungeon Drop • 1-4 giocatori • 8+ • 20′ • giocato in 4 • 30′ per una rapida partita di fine serata

Il gioco è carinissimo con una meccanica particolare di “generazione” stanze del dungeon data dalla creazione di immaginari triangoli che devono avere, come vertici, dei cubi pilastro grigi che vengono buttati (letteralamente) sul tavolo assieme agli altri cubetti mostri e tesori.
Si spiega in pochissimo tempo e si padroneggia fin da subito con ogni giocatore che pesca una carta personaggio e una abilità che permette di avere azioni speciali e diverse dagli altri giocatori.
Un filler fichissimo che in più giocatori diverte ma che – per mia esperienza e gusto personale – è in solitario che dà il meglio di sé.
Lo può giocare ogni tipo di giocatore e consiglio di upgradarlo (come ho fatto io) con un aggeggio porta-badge/skypass con filo estraibile… utilissimo a tracciare le linee immaginarie tra un pilastro e l’altro per vedere quali e quanti cubetti rientrino nella stanza triangolare scelta!
CONTENUTI AUDIO E VIDEO
Sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo questa settimana F/\B!O P. col suo video ci mostra una partita online a Sigil, gioco da tavolo attualmente in finanziamento su Kickstarter, edito da Pine Island Games e ideato da Andreas Voellmer.
Questa settimana per il podcast Fapos e Stefano ci regalano una puntata su titoli da evitare le prime volte che ci si approccia a questo mondo, tra asimmetrie e titoli complicati non mancano gli esempi famosi.
SONDAGGIO TELEGRAM
Nei sondaggi sui nostri due canali Telegram (quello generale e quello del podcast) questa settimana ho proposto un sondaggio “collaborativo”.
Infatti avevo chiesto “se hai voglia di collaborare in situazioni difficili, che scatola apri“?
Tra Arkham Horror, Last Basion, Robinson Crusoe, Spirit Island e Zombicide.
Le Vs preferenze hanno premiato Spirit Island che ha raggiunto più di un terzo dei voti, quindi abbiamo capito che vi piacciono sfide asimmetriche difficili!
ENIGMI E SALUTI
C‘era molto spazio e il nonno è stato uno di quelli che si è mosso meglio… e certo che era The Crew, bravo Francesco.
Il sole sorge e io cerco di raccogliere le forze per cercare di finire la storia… a che gioco sto giocando?
Giocate e risolvete, a domenica!
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