Solar Sphere recensione

[Recensione] Solar Sphere

Una sfera di Dyson non è un accessorio per aspirapolveri ciclonici, ma un’ipotetica enorme struttura da applicare attorno ad una stella, con lo scopo di catturarne l’energia ed è stata teorizzata all’inizio degli anni ’60 dal fisico britannico Freeman Dyson. Perché ve ne parlo? Beh, perché in Solar Sphere il gioco che analizzerò oggi, la razza umana ha esaurito tutta l’energia disponibile sulla Terra e per sopravvivere non gli rimane che sfruttare quella del Sole costruendo proprio una sfera di Dyson.

Solar Sphere è un gioco finanziato grazie a Kickstarter con una campagna che ha convinto oltre 2000 backer. Il titolo di Ayden Lowther e Simon Milburn è pensato per 1-4 giocatori che abbiano accumulato almeno due lustri d’età e le partite durano circa 90 minuti. Si tratta del seguito tematico del gioco Solar Storm degli stessi autori e pubblicato (come il predecessore) da Dranda Games, localizzato in italiano da Giochix (proprio come Solar Storm) che ringrazio per la copia di review.

Solar Sphere è un gioco gestionale di piazzamento e manipolazione dadi con elementi di set collection e maggioranze, in cui ogni giocatore comanda una nave madre per cui dovrà assumere un equipaggio con cui difendere la sfera di Dyson dagli attacchi della Resistenza fino a guadagnare prestigio e diventare il salvatore dell’umanità!

I MATERIALI

La scatola di Solar Sphere è di dimensioni ridotte (18,5x25x5 cm) ma è densamente popolata di materiali di ottima fattura che comprendono:

1 tabellone circolare composto da 19 esagoni ed un tracciato punteggio
16 dadi nei colori, rosso, giallo, azzurro e nero (tre traslucidi ed uno opaco)
4 plance Comando
48 carte Equipaggio
36 segnalini di legno sagomati: 12 Oro, 12 Minerale, 12 Cristalli
8 carte Luogo
15 carte Resistenza
1 dado Resistenza
4 segnalini Morale in cartone
6 gettoni morale in cartone
4 segnalini Sfera in legno sagomati
4 carte Sfera
12 carte per la modalità solitario
4 gettoni punteggio in legno
4 dischi di legno ordine di turno
Ed ovviamente il regolamento di 24 pagine in formato A5.

Davvero interessante e d’effetto il tabellone centrale tondo che rappresenta la sfera di Dyson e anche le plance Comando dei giocatori doppio strato sono ben fatte. Dadi e cubetti catturano la vista grazie anche al materiale traslucido e anche i componenti di legno restituiscono un’ottima sensazione al tatto.

Gradevole anche la grafica che senza far gridare al miracolo, mi sembra adatta all’ambientazione fantascientifica e trovo gradevoli gli abbinamenti di colori che risultano facilmente leggibili.

Il regolamento se dal punto di vista della grafica e del layout è ineccepibile, lascia un po’ a desiderare per quanto riguarda la descrizione delle regole che risulta abbastanza farraginosa. Il problema in alcuni passaggi è legato all’esposizione e nel modo in cui sono presentati gli argomenti, tanto che durante la prima partita sarete costretti a riprenderlo in mano più volte per dirimere i dubbi. Non è un caso che in rete sia disponibile un file di FAQ ed errata che rende il tutto maggiormente fruibile.

COME SI GIOCA

La preparazione di una partita a Solar Sphere non è complicata, ma richiede un po’ di cura, sia per quanto riguarda i componenti comuni che verranno posizionati al centro del tavolo, sia per le plance Comando di ogni giocatore. Il tutto richiede una decina di minuti. Si parte con il comporre il tabellone circolare partendo dall’esagono centrale attorno al quale si dispongono casualmente gli altri esagoni, alcuni a faccia in su ed altri invece coperti (l’esatto numero dipende dal numero di giocatori partecipanti) e attorno a questi si dispongono i tasselli che andranno a formare la corona circolare con il tracciato del punteggio. Se al tavolo sono seduti meno di 4 concorrenti si piazza un Drone della Corporazione su ogni esagono a faccia in giù, mentre sull’esagono centrale ogni giocatore piazza un drone del proprio colore. Vicino alla sfera di Dyson così realizzata si piazza la tessera Ordine di Turno e si dispongono le 8 carte Luogo piazzando vicino ad ognuna i rispettivi segnalini Risorsa (Oro, Minerale e Cristallo) a seconda del tipo di produzione previsto.

Sempre in base la numero di giocatori si prepara il mazzo di carte della Resistenza e se ne scoprono 2 quindi si posizionano 2 droni della Corporazione e il dado Resistenza vicino al mazzo omonimo. Si mescolano poi i tre mazzi di carte Equipaggio e se ne rivelano 2 per mazzo e si piazzano in zona i gettoni morale.

Ogni giocatore poi riceve la propria plancia Comando con i relativi indicatori di Reputazione e Morale, 3 dadi nave (quelli trasparenti) e 1 dado nave ausiliaria (quello opaco). Sulla plancia poi vanno piazzati i propri droni (cubetti traslucidi del colore prescelto): 6 attivi (da posizionare nella casella a sfondo blu) 2 inattivi (casella con lo sfondo rosso) e 12 nella riserva.

Ogni giocatore poi riceve un tracciato Fazioni con 4 segnalini Fazione, un segnalino punteggio, da piazzare nel tassello contrassegnato con lo zero del tracciato punteggio creato attorno alla sfera, e una tessera punteggio da tenere vicino al tabellone. A questo punto non rimane che decidere l’ordine di turno e piazzare i relativi segnalini sul tracciato apposito. L’ordine è deciso dalla somma dei punti ottenuti lanciando i dadi nave.

I Turni

Una partita a Solar Sphere dura 6 turni, ognuno dei quali prevede 4 fasi:

  1. Attracco: si lanciano i 3 dadi nave e si collocano nello spazio corrispondente della propria plancia Comando raccogliendo gli eventuali bonus Morale
  2. Posizionamento: innanzitutto si può scegliere di ricevere sostegno, quindi si piazzano i dadi sulle carte luogo per eseguire le relative azioni
  3. Battaglia: si risolvono gli attacchi per ciascuna nave della Resistenza
  4. Recupero: ogni giocatore riprende i propri dadi e si prepara per il round successivo.

Se nella fase di posizionamento si decide di ricevere sostegno, si sposta indietro il segnalino sul tracciato del Morale fino ad una casella che presenta l’icona di una chiave inglese. Questo ci consentirà di svolgere una delle seguenti azioni:

  • Ottenere una risorsa (oro, cristallo, minerale).
  • Fabbricare un drone.
  • Recuperare fino a 2 droni.

I droni che costituiscono il “cuore pulsante” di Solar Sphere prevedono diverse azioni legate al loro utilizzo:

  • Fabbricare droni: si spostano i droni presenti nella propria riserva nella zona blu della plancia riservata ai droni attivi
  • Esaurire droni: i droni vengono spostati dalla zona blu a quella rossa. Questa azione ci consente di modificare il valore di uno dei nostri dadi di un punto (in positivo o in negativo) per ogni drone utilizzato. Se sulla carta luogo è presente il dado nave di un’avversario dovremo spendere un drone in più
  • Piazzare droni: si può utilizzare uno dei propri droni attivi per piazzarlo su una carta luogo, su un esagono della sfera appena costruito, oppure su una carta nave della Resistenza
  • Recuperare droni: si può scegliere di rigenerare o smantellare i propri droni: nel primo caso si spostano tra quelli attivi; nel secondo si piazzano sullo spazio vuoto più a sinistra di una matrice 3×3 disegnata sulla propria plancia Comando ricevendo così il bonus raffigurato. Nel caso in cui si dovesse completare una delle colonne della matrice si riceve il dado nave ausiliaria (quello opaco) da utilizzare nel round in corso.

Durante la fase di Posizionamento bisogna verificare il requisito indicato sulla carta Luogo (valore esatto, pari, dispari, o qualsiasi) e quindi scegliere se eseguire l’azione indicata sulla carta o piazzare su di essa uno dei nostri droni attivi per attivare gli effetti potenziati nei turni successivi. È sempre possibile poi “passare” per avanzare di una posizione sul tracciato Morale.

Le carte luogo riportano una delle seguenti azioni:

  1. Fabbricare droni
  2. Recuperare droni
  3. Acquisire materiali (nella propria riserva è possibile tenere un massimo di 6 risorse)
  4. Costruire un esagono della Sfera di Dyson (pagandone il costo e riscuotendo i bonus indicati su di esso più un punto Morale per ogni esagono adiacente già costruito)
  5. Assumere un membro dell’equipaggio scegliendo una delle carte Equipaggio disponibili pagandone il relativo costo. Questa andrà posizionata sotto la propria plancia e darà abilità speciali per il resto della partita.
  6. Attaccare le navi della Resistenza pagando un cristallo e posizionando un qualsiasi numero di droni (presi tra quelli attivi) sulla colonna vuota più a sinistra.
Le Battaglie

Nella fase di battaglia si risolvono gli attacchi: innanzitutto si decreta il comandante, ovvero il giocatore che ha piazzato il maggior numero di droni sulla carta (in caso di parità il comandante è chi ha piazzato per primo i droni su quella carta). Si lancia quindi il dado della Resistenza a cui si aggiunge il valore Resistenza indicato sulla carta. L’attacco avrà successo se il numero di droni presenti sulla carta uguaglia o supera il valore di Resistenza così ottenuto. In caso di successo i giocatori ottengono il bonus indicato sulla carta in base ai droni schierati, inoltre il comandante prenderà la carta che contribuirà al punteggio di fine partita.

In caso di fallimento, se la nave si trova sulla prima fila i giocatori non ricevono penalità, ma si aggiunge un drone della Corporazione alla carta che verrà spostata sulla seconda file; se la nave si trova nella seconda fila tutti i giocatori per dono un punto di Morale, ma se ci sono droni sulla carta il comandante riceve comunque la carta nave ed eventualmente avanza di una posizione sul tracciato Reputazione. Se sulla carta non si trovano droni, allora la carta viene semplicemente scartata

Nella quarta ed ultima fase si svolgono le operazioni per preparare il turno successivo.

Come detto la partita termina dopo 6 round oppure alla fine del round in cui si costruisce l’ultimo esagono della Sfera di Dyson: a quel punto si procede con il conteggio finale dei punti che prevede i punti dati dalla carta obiettivo Sfera pescata ad inizio partita, 5 punti per ogni set di icone Fazione presenti sulle carte Equipaggio e su quelle delle navi della Resistenza, i punti (positivi o negativi) indicati sui tracciati Morale e Reputazione a cui si aggiunge mezzo punto per ogni drone attivo e per ogni risorsa che si possiedono. Eventuali pareggi si risolvono guardando i tracciati Reputazione e Morale.

Come al solito, questo paragrafo non vuole sostituire un’attenta lettura del regolamento a cui consiglio di abbinare anche la stampa del foglio di FAQ per evitare errori di interpretazione soprattutto nelle prime partite.

IMPRESSIONI

Solar Sphere sebbene non abbia un tabellone centrale di grandi dimensioni, non passa del tutto inosservato. Pur rientrando nel filone dei gestionali in cui la componentistica è funzionale alle meccaniche e non elemento centrale, la sfera di Dyson circolare si fa notare e ad un’analisi più approfondita, anche il resto degli altri materiali è di prim’ordine a cominciare dalle plance Comando dual layer passando per i segnalini, per i cubetti di plastica e finendo con i dadi traslucidi.

Come dicevo nell’introduzione siamo di fronte ad un gioco di piazzamento dadi, gestione risorse, maggioranze e collezione set che non introduce nulla di veramente innovativo, ma tutte le meccaniche di gioco sono perfettamente amalgamate e connesse tra loro ed ugualmente importanti per la vittoria finale, infatti nessuno dei sistemi per fare punti, può essere completamente trascurato costringendo i giocatori ad un approccio più tattico che strategico alle partite.

Probabilmente i maniaci del controllo completo storceranno il naso per la presenza dei dadi e delle carte, in realtà questo aspetto non è così preponderante; i dadi possono essere sfruttati in diversi modi e le azioni a cui danno accesso non sono proporzionali al valore rappresentato, inoltre grazie all’utilizzo dei droni il risultato del lancio può essere comunque modificato. Forse l’unico aspetto un po’ troppo influenzato dal caso, è l’ordine di turno iniziale determinato proprio dalla somma del primo lancio.

In Solar Sphere l’interazione è un aspetto abbastanza particolare: l’influenza è certamente indiretta anche se nella fase delle battaglie c’è un aspetto in qualche modo collaborativo per avere la meglio sulle navi della Resistenza. Spesso l’unico disturbo all’avversario si traduce nel precederlo nell’occupare una certa carta luogo, o nel realizzare un esagono della sfera, ma questo non impedisce agli avversari di svolgere un’azione alternativa anche se sub-ottimale.

Variabilità e longevità sono garantite dal setup variabile e dai tanti modi di accumulare punti, inoltre le carte obiettivo indirizzano la strategia dei giocatori differenziando le singole strategie; certo le cose da fare non sono tantissime, ma dopo una decina di partite non ho mai avuto l’impressione di rivivere qualcosa di già visto in precedenza. Segnalo inoltre che è già presente un’espansione di Solar Sphere che aggiunge il quinto giocatore, oltre a qualche nuova meccanica come quella della rondella.

La scalabilità è ottima, infatti le partite risultano godibili in due, tre e anche in quattro, senza che ne risenta troppo la fluidità e il flusso di gioco ed anche la durata delle partite è in linea con quanto indicato nella scatola (ad eccezione forse della prima che funziona da rodaggio).

Le partite a Solar Sphere partono in maniera quasi “guidata” per poi presentare un ventaglio di scelte piuttosto ampio, infatti ad inizio partita ci si dovrà inevitabilmente concentrare sulle carte luogo che consentono di raccogliere il maggior numero di risorse, necessarie per svolgere le azioni successive, ma quale sia la strada migliore da percorrere per massimizzare la collezione dei punti vittoria non è una scelta scontata: si può puntare sulla costruzione degli esagoni della sfera, oppure sulle carte Equipaggio, l tutto tenendo sempre d’occhio il numero dei droni attivi che non deve mai scendere troppo, per non rischiare di rimanere esclusi da una carta luogo o impossibilitati a costruire uno degli esagoni della sfera. Probabilmente quella dei droni e del loro utilizzo in molteplici situazioni è forse la trovata più brillante di Solar Sphere e che lo fa distinguere da altri giochi simili per meccaniche o ambientazione.

Un’altra meccanica che cresce con l’avanzare della partita, è quella legata alla matrice sulla plancia Comando personale, che oltre a consentire di raccogliere bonus immediati da la possibilità di utilizzare un dado supplementare (quello opaco) e quindi svolgere un’azione ulteriore.

Nelle partite che ho svolto per questa recensione, si è rivelata molto importante anche la componente di “set collection” data dai punti Fazione, che si accumulano in base al numero di icone, che si trovano negli esagoni della sfera, nelle carte Equipaggio e in quelle Ribelli.

Il gioco è senz’ombra di dubbio indirizzato ad un pubblico di giocatori abituali, sia per il tema trattato che per il tipo di meccaniche utilizzate. Non è un gioco particolarmente complesso, ma anche in virtù della durata, non lo vedo adatto per un gruppo di neofiti e nemmeno come “family plus”. Si tratta piuttosto di un peso medio in cui la fine della partita arriva sempre troppo presto rispetto a tutte gli obiettivi che ci si propone di raggiungere all’inizio e all’aumentare del numero di giocatori seduti al tavolo diventa anche piuttosto stretto, senza però quel senso di claustrofobia di altri euro game.

CONSIDERAZIONI FINALI

Ero stato attratto dalla campagna Kickstarter di Solar Sphere senza però rimanerne folgorato, ma quando si è prospettata la possibilità di recensirlo, sono stato ben contento di occuparmene. La scatola di dimensioni contenute potrebbe ingannare sulla qualità dei materiali che invece ho trovato molto buona in special modo le plance a doppio strato, ma anche dadi e cubetti fanno la loro figura.

La grafica e i disegni si adattano molto bene all’ambientazione e l’adozione di un’iconografia abbastanza chiara rende superfluo il poco testo presente; nel complesso l’ergonomia è ottima restituendo buone sensazioni al tavolo e per la tipologia del titolo anche l’ingombro al tavolo è ridotto al minimo.

Il regolamento è forse l’unico neo di questa produzione: certo ne ho visti di peggiori, ma con un po’ di sforzo in più si sarebbe potuto ottenere un set d’istruzioni decisamente più fluido nell’esposizione, anche se a dirla tutta, visto il target a cui si rivolge il gioco, non dovrebbe essere difficile per dei giocatori esperti redimere i dubbi alla prima partita. Dopodiché il tutto scorrerà senza intoppi.

La scalabilità è buona, nonostante la durata, che in quattro si attesta comunque sotto le due ore anche in presenza di pensatori seriali. Le scelte da fare sono sempre interessanti e sempre differenti soprattutto con l’avanzare della partita in cui si aprono diversi scenari e quindi un maggior numero di opzioni. Il numero ideale di giocatori probabilmente è tre, sia per la durata che per l’ampiezza delle scelte.

L’interazione in Solar Sphere è senz’altro indiretta ad eccezione di qualche piccolo “dispetto” nella scelta di certi luoghi ed è declinata in maniera originale nella fase di battaglia in cui in certi frangenti è anche necessario collaborare.

Tattica e strategia vanno di pari passo in Solar Sphere anche se probabilmente la prima è condizionata dalle carte obiettivo, tuttavia sono sempre possibili variazioni sul tema soprattutto nei primi turni di gioco e il numero di opzioni tra cui scegliere rende comunque interessante ogni round.

Dopo una prima partita di rodaggio, Solar Sphere risulta fluido e a tratti elegante con l’utilizzo dei droni che si rivela un interessantissimo twist che si innesta su un impianto di regole e meccaniche abbastanza classiche e rodate. Il risultato è che ogni partita di Solar Sphere è divertente e interessante e lascia sempre la voglia di farne un’altra per verificare se sia possibile migliorare il proprio punteggio adottando scelte alternative a quelle fatte.

In definitiva reputo Solar Sphere un prodotto molto interessante e stimolante per giocatori assidui che vogliano cimentarsi con un peso medio che, nonostante non sia particolarmente innovativo, risulta abbastanza fresco e divertente da tenere incollati al tavolo dal primo all’ultimo turno e che lascia la voglia di rivincita in chi non sia risultato vincitore. Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.

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