simarillon (Davide)
Aia Gaia, titolo di Marco Valtriani (qualcuno ha pensato a Vudu’ ???) per le illustrazioni di Guido Favaro, per anni matita – e non solo – dell’editore toscano Red Glove è il titolo nonsolograndi di oggi si può giocare. Informazioni generali del gioco: accesso a partire dagli 6 anni, da tre a otto giocatori in partite di trenta minuti circa.
La sfida per il cortile più bello e divertente è iniziata: conigli che corrono in ogni direzione, asini, mucche, perfino un pappagallo …
I Materiali
La scatola di Aia Gaia, nel classico formato rettangolare dei giochi di carte dell’editore del Guanto Rosso, contiene:
- Centodieci Carte, così suddivise:
- Sessantadue Carte Base, senza fiorellino disegnato in alto;
- Quarantotto Carte Avanzate, con un piccolo fiorellino disegnato in alto
Materiali nella norma, con buona telatura delle carte, e i disegni di Favaro sono perfetti per la tipologia di gioco, tutto in ordine, senza infamia e senza lode.

Il gioco… ovvero eccovi le regole
Ogni giocatore, al proprio turno può fare, alternativamente, una di queste cose:
- pescare una carta dal mazzo;
- giocare una carta dalla mano nella propria Aia: prima di giocare la carta si deve fare il verso dell’animale raffigurato o la giocata verrà considerata nulla.
Ogni carta nella propria Aia a fine partita varrà punti, come indicato sul punteggio della carta stessa. Alcune carte hanno un effetto e quando la si gioca, questo può attivato. Quando un giocatore ha 6 tipologie differenti di animali nella sua Aia, prende la Carta Sera dal centro del tavolo (che vale due punti) e la mette nella sua aia; ogni giocatore ha diritto ad un altro turno di gioco … si contano i punteggi delle carte nelle aie di ogni giocatore e chi ha più punti vince.
Per i dettagli degli effetti delle carte li trovate qui.
Considerazioni Personali / Impressioni
Aia Gaia è un gioco semplice e divertente, che si fa giocare con piacere e che raccoglie intorno al tavolo un numero di giocatori anche molto vasto, da Party Game.
Personalmente avrei scalato il numero di animali da avere nell’aia per far scattare il fine partita, è molto differente; infatti, avere 3 o 8 giocatori al tavolo e anche l’esperienza di gioco è differente a seconda del numero di giocatori. Mi trovo in difficoltà ad individuare un numero ideale di giocatori, in tre o quattro mi sembra che perda un poco del divertimento (proprio per quell’essere anche party) e in sette o otto giocatori forse ha un po’ di downtime eccessivo per il tipo di gioco; quindi, è preferibile giocarlo in cinque o sei giocatori, anche se, comunque, regge in maniera giocabile senza troppi problemi in ognuna delle configurazioni indicate dalla confezione.

Animalhouse
Il fare i versi degli animali è un quid che in realtà non ha nessun effetto pratico, ma aiuta a coinvolgere i giocatori nel giocare ad Aia Gaia; qualcuno obietterà che è un aspetto sciocco, qualcuno di sentirà in imbarazzo e se avete solo questo tipo di giocatori i versi si possono tranquillamente evitare. Personalmente, però, li ritengo parte integrante del gioco e del divertimento e sono un aspetto coinvolgente e particolarmente apprezzato dai nongrandi che si siederanno al tavolo.
Conoscere i poteri degli animali è fondamentale per giocare al meglio ad Aia Gaia, dal momento che si possono fare delle valutazioni rispetto alle carte sia che si hanno in mano sia che sono state giocate dagli altri giocatori. Questi poteri non sono sempre equilibratissimi, ce ne sono alcuni decisamente preferibili agli altri (qualcuno ha detto Capra o Pappagallo?) ma sono il vero sale del gioco, soprattutto nel fornire interazione tra i giocatori, molte sono le carte che ci permettono di interagire con le aie degli altri giocatori e regalare dei bei punti negativi, con la carta cacca.
STOP!
Uno degli aspetti di maggior interesse del gioco è che è dato ai giocatori decidere, qualora se ne abbia la possibilità, quando far finire la partita; anche avendo la possibilità di contare, velocemente, il punteggio dei nostri avversari.
Mi piacciono anche la coerenza degli effetti che sono stati dati ai singoli animali (e che in qualche modo ci aiutano a ricordarli) e il bilanciamento tra i punti che dà la carta a fine partita e l’eventuale azione che si può fare (e non a caso le carte con il punteggio maggiore sono quelle senza effetti).
In Conclusione
Concludo sottolineando che la fortuna ha, come in tutti i giochi di carte, un ruolo importante, anche se nessuna carta è davvero inutile, soprattutto se ci sono più cortili/giocatori in gioco e comunque non penserete mai di aver perso solo per sfortuna … e poi al limite si fa una nuova partita.

Cosa si impara in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che “tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri“ … ma che lo scrivo a fare … l’indimenticabile George Orwell ne La Fattoria degli Animali.
Ecco, quindi, in elenco le cose che Lorenzo e Letizia hanno imparato (o ripassato) giocando a Aia Gaia:
- i versi di animali, dai più comuni a quelli un po’ più particolari (e noi ci eravamo già allenati con Snorta);
- l’interazione anche negativa, con i compagni di gioco;
- a memorizzare gli effetti degli animali da una partita all’altra o con il procedere della partita.

Le età giuste per giocarci
Sulla scatola di Aia Gaia compare 6+, onestamente sono un po’ in dubbio su questa indicazione, perché sulle carte ci sono scritti gli effetti di gioco per ognuno degli animali;quindi, è richiesto saper leggere, cosa che non è a questa età.
Inoltre, ci sono davvero tanti animali e se è possibile ricordarsene, alcuni, forse molti è comunque difficile ricordarseli tutti. Lettura ‘quasi necessaria’e direi soglia di accesso che si alza un pochino.
Per finire il tipo di gioco non ha un vero e proprio ‘fine vita’, tanto che l’anno passato è stato uno dei miei successi da spiaggia, sia con nongrandi sia con adulti.
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