… Lupacchiotta di notte!
Panda & Procione (Interesse Ludico)
Da megafan dei film di animazione (e dello studio Cartoon Saloon in particolare – ndPanda) avevamo già adocchiato Wolfwalkers: la mia storia, e quando Studio Supernova ci ha dato l’opportunità di recensirlo, non ci siamo certo lasciati sfuggire l’occasione. Anzi, se non avete ancora visto questa grande gemma dell’animazione, smettete di leggere e provvedete (va contro ai nostri interessi suggerirlo, ma concordo – ndPanda).
Componenti
La scatola di Wolfwalkers reca come illustrazione principale la stessa che troviamo sulla locandina del film, e contiene 55 carte con due lati: Storia e Obiettivo, che assieme alle 6 carte Riassunto compongono i materiali per il gioco base. Troviamo inoltre 6 carte Trasformazione e 40 per i moduli, 6 cubetti di colore giallo e nero e il manuale, composto da un unico foglio piegabile. Le carte non sono telate e vanno mescolate spesso, per cui consigliamo bustine protettive, necessariamente trasparenti.
Come appare il gioco dopo il setup
Il setup di Wolfwalkers è ultraveloce: basta mescolare il mazzo e formare il mercato, che contiene 4 carte sul lato Storia e 2 sul lato Obiettivo. In caso si decida di usare anche il resto della dotazione allora il mazzo di gioco comprenderà anche le carte Trasformazione, e avremo altri due mazzi: Permanente, dal quale estrarremo una carta, e Opportunità, dal quale estrarremo 3 carte, dopodiché questi due mazzi verranno riposti nella scatola. In tal caso i giocatori troveranno le tre carte Opportunità nel mezzo del tavolo e avranno i tre cubetti da usare sulle carte Opportunità e le tre carte Riassunto del proprio colore.
Condizioni di vittoria
Il senso di Wolfwalkers: la mia storia è creare la propria versione della storia tramite le carte Obiettivo e Storia (anche se alla fin fine è tutto molto astratto, ma che belli i disegni! – ndPanda). Durante il proprio turno il giocatore sceglie una carta da mercato e la piazza davanti a sé, nel proprio campo giocatore. il campo risulterà in una griglia 5×5, per un totale di 25 carte. Le carte Obiettivo spiegano come fare punti, mentre quelle Storia contengono le icone (e le meravigliose illustrazioni del film – ndPanda) che servono a farli. Quando entrambi i giocatori hanno finito la griglia, si contano i punti e chi ne ha di più è un vero Wolfwalkers.

Il Turno di gioco in dettaglio
Il gioco in realtà lo abbiamo già spiegato, si tratta di prendere una carta dal Mercato e piazzarla adiacente ad altre già piazzate (non in diagonale). Gli obiettivi sono generalmente di 4 tipi: Forme, Frecce, Doppio Simbolo e Bilanciamento. Se non indicato dalle frecce, i punti si fanno ovunque nella griglia.
- Forme: l’obiettivo chiede di eseguire una forma con le icone delle carte Storia. La forma può essere specchiata e/o ruotata e l’obiettivo può essere conseguito più volte, a patto che ogni carta sia usata solo una volta per quell’obiettivo (ma puoi usarle per Obiettivi diversi.
- Frecce: Si ottengono punti per ogni icona presente nelle carte Storia della riga e colonna richiesta. Se l’icona ha la X, invece la riga e la colonna indicate non devono contenere quell’icona e i punti per quell’obiettivo vengono ottenuti una sola volta.

- Doppio Simbolo: Ottieni punti per ogni coppia di icone all’interno della stessa carta. Se la carta ha le frecce ottieni punti per ogni carta Storia che abbia le due icone nella riga e colonna specificate.
- Bilanciamento: Si tratta di un’equazione da soddisfare, bisogna avere tante icone di un tipo nella griglia quante quelle di un altro tipo, e bisogna averne almeno una, zero non vale (ma è ovvio, su! – ndPanda)
Moduli
Una volta preso confidenza col gioco base vi consigliamo caldamente di inserire i moduli presenti, che aumentano la varietà di gioco, chiedendo al giocatore di adottare tattiche diverse. Il modulo carta Permanente fa entrare in gioco una carta, presa da un mazzo di 15. Questa modifica qualcosa nel gioco permanentemente, come ad esempio la possibilità di piazzare le carte anche in diagonale, o di poter guardare l’obiettivo della prima carta del mazzo.

L’altro modulo è quello delle carte Opportunità. Se ne usano 3 e aggiungono azioni da effettuare una volta sola a partita, in tal caso si usa un proprio cubetto per segnalare che l’azione è già stata sfruttata e non si può usare una seconda volta (ecco a cosa servono i cubetti! – ndPanda). Esistono poi carte Trasformazioni da inserire nel mazzo, permettono scambiare 4 carte del mercato da Storia a Obiettivo e viceversa, in maniera da rendere il Mercato più vario, sebbene il gioco poi diventi meno controllabile.
Dinamiche, Tattiche e riflessioni sparse
Ormai ci conoscete: Panda è un animale superfic… AHIA! Intendevo dire che oltre al gameplay cerca anche la bellezza (piantala con questa pantomima, non ti ho fatto niente! – ndPanda) e con Wolfwalkers avrete già intuito che non c’è da lamentarsi. Certo, le carte potevano essere telate, e invece che cubetti potevano esserci dei token, ma le illustrazioni del film sono stupende, non sono rovinate dalla cornice della carta e le icone sono ben leggibili anche per un daltonico (come il procione! – ndPanda). Perdonata quindi la poca aderenza tra gameplay e tematica.

Per quanto riguarda il gioco invece, è proprio sorprendente. Forse non rivoluziona nulla, ma il puzzle che risulta dalla scelta giusta tra carte e obiettivi e il loro posizionamento nella griglia non è affatto scontato, e soddisfa sia i giocatori di giovane pelo che i più attempati (e dal pelo grigio come te – ndPanda). Il gioco è stretto e non permette distrazioni, ma oltre a essere profondo è tanto veloce da poter inanellare sfide “al meglio di 3”.
L’interazione è per lo più indiretta. Certo, si possono sottrarre carte agognate dall’avversario dal mercato, ma non c’è molto spazio di manovra perché 25 carte per riempire la griglia all’inizio sembrano tante ma lo spazio a disposizione si esaurisce velocemente. Ci sono alcune carte Opportunità che possono mettere il bastoni tra le ruote all’avversario, ma il fulcro di Wolfwalkers: la mia storia è superare sé stessi.

Ovviamente essendo un gioco di carte la fortuna può pesare. A volte il mercato sembra non offrire carte particolarmente allettanti, la designer deve essersene accorta e ha creato le carte Trasformazione a questo scopo, noi con una piccola house of rule le abbiamo rese “a comando” per così dire, altrimenti vanno inserite nel mazzo e possono anche essere dannose, perché magari hai adocchiato un’icona in una carta della prima fila che ti viene sottratta d’improvviso.
Come nei giochi più riusciti, siamo di fronte a uno di quelli che migliora partita dopo partita, o per dirla all’inglese, Easy to Learn, Difficult to Master. La sfida del “fai del tuo meglio con quel che trovi” è per noi abbastanza da bilanciare l’alea dell’apparizione delle icone, e la rigiocabilità è alta grazie al fatto che in ogni partita non sai se una carta verrà utilizzata dal lato Storia o Obiettivo, e soprattutto grazie ai moduli che introducono la giusta varietà nel gameplay e le cui carte sono numerose.

A chi è indirizzato il gioco: oltre a chi ovviamente ha amato Wolfwalkers e vuole godersi la sua arte senza guardare il film o comprare l’artbook, anche a chi cerca un gioco per due giocatori semplice ma profondo.
A chi potrebbe non piacere: a chi cerca l’interazione diretta a tutti i costi. E aggiungiamo anche chi ha difficoltà a specchiare le combinazioni per fare punti, in tal senso potrebbe crearsi un po’ di confusione e frustrazione.

Da giocare con: appassionati del film, o di giochi puzzle, mettendo in sottofondo la splendida colonna sonora (eccovi il link Spotify)
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