Fabio (Pinco11)
MOESTEIRO – PRIME IMPRESSIONI
Avevo adocchiato Moesteiro per la scorsa fiera di Essen, ma non era stato stampato in tempo, per cui eccomi qui a recuperare, proponendovi la recensione di questo peso medio (quotato 2.33 di difficoltà, quindi qualcosina meno, per esempio, di un Wingspan, che fa 2.45) ambientato nel Portogallo del XIV secolo.
Siamo qui chiamati a collaborare alla costruzione del Monastero di Santa Maria da Vitoria, costruito quale forma di ringraziamento per la vittoria in una importante battaglia da re Joao d’Avis, calandoci nei panni di altrettanti architetti in competizione tra loro.
2-4 i giocatori, 30-60′ i tempi a partita, 10+ l’età per questo titolo, edito dalla portoghese Pythagoras e per il quale è in corso, mentre scrivo, il progetto per la localizzazione italiana su Giochistarter. Il duo Rola e Costa, già autori di Dom Pierre, è dietro alla ideazione del gioco.

MOESTEIRO IN POCO
Predisponiamo al centro del tavolo il tabellone, all’interno del quale sono ben identificate le 5 aree azione nelle quali nel corso della partita andremo a piazzare i nostri dadi – lavoratore, svolgendo le attività ivi consentite. L’idea è quella che ognuno abbia a disposizione ad inizio partita tre dadi (ce ne sono poi altri due per il prosieguo), due ‘piccoli’ ed uno ‘grande’, che tireranno, quindi nella prima fase del turno si va a piazzarli e nella seconda a ritirarli, svolgendo le azioni.
La particolarità del piazzamento è quella che in ogni sezione si va a formare una fila che rispetta i valori portati dai dadi e che i dadi grossi, quando si piazzano, a parità di valore vanno prima di quelli piccoli.
Una volta esaurito il piazzamento si vanno a risolvere in ordine le varie sezioni, talvolta ottenendo risorse, talvolta cedendole per acquisire tessere, alcune delle quali restituiscono punti vittoria immediati (villaggi) ed altre che si collezionano per i fine partita (lavorazioni in pietra e vetri). Alla fine di ogni turno, poi, si ha la possibilità di partecipare alla costruzione di sezioni del monastero, ottenendo qui parecchi punti.
Alla fine del quinto turno la partita ha termine e si attribuiscono gli ultimi punti per i set di tessere collezionati e poco altro.

COME GIRA IN SINTESI
Siamo di fronte ad un titolo del peso medio degli Hans im Gluck di una volta, tipo Stone Age o Thurn und Taxis, che rielabora i concetti propri del piazzamento dadi, raccolta set e gestione risorse, proponendo una intelligente variazione sul tema.
Alla base c’è il concetto del dado risorsa e del suo piazzamento alla ricerca dei posti più vantaggiosi e l’ingrediente peculiare è qui da ricercare nella idea che i valori più bassi godono per vantaggio di dare priorità di scelta, nonchè in un paio di piccoli tocchi nelle varie aree, utili a mescolare le carte del classico ‘preleva x risorse per x punti di valore del dado‘.
Alla fine il gioco fluisce rapido, senza tempi morti, si spiega veloce e funziona, per cui siamo di fronte ad un titolino che un’occhiata la merita.

COME SI PRESENTA MOESTEIRO
Buona grafica, risorse in legno, una manciata di tessere fanno si che il gioco, messo sul tavolo, faccia la sua figura, per cui la componentistica direi che è assolutamente idonea all’uso.
L’ambientazione è gradevole (anche se non esageratamente legata alle meccaniche) ed un piccolo sforzo è stato compiuto per dare la sensazione di costruire il Monastero al quale il tutto è ispirato, avendo predisposto al centro del tabellone uno spazio destinato ad accogliere, per soli fini estetici, il disegno dell’edificio in questione (utilizzando le tessere che si costruiscono nel corso del gioco), idea che ricorda quanto si faceva nei Pilastri della Terra.
Il prezzo, infine, si colloca nella fascia tra i 30 ed i 40 euro, risultando quindi onestissimo, tenendo conto di quanto il costo dei giochi sia salito nel recente.

IL FLUSSO DI GIOCO – GESTIONE DADI
Come accennato la spiegazione fluisce qui piuttosto rapida ed utenti esperti in una ventina di minuti possono tranquillamente trovarsi a giocare senza avere troppi dubbi sul da farsi. Un paio di perplessità in corso di partita possono sorgere (il manuale non è sovrabbondante di esempi), ma alla fine niente di vitale, per cui direi che, per chi sia abituato ai cinghiali, questo piatto gode di una digeribilità assolutamente elevata.
La sfida è quella, tipica dei gestione dadi, di ottenere il massimo dai valori che si sono ottenuti, avendo sempre un occhio agli avversari e giocando sulla possibilità di incrementare il risultato, quando si passa alla fase di esecuzione delle azioni (scendendo in una apposita traccia – serbatoio).
Come accennavo si vede che è stata posta una certa attenzione nel cercare di ottenere un bilanciamento tra i valori bassi e quelli elevati. I primi godono del beneficio, infatti, di far ottenere priorità di scelta, che negli spazi dove si ottengono tessere può risultare decisiva, mentre i secondi fanno si che possano ricevere più risorse nelle apposite sezioni.
Nel contempo ci sono anche un paio di accorgimenti ulteriori, cosicchè in una sezione i primi spazi godono di un certo rapporto di scambio, mentre per quelli successivi si alza e si può sempre rinunciare all’azione per fare due passi nella traccia – serbatoio dalla quale si può attingere per incidere, nei momenti chiave, sui valori dei dadi in fase di attivazione. C’è quindi abbastanza ciccia per dare la sensazione di solidità (ossia per riflettere), senza però rendere il tutto troppo pesante.

PUNTI E TIMING
La partita di Moesteiro si sviluppa nell’arco di cinque turni e la velocità del tutto incide in modo chiaro sulle opportunità di punteggio, per cui se si perde il ritmo del gioco, saltando una opportunità di realizzare punti (vedi costruzione del monastero o villaggi), si rischia di rimanere più o meno irrimediabilmente indietro. Le azioni che compiono, alla fine, sono circa una quindicina, per cui non ci sono troppi margini di recupero.
E’ essenziale, dunque, ottenere risorse nei momenti giusti e saper cogliere l’attimo.

PARAMETRI VARI
L’interazione in Moesteiro è presente e si avverte, anche se non è mai diretta. La corsa per le migliori posizioni nelle sezioni azioni è infatti abbastanza serrata ed è ben possibile veder sfumare opportunità di azione a causa dell’inserimento, all’ultimo, di un dado altrui nella sezione sbagliata.
Nel contempo c’è però abbastanza margine per non vedere ‘arrostire’ tutto, grazie ai vari correttivi applicati. Il controllo del tutto è adeguato, ma non aspettatevi di essere di fronte ad un meccanismo troppo rigoroso, in quanto i vari correttivi presenti consentono buoni margini per gestire un lancio di dadi non troppo elevato, ma quando per un paio di turni di fila si ottengono dei gran 1 o 2, è difficile alla lunga tenere il ritmo di chi invece viaggi su di un 4-5 medio.
La raccolta di set di tessere può ripagare sin troppo chi abbia la fortuna di veder uscire presto la giusta varietà di tessere, penalizzando chi non abbia la stessa buona sorte.
Sulla scalabilità direi che le logiche di gioco restano le medesime, ma indubbiamente la presenza altrui si sente mooolto di più nel multigiocatore, mentre in due il tutto fila davvero rapidamente e senza esagerare nel sentire il mal di piedi per i pestoni altrui (anche se le bastardate possono diventare più sottili, ma focalizzate). Direi che in 3 forse si ha un equilibrio tra affollamento e libertà.

CONCLUSIONI
Moesteiro è un gestione dadi di peso medio – basso, proponibile ad un pubblico piuttosto ampio, in quanto fruibile da giocatori anche poco più che occasionali. Valido come introduttivo alla categoria, propone un impianto classico, con alcune idee utili a rinfrescare la struttura del gioco.
Sufficiente lo spessore per riflettere, senza però allungare troppo i tempi di gioco, per cui il gameplay resta coinvolgente. Il controllo non è assoluto, ma la sfida alla fine è proprio quella di ottenere il meglio dai valori che si ottengono.
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