Scritto in modo misterioso da
Errante
Parleremo oggi di Edgar Allan Poe: The Horror Gamebook un librogame di Officina Meningi, miglior Librogame del 2021 grazie al voto del pubblico agli NDU Awards, il contest indetto dal sito internazionale No Dice Unrolled. Si tratta di un librogame decisamente originale e diverso da qualsiasi altro abbiate mai letto e giocato di cui ci aveva già parlato il nostro Chrys.
Per questa recensione la penna sarà quella di Errante (all’anagrafe Francesco), nuovo collaboratore del blog a cui potrete fare domande per conoscerlo meglio nei commenti. e che si vuole presentare cosi:
“46 anni e già nonno, cerco di districarmi fra le mille vite che provo a vivere contemporaneamente.
Cresciuto con Lupo Solitario e il Prete Gianni vivo con grande gioia questo rinascimento del Libro Game.“

Prima la recensione
Difficile scrivere una recensione su questo librogame senza spoilerare i contenuti o il sistema di gioco innovativo. E altrettanto difficile capire a chi la narrazione realmente si rivolga quando si comincia a leggere.
Una narrazione che, in qualche modo, come siamo stati abituati a vedere in qualche recente serie tv, rompe la quarta parete e si rivolge direttamente al lettore, che entra davvero a far parte del gioco interpretando, più spesso di quanto si creda, se stesso.
Ho letto online una dichiarazione dell’autore, che parla dell’ispirazione avuta dalla Storia Infinita: ecco, quando apriamo questo libro, siamo dei nuovi Bastiano Baldassarre Bucci che hanno appena rubato un volume nella libreria di Carlo Corrado Coriandoli, del tutto inconsapevoli di essere noi stessi già parte della storia.
E allora partiamo dal principio e apriamo la copertina, voltiamo la prima pagina per imbatterci in un’introduzione in cui non ci viene spiegato quasi niente, chiedendoci anzi di non leggere e di partire con il primo capitolo. Noi, disobbedienti di natura, se ci imbattiamo in un “non leggete questa introduzione” ovviamente la leggiamo subito, ma, come se avesse previsto la nostra trasgressione il libro non ci fornisce nessuna informazione in più, nulla.
E allora non ci resta che buttarci nel gioco e via con il capitolo uno.

Un inizio Straniante
Nessun “c’era una volta” o “in una galassia lontana, lontana”, nessuna intro nella trama, nessun background, nulla di nulla.
Solo noi, il buio, i ratti.
Chi siamo? Dove siamo? Perché ci siamo?
Non lo so, non capisco, non ricordo.
Forse mi sono perso qualcosa, forse ho iniziato dal capitolo sbagliato… sono disorientato, confuso, e lo sono su più livelli.
Lo è il mio personaggio, lo sono io lettore.
Chiamo LucaCiglione.
F (che sono io): “Ciao Luca, abbi pazienza, posso cambiare Libro Game da recensire? Non mi piace, non ci capisco un c***o”
L (che è LucaCiglione): “L’hai giocato fino in fondo?”
F: “No, sono ai primi capitoli. E già non capisco”
L: “Se vuoi lo cambiamo, ma vorrei che andassi fino in fondo”
Proseguo.
E lentamente inizio a capire. Capisco che il gioco non dirà mai che il mio personaggio è disorientato.
Semplicemente il gioco vuole disorientarmi.
Perché ehi, qui “il protagonista sei tu” (cit.), ma per davvero: cioè il protagonista non è il personaggio che io sono chiamato ad interpretare (cioè chi? Chi sto interpretando?), ma proprio io lettore.
Solo così trova senso un PNG (personaggio non giocante) che praticamente senza motivo uccide il mio personaggio per poi rivolgersi a me lettore con un ghigno: “tranquillo, faremo buon uso del tuo cadavere, come abbiamo fatto tutte le altre volte, ora se vuoi farmi delle domande per avere chiarimenti ti darò delle risposte, perché, con la narrazione che hai seguito fino ad ora, immagino non avrai capito nulla” (no, non cito testualmente).

Pausa: fino a qui sono stato chiaro?
Spero di no, perché non vi voglio spiegare proprio nulla. Leggete il libro e non abbiate paura di morire, altrimenti vi perdete il bello dell’avventura. Ah, ecco: in questo librogame morirete e molto più spesso di quanto possiate immaginare.
E cosa si fa normalmente in questi casi? Si azzera tutto e si comincia da capo.
Qui no.
La morte può avervi lasciato dei traumi che peseranno sulla psiche del vostro personaggio, del “nuovo voi” che interpreterete dopo ogni morte e che non sempre ricomincerà la sua avventura dal capitolo 1.
E che non sempre si fiderà di voi.
Quante volte avete causato la morte del vostro personaggio? Molte? E perché quindi dovrebbe ancora fidarsi di voi?
Bene. Spero che abbiate chiamato anche voi Luca Ciglione: “Ciao Luca, scusa ma a chi hai chiesto di scrivere questa recensione incomprensibile?”
Ora proviamo a mettere ordine e a dirvi altre cose che tanto non leggerete, ma mi insegnano che le recensioni si scrivono così e devono essere qualcosa di più di un mucchio di vaneggiamenti di un pazzo appena uscito da un racconto del terrore di E.A. Poe…

Riassumendo
Edgar Alla Poe The Horror Gamebook è un librogame scritto da Valentino Sergi ed edito da Officina Meningi, non nuova a questi sistemi di gioco innovativi.
Le illustrazioni sono un punto di forza di questa edizione, che include un art Book di immagini tematiche ad opera di Francesco Corli, con contributi di Moreno Paissan e Isacco Saccoman.
Editorialmente Parlando
The Horror Gamebook è un un brossurato a filo refe e colla e si presenta con una copertina morbida e sovracopertina. La carta è lucida con trama che ne impreziosisce la veduta di insieme. Il “pack” include: il librogame, l’artbook ed un paio di segnalibri.
Il libro si presenta piuttosto snello con 148 pagine che contengono 184 capitoli. Le illustrazioni a volte sono parte integrante del gioco grazie alla presenza di diversi enigmi.
Il libro è disponibile sia in italiano che in inglese ed è accompagnato da un Digital Pack che oltre a musiche ambientali vi permetterà di stamparvi le mappe dei luoghi e wallpaper.

L’ambientazione
La narrazione di The Horror Gamebook si svolge in un mondo uscito dai racconti del terrore di E.A. Poe: La maschera della morte rossa, Il pozzo e il pendolo, La caduta della casa degli Usher, giusto per citarne i 3 con influenze più evidenti fra quelli dell’autore di Boston.
Se avete letto gli immortali capolavori di Poe non potrete non riconoscere le varie citazioni e non apprezzare l’assoluta aderenza narrativa, tanto che, conoscere i racconti potrebbe in alcuni casi darvi un piccolissimo aiuto o perlomeno un contesto a cui aggrapparvi.
Le meccaniche di gioco e la Narrazione
Vi dico cosa NON troverete in questo Gamebook: niente dadi da tirare, niente tabelle, nessuna scheda del personaggio.
Il resto scopritevelo leggendo.
Ho giurato NO SPOILER, quindi vi basti sapere che le meccaniche innovative e la narrazione sono “piegate” allo scopo di farvi vivere un’esperienza ben precisa, di immersione totale nel clima claustrofobico dei racconti di Poe, come se ci foste dentro fino al collo, tanto come personaggi, quanto come lettori.
Per essere un po’meno ermetici posso dire che durante la lettura di questo libro, giocherete su due diversi livelli, avrete il protagonista del libro, un Avatar da far muovere nel mondo di Poe e poi ci sarete voi, il lettore, i cui desideri potrebbero spesso entrare in antitesi con le sorti del vostro personaggio.
Sarete portati quindi a fare scelte anche emotivamente impegnative, prive di morale, sentendovi messi continuamente in gioco e alla prova.

A chi è Rivolto
Edgar Allan Poe: The Horror Gamebook seppur non abbia meccaniche particolarmente complicate, non esiste praticamente un regolamento, è un libro che sicuramente può spiazzare un lettore occasionale che potrebbe non apprezzare il completo spaesamento iniziale.
Dal punto di vista delle tematiche, spesso molto forti e moralmente impegnative, parlando di età non lo darei da leggere a un ragazzino che non faccia perlomeno le superiori, quindi quattordici anni.
Rigiocabilitá
D’istinto vi direi che la rigiocabilità di questo Gamebook è bassa, se non nulla, un po’ perché già alla prima lettura saremo portati abbastanza ad esplorare ogni angolo del l’ambientazione e poi perché l’effetto WoW della prima volta non è ripetibile, un po’ come un numero di alta magia di cui oramai avete scoperto il trucco.
Edgar Allan Poe: The Horror Gamebook può nonostante i moltissimi bivi presenti essere visto come un unico enorme puzzle da risolvere nel quale si vive una vera e propria esperienza interattiva piena di colpi di scena.
Tuttavia per onore di cronaca dobbiamo in ogni caso far presente che ci sono ben quattro finali differenti.

Conclusioni
Edgar Allan Poe: The Horror Gamebook è un librogame decisamente diverso da qualsiasi altro prodotto in commercio che offre un’esperienza di assoluta qualità, coinvolgente e a tratti affascinante. Un vero Horror a bivi con atmosfere riuscite e, come nei libri di Allan Poe, oserei dire quasi disturbanti.
Compratevelo e leggetevelo fino in fondo. Non fatevi spaventare dal disorientamento iniziale.
E poi ditemi la vostra nei commenti a questa recensione delirante.
Segnalo per chi è stato convinto dalle mie parole che il libro è per questo natale 2022 in offerta con un pacchetto che prevede anche le mappe a colori, il segnalibro traccia percorso e la copia autografata.
Per chi non fosse convinto o ha desiderio di provarlo sempre sul sito di Officina Meningi è possibile scaricare gratuitamente una preview per potersi immergere nel mondo di Edgar Allan Poe e capire se faccia o meno per voi.
Ringrazio Officina meningi per la Copia Review
–Le immagini sono tratte dal manuale, scattate da noi o prese dal sito della/e casa/e produttrice/i (Officina Meningi) alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui si parla. Le immagini e le regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco.–
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