scritto ieri sera da
FΛB!O P.
e da tutti gli impressionanti
Ieri sera sui nostri tavoli abbiamo dedotto, tirato dadi, collezionato set, gestito mani, piazzato tessere e raccolto e consegnato.
Buona lettura!
PILLOLE
[F/\B!O P.] Explorers of the North Sea • 1-4 giocatori • 12+ • 45-60′ • giocato in 2 di cui uno alla prima partita • 60′ con spiegazione

Dopo esserci dedicati alla registrazione del video di gameplay di SCOPE U-boot, Orso mi butta sul tavolo una decina di scatole che potrebbero riempire il tempo residuo della serata. Inutile dire che sono una più invitante dell’altra, però dietro di lui scorgo un’illustrazione che ben conosco e mi pare sia uno di quei titoli che ha a 0 partite, presi per completismo, poi magari un giorno ci si gioca pure 😛
I giocatori nel loro turno piazzano una tessera, svolgono fino a 4 azioni e pescano una tessera per guadagnare Punti Vittoria controllando isole, consegnando bestiame, saccheggiando insediamenti e costruendo avamposti: il giocatore con più PV a esaurimento tessere viene dichiarato vincitore. Le 4 azioni, in estrema sintesi, si possono condensare in spostare (nave/vichinghi/bestiame, costo 1 punto) e costruire (un avamposto, costo 2 punti).
La spiegazione è semplicissima: rapida sulla struttura del turno, più calma sulle varie modalità con cui far punti (ma Orso è uno scafato: l’avete letto il suo primo post?). I nostri capitani ci premiano per il bestiame (il mio) e gli avamposti (il suo), così come strategia iniziale perseguiamo quella suggerita. In 2 il gioco è più strategico e tendenzialmente a bassa interazione. La partita prosegue abbastanza equilibrata, con io che porto animali al capo villaggio e lui che porta a spasso i vichinghi per piantar casette. Prova ad averere la maggioranza su un paio di belle isolette, ma gli aggiungo tessere a tradimento che gli rendono sempre più difficile chiuderle. Ci riprova sul bordo opposto con un’isola-mostro di dimensioni spropositate: purtroppo qui riesce nel suo intento e fa una valanga di punti, quelli che gli daranno la vittoria. Avrei dovuto mollare tutto e sbarcare lì anche con i miei meeple, ma ho confidato troppo nella sua sfortuna. Ad ogni modo è stato divertente: svolgimento fluido e con le meccaniche ben combinate insieme. Un incrocio tra Carcassonne e Five Tribes.
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[Pietro-ZAKK_09] Carcassonne: La Principessa e il Drago • 2-6 giocatori • 7+ • 60-90′ • giocato in 3 • circa 60′ con spiegazione

Torna un grande classico sul mio tavolo. Ci troviamo io, il vecchio e il pigro, e quest’ultimo mi porta come regalo di Natale l’espansione del drago e della principessa di cui leggo velocissimamente il regolamento e spiego. Sostanzialmente aumenta l’interazione tra i giocatori, elevando la cattiveria all’ennesima potenza. Nelle terre ora girano non solo cavalieri o ladri, ma fate, principesse e addirittura il drago si muovono pronti a fregare gli avversari quando sentono la vittoria in tasca.
Grazie all’espansione ci troviamo in una lotta piena di colpi bassi per la supremazia, tra un triduo di bastardissime principesse che irretiscono i cavalieri avversari, e draghi che passano il tempo mangiando poveri abati rinchiusi nelle loro abbazie. A metà partita mi trovo sotto di quasi venti punti dal primo e chiuso in una battaglia all’ultimo meeple con il pigro per il controllo di una enorme metropoli, possibile fonte di una cascata di punti. Con un tiro furbo manovrando il drago, mangio il cavaliere rosso di troppo e mi chiudo la città. Trentaquattro punti. Passo in prima posizione con una cinquantina di punti, ma mi trovo sotto il fuoco incrociato dei miei avversari, e subito dopo surclassato alla seconda posizione con un’enorme città che chiude il vecchio.
Mi trovo a combattere sul filo dell’acqua per non affogare nel terribile ruolo di terzo, ma purtroppo il primo posto non riesco più a guadagnarlo. Chiudiamo la partita, io mi trovo a sessantaquattro punti e il vecchio quasi con novanta. Il gioco è sempre bellissimo e l’espansione aumenta tantissimo l’interazione tra i giocatori, forse un po’ anche l’alea, ma certamente il divertimento è assicurato tra i giocatori. Davvero bella e non vedo l’ora di rigiocare, ma sicuramente non è consigliato giocare con relazioni a rischio!
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[Antonio-Figlio di Griffin] Here to Slay • 2-6 giocatori • 10+ • 30-60′ • giocato in 2 • 25′ compresa spiegazione a me che ero alla prima partita

Finalmente il mercoledì è stata quasi istituzionalizzata come serata da tavolo per me e i miei amici e almeno in due al tavolo ci incontriamo sempre. Sfide a due per me e Antonello che questa volta porta questo gioco di carte che mi aveva sempre intrigato. Due possibili condizioni di vittoria: o si giocano (e si mantengono) nella propria area di gioco tutte e sei le classi di eroi possibili o si sconfiggono tre mostri. Si giocano o si scartano carte, si tirano dadi, si attivano abilità di eroi, oggetti o modificatori. Molto lineare e molto adatto a giocate “bastarde” per mettere in difficoltà o rallentare l’avversario. Ho perso tutte e due le (veloci) partite fatte, ma mi sono molto divertito. Gioco semplice e con molta interazione, consigliato anche a chi non ha moltissima esperienza ludica.
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[Antonio-Figlio di Griffin] Cóatl • 1-4 giocatori • 10+ • 30-60 • giocato in 2 • 40′ con spiegazione delle regole al mio avversario

Questa volta sono io a proporre ad Antonello qualche titolo che non ha mai intavolato. Parto con Cóatl che è un gioco di raccolta set/pezzi e di soddisfazione pattern/obiettivi interpartita e di fine partita. Anche questo è un gioco molto semplice e lineare: si raccolgono pezzi dal tabellone centrale per comporre dei draghi con testa e coda in base a carte obiettivo. Durante la partita Antonello ha ribadito più di una volta che gli sembrava di giocare a un solitario. Pensandoci effettivamente l’unica interazione (indirettissima tra l’altro) viene fuori dal “rubarsi” le carte obiettivo da un mercato comune che, comunque, ne offre ben sei. A parte questo “difetto” il gioco è piaciuto al mio avversario, soprattutto per la bellezza e la consistenza dei materiali. Davvero un gioco che con pochi euro ha una grandissima resa al tavolo e al tatto! Dategli un occasione per qualche serata con giocatori occasionali, basta un giocatore scafato che spieghi le condizioni per fare punti. Per la cronaca… altra mia sconfitta…
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[Antonio-Figlio di Griffin] Sagrada • 1-4 giocatori • 14+ • 45′ • giocato in 2 • 45′ rispettati con la semplice e veloce spiegazione delle regole (e dei vincoli di posizionamento)

Altra partita a un titolo chiesto dal mio avversario che non aveva mai intavolato (colpevolmente) questo signor astratto. È stato semplice e pressoché immediato spiegare e far acquisire le nozioni di gioco. Antonello si è subito calato nel mood da Sudoku che il titolo ha, sbagliando solo un paio di posizionamenti, corretti a partita in corso. Anche questo gli è sembrato un po’ da solitario, ma gli è piaciuto molto di più di Cóatl. Effettivamente Sagrada ha uno spirito più solido, anche se molto astratto. Io lo consiglio e lo propongo spesso anche a chi è digiuno di GDT moderni e ne ottengo sempre un ottimo riscontro. PS: per fortuna questa volta sono riuscito a portare a casa (anzi a mantenere a casa mia) una vittoria, anche se per soli 2-3 punti…
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[Giuls-TheUncle] Mini Escapes: Il mistero del culto perduto • 1-6 giocatori • 14+ • 45′ • giocato in 2 • 45′ in attesa dell’imbarco

Come ormai da consuetudine, io e la mia compagna decidiamo di festeggiare il nostro anniversario con un piccolo weekend fuori porta. Quest’anno la meta invernale è stata la costa orientale della Sicilia per vedere Catania e Siracusa addobbate a festa. Siamo arrivati in aeroporto con largo anticipo e dopo aver fatto i controlli la mia compagna mi ha chiesto se avessi il tablet per riempire il tempo. Ovviamente avevo di meglio.
Ho frugato in tasca e ho tirato fuori una scatola di Sherlock, Rune e un’avventura di Mini Escape. Dopo aver fatto un paio di partite a Rune abbiamo iniziato l’escape realizzata dal nostro collega Christian Giove.
Premetto che è sempre molto difficile fare un playthrough di un Escape Room senza fare spoiler. Mi limiterò quindi a descrivere lo scenario introduttivo, lasciando eventualmente una descrizione più approfondita quando avrò finito tutte le avventure contenute nella scatola.
Devo dire che le aspettative che il gioco presenta vengono tutte rispettate. La scatola, piccola e compatta, contiene 4 fogli ripiegati su se stessi che per essere risolti devono essere affiancati da un’app che aiuta i giocatori nello svolgimento della missione e fornisce suggerimenti e soluzioni ai vari enigmi. A differenza delle comuni Escape Room che tendono a volte a essere surreali e inserire elementi estranei allo scenario (esempio giocare a campana nella cantina di un serial killer…), qui tutto è coerente e quello di cui avremo bisogno sarà osservare attentamente il foglio aperto davanti a noi. L’app solitamente chiede un codice alfanumerico da inserire per poter superare il livello e passare a quello successivo. Devo essere sincero, questo tipo di approccio, pur essendo logico, non è convenzionale e mi ha obbligato a chiedere nella prima foto tutti gli aiuti per poter capire il ragionamento da dover effettuare per poter superare le prove. Quelle successive infatti sono state superate in maniera più agevole.
Un punto a favore di questo gioco è sicuramente l’estrema portabilità, anche se un piccolo difettuccio l’ho trovato. Per quanto comoda e non invasiva l’app ha comunque bisogno di un collegamento a Internet per funzionare e quindi purtroppo non ho potuto continuare le avventure durante il viaggio in aereo. E qui, però, un altro punto a favore del gioco. È bastato richiudere i fogli e avevamo già messo a posto tutto. Devo dire che questa nuova formula ci è proprio piaciuta… Sono solo un po’ preoccupato per i 2 scenari mancanti, perché finora il gioco è stato molto sfidante.
CONTENUTI AUDIO E VIDEO
Questa settimana sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo abbiamo tre unboxing girati da Interesse Ludico!
Il primo è quello di Air, Land and Sea: Animali in Guerra:
Il secondo è quello di Nobi Nobi GDR:
Nella puntata del podcast di questa settimana Simarillon e White Winston parlano della sua ultima TOP10 in fatto di giochi in solitario.
ENIGMI E SALUTI
Lascio a Figlio di Griffin i rompicapi letterari e mi butto sulla grafica: qui sotto trovate sei carte prese dal gioco Covil: The Dark Overlords (Luís Brüeh, Vesuvius Media) che ho proposto nella rubrica #trovalacitazione del nostro profilo Twitter, ma che sono rimaste irrisolte. Che riferimenti trovate?

Osservate, identificate e commentate.
Alla prossima giocata!
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