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Natale e Capodanno si stanno avvicinando, così come le meritate feste invernali. Questo è un buon momento per tirare fuori qualche party-game che possa mettere tutti attorno al tavolo in leggerezza. Sicuramente questo gioco cooperativo, già dalla copertina, ha delle forti “vibes” invernali, per quanto sia solo estetica.
Sto parlando di Left Right Dilemma (3-6 giocatori, 30 minuti), uno degli ultimi giochi caciaroni arrivati nel catalogo di Asmodee, ideato da Ken Gruhl e Jeremy Posner.
Affronta una montagna di dilemmi mentre i tuoi amici cercano di indovinare le risposte. Riusciranno a capire il percorso che hai seguito e in che baita sei arrivato? Un gioco in cui scoprirai, tra una risata e l’altra, i lati nascosti dei tuoi amici.
Nella Scatola
Nella scatola troviamo 200 carte percorso fronte-retro (per un totale di 400 dilemmi), sei rotelle per votare e una mini plancetta componibile con le sei baite di arrivo. La grafica è molto minimale, con disegni stilizzati e una certa goliardia (come potete vedere dalle immagini a corredo dell’articolo) per quanto stemperata dallo stile grafico.
Piccola nota sulle rotelle, di cartoncino molto sottile e che ho trovato un po’ faticose da montare, per quanto risultino poi molto solide una volta assemblate.

Come si gioca
Si tratta di un gioco cooperativo dove cercheremo di fare più punti possibili nel corso di 6 turni.
Ad ogni turno viene scelto un giocatore e viene creato in centro al tavolo davanti a lui un percorso, posizionando sopra la plancetta tre file di carte a piramide (tre in basso, due sopra ad esse e finale una in cima). Questa è la “montagna” virtuale da cui il suo sciatore dovrà discendere.
Ogni carta contiene infatti una domanda personale e un bivio con una diversa risposta per ogni percorso. Il giocatore di turno dovrà quindi valutare la domanda della carta in alto, scegliere (segretamente) la risposta, finendo così su una delle due della fila successiva e ripetere questo processo fino ad arrivare a una delle baite. Indicherà quindi segretamente dove è arrivato con la sua rotella.

A questo punto ogni altro giocatore dovrà a sua volta scegliere sulla propria rotella dove pensa che il giocatore di turno sia arrivato, scegliendo una delle 6 baite.
Infine tutti i giocatori NON di turno mostrano il proprio numero: solo se sono tutti concordi si passa alla fase di verifica, ma se non è così (come quasi sempre accade) dovranno discutere per scegliere quale delle baite ipotizzate sia quella corretta. Non ha importanza quanti hanno votato una certa baita, quindi per esempio se i altri giocatori avessero ipotizzato “1, 3, 3, 3, 5” si dovrà comunque discutere per scegliere quale dare delle tre opzioni votate (1, 3 o 5?).
Quest’ultima è la fase più divertente perché a questo punto i giocatori si scatenano con i loro ragionamenti e le loro supposizioni. Non è detto quindi che nel caso portato ad esempio alla fine si scelga la baita 3 in quanto potrebbero esserci dei ragionamenti fatti da chi ha votato la 5 convincenti e non presi in considerazione dagli altri.
Una volta scelta la baita si guarda la rotella del giocatore di turno: se gli altri hanno indovinato si fa un punto, altrimenti si fanno zero punti.
Dopo sei turni in base ai punti si sono fatti si ottiene un voto: considerate che la sufficienza è da 4 punti in su, anche se ovviamente l’obiettivo è arrivare a 6.

Considerazioni finali
Come avrete capito si tratta di un gioco molto caciarone, uno di quelli che è 5% meccanica e 95% dinamica al tavolo. Infatti il divertimento scaturisce dalle domande assurde e soprattutto da ragionamenti e ipotesi che gli altri fanno sulla vita privata o sui ragionamenti del giocatore di turno… che a sua volta si troverà talvolta spiazzato dalle domande e riderà sotto i baffi a sentire i ragionamenti altrui. Ovviamente molte domande avrebbero come risposta “nessuna delle due” ma il gioco obbliga comunque a fare una scelta e questa è spesso la parte divertente che da vita a immense discussioni ipotetiche. Vi assicuro che col gruppo giusto riderete davvero tanto, ancor più se al tavolo c’è qualche coppia.
Il problema però è tutto qui, ovvero “il gruppo giusto”. Infatti per far funzionare questo gioco è fondamentale che le persone al tavolo si conoscano già perché fatto tra estranei diventa casuale mancando ogni elemento per ragionare sulle scelte che farà. Questo non vuol dire che tutti debbano conoscere bene tutti e va benissimo anche se ci si conosce in modo incrociato (nel senso che magari si è in sei al tavolo ma ognuno conosce bene solo 2-3 degli altri) però non funziona se giocato fra estranei.

Per il resto si tratta di un gioco veloce da spiegare, che si intavola in 2 minuti e che è facilmente comprensibile da chiunque, risultando quindi anche un ottimo gioco per mettere attorno al tavolo persone che di giochi non sanno nulla.
Aggiungo ancora come avvertimento che un 15% delle carte hanno riferimenti alla sfera privata o al sesso… nulla di troppo volgare e resta tutto sul goliardico (ad esempio se in quale stanza fai più spesso sesso o se è meglio tradire la persona con cui stai con un collega o con un amico/a) e in ogni caso con 400 domande è anche possibile scegliere di evitare certe tematiche. Il gioco resta comunque rivolto a un pubblico adulto, ragione del 18+ sulla scatola.

Va comunque precisato che le carte più goliardiche non fanno riferimento a situazioni reali (non esistono domande tipo “hai mai tradito il tuo partner”) ma a situazioni ipotetiche per quanto imbarazzanti: ad esempio una carta potrebbe chiederti “preferiresti che i tuoi colleghi ti sorprendessero a fare sesso in ufficio o intento a rubare la cancelleria?” il che ovviamente non implica né che tu faccia sesso in ufficio né che rubi, ma solo che scelga il tuo “meno peggio”.

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