scritto da
FΛB!O P.
Considerando solamente BGG, sono elencate 675 versioni del memory. Se dico che nella storia del gioco da tavolo ce ne sono 10 volte tante, sbaglio di tanto? Per difetto, forse. Allora cosa bisogna fare per proporre un titolo differente e meritevole di essere notato? Per esempio potrebbe funzionare al contrario, anzi, coi contrari. Se poi l’editore de Il circo dei contrari è il Centro Studi Erickson, diventa uno strumento divertente per rinforzare le funzioni esecutive e per sviluppare le abilità logiche. L’ha ideato Valentina Dutto, una logopedista che si occupa della riabilitazione dei bambini con disturbi del linguaggio e dell’apprendimento. È adatto a 2 o più giocatori di almeno 4 anni, le partite durano 10-15 minuti.
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Ringrazio l’editore per la copia recensore.
Leoni, tigri, clown… tutti i personaggi del circo sono alle prese con diverse situazioni e con i loro contrari. Riuscirai a ricordarti la posizione delle tessere e ad abbinarle correttamente tra di loro?

I COMPONENTI
La scatola di Il circo dei contrari, di dimensioni 90×90×110mm, contiene:
- il regolamento in italiano;
- 50 tessere 7×7 cm in cartone.
In effetti, c’è ben poco da commentare. Il cartone è spesso e le tessere risultano robuste. Le illustrazioni di Alessandra Psacharopulo sono molto gradevoli: curate e particolareggiate, permettono anche un arricchimento lessicale. Se volete vedere tutte le tessere, le trovate in questo video di unboxing:

LE REGOLE, OVVERO: COME SI GIOCA?
Preparazione: Selezionate le tessere del livello con cui volete giocare, mescolatele e disponetele a faccia in giù.
Svolgimento: Al vostro turno girate due tessere per associarle a coppie, in base alla qualità contraria della situazione illustrata (quadrato/rotondo, feroce/docile, morbido/duro…). Se si è in dubbio rispetto all’abbinamento, avvicinare i lati delle tessere nel punto dove si trova il simbolo bianco. Se il simbolo si completa con l’accostamento delle due tessere, la coppia è corretta e il giocatore prosegue il gioco (turno bonus). Altrimenti rimette le tessere al loro posto, coperte. Vince chi conquista più coppie.
Il regolamento completo lo potete trovare qui.

CONSIDERAZIONI & IMPRESSIONI
Nonostante ne abbiamo già una manciata di versioni diverse in casa, Alice e Ambra hanno accolto questa scatolina con curiosità ed entusiasmo. Da una parte c’è sicuramente la rassicurante meccanica della memoria, in cui sono più forti di noi; dall’altra erano colpite dal fatto che le tessere fossero diverse: inaudito!
Le prime partite le hanno fatte senza di me, bisticciando se usarle tutte (#teamAmbra) o una parte (#teamAlice). Per la primissima l’ha spuntata Ambra, ma, dopo aver asfaltato la sorella minore, ora Alice si rifiuta di giocare con tutte e 50. Com’è giusto, peraltro, poiché la proposta nel regolamento prevede una certa gradualità nell’introduzione delle tessere da utilizzare, variandone il numero o la modalità di gioco, da bambini che si trovano a livelli diversi nello sviluppo delle competenze.
In pratica Il circo dei contrari è una piccola palestra per la mente. La memoria e la concentrazione vengono ovviamente allenate nel ricordare la posizione delle coppie da abbinare (come in tutti i memory), però in più il contenuto specifico (gli opposti) stimola intensamente la memoria di lavoro, necessaria per trattenere le informazioni il tempo sufficiente per poterle elaborare e trovare le associazioni corrette. Un’attenzione flessibile, focalizzata e sostenuta permette di tenere a mente più informazioni contemporaneamente.

Così ora se gioca anche Alice si usano le tessere del livello 1 o, meglio, quelle più le sue preferite del livello 2. Se gioca solo Ambra si buttano tutte sul tavolo e si mescolano insieme. In entrambi i casi, noi grandi dobbiamo sperare di accumulare abbastanza vantaggio nella prima metà della partita da sopravvivere alla seconda, quando le tessere sono state viste quasi tutte e comincia un massacro di turni bonus per le bambine.
Una cosa che invece avevo sottovalutato in fase di lettura regolamento è la possibilità di autocorrezione: verificare autonomamente o attraverso il confronto con i compagni la correttezza della corrispondenza. Mi sembrava un aspetto un po’ tecnico, da pedagogisti. Le mie figlie hanno compreso subito il meccanismo, fiere di arrangiarsi. Nelle prime partite è stato effettivamente la conferma che l’abbinamento era esatto (alcuni soggetti tornano su più illustrazioni e non si capisce sempre al primo colpo se la coppia è corretta). Ora che sono state interiorizzate, i simboli che si completano restano un piacevole gioco nel gioco.
Come lato negativo direi che l’ostacolo principale è quello di appartenere all’inflazionata categoria dei memory. Difficilmente chi ne ha già uno (o più) in casa ne vorrà un altro, sebbene meritevole. Però se siete sprovvisti, se volete una variante interessante o se dovete fare un bel regalo, questo è sicuramente un memory da tenere un alta considerazione. Per Ambra e Alice è il migliore.

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Ecco qui in elenco le cose che Alice (4 anni e 1 mese) e gli altri bambini che hanno giocato con lei hanno potuto imparare – o ripassare – giocando a Il circo dei contrari:
- sviluppare l’autoregolazione emotiva, cognitiva e comportamentale, perché prevede il confronto con gli altri e la condivisione di semplici regole;
- attivare il pensiero critico e stimolare il confronto tra pari sui contrari;
- esercitare le funzioni esecutive, importanti per lo sviluppo degli apprendimenti scolastici di base;
- investire energia e impegno in un’attività piacevole e divertente.
LE ETÀ GIUSTE PER GIOCARCI
La scatola riporta 4-99 e le mie figlie confermano. Le tessere sono divise in due livelli: si inizia con una quantità limitata per apprendere la meccanica, per poi aumentare le coppie e la sfida. La proposta di gioco, organizzata per quantità e qualità delle immagini, permette di personalizzare lo stimolo in base alle competenze dei nongrandi. Ma il regolamento è ancora più dettagliato in merito.
I bambini più piccoli (4-5, come Alice) possono essere introdotti al gioco con le carte scoperte e con una quantità limitata di tessere (livello 1), da incrementare gradualmente secondo le risposte del bambino. I giocatori si sfidano per ridurre le durate delle partite, con effetti positivi per l’autostima. Descrivere e nominare – assieme all’adulto – cosa è raffigurato stimola, inoltre, l’espressione verbale e insegnerà loro ad astrarre la qualità che caratterizza il contenuto della tessera dal disegno.
I bambini più grandi (6-7), che desiderano interagire con i pari, sono facilmente portati – dalla particolare richiesta associativa dei contrari – alla condivisione e al confronto sui possibili abbinamenti delle coppie. Questa dinamica ha importanti effetti sulla capacità di espressione delle idee e dei ragionamenti attraverso il linguaggio verbale.
Nei ragazzini più grandi (8-9+, come Ambra) il gusto e il piacere di sfidare gli adulti, oltre che i coetanei, accresce la motivazione all’impegno e produce un senso di autoefficacia che deriva dal poter controllare in autonomia la correttezza della propria associazione, tramite il meccanismo dell’autocorrezione offerto dai simboli.
Gli adulti giocano volentieri insieme ai bimbi, con la certezza della sconfitta, ma anche di passare del tempo di qualità.

MIA MOGLIE DICE COSE
«Il circo dei contrari è l’ennesimo memory. Questo è il pensiero che avranno tutti i giocatori appena lo vedranno. Non i bambini, eh. Per i bambini i memory non sono mai troppi. Nei genitori, però, quella sensazione di “ancora” salterà fuori prorompente. Anche perché, molto spesso, i nostri figli sono molto più bravi di noi in questi giochi e per cui un po’ ci siamo stancati di farci stracciare da loro.
Superata la prima sensazione di déjà vu, scopriremo delle tessere ben disegnate e divertenti. La prima partita non è per niente scontata, anzi, bisogna un po’ ragionarci sulle scene per accoppiarle.
Credo che, al di là del gioco previsto, i contrari possano essere un mezzo per altre attività coi bambini. Può essere utile per loro per capire alcuni concetti, che noi diamo per scontati, ma che per loro sono tutti da scoprire. Anche solo un fuori o un dentro, può essere mostrato in modo divertente e chiaro da questi disegni.
Un gioco da scoprire e da plasmare sui vostri pargoli!»
MIA FIGLIA DICE COSE
«È il mio memory preferito. Io ho sei memory [sigh – NdF]. Le mie coppie preferite sono INTERO – A PEZZI e CALDO – FREDDO.»
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— Alcune immagini sono tratte dal sito ufficiale, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
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