Hi Fisch, questo il titolo di Igel-Spiele che affianchiamo alla presentazione dell’editore di questa mattina. Autore, come per tutti i titoli Igel-Spiele, Oliver Igelhaut e le grafiche sono a cura di Christof Tisch. Pronti a muovere un po’ di sabbia per pescare i pesci più grandi … o chissà pescare le piccole e preziose aringhe.
I Materiali
La scatola di Hi Fisch:
- ventinove carte pesce;
- sette carte squalo;
- un’isola in cartoncino spesso;
- dieci conchiglie di legno.
Illustrazioni carine, grammatura corretta, impatto visivo positivo; non c’è niente che faccia sbrilluccicare gli occhi, ma nemmeno qualcosa di fuori posto. Materiali OK!

Il gioco … ovvero eccovi le regole
Al proprio turno il giocatore sceglie una carta e la gira una: se scopre uno squalo a caccia, deve scegliere e rivelare un’altra carta, finché a quando non troverà una carta con un pesce con il numero. Se sulla carta scelta c’è una conchiglie, questa viene posizionato sulla grossa tessera isola. Quando viene rivelato uno squalo questo mangerà il pesce di valore più grande tra quelli rivelati e così via progressivamente per ogni squalo rivelato.
Chi ha il numero più grande sarà in vincitore della manche e raccoglierà tutti i pesci più piccoli della sua stessa specie, mentre quelli rimasti verranno nuovamente girati, nella stessa posizione; il vincitore della manche raccoglierà anche tutte le conchiglie scelte sull’isola. Il vincitore del round inizierà il turno successivo.
Alla fine ogni conchiglia varrà un punto ed ogni carta pesce varrà, ugualmente, un punto, ad eccezione delle aringhe che varranno due punti; chi ha il maggior numero di punti sarà il vincitore in caso di pareggio vince il giocatore con il pesce di maggior valore numerico. Nel caso si giochi in due ogni turno consisterà in una doppia pescata, per il resto il gioco procede esattamente come indicato sopra.
La firma di Davide … ovvero cosa si potrebbe imparare in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “se il tuffatore pensasse sempre allo squalo, non metterebbe mai le mani sulla perla)”, dal poeta persiano Sa’di Shirazi.
Ecco quindi in elenco le cose che si possono imparare giocando a Hi Fisch:
- che la fortuna se ti gira bene (o male) può essere assolutamente determinante in un gioco;
- a valutare il rischio di prendere o meno un punto extra o regalarlo agli avversari;
- l’importanza della memoria;
- che gli squali sono proprio cattive persone (ehm animali).

Considerazioni Personali / Impressioni
Fortuna! Se volete testare se in un certo giorno siete fortunati o meno potete sicuramente usare Hi Fisch! come appare chiaro già dalla sola lettura delle regole. Il meccanismo giro la carta più alta è molto semplice e il fatto che tutti abbiano un numero a rappresentarli fa sì che tutti i giocatori, sempre, si possano sentire in gioco; anche pescando lo squalo, avendo diritto ad una pesca sino a quando non si è rappresentati numericamente.
Oltre alla fortuna una piccola azione che ci permette di valutare come procedere nel gioco è se prendere o meno una carta nascosta da una conchiglia. Le conchiglie sono punti e posso rappresentare un buon bottino, soprattutto in relazione al punteggio finale; bisogna quindi valutare e assumersi il rischio se prendere o meno una carta nascosta da una conchiglia; chiaramente è conveniente prendere questa tipologia di carte se si è ultimi, o verso la fine del giro anche se poi l’arrivo di uno o più squali può scombinare tutti i calcoli.
Squali, pesci e …
Le carte squalo sono sette e su questo si possono fare delle piccole considerazioni, ovvero se sono uscite o meno un certo numero e arrischiare se prendere o meno la carta con la conchiglia avendo una maggior possibilità di incrementare il proprio punteggio, qualora si giri il pesce più grande.
Tra i ventinove “pesci numerici”, ci sono cinque piccole aringhe, ci sono otto pesci trombetta di media taglia, otto le razze piuttosto grandi e otto minacciosi serpenti marini, con i numeri a crescere rispetto a come indicato. Personalmente avrei cambiato la curva numerica dei pesci di modo da avere più facilità a prendere le acciughe che valgono, diversamente da tutti gli altri pesci, due punti a fine partita. Nella non poche partite giocate, infatti, solo un paio di prese sono state fatte con le aringhe ed in un solo caso questa presa è risultata determinante per decretare il vincitore.

Un altro gimmick
L’altro piccolo aspetto interessante, e che quasi mai manca nei giochi per i più piccoli, in cui l’autore si è specializzato, è il dare un peso al fattore memoria (oltre a quello degli squali già sopra evidenziato); con l’avanzare della partita, infatti, chi ha memoria dovrebbe conoscere le posizioni dei pesci nell’acqua risultando quindi avvantaggiato nella scelta di quale carta pescare (e se pescare una carta già vista piuttosto che una carta nuova).
Piccola nota di merito il fatto di aver pensato ad una modifica delle regole qualora si giochi solamente in due giocatori.
[NdR questa recensione poteva uscire come nonsolograndi ma, personalmente, ho scelto da farla uscire oggi per accompagnare l’interessante intervista che ci ha lasciato Oliver e che potete, eventualmente, leggere qui.
Aggiungo, quindi, che il gioco può essere tranquillamente giocato a partire dai sei anni e può far divertire nongrandi e adulti insieme e direi che difficilmente vedrà il tavolo tra solo adulti, invece; mentre sarà piacevolmente giocato da soli bambini sicuramente per tutta la scuola elementare].
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