*Ele*
Dopo Kinoko e Barrakuda, completo la rassegna delle novità di Helvetiq presentandovi Oh My Ring! di Olivier Mahy, un gioco di velocità e destrezza in cui dovremmo ricreare la combinazione proposta con gli anelli colorati sulle dita, ma con differenti limitazioni.
Il titolo intrattiene da 2 a 4 giocatori di età superiore ai 10 anni, per una durata di 15 minuti circa.
Ringrazio l’editore per la copia recensore.
COMPONENTI
La scatola, a forma di cubo, è delle dimensioni: 11×11×11 cm. Al suo interno troverete: 32 anelli in 4 colori, 55 carte e il regolamento multilingua, italiano compreso.
I protagonisti di questo gioco sono gli anelli in legno, abbastanza grandi e piacevoli da maneggiare, suddivisi in 4 diversi colori: blu, giallo, verde e rosso.

Completano la dotazione le carte, frontalmente troviamo le combinazioni di anelli che dobbiamo raggiungere, sul lato opposto c’è l’indicazione delle restrizioni da applicare.
Le illustrazioni sono prettamente iconografiche e seppure poco personalizzate risultano comunque molto chiare e facili da apprendere.
La produzione è curata in ogni aspetto e i materiali sono di buona fattura.
COME SI GIOCA
Vengono distribuiti 8 anelli, due per colore, ad ogni giocatore, che deve posizionarne uno per ogni dito, pollici esclusi.
Si gioca tutti contemporaneamente e la sfida inizia rivelando una carta che richiede una precisa disposizione degli anelli sulle dita, in una o entrambe le mani. Gli anelli non si possono mai afferrare, ma devono scorrere tra uno e l’altro unendo i polpastrelli.

La carta coperta che, invece, si trova in cima al mazzo, espone sul suo dorso un particolare simbolo che rappresenta una regola precisa da applicare al round in corso.

Il primo giocatore che riesce a ottenere la composizione lo annuncia agli altri giocatori esclamando “Oh mio anello!” e ottiene la carta corrispondente se non si riscontrano errori; chi riesce ad ottenere per primo la 5° carta è il vincitore.
Il gioco prevede anche una modalità a squadre ed una semplificata.
CONSIDERAZIONI
I giochi di destrezza mi attirano da sempre e questo nuovo titolo della Helvetiq richiede una manualità tutta particolare visto che maneggiamo degli elementi insuali, gli anelli. Di per sé l’obiettivo è lineare: ricreare la combinazione proposta sulla carta, concentrandosi sulle dita e sui colori corrispondenti, ma aggiungendo le limitazioni, la concitazione per il tempo che scorre, si trasforma in un compito tutt’altro che semplice.

I dorsi delle carte offrono varie regole, restrizioni tra le più disparate e pure di differenti difficoltà. Capiterà di dover invertire i colori, di dover ricordare la composizione a memoria o di far scorrere gli anelli sotto il tavolo senza vedere nulla!
Partita dopo partita, si acquisisce più abilità e pure il tempo necessario a soddisfare le combinazioni migliora, anche se alcune restrizioni restano ostiche, ma ben presto si vorranno sperimentare le carte con 2 mani, le più complesse. Difatti giocare con una sola mano risulta più semplice visto che si può sfruttare l’altra per parcheggiare temporaneamente gli anelli.

Gli anelli non sono affatto stretti e una delle difficoltà durante i passaggi da un dito all’altro sarà proprio quella di non farli scivolare e cascare, perdendo tempo prezioso.
La rivincita si concede sempre molto volentieri, sia per la durata contenuta sia per le risate che accompagnano tutta la sfida, specialmente se giocate a squadre! In questa modalità si fanno scivolare gli anelli tra le dita del compagno di squadra, per cui è richiesta un’ulteriore dose di coordinazione, con gli anelli che rotolano irrimediabilmente ovunque.

Il regolamento è ben strutturato ed esplicativo, con una curva di apprendimento rapida, grazie anche a un’iconografia parlante. Il titolo è adatto a chi predilige i giochi di abilità considerando però che si celano sfide frenetiche, è richiesta rapidità e ci si può sentire sotto pressione.
Lati negativi? Può innervosire chi non ama le sfide frenetiche.
La scalabilità è buona, non ho trovato differenze sensibili, probabilmente lo preferisco in più giocatori per il clima scanzonato che si crea, specie giocando a squadre.
CONCLUSIONE
Oh My Ring! si è rivelato un gioco di velocità e destrezza fuori dagli schemi che sfoggia dei componenti inusuali e richiede una manualità particolare. Seppur semplice nei meccanisimi, all’atto pratico le combinazioni, le limitazioni e il tempo che scorre rendono il compito tutt’altro che banale. Le sfide sono frenetiche e divertenti con la possibilità di giocare anche a squadre e accompagnate da un clima scanzonato.
OBIETTIVI LUDICI
Con questo paragrafetto in coda alle mie recensioni unisco le mie 2 grandi passioni: fotografia e giochi da tavolo.

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