scritto da
Matte
Continuiamo con le nostre classifiche e questa volta torniamo a parlare di un autore in particolare. Dopo aver parlato di Stefan Feld, Alex Randolph, Reiner Knizia, Vital Lacerda e Alexander Pfister, stavolta andiamo a scomodare uno degli autori più famosi ed influenti nel settore: parliamo infatti di Uwe Rosenberg, autore che non ha bisogno di presentazioni.
Uwe Rosenberg (nato a Aurich in Germania nel 1970) ha studiato statistica portando come tema della sua tesi la distribuzione della probabilità in Memory. Proprio in quegli anni da studente Uwe creò il suo primo grande successo: Semenza (o Bohnanza in tedesco) che vide la luce nel 1997.
Da quel momento la sua carriera è andata in crescendo, fondando assieme ad altri autori la casa editrice Lookout Games con cui pubblica diverse espansioni di Bohnanza fino a giochi più complessi caratterizzati da un tema economico di fondo, il primo dei quali è Agricola, seguito poi da Le Havre e molti altri.
Questa TOP 5: Uwe Rosenberg rappresenta, come già le precedenti classifiche basate su un autore in particolare, la mia personale classifica dei cinque migliori giochi di Uwe Rosenberg. Una doverosa precisazione prima di cominciare: in questo ranking non c’è nessuna oggettività nella scelta dei titoli. Semplicemente, è la mia personale top 5 di giochi che ho realmente provato! Per cui, se secondo voi ho tralasciato un titolo che merita di stare in questa classifica, segnalatemelo e magari lo troverete inserito in una prossima edizione.
Senza ulteriori indugi passo ad elencare i migliori titoli partendo dalla quinta posizione per arrivare a quello che secondo me è il miglior gioco di Uwe Rosenberg.
Quinta posizione • Ora et Labora • Uwe Rosenberg • 2011 • 1-4 giocatori • 60-180 min • 13+

Acquisto questo gioco direttamente al day one dell’edizione italiana, con hype a mille visto il nome dell’autore e delle mie esperienze pregresse con Agricola e Le Havre. Un nuovo gestionale di Rosenberg? Regalo perfetto per il compleanno di mia moglie! Che infatti apprezza e lo mette subito sul tavolo per provarlo.
Il gioco in realtà ci ha leggermente spiazzato, dato che sì è sempre un economico ma ha una meccanica completamente diversa, quella delle rotelle già notate in Le Havre Ancora in Porto (a proposito, voi come lo leggete?! Ancora come “di nuovo” o Ancora come l’ancora della nave? Scrivetelo nei commenti!) e che poi rivedremo anche in Glass Road. Eppure nonostante siano passati più di 10 anni, il gioco resta tuttora valido.
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Quarta posizione • Festa per Odino • Uwe Rosenberg • 2016 • 1-4 giocatori • 30-120 min • 12+

È da molti considerato un po’ la summa di tutte le meccaniche che il nostro Uwe ha utilizzato negli anni, dove anche i polimini di Patchwork sono inseriti all’interno di questo gioco enorme. Eppure vi dico che questo Banchetto per Odino altro non è che l’evoluzione di Fields of Arle: stessa meccanica, stesse dimensioni di scatola (con tantissimo materiale) ma con la differenza che se questo regge fino a 4 giocatori, Fields of Arle è un gioco da 2 (arriva a 3 con l’espansione di difficile reperibilità).
In Odino dovremo cercare di esplorare, cacciare, costruire, allevare… insomma, in effetti sì, c’è tutto quello che Rosenberg ha utilizzato nel corso della sua carriera. Ma lo fa con la giusta cognizione di causa, per mettere sul mercato un gioco che può avere richiami ad altre sue opere, ma non un copia-incolla.
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Terza posizione • Patchwork • Uwe Rosenberg • 2014 • 2 giocatori • 20 min • 8+

Semplice ed immediato, eppure profondo ed ogni volta diverso. In poche parole splendido.
Patchwork non ha bisogno di molte altre parole. Sono convinto che tutti voi che state leggendo questa top 5 lo avrete già in collezione e quindi non devo dirvi nulla che non sapete già. Se invece mi stessi sbagliando, sappiate che Patchwork è davvero uno dei migliori giochi per 2 giocatori. Vi consiglio quindi di leggere la nostra recensione per avere un’idea più approfondita.
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Seconda posizione • Agricola • Uwe Rosenberg • 2007 • 1-5 giocatori • 30-150 min • 12+

Per importanza ludica Agricola dovrebbe essere sul gradino più alto del podio, ma visto che questa top 5 è basata solo ed esclusivamente sui miei gusti personali ecco che si prende una medaglia d’argento.
Agricola è stato uno dei primi giochi di piazzamento lavoratori, meccanica poi sfruttata nel corso degli anni da praticamente tutti gli autori al mondo. Eppure cosa lo rende così speciale? La grande variabilità data dalle carte, la profondità delle scelte da fare, sia per la scelta dell’azione da compiere sia per le carte da utilizzare… E poi, diciamolo, che belli sono i vegimeeple e gli animeeple?!
Pietra miliare del gioco da tavolo, non posso che consigliarvelo a gran voce!
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Prima posizione • Le Havre • Uwe Rosenberg • 2008 • 1-5 giocatori • 75-150 min • 12+

Uno dei miei giochi preferiti in assoluto. Meccaniche semplici, snelle e fluide (almeno nelle fasi iniziali, poi la quantità di possibilità aumenta in modo esponenziale) rendono Le Havre un gioco davvero imprescindibile, tanto che per molti anni è stato il gioco più intavolato in casa grazie anche all’adorazione che mia moglie ha sempre avuto.
Nel corso del gioco dovremo raccogliere risorse, trasformarle e costruire edifici e/o navi nel porto di Le Havre. Per fare tutto questo avremo un lavoratore che andrà in giro per edifici (nostri o di altri giocatori, purché non già occupati) o per moli a raccogliere una specifica tipologia di risorse.
Il gioco ha una grandissima variabilità data dalle carte edificio standard (che si possono presentare in modo diverso ad ogni partita) e dalle carte edificio speciale, che in determinati momenti vengono costruiti dalla città stessa. Ma è soprattutto la meccanica di trasformazione risorse che mi ha fatto innamorare di Le Havre, ed è in questo aspetto in cui si trova la vera grande differenza rispetto alle altre creazioni di Rosenberg.
Il gioco inizialmente uscito nel 2008 (in italiano nel 2009 con Stratelibri) ha avuto una sorta di big box (arrivata in Italia nel 2014 con uplay edizioni) comprendente anche una mini espansione. Purtroppo questa è l’ultima arrivata in italiano e spero che una nuova edizione venga data alle stampe da parte di asmodee che ha già curato le altre opere di Uwe Rosenberg (dal recente Hallertau alla ristampa di Agricola).
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Questa è la mia Top 5 di Uwe Rosenberg, anche se mi sento quasi in colpa per non avere inserito tra i primi 5 titoli Fields of Arle che davvero mi aveva sorpreso come gioco per soli 2 giocatori. Potrei anche stilare una Flop 5 sempre di questo autore, soprattutto per via del suo riciclare meccaniche o design già visti aggiornandoli magari con solo qualche piccola modifica.
Soprattutto, alla domanda “È meglio Agricola o Caverna?” io rispondo Agricola, ma è anche una preferenza personale. Caverna lo ritengo molto più largo, con molte più scelte possibili, mentre Agricola è decisamente più sfidante, più cattivo per certi versi.
Quindi, arrivati alla fine di questa lunga carrellata, siete d’accordo con me o avete un ordine di preferenza diverso? Fatemelo sapere nei commenti!
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