Ben scritto da
LucaCiglione
Deckscape: nel paese delle meraviglie è un gioco creato da Silvano Sorrentino e Martino Chiacchiera ed illustrato da Alberto Bontempi. Edito da dV Games è un’escape Room da circa 60 minuti e creata per partite da 1 a 6 giocatori di almeno 12 anni.
“Un coniglio bianco, un cappellaio mezza matto e uno strambo gatto sono solo alcuni dei personaggi che incontrerai nel mazzo. Da diventarci pazzo! Cerca di non perdere la testa… e di non fartela tagliare dalla Regina di Cuori!“

DECKSCAPE CHE?
Per chi non lo sapesse, Deckscape è una serie di escape Room composta da diversi titoli. Ogni scatola, al cui interno vi sono da sole carte (o quasi), fa della portabilità e del poter essere giocata ovunque, in modo intuitivo e senza preparazione di sorta, la sua forza.
Silvano Sorrentino e Martino Chiacchiera hanno cercato negli anni di divertirsi, e ovviamente anche stupire ed accontentare il pubblico, sfidandosi a creare ogni nuova uscita della serie utilizzando tematiche e meccaniche diverse. Abbiamo ad esempio l’escape room cooperativa (Ciurma contro Ciurma), quella horror (Il Castello di Dracula) e così via.
Possiamo quindi scegliere tra le varie scatoline quella che per tematica o meccanica è più nelle nostre corde avendo a disposizione nel momento in cui scriviamo ben 10 uscite.

DISCLAIMER
Alice nel Paese delle Meraviglie è una storia, un cartone, un libro che non mi è mai piaciuto e per il quale ho sempre avuto una certa repulsione. D’altro canto amo le Escape in generale e le Deckscape. Quindi in questa recensione ci sono due anime opposte che si scontrano e che spero non influenzino troppo il mio giudizio.
COSA TROVO NELLA SCATOLA
Nella scatola troviamo come al solito il mazzo con 64 carte ed uno specchietto in cartoncino.
Le carte hanno il solito formato maxi e sono ben illustrate da Bontempi che riesce a ricreare le atmosfere di Alice, pur dando una propria interpretazione che, a mio parere, funziona bene.
Lo specchietto riflette bene ed è funzionale all’uso.

COME SI GIOCA (UN RIASSUNTO DELLE REGOLE)
Ogni scatola di Deckscape ha meccanismo davvero immediato, perché non c’è nessun manuale e il gioco, di fatto, si spiega da solo leggendo una carta dopo l’altra.
All’interno della scatola c’è, infatti, un mazzo composto da una sessantina di carte (variano poi da scatola a scatola) double face (numerate in alto a sinistra) e non si deve far altro che iniziare a leggere il testo presente sulla prima e poi seguire le istruzioni.
Quando ci troviamo di fronte a un’enigma, dovremo guardare le carte a nostra disposizione e, insieme, ipotizzare una soluzione. Una volta che tutti sono d’accordo si gira la carta e, sul retro, si guarda la soluzione. Rispondere sbagliato ci farà prendere delle penalità, che influiranno sul nostro punteggio finale.
Il tipo di sfide proposte è vario: a volte si tratta di identificare grazie al colpo d’occhio schemi o forme,
altre di entrare nella logica di sequenze, altre ancora di cogliere il significato di piccole frasi in relazione a disegni proposti. Compaiono, inoltre, anche degli oggetti che devono essere combinati per capire come
procedere, contenendo essi indizi utili a capire come risolvere certi indovinelli o quesiti.
A livello pratico, se ci si trova di fronte a carte che bloccano, bisogna accettare di prendere una penalità e girare la carta, procedendo oltre.
Il tutto, comunque, si risolve nel giro dell’oretta o poco più promessa dalla scatola.

PAROLE FORTI (COSA NE PENSO)
Credo che questa scatola di Deckscape sia davvero molto particolare e che, nel giocarla, o la si ami o la si odi. In questo senso ammiro tantissimo Silvano Sorrentino e Martino Chiacchiera perché, per realizzare un prodotto potenzialmente così divisivo, bisogna avere molto coraggio.
I due autori, in questa Escape Room, prendono la storia di Alice e la ricreano sulle carte. Ma non solo ci faranno incontrare in sequenza, il Bianconiglio, lo Stregatto, Il cappellaio Matto e gli altri personaggi, ma anche gli enigmi ed i giochi che ci proporranno saranno completamente calati nello spirito, folle e surreale della storia.
Questo, capite, ha richiesto un lavoro importante nel game design ma ovviamente, spiazzerà chi si vuole mettere alla prova con qualcosa di molto concreto. Sgombriamo subito il campo dalle ipotesi, in Deckscape: Nel paese delle Meraviglie il pensiero laterale e l’immergersi nelle regole del mondo che stiamo esplorando sono condizioni obbligatorie per risolvere l’escape Room con un buon punteggio.
Se siamo persone pronte ad adattarci, dopo un momento di smarrimento nei primi enigmi, nei quali sembrerà che il gioco si prenda beffe di noi, riusciremo ad entrare nel mood della partita e sicuramente ci divertiremo moltissimo.
Se invece, non riusciamo a fare questo passo, o semplicemente stiamo ricercando qualcosa di diverso, beh allora la partita potrebbe diventare a tratti frustrante.
Nel mio gruppo, io, pur non amando Alice, mi sono comunque divertito proprio per la stranezza degli enigmi, davvero inaspettati. Un altro compagno al tavolo, molto razionale, invece, è stato infastidito dai continui nonsense della partita.
Rispetto alla maggior parte delle Deckscape precedenti, mancano i suggerimenti, trasformati in un enigma tra i più divertenti della partita . Vi è poi un vero e proprio giochino fatto con le carte, per simulare il labirinto che, secondo me, è geniale e probabilmente la parte più innovativa e peculiare di questo Deckscape: Nel paese delle Meraviglie.
Gli enigmi
In generale, a parte essere diversi da quanto abbiamo visto nelle uscite precedenti, gli enigmi, seppur bizzarri, una volta cominciato a pensare nel modo richiesto dal paese delle Meraviglie, risultano, tutto sommato, relativamente semplici e adatti a tutti.
Possiamo dire che la scatola ha quindi una difficoltà medio bassa e un tasso di surreale alto. In ogni caso, dovreste riuscire a rimanere nell’ora di gioco prevista, senza troppi patemi.

IN QUANTI CI GIOCO
Non ho trovato grandi peculiarità in questa scatoletta che mi facciano cambiare l’idea che Deckscape dia il meglio di se in 2- 3 persone, per avere abbastanza “menti” al tavolo, riuscendo comunque a vedere tutti le carte e a poterle maneggiare senza problemi.
A parte questa osservazione, giocare in solo o in più giocatori non toglie nulla all’esperienza, risulta magari solo meno ergonomico.
CONCLUSIONI
Deckscape: nel paese delle meraviglie è una Escape Room sicuramente ambiziosa e diversa da qualsiasi altra abbiate mai giocato. Gli enigmi non sono incastrati nella storia, ma ne fanno parte e sono completamente immersi nel mood del Paese delle meraviglie, creando un gioco molto ambientato e coinvolgente. Di contro, proprio per questa sua stranezza, potrebbe non essere particolarmente apprezzata da chi è molto razionale o non ha voglia di “giocare” e vorrebbe solo risolvere enigmi più classici.
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Ringraziamo dv Games per la copia review
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