Scritto da
LucaCiglione
Lost in Adventure – Il labirinto di Dedalo è un gioco che vuole simulare un’avventura punta e clicca per 1-6 Giocatori a partire dai 10 anni di età con una durata prevista di circa 90 minuti. Edito nel 2024 da DV Games questo gioco creato da Marco Pranzo ed illustrato da Guillaume Tavernier ci trasporterà a Creta, nel mondo del Minotauro e dei miti greci
” Il mito del labirinto ha affascinato per secoli l’intero mondo: vestite i panni dell’eroe della storia, e tuffatevi alla ricerca del Minotauro, in un’avventura che corre in bilico tra mito e realtà”

COMPONENTI E MATERIALI
Siamo di fronte ad una scatola quadrata di 18 centimetri piuttosto compatta al cui interno troviamo:
- 1 Pedina Eroe
- 8 Segnalini Favore
- 44 carte Scenario
- 40 carte Oggetto
- 80 Carte Interazione
- 10 Carte Profezia
Il materiale di Lost in Adventure è in linea con gli standard tipici di questo genere di giochi. Le carte sono di buona qualità, robuste e, non essendo soggette a frequenti mescolamenti, risultano particolarmente resistenti all’usura. Il cartoncino utilizzato per gli elementi di gioco è spesso e di buona fattura, garantendo una durata nel tempo anche con un utilizzo prolungato.
Dal punto di vista grafico, il lavoro di Guillame Tavernier è ben curato e appare perfettamente in sintonia con la narrazione e l’ambientazione del gioco. Le illustrazioni riflettono in modo efficace i temi e i topos dell’antica Grecia, contribuendo a immergere i giocatori nel mondo mitologico che il gioco intende evocare. Le scelte stilistiche e cromatiche rafforzano l’atmosfera epica, rendendo l’esperienza visiva non solo piacevole, ma anche coerente con il tono del racconto e l’epoca storica rappresentata.

COME SI GIOCA
Lost in Adventure: Il Labirinto di Dedalo è un gioco che simula l’esperienza di un’avventura punta e clicca per PC. I giocatori esplorano le carte Scenario, osservando attentamente cosa vi è disegnato sopra e interagendo con gli oggetti per poi combinarli tra loro, avanzando nella storia e scoprendo nuove aree. Le meccaniche di movimento sono intuitive: ci si può spostare tra le carte Scenario coperte in modo ortogonale, ma solo quando ci sono delle frecce a collegarle. Una volta rivelate, il movimento diventa libero, permettendo di esplorare senza vincoli.
Girando le carte Scenario, si trovano numeri che rimandano alle carte Interazione, che possono essere più di una, e rappresentano oggetti, persone o elementi con cui si può interagire. Queste interazioni variano: in alcuni casi basta leggere la carta, in altri è necessario combinare oggetti tra loro. Quando si tenta una combinazione, si sceglie tra gli oggetti raccolti, e sul retro della carta si scopre se la scelta è corretta o sbagliata, con le relative conseguenze. Di solito, un’interazione riuscita permette di prendere una nuova carta Oggetto dal mazzo e conservarla per utilizzarla in futuro.
Il gioco introduce anche la meccanica dei Segnalini Favore, che diminuiscono in caso di scelte sbagliate. Nel corso dell’avventura, si possono sbloccare carte Profezia che permettono di recuperare Favore, ma avere poco Favore può limitare le esplorazioni future e influire sul punteggio finale. Questa meccanica strategica arricchisce l’esperienza di gioco, in cui le decisioni influenzano non solo il progresso ma anche il risultato complessivo, rendendo l’avventura coinvolgente e ricca di sfide.

OPINIONI
Faccio una premessa: adoro le avventure grafiche punta e clicca e conosco a memoria tutti gli insulti di Monkey Island, la cui colonna sonora è addirittura la mia suoneria del telefono. Questo per dire che il mio approccio a un gioco che vuole simulare esattamente quell’esperienza potrebbe essere influenzato da questa vasta conoscenza pregressa, portandomi a rilevare come difetti alcune caratteristiche che, in realtà, dipendono semplicemente dal cambiamento di media. Detto ciò, parliamo di Lost in Adventure: Il Labirinto di Dedalo e vediamo cosa funziona e cosa no.
La storia ha un impatto notevole, specialmente per chi ama il genere letterario o è curioso riguardo ai miti. Il lavoro di trasposizione è ben fatto e piacevole da riscoprire, con alcuni momenti divertenti nei quali scopriamo che le cose non sono andate proprio come narrato nei miti (Icaro è davvero volato via dal labirinto con ali di cera?).
Il gioco è anche abbastanza intuitivo nelle meccaniche: ci si muove, si raccoglie, si interagisce. Tuttavia, è proprio nell’ergonomia e nel passaggio dal videogioco al gioco da tavolo che questa semplicità si perde completamente. Nel gioco da tavolo, nonostante sarebbe stato difficile fare diversamente, la situazione si complica. Per esempio, giro la carta Scenario e vedo una torcia per terra. A questo punto, devo cercare la carta Interazione che rappresenta una torcia, decidendo di interagire con la carta “torcia” usando la mia carta “mano”. Come risultato, ottengo un oggetto torcia da prendere dal mazzo oggetti. Risulta evidente quanto questo sistema sia laborioso rispetto all’esperienza videoludica, dove basterebbe vedere la torcia, cliccare su di essa e trovarla immediatamente nell’inventario.
Ergonomia e Difficoltà
Ecco, è in questa mancanza di ergonomia, nel dover destreggiarsi tra una moltitudine di carte che si prendono, si spostano e si rimettono a posto, che l’esperienza di Lost in Adventure: Il Labirinto di Dedalo può diventare un po’ macchinosa, specialmente se non si dispone di uno spazio adeguato.
Un’altra osservazione riguarda la difficoltà del gioco. Dopo varie partite, ritengo che Lost in Adventure debba essere vissuto più come una storia interattiva che si dipana davanti ai nostri occhi, piuttosto che come una sfida simile a quella di una escape room. Affrontarlo con l’aspettativa di risolvere enigmi complicati potrebbe portare a delusioni. La maggior parte delle azioni da compiere è chiara e i giocatori difficilmente si troveranno bloccati. Questa facilità può essere vista come un limite, poiché nei videogiochi è possibile creare enigmi più complessi, lasciandoci vagare tra una moltitudine di punti di interesse, cosa impossibile da riprodurre su carta.
Ho trovato interessante la gestione dei segnalini Favore; non tanto perché sia facile perderli, quanto perché possono temporaneamente bloccare determinate aree. Tuttavia, l’autore ha posto rimedio a questo problema inserendo azioni facoltative che consentono di proseguire comunque. Un altro aspetto ben riuscito è il fatto che alcune informazioni vengano fornite durante la parte di lettura e conversazione con i personaggi. Ricordarsi di queste informazioni permette di avanzare speditamente, rendendo l’esperienza ancora più coinvolgente e dinamica.

IN QUANTI CI GIOCO
Siamo di fronte a un gioco che si presta ottimamente a essere giocato in solitario. Non è necessario avere molte menti al tavolo per risolvere i vari enigmi, il che lo rende ideale per chi desidera immergersi in un’avventura da solo. Tuttavia, nulla impedisce di giocare in gruppo. Anzi, avere più giocatori può favorire la gestione dei diversi mazzi, rendendo la partita più fluida e piacevole. Questa modalità di gioco risulta comunque divertente, ma non introduce particolari dinamiche di gruppo che possano stravolgere l’esperienza. Ogni partecipante può contribuire in modo individuale, mantenendo l’attenzione e l’interesse alto, senza che le interazioni tra i giocatori diventino un elemento centrale del gioco.
A CHI E’ RIVOLTO
Lost in Adventure: Il Labirinto di Dedalo è un gioco pensato principalmente per giocatori piuttosto occasionali, che sono alla ricerca di una storia interattiva da gustare con un livello minimo di interattività. Durante le mie prove, ha riscontrato un notevole successo tra i bambini in età scolare, dimostrando di essere un’ottima scelta per un pubblico giovane. In effetti, la raccomandazione di un’età a partire dai dieci anni sulla scatola potrebbe risultare persino eccessiva, considerando quanto i più piccoli possano divertirsi e partecipare attivamente all’avventura.
Tuttavia, non credo che Lost in Adventure sia particolarmente adatto a chi cerca una vera sfida, come quelle tipiche delle escape room o dei giochi investigativi. La semplicità delle meccaniche e la chiarezza degli enigmi potrebbero deludere chi desidera affrontare puzzle complessi e stimolanti. Il gioco è più orientato a una narrazione fluida e coinvolgente, piuttosto che a un’intensa interazione strategica o a sfide mentali elaborate. Pertanto, mentre offre un’esperienza piacevole e accessibile, è importante che i giocatori sappiano cosa aspettarsi, per evitare delusioni e per sfruttare al meglio il suo potenziale come avventura interattiva, piuttosto che come un gioco di abilità o ragionamento.

CONCLUSIONI
In conclusione, Lost in Adventure: Il Labirinto di Dedalo offre un’esperienza di gioco leggera e coinvolgente, ideale per chi cerca una storia interattiva da esplorare. Sebbene condivida alcune caratteristiche con le avventure grafiche punta e clicca, come l’esplorazione di ambienti e l’interazione con oggetti, presenta differenze significative nel modo in cui vengono gestiti gli enigmi e l’interattività. Mentre nelle avventure grafiche si può contare su una maggiore fluidità nell’interazione, con una semplice selezione di oggetti nell’inventario, il formato da tavolo richiede un approccio più laborioso, con l’uso di carte che possono appesantire l’esperienza.
Questo titolo si distingue per la sua narrazione accattivante e le meccaniche intuitive, perfetto per una serata di gioco spensierata. Tuttavia, coloro che cercano sfide impegnative o enigmi complessi potrebbero trovare l’esperienza un po’ troppo semplice. In definitiva, Lost in Adventure brilla nella sua capacità di coinvolgere i giocatori in racconto, ma fatica a trasportare nel mondo del gioco da tavolo quella linearità e quell’immediatezza proprie delle avventure Punta e Clicca che voleva ricreare.
Ringraziamo DV Games per la copia Review.
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
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