Mixtery Puzzle, questa la novità Clementoni che è stata presentata alla recente Play. I puzzle sono da 300 pezzi (con dimensione, quando completato, di 49 x 36 cm) ed hanno tre temi differenti Hacking Attack In London, Catch The Thief e The Pirate’s Treasure. Le considerazioni sono comuni ai tre puzzle, ovviamente, e per voi abbiamo avuto la fortuna di giocare con Catch The Thief e The Pirate’s Treasure.
Una volta ricomposto il puzzle, infatti, il gioco continua con dodici carte enigma per vivere un’avventura all’interno del puzzle appena creato. Tutti gli enigmi sono opera di Silvano Sorrentino (qui lo potete ascoltare nel nostro Podcast), mentre i disegni sono opera di Yvonne Campedel.

I Materiali
Ha poco senso parlare di materiali in questo gioco, composto dai 300 pezzi del puzzle e dalle undici schede “Mistero da Risolvere”. Clementoni ha una storia consolidata nella produzione dei puzzle e quindi non ci sono, ovviamente, problemi da questo punto di vista con i pezzi ottimamente definiti, che si incastrano facilmente e rimangono ben incastrati e il disegno è perfetto sull’incastro dei differenti pezzi. Le schede con le domande sono di buone dimensioni e multilingua con un carattere leggibile e un piccolo aiuto all’interno della stessa. Completa il materiale il libretto delle istruzioni con le soluzioni (spenderò a riguardo qualche parola in più successivamente).
Se posso fare una piccolissima rimostranza il fatto che la dimensione del pezzo del puzzle sulla scatola non sia in scala 1:1 con il pezzo reale che ci troviamo ad usare. Nel complesso materiali sicuramente OK e corrispondenti a quelle che sono le aspettative di chi si approccia al gioco.

Il gioco … ovvero eccovi le regole
Completato il puzzle si può iniziare a vivere la storia collegata allo stesso, con undici quesiti ambientati nel nostro Mixtery Puzzle che, progressivamente, andranno a ricostruire la storia. In Catch The Thief: quello che personalmente ho avuto la fortuna di giocare, ad esempio, si dovrà trovare il ladro (i ladri?) in un inseguimento tra i vari indizi nel Parco Giochi del puzzle.
Considerazioni Personali / Impressioni
Non sono particolarmente amante dei puzzle, lo sono molto di più mio figlio, ma, soprattutto, mia figlia. Per completare il puzzle hanno impiegato, insieme, un tempo più vicino alle tre ore che non alle due, a testimonianza di una buona difficoltà per un puzzle da 300 pezzi. Il tema del puzzle è adatto al pubblico che lo andrà a completare, colorato e ricco di dettaglio.
Sicuramente c’è un piccolo (grande?) vantaggio se si completa o meno il puzzle; ho notato che Lorenzo avendo messo molta attenzione nel completare il puzzle aveva una marcia in più quando si trattava di trovare un qualche dettaglio nel disegno del puzzle. Lo stesso riscontro l’ho avuto quando ho provato a far giocare solo sul puzzle senza averlo prima fatto completare ed ho notato che sicuramente si faceva più fatica a risolvere i quesiti proposti, proprio mancando questo aspetto di aver costruito il piano di gioco.
Sicuramente questa scatola ha il vantaggio di coinvolgere due mondi diversi (anche se in qualche modo affini) ovvero quelli del puzzle e del gioco in scatola, così che si possa far conoscere agli appassionati dell’uno anche la bellezza dell’altro; così magari da potersi appassionare ad un mondo che in precedenza non si conosceva; poi, invece, se si fisse appassionati di tutti e due i mondi … beh abbiamo trovato una crasi perfetta.
Quesiti e Soluzioni
La tipologia dei quesiti in Mixtery Puzzle è quasi sempre legata all’osservazione, e qui mi riporto a quanto scritto sopra, che proprio per tale motivo vede avvantaggiato chi ha costruito il puzzle.
Non mancano anche quesiti di logica, soprattutto, di logica deduttiva, i quesiti sono di varia difficoltà e sono proprio quelli di logica che ci lasciano più in difficoltà al momento della soluzione, anche se con un po’ di acume si arriva, comunque, alla soluzione; personalmente posso confermare di aver avuto molte difficoltà nella soluzione di almeno un paio di quesiti.
Il sistema delle soluzioni è interessante, infatti, sui pezzi del bordo del puzzle sono indicate delle sigle due numeri sul bordo basso e due lettere sul bordo sinistro, che combinati indicano o meno se le soluzioni trovate sono corrette.

Proprio qui sta la complessità e la raffinatezza del puzzle, il fatto che la soluzione debba essere esattamente contenuta in un certo incrocio di pezzi e non li debba sforare. Il libretto soluzioni ci fornisce, oltre alle soluzioni degli enigmi, le indicazioni relative a come arrivare alla risoluzione del quesito e, per finire, ci dettaglia nello specifico il pezzo del puzzle che contiene la stessa.
Cosa si impara in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che ”metti al suo posto l’ultimo pezzo di un puzzle e ti accorgi di come l’immagine ti rappresenta mentre completi lo stesso puzzle” dal videogioco Max Payne.
Ecco quindi in elenco le cose che Letizia e Lorenzo hanno imparato (o consolidato) giocando a Mixtery Puzzle:
- ad usare un puzzle come sfondo di un gioco;
- che un gioco può avere fasi completamente differenti, all’apparenza slegate, ma poi, in realtà collegate tra di loro;
- la cooperazione e a giocare insieme per confrontarsi sulle soluzioni da dare ai quesiti;
- ad analizzare con precisione i dettagli;
- a ragionare.

Le età giuste per giocarci
I puzzle sono un divertimento assolutamente senza età; con la quantità dei pezzi, le dimensioni degli stessi e la difficoltà del disegno che determinano l’età giusta a partire da cui si può assemblare il puzzle. Ovviamente Mixtery Puzzle non fa eccezione. Nel caso specifico il puzzle non è di semplicissima soluzione e i setti anni di Letizia si sono dimostrati sicuramenti non sufficienti a completare il puzzle di Catch The Thief da sola (non so se questo possa valere anche per gli altri disegno dei puzzle).
L’aiuto del dodicenne Lorenzo è stato indispensabile per completare il puzzle ed anche lui, non essendo esperto in questo passatempo, comunque ha avuto le sue difficoltà nel completare alcune parti del puzzle.
I quesiti, in alcuni casi sono abbastanza semplici, in altri decisamente più difficili; reputo sempre complicato definire un’età adatta a risolvere i quesiti, dal momento che ci sono davvero molti fattori che entrano in gioco. Direi che eviterei età inferiori agli otto anni, anche forse con un piccolo ritocchino verso l’alto per poi divertircisi a tutte le età, pur considerando che sia la costruzione del puzzle sia la storia che si vive sono quasi one-shot.
Il parere di LucaCiglione

Quando ci si trova davanti ad ibridi come questo che uniscono puzzle e gioco da tavolo credo sia sempre importante capire quanto ci sia di uno e quanto dell’altro.
La mia prima avventura con gli Escape Puzzle era stata un po’ deludente dato che dopo 10 ore di puzzle il tutto si risolveva in 10 minuti con enigmi da interpretare e con una soluzione che non spiegava nulla.
Clementoni prova a limare questi problemi. Il puzzle è decisamente più fattibile (siamo circa sulle due ore) e la parte di enigmi è parecchio densa portandoci via non meno di 30 40 minuti. Inoltre, ogni enigma ha la sua soluzione ben spiegata.
Nonostante questo, reputo il prodotto un Puzzle con un grandissimo twist, perché costruirlo rimane comunque in termini di tempo molto preponderante rispetto al gioco.
Il tema piratesco nel caso del puzzle che ho provato è sicuramente divertente e gli enigmi sono divertenti ed azzeccati. La difficoltà è variabile, ma hanno tutti una loro coerenza.
In ogni caso un passo avanti notevole nell’esplorazione del genere e per chi come me ama sia i puzzle che le Escapes Room un acquisto irrinunciabile.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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