scritto da
FΛB!O P.
Dal momento che il titolo sulla scatola è Pinnacolando Circus, la prima ipotesi che potreste fare è che il gioco derivi dalla Pinnacola… e avreste ragione! Ma che centra il circo? E perché ci sono le lettere sulle carte, al posto dei numeri? Continuate a leggere per scoprire come l’autore Matteo Curella ha preso uno dei più classici giochi di carte e l’ha modernizzato, trasformandolo in un gioco di parole. I più interessati potranno leggere una sua breve intervista[LINK] in fondo al post, in cui ci racconta la sua genesi, lo sviluppo e altre curiosità. È indicato per 2-6 giocatori di almeno 10 anni e dura dai 30 ai 60 minuti.
Per saltare direttamente alla sezione MMDC seguite questo collegamento⤵.
Ringrazio l’autore per la copia recensore.
Goditi lo spettacolo dei nostri circensi e inizia una partita piena di imprevisti. Ricorda: qui non contano i fatti, ma le parole!
IL GIOCO IN UNA FRASE
Be’, in estrema sintesi è la Pinnacola con le parole: pescate e giocate carte lettera, formando parole con l’obiettivo di calarle tutte e segnare più punti possibili.

COMPONENTI
La scatola (230×142×28mm) di Pinnacolando Circus contiene il regolamento in italiano, 52 carte lettera azzurre, 52 carte lettera rosse, 10 carte imprevisto, 8 carte Jolly e 1 Vintage Ticket in legno.
Le carte non sono plastificate come quelle da Scala 40, però sono comunque resistenti e si mescolano bene. Personalmente avrei preferito una scatola grande la metà con il Vintage Ticket di carta, per ridurre volumi e costi. Tuttavia, non sono un esperto né di produzione né di marketing, per cui potrebbe essere che il punto di compromesso tra vendere più scatole a di meno o meno scatole a di più dia ragione agli editori. Nel regolamento mi sembra di percepire un po’ l’inesperienza dell’opera prima, in cui sono state spese più parole per l’ambientazione del circo che per le carte imprevisto. Ad ogni modo l’autore è stato gentile e pronto nel fornire i chiarimenti necessari. Nel complesso i materiali sono adeguati allo scopo, con la sottolineatura che tutti i componenti sono made in Italy e questo è sicuramente un motivo di vanto.
Ho anche girato un video di unboxing:

COME SI GIOCA
Lasciandovi come sempre al regolamento (IT) per una lettura più puntuale, ecco una sintesi dei contenuti di Pinnacolando Circus.
Ogni giocatore riceve 13 carte. Le restanti formano il mazzo da pesca, con la prima che viene girata sul tavolo a faccia in su per creare la fila degli scarti.
Nel vostro turno avete due possibilità: pescare la carta in cima al mazzo o prendere una carta qualsiasi dalla fila degli scarti. In questo secondo caso dovete raccogliere pure tutte le carte successive nella fila e giocare subito quella che avete preso. Potete utilizzare le vostre carte per formare parole di senso compiuto di almeno 5 lettere dello stesso colore oppure un poker di quattro lettere uguali di qualunque colore. In aggiunta è consentito allungare parole già composte. Sono ammesse tutte le parole contemplate dal vocabolario italiano e tutte le forme verbali previste dalla nostra lingua, ma niente marche commerciali, cognomi e nomi propri, geografici, storici o mitologici. Il turno si conclude aggiungendo una carta alla fila degli scarti.

Ci sono anche le carte jolly, le matte, su cui ovviamente sono raffigurati dei pagliacci: possono essere impiegati al posto di una lettera qualunque ed eventualmente presi per sostituzione dalle parole in tavola.
Infine le carte imprevisto sono delle abilità da spendere una tantum, solitamente per rubare, regalare, scambiare o pescare carte. Hanno stampato sopra quel che fanno e una sezione del regolamento le spiega in maggior dettaglio.
Il round termina quando un giocatore resta senza carte in mano o quando si esaurisce il mazzo da pesca. Le carte valgono i seguenti punti (positivi se in tavola, negativi se in mano): consonanti ±5, vocali ±10, jolly ±25, imprevisti -50, chiusura del round +100. Il Vintage Ticket vale 50 punti e va a chi ha formulato la parola più lunga. Si vince Pinnacolando Circus superando i 500 punti (singolarmente) o i 1500 (partite a squadre).

CONSIDERAZIONI
Se vi piacciono Pinnacola, Scala 40, Ramino, Burraco e le altre variante della famiglia, ci sono ottime probabilità che Pinnacolando Circus rientri nei vostri gusti. Uno dei vantaggi maggiori di partire da una base nota e ampiamente accessibile è che i nuovi giocatori non si spaventano, spesso anzi sono incuriositi (“Ma che carte sono queste?“). Un altro è rappresentato dalla facilità con cui si assimilano le “nuove” regole. In questo senso è la scatola perfetta da portare presso amici e parenti non giocatori o giocatori occasionali, tanto più che le dimensioni sono contenute.
Bastano pochi turni per rendersi conto che le lettere hanno molte più combinazioni: se pesco il 4 di fiori potrà finire solamente dopo il 3 di fiori, prima del 5 di fiori o in un tris/poker con i quattro degli altri semi; se pesco una L le lettere che può avere intorno sono molte di più. Non per questo è facile, perché la possibilità di rimanere incartati è sempre dietro l’angolo. Infatti la mano iniziale è di 13 lettere, la parola minima di 5: ciò implica che, dopo due parole da 5, restano 3 carte, impossibili da combinare. Per disfarsene si può valutare di allungare qualche parola sul tavolo (S-CONTRO, ATLETI-CO, TRA-PASSO) oppure prendere opportunamente dalla fila degli scarti. È vero che aggiungere lettere alla parola di un avversario gli dà dei punti, ma soprattutto per questioni di chiusura questo può essere lo stesso vantaggioso.
La trovata che lo discosta veramente dalla Pinnacola sono le carte imprevisto. Rappresentano la ragione principale di interazione diretta tra i giocatori, pertanto potreste accettarle con una risata come con una salva di improperi. Nonostante i round siano rapidi, vedersi sottrarre la parola di maggior valore può scocciare parecchio, in particolar modo se serviva per superare la soglia dei 500 punti…

Con questo numero di carte lettera le sequenze lecite sono tantissime e non ci è mai capitato di rivedere la stessa parola. La rigiocabilità di partite sempre diverse è dunque garantita, sebbene scricchioli un po’ sotto l’aspetto della longevità, dato che meccanicamente si fa sempre la stessa cosa… ma se per voi non è un problema a Scala 40, qui lo sarà ancora meno.
La scalabilità è lineare con il numero di giocatori: in meno dura meno con meno tempi morti, però pure con meno occasioni di sfruttare gli scarti o le parole altrui. L’indicazione dei 10 anni come età minima mi pare un pochino pessimistica, vista la bassa complessità delle regole, peraltro già pre-masticate se si è provato qualcuno dei giochi con carte tradizionali menzionati qui sopra. Io la abbasserei serenamente a 9+, con la tentazione di scendere fino a 8 in una partita tra coetanei o se al bambino piace leggere e ha quindi un buon vocabolario.
Lati negativi?
Le caratteristiche del gioco, che lo rendono particolarmente adatto a un pubblico familiare e di giocatori casual, difficilmente lo faranno apprezzare da core gamer abituati a un maggiore controllo o alla ricerca di un effetto wow più significativo della Pinnacola con le parole, nemmeno come filler di riscaldamento o partita della staffa. Il peso della fortuna è notevole e se le carte non girano c’è poco da fare, anche se si è dotati di una fervida creatività.

È DIVERTENTE PERDERE A QUESTO GIOCO?
Il senso di questo paragrafo lo potete leggere meglio qui, ma in sintesi mi chiedo: la sconfitta mi lascia la voglia di tornare nuovamente su Pinnacolando Circus?
In effetti la sconfitta finale a 500/1500 punti non è molto divertente. Quello che salva il gioco da questo punto di vista è che dura mediamente 4-6 round, per cui è possibile trovare soddisfazione in qualche buon round giocato bene, sebbene poi il punteggio finale incoronerà qualcun altro.

MIA MOGLIE DICE COSE
«Pinnacolando Circus ricalca il gioco della mia infanzia: Scala 40. Perciò mi ha fatto subito simpatia. Tranne poi non vincere nemmeno una partita, stracciata tutte le volte da Fabio. Quindi adesso mi sta meno simpatico.
I punti di forza sono: l’essere trasportabile, l’essere fruibile da un pubblico eterogeneo, avere una scatola carina.
Punti deboli: alcune carte speciali le considero inutili, essere un gioco già visto, non essere appetibile per chi ha già duecento titoli a casa (anche meno, eh).
Il mio giudizio pertanto si divide: lo consiglierei a mia madre, per esempio.
Lo sconsiglierei ad amici che hanno fatto campagne nei sotterranei dell’inferno.
Prendete quello che vi si addice.»
Per tornare su seguite questo collegamento⤴.

INTERVISTA
1. Presentati: chi sei, cosa fai nella vita…
Mi chiamo Matteo Curella e nella vita sono un imprenditore del settore del fitness.
2. Da dove ti è nata l’idea? Come sei arrivato a pubblicare un gioco di carte?
Il gioco Pinnacolando Circus nasce da una bozza degli anni ’90 di mio padre, progetto che però non è mai stato portato avanti a causa della mancanza di tempo.
Durante il periodo del lockdown mi ricordai che mio padre mi aveva parlato di quel progetto e, avendo molto piu tempo a disposizione, con i miei fratelli frugammo ogni angolo della casa: venne poi ritrovato in cantina, sommerso da cianfrusaglie.
Una volta trovato, con non poche difficoltà, decidemmo di testarlo e fin da subito ci innamorammo del gioco a tal punto che decisi di volerlo pubblicare, nonostante fossi a digiuno nel mondo dei giochi da tavolo.
3. Come hai svolto i playtest e che riscontri hai raccolto? Quanto tempo e quali passaggi per arrivare sullo scaffale?
Essendo un progetto degli anni’90 la grafica e la dinamica del gioco erano completamente da rivedere e da riadattare. Iniziai subito a organizzare dei playtest con persone appassionate e ben introdotte nel mondo dei giochi da tavolo. I feedaback iniziali furono positivi, ma ci rendemmo conto che al gioco mancava qualcosa, quindi dopo ore, ore e ore di playtest decidemmo di inserire delle carte che rendessero il gioco più agguerrito e fluido. Decidemmo dunque di inserire le carte “imprevisto”, che hanno il compito di stravolgere a proprio favore o sfavore la partita del giocatore che le pesca. La scelta di quali carte inserire non fu per niente facile e portò via davvero tantissimo tempo.
Una volta concluso il regolamento e gli interminabili playtest, iniziò la parte della produzione. Per scelta ho deciso di produrre il gioco Made in Italy, quindi mi sono rivolto esclusivamente a fornitori italiani leader nel proprio comparto, e posso dire di aver ottenuto un prodotto di alta qualità, così da poter garantire una lunga durata anche in caso di frequente utilizzo. Questo ha comportato un costo superiore alla media di altri giochi paragonabili, ma chi lo ha acquistato ha apprezzato anche la qualità. A causa della mancanza di materie prime, le difficoltà furono moltissime e la consegna dei componenti del prodotto furono maggiori rispetto ai tempi previsti. Superato anche quell’ostacolo, finalmente nel mese di dicembre 2021 il gioco era pronto.
Come trampolino di lancio decisi di utilizzare la piattaforma di Amazon: attualmente siamo in trattative con alcuni distributori e siamo fiduciosi che entro la fine dell’anno Pinnacolando Circus sarà disponibile anche in molti scaffali di negozi.

4. Quale pensi sia il punto di forza del gioco? Cosa lo contraddistingue dalla massa?
Reputo che il punto di forza di Pinnacolando, oltre alla qualità dei componenti, sia aver usato come schema di base alcuni giochi di grande notorietà, come appunto la pinnacola e scala quaranta, ma avendo sostituito i segni tradizionali delle carte con le lettere dell’alfabeto, ottenendo così un gioco adatto anche ai più piccoli, che aiuta a sviluppare l’uso delle parole allenando la fantasia.
5. Come mai per la pubblicazione non ti sei rivolto a un editore né al crowdfunding?
Ho deciso di non appoggiarmi a nessun editore e/o adottare strategie di crowdfunding, perché, oltre a essere un progetto a cui tenevo moltissimo, è stato anche per me un modo di “mettermi in gioco” in un settore a me sconosciuto… tornassi indietro lo rifarei lo stesso.
6. Hai qualche aneddoto simpatico da raccontarci?
Mi viene in mente che durante una seduta di gioco con altre quattro persone che non conoscevano le regole, a fine partita ho avuto il punteggio più basso… ahahah XD
7. Ultima possibilità per dire quello che vuoi: vai!
Volendo rivolgermi a tutti coloro che stanno realizzando un gioco da tavolo in autoproduzione, dico questo: Testate, testate e testate, il gioco non deve piacere solo a voi, ma deve piacere a chi gioca! La strada dell’autoproduzione è costellata di imprevisti, ripensamenti e dubbi… ma nonostante tutto se ce l’ho fatta io, che sono a digiuno di giochi da tavolo, potete farcela anche voi!!!
Grazie Matteo per la disponibilità, buona fortuna per i progetti futuri e se avete altre domande potete fargliele nei commenti.
— Alcune immagini sono tratte da BGG e dal sito ufficiale/regolamento, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it