Scritto da Chrys.
Ed eccoci al terzo capitolo della saga di Escape Tales: dopo aver portato a termine antichi rituali satanici per salvare nostro figlio nel capitolo “Il Risveglio” e aver vissuto avventure futuristiche in “Low Memory” è ora di toccare tematiche dai toni più fantasy/fantastici alla Fratelli Grimm con questo terzo capitolo. Come sempre si tratta di un capitolo totalmente indipendente e giocabile senza aver affrontato le precedenti storie.
Stiamo parlando di Escape Tales: I Bambini di Wyrmwoods (1-4 giocatori, 450+ minuti), sempre ideato da Jakub Caban e Barstosz Idzikowski e portato completamente in italiano da MS Edizioni.
Il tuo nome è Gilbert. Vivi in un piccolo paese circondato da alte mura oltre le quali, nel fitto della foresta, abitano i Serpicanti: letali abomini creati da un’antica stregoneria, nati dalla fusione tra piante e animali. Il paese, per il momento, è sicuro. Tuttavia non sei felice, non hai né famiglia né casa, fatichi a trovare un senso alla tua vita e vivi come un vagabondo. L’unica fonte di gioia nella tua misera esistenza è Sibilla, con la quale condividi un amore segreto. Eppure, un antico potere sta tramando nell’ombra per privarti anche dell’ultima scintilla di speranza; ciò che vive al di là delle mura ha bisogno di te e farà tutto quello che è in suo potere per far incrociare i vostri destini. Il tempo è giunto, l’avventura sta per iniziare e tu… sei pronto?
NELLA SCATOLA
La scatola rettangolare media (27x18cm) contiene un mazzo di 16 carte XXL che andranno a formare i luoghi da esplorare, 187 carte standard con oggetti, eventi, enigmi e particolari vari, più due piccoli mazzi (focus e Riposo), 36 segnalini azione e una mappa. infine abbiamo il cuore del gioco: tre libri contenenti i tre atti della storia, come una sorta di librogame, per un totale di circa 190 paragrafi.

COME SI GIOCA
Non mi dilungo nelle regole e rimando chi volesse approfondire a leggere il mio articolo precedente oppure a scaricarsi il manuale in italiano. Semplificando al massimo… il gioco si sviluppa attraverso una serie di ambienti ricostruiti normalmente grazie a 1-2 carte XXL: queste carte sono divise in zone che potremo liberamente esaminare pagando punti azione. Ogni zona se esaminata ci fa leggere un paragrafo dei libri che ci fornianno ulteriori infomazioni, indizi, enigmi e oggetti. La storia è suddivisa in tre atti e dura nel complesso diverse ore; è comunque possibile interrompere la sessione in qualunque momento per continuare poi (cosa che farete anche perché si parla di parecchie ore di gioco. Basta mettere da parte le carte trovate e compilando la “scheda di salvataggio” presente dietro il manuale,

DIFFERENZE CON LE VERSIONI PRECEDENTI
Per chi ha già affrontato almeno uno dei capitoli precedenti e conosce già le meccaniche base, ecco a seguire le principali differenze che troviamo in Escape Tales: I Bambini di Wyrmwoods.
Le carte Destino/Stress ora sono divise in carte Riposo e Focus. Entrambe fanno ottenere nuovi segnalini Azione, ma influenzano il gioco in modo diverso.
Inoltre ora abbiamo un personaggio con tre caratteristiche, rappresentate da una carta, e ci sono numerose altre carte che fungono da modificatore di queste caratteristiche, certe volte in negativo altre in positivo, e che vanno infilate sotto al personaggio. Alcune di queste carte sono dei personaggi che si uniranno a noi nell’avventura.
Viene introdotta una nuova meccanica, Combinare Carte, implementata nell’App. Funziona esattamente come nelle avventure grafiche (ad esempio combinare il fuoco con la candela ci da una candela accesa). Con lo stesso sistema possiamo far interagire con ogni enigma o oggetto anche il nostro protagonista o i nostri compagni. In base alle diverse competenze del personaggio che interagisce, questo può portare a informazioni utili o indizi.

CONSIDERAZIONI FINALI
La premessa è sempre che devono esservi piaciuti i precedenti capitoli perché, pur aggiungendo alcune innovazioni che rendono l’esperienza di gioco più varia, il cuore del sistema di gioco è lo stesso. Se così è provate a cuor leggero questo Escape Tales: I Bambini di Wyrmwoods, che vi metterà alla prova con tantissimi nuovi enigmi e una storia complessa e particolare. Se i primi non vi hanno convinto, non cambierete idea con questo terzo capitolo.
La storia è abbastanza carina anche se nella seconda parte, per la mia opinione personale, diventa un po’ troppo surreale, tornando poi più coi piedi per terra (nel limite del setting fantasy) con la terza parte.
La dipendenza dalla lingua è totale poiché se già in molte escape room giocare in una lingua diversa dalla propria può comporatre grosse difficoltà in alcuni enigmi, qui si aggiunge la presenza di una componente narrativa molto forte in quanto c’è molto testo da leggere.
All’interno del gioco ci sono 40 enigmi di difficoltà molto altalenante: alcuni sono decisamente semplici e risolvibili in pochi minuti (a patto di avere tutte le informazioni) mentre altri vi faranno sudare sette camicie. Nel complesso però regge bene anche perché il sistema di suggerimenti funziona bene e permette a ciascuno di regolare il livello di frustrazione/impegno che considera accettabile.
Per quanto riguarda la rigiocabilità: nel corso dell’intera partita affronterete circa 30 enigmi su 40… per quanto il gioco lo suggerisca rigiocare l’avventura è però impossibile in quanto comunque, pur cambiando alcune scelte, vi trovereste a ripercorrere troppi enigmi già affrontati e comunque conoscereste già la storia. In questo senso la presenza di oltre 60 finali differenti, pubblicizzata sulla scatola, è un po’ uno specchietto per le allodole, senza contare che tre quarti di questi sono varianti legate solo ai valori con cui arriverete alla fine e a un paio di scelte che farete nell’ultima mezzora di gioco.
Una cosa che mi è dispiaciuta a tal proposito è che nel terzo capitolo (senza fare spoiler) c’è la possibilità di fare un certo percorso opzionale “nascosto” che però è fondaementale per sbloccare un intero gruppo di finali. Poiché noi non lo abbiamo trovato ci è stata preclusa una parte dell’avventura. Per il discorso sulla rigiocabilità penso che mi giocherò quegli enigmi a sé in un “what if” giusto per divertirmi ad affrontarli.
La durata indicata sulla scatola (quasi 8 ore) è probabilmente calcolata sul risolvere tutti gli enigmi… io ho affrontato la sfida in due giocatori e nell’insieme ci ha portato via circa 5 ore di gioco complessive, risultato comunque più che accettabile anche a voler calcolare il rapporto durata/prezzo (cosa che però non amo fare).
In generale è stata comunque una bella esperienza, sicuramente molto migliore del primo capitolo e che se la gioca ai punt con il secondo (Low Memory), con un paio di meccaniche in meno ma una storia più “realistica” e verosimile; se dovessi consigliare uno dei due vi suggerirei di scegliere solo in base all’ambientazione.
Il prezzo di 35 euro è assolutamente in linea col mercato se pensiamo alla durata totale dell’esperienza. Come al solito vi ricordo che Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it dove al momento in cui scrivo è anche scontato del 10%.
RINGRAZIAMO LA MS EDIZIONI PER LA COPIA REVIEW FORNITACI

— Le immagini sono tratte dal sito della casa produttrice (MS Edizioni), alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta. —
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