scritto da F/B!O P.
Per la recensione di questo
gioco da tavolo chiamo il cambio per spostare riflettori e microfoni da Ambra
ad Alice, visto che l’età di riferimento è dai 4 anni in su. Le meccaniche
sono molto semplici: principarlmente colpo d’occhio e rapidità di mano. Si
tratta di riconoscere la relazione tra le diverse occupazioni e le loro
attrezzature e vestiti. Il buffo titolo è Banana Man Goes to Work, una
scatolina che arriva dall’estremo oriente (Taiwan), ma si trova facilmente
online. Banana Man è pure il nome dell’artista che ha disegnato le carte
(unico componente), mentre l’ideatrice è Tonia Tsai per l’editore Organics
Based on Ideas (OBOI). Le partite durano circa 15 minuti e intrattengono da 2
a 6 giocatori.
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Ringrazio Taiwan Boardgame Design per la copia
recensore.
Banana Man sta andando a lavoro! Ma sai di quali oggetti
ha bisogno per il suo lavoro? Scopriamolo!
I
COMPONENTI
La scatola, di dimensioni 128×103×40mm, contiene:
- un
foglio con il regolamento (EN/CN); - 20 carte Occupazione (sono i
personaggi); - 40 carte Oggetti (sono i loro accessori).
Il volume è
poco più grande del mazzo di carte che contiene. Il regolamento è chiaro e le
illustrazioni esemplificano i contenuti in modo da facilitarne la comprensione
pure ai babbani. Le carte (formato poker 63×88mm) non sono né telate né
plastificate, però abbastanza resistenti lo stesso. Materiali semplici e
adatti allo scopo, con un ampio sorriso dedicato ai disegni.
Ho girato
anche un video di unboxing:
![]() |
| Alcune carte Occupazione |
LE
REGOLE, OVVERO: COME SI GIOCA?
Preparazione: Disponete le carte
Occupazione a faccia in su, in modo che tutti possano vederle e raggiungerle
con la mano. Mescolate le carte Oggetti e appoggiate il mazzo coperto.
Svolgimento:
A turno si rivela una carta Oggetti (ciascuna ne ha quattro): se la aggiudica
il primo a indicare la carta Occupazione corrispondente, a dire “Io sono un
NOME_OCCUPAZIONE” e ad assumere la stessa posa/espressione facciale del
personaggio.
Quando esaurite il mazzo Oggetti, contate chi ha più carte e
stringete la mano al vincitore.
Il regolamento completo lo potete trovare
qui.
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| Le carte Oggetti con il marsupio |
CONSIDERAZIONI
& IMPRESSIONI
Le sue promesse di essere semplice e frenetico le
mantiene tutte. Osservando Alice giocare ho notato come certi accessori siano
più emblematici di altri: spicca molto di più il cappello da chef che non gli
stivaletti di gomma del pescatore. È anche vero che gli oggetti che
identificano senza ombra di dubbio un mestiere sono (volutamente) pochi: ad
esempio la zappa per il contadino o la bacchetta per la maestra. Per tornare
alla frase precedente, la toque blanche (il tipico cappello da cuoco) la
indossano sia il cuoco che il pasticcere, quindi non è sufficiente per
l’individuazione certa. Ogni carta Oggetti punta a una singola carta
Occupazione, viceversa ogni carta Occupazione viene puntata da due carte
Oggetti (infatti sono 20 e 40 rispettivamente).
L’interazione tra i
piccoli giocatori è praticamente assente e non c’è modo lecito di intralciare
gli altri, perché impedirgli fisicamente di vedere la carta Oggetti appena
girata va contro le regole.
Proprio per questo motivo, la scalabilità è
abbastanza indifferente: anche se ci gioco in 2 o in 6 i tempi di reazione
sono sempre i miei, a prescindere da quanta gente c’è seduta intorno al tavolo
(o in piedi, per andare meglio). Certamente in tanti c’è più pressione
psicologica: per qualcuno rappresenta uno stimolo, per altri uno stress.
Il
mazzo di carte potrebbe far pensare che conti molto la fortuna, ma in realtà
la carta che viene girata vale per tutti, perciò quello che conta veramente
sono i riflessi di occhio e mano. Noi non siamo grandi amanti delle cose da
urlare, però posso immaginare scene molto caotico-divertenti nelle famiglie in
cui tutti comincino a gridare, gesticolando (in)coerentemente: “Sono un
pilota! Sono un pilota!”
Sugli aspetti negativi posso dire che la
controparte della precoce fruibilità è la poca longevità, tuttavia il suo
compito di introduttivo al gioco di carte lo svolge senza problemi.
![]() |
| I dorsi delle carte |
COSA
SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Ecco qui in elenco le cose che Alice (3 anni e
2 mesi) e gli altri bambini che hanno giocato con lei hanno potuto imparare –
o ripassare – giocando a Banana Man Goes to Work:
- ad associare degli
accessori a un’occupazione; - osservare le differenze di forme, colori e
impieghi; - a restare concentrati sulle carte e ad affinare i
riflessi; - il concetto di turno, perché preferirei che toccasse sempre
agli altri girare la carta, in modo da avere le mani sempre libere; - a
rispettare le regole, perché la carta va rivelata senza sotterfugi per avere
sbirciatine in anteprima; - ad allenare la memoria, per individuare
velocemente il mestiere.
FINO A QUANDO CI SI PUÒ
GIOCARE
Il regolamento riporta 4+ come limite inferiore, senza
riferimenti a un’età superiore. Noi lo abbiamo introdotto con successo prima,
utilizando le regole di semplificazione suggerite dal regolamento stesso:
partire con 5 carte Occupazione e le relative 10 carte Oggetti,
successivamente passare a 10+20 (ad Alice piace selezionare le lavoratrici)
per arrivare al gioco completo con 20+40. Ridurre il numero delle carte
aumenta la fiducia dei nongrandi e abbassa la complessità del gioco. In
alternativa abbiamo anche giocato con tutte le carte Occupazione, concludendo
però la partita a 20 carte Oggetti collezionate complessivamente. Credo che il
gioco perda attrattiva attorno ai 6-7 anni: con Ambra di 7 anni e mezzo la
parte di ricerca accessori è ormai archiviata in favore della parte mnemonica,
per cui quando vede quattro oggetti non li cerca tra i personaggi, ma ricorda
già che sono del tal mestiere e va dritta su quello. Tuttavia i titoli
fruibili durante la scuola dell’infanzia hanno il considerevole vantaggio di
perseguire l’apprendimento dei discorsi, delle parole e della conoscenza del
mondo, intercettando perfettamente le curiosità e gli interessi di queste
età.
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| Il pasticcere e le sue due carte Oggetti |
MIA MOGLIE DICE COSE
«Ho giocato con Ambra
e Fabio quando loro erano ormai esperti giocatori e Ambra riconosceva il
mestiere a prima vista. Questo fa già capire il limite del gioco: cioè che a
un certo punto diventa mnemonico e non c’è più partita. Lo trovo comunque
carino ed è interessante vedere come l’uomo ha il computer rosa e la donna la
tazza blu. Peccato poi che la donna che cucina sia una casalinga, ma l’uomo
che cucina sia cuoco… però non si può volere tutto. Gioco simpatico, ma
onestamente non l’avrei mai comprato.»
MIA FIGLIA ALICE DICE
COSE
«Bello! Il mio mestiere preferito è il pasticcere, perché porta le torte.
A me piacciono tanto le torte.»
Per tornare su seguite questo collegamento⤴.
— Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari
diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono
state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione.
Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
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