scritto da Simarillon (Davide)
Sono uno che ama moto
l’opera lirica: ho già portato mio figlio, a 10 anni, ad uno dei più
prestigiosi teatri di Torino, il Carignano, e mi diverte vedere il teatro in generale e
l’opera in particolare. Ecco allora che oggi si parlerà di un gioco che mi fa
di sicuro piacere recensire, ovvero All’Opera di Clementoni,
sviluppato da Francesco Mutignani e Francesco Berardi ed
illustrato da Fabio Pia Mancini. Al gioco si può giocare a partire
dagli 8 anni, da 2 a 5 giocatori, per circa 30 minuti …
ma anche un pochetto di più.
Un eroico comandante egizio innamorato di una schiava etiope, una
principessa cinese misteriosa e imperscrutabile, un ingegnoso barbiere in
aiuto di due innamorati… un piccolo indizio di quali sono le opere con cui
giocheremo.
I MATERIALI
La scatola di All’Opera, contiene:
- tre fondali, uno per ognuna delle opere con cui potremo giocare;
-
dodici schede personaggio, sempre equamente divise tra le tre opere in
cartonato molto spesso; - dodici stand-up con sagome personaggio in cartonato molto spesso;
- nove oggetti di trama in cartonato molto spesso ;
- cinque oggetti di scena in cartonato molto spesso;
- sessantasei carte con una grammatura molto leggera.
I materiali sono di ottimo livello, belle le illustrazioni e perfetti i vari
stand-up (non ci sono miniature, ma nel caso specifico sono probabilmente
addirittura migliori gli stand-up), bello anche il fondale, forse si poteva
chiedere una grammatura un pochino superiore per le carte. Materiali
comunque sicuramente molto funzionali al gioco e globalmente promossi.
Ho
anche girato un breve video di unboxing:
IL GIOCO… OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Disclaimer: questo paragrafo (e le sue appendici) spiegano in maniera
generale
e non strutturale le regole del gioco e non si
sostituiscono al regolamento
Posizionato il fondale, si prendono gli oggetti di scena, Oggetti di Trama ed
i PNG (personaggi non
Giocanti) relativi all’Opera Lirica con cui si vuole giocare. Vengono poi
assegnati ai personaggi ai giocatori con le relative Scheda Personaggio e
Sagoma Personaggio, per finire viene assegnato il ruolo del Narratore. Il
narratore sarà colui che leggerà la storia, fermandosi quando richiesto dalla
narrazione per chiedere ai protagonisti di:
-
COME PRESGUIRE CON LA TRAMA, in un sistema che ricorda molto le
scelte a bivi (le scelte sono sempre solo due), i giocatori si confrontano
e scelgono, insieme, la strada che reputano migliore; -
SUPERARE UNA PROVA, le prove si superano pescando delle carte (in
base alla difficoltà della prova da superare) e rispondendo correttamente
alla domanda della carta piuttosto che risolvendo correttamente l’azione
proposta.
Il narratore chiederà, durante la lettura del libretto dell’Opera, di
RECITARE o CANTARE determinate melodie riportate sulla scheda
personaggio, per vivere una vera esperienza di Opera Lirica.
Così
facendo si arriverà ad uno dei finali, diversi in base alle scelte intraprese
dai giocatori e agli oggetti trama raccolti durante il gioco.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
All’Opera è
una scatola (e non uso questo termine impropriamente) davvero particolare,
dal momento che contiene diverse aspetti peculiari che ve lo potrebbero far
ritirare nello scaffale e far dimenticare per sempre lì anche già a metà
partita.
Ci sono alcune peculiarità che, infatti, lo fanno
quasi sconfinare nel gioco di ruolo… che poi in realtà non è nemmeno
così distante dal recitare, a ben pensarci. I giocatori devono essere bravi
a calarsi nel ruolo che devono interpretare e ancora più bravo deve essere
il narratore, necessariamente un adulto, che dovrà coinvolgere i giocatori
(TUTTI) a partecipare al gioco e alle scene che si vanno via, via creando
(qualcuno ha detto master?). La situazione ideale è, ovviamente, avere un
narratore e un giocatore per ognuno dei personaggi da interpretare; poi ci
sono aggiustamenti che permettono di giocare in qualsiasi numero di
giocatori, o facendo interpretare un personaggio al narratore stesso o dando
ad ogni giocatore più di un personaggio. La soluzione, in tutta onestà, non
è ottimale e mi sembra che il suo numero perfetto di giocatori è quattro
giocatori più il narratore.
Ci sono nel gioco i materiali per giocare con queste tre opere:
Aida di Giuseppe Verdi,
Il Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini e
Turandot di Giacomo Puccini: insomma il meglio della lirica italiana è
ben rappresentato; anche se, personalmente, preferisco altre opere,
soprattutto di Verdi. Lo scopo del gioco è, dichiaratamente, quello di far
conoscere, e possibilmente appassionare all’opera lirica, infatti, il gioco è
stato creato in collaborazione con l’Associazione Arena Sferisferio Macerata Opera Festival
proprio per la diffusione della cultura dell’Opera Lirica. I cartonati con le
scenografie rendono sicuramente bene, i materiali sono belli e assolvono bene,
anzi molto bene lo scopo per cui sono stati pensati. Gli stand-up permettono
di mantenere i costi contenuti e allo stesso tempo di avere un buon effetto
scenico.
Il fatto che il gioco non costruisca una trama obbligata
ma le scelte vengano in un qualche modo veicolate dai giocatori è sicuramente
positivo; certo conoscere l’Opera Lirica a cui si sta giocando può in qualche
modo forzare verso scelte se non ovvie, sicuramente più coerenti con la
storia, ma, per il pubblico proposto, non sarà frequente questa conoscenza del
titolo che si sta affrontando. E’ molto interessante come i finali costruiti
dipendano dalle nostre scelte e dal numero di oggetti recuperati e siano
davvero MOLTO DIFFERENTI lasciando, qualora non si conoscesse l’opera che si
sta giocando, il legittimo dubbio se quello vissuto sia o meno il finale
pensato dall’autore dell’opera stessa (e magari lasciando anche la voglia di
rigiocare la stessa opera alla ricerca di un finale differente). Mi sento in
dovere di dire un particolare bravo a chi ha saputo ricreare finali così
coerenti con la storia che si vive, così differenti, così ben strutturati e
cos’ interessanti.
Le prove che i giocatori devono
affrontare si risolvono attraverso delle carte domande che, come spesso accade
in casi simili, hanno le difficoltà più diverse passando dall’abbastanza
facile al molto difficile. Tra l’altro alcune prevedono una risposta, mentre
altre prevedono delle azioni da parte dei giocatori (dal creare una piccola
rima, all’interpretare una strofa, a … ) e sarà il narratore a dover giudicare
sa le prova è stata superata o meno; altro motivo per cui il ruolo del
narratore si rivela essere particolarmente critico.
Se cercate originalità questo è un ottimo titolo, ha diversi spunti
di originalità, a partire ovviamente
dall’ambientazione della lirica, arrivando al fatto di sconfinare un pochetto
nel gioco di ruolo. Il fatto di interagire con i personaggi e tra i personaggi
gli dà un piccolo quid per evitare che il tutto possa assumere contorni di
pesantezza o di noia, per chi magari meno interessato alla lirica.
Il
gioco è rigiocabile, con i percorsi a bivi che fanno in modo che si possano
re-intrepretare le stesse Opere Liriche, anche se non è sicuramente questo il
suo forte. Il regolamento cerca di sopperire a questa piccola criticità
suggerendoci come ‘All’Opera è un gioco che vuole stimolare la conoscenza lirica e,
contemporaneamente, incentivare la fantasia e la creatività dei giocatori,
pertanto sentitevi liberi di usare materiali diversi, disegnare nuovi
personaggi, immaginare nuove scenografie, scrivere o ricreare altre opere’.
Riassumendo all’Opera è un gioco particolare, con un target molto difficile
da centrare con esattezza, se siete nel suo target non mancherà di
stuzzicarvi e di divertirvi, magari cercando di re-interpretare alcuni brani
cantando e ricercando le musiche su qualche dispositivo digitale per farvi
sentire per qualche minuto un grande tenore o una magnifica soprano; se
siete timidi, se non vi piace mettervi in gioco, se non vi piace la lirica,
se vi aspettate un gioco un cui assolutamente si deve vincere e ci deve
essere tensione tra i giocatori, se (ce ne sarebbero ancora diversi 😊 )…
be’ passate tranquillamente oltre.
LA FIRMA DI DAVIDE… OVVERO COSA SI POTREBBE IMPARARE IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare
il valore educativo del giocare e che “
Noi abbiamo l’opera nel DNA, di questo sono sicuro, ma vogliamo per
eccesso di modernità dimenticarlo”, dal baritono Leo Nucci.
Ecco quindi in elenco le cose che si possono imparare giocando con
All’Opera:
- a conoscere la bellezza dell’opera lirica;
- a interpretare una parte;
-
a farsi valutare e accettare un giudizio esterno per il
proprio operato; - da trame conosciute si possono ricavare storie inedite.
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