scritto da Fabio (Pinco11)
Eccoci oggi chiamati ad impersonare, per una volta, un signore oscuro ed a fare tutto ciò che ci si attende normalmente da un supercattivo in un mondo fantasy medievaleggiante, ossia radunare orde di creature malvage ed attaccare insediamenti degli umani, per ottenere ricompense sempre più ricche.
Occasionalmente, tra l’altro, ci può anche scappare, per mero errore, che un’orda finisca per sbaglio ad attaccare anche un altro signore oscuro, ma sono cose che capitano …
Bellum Magica (nota: ho idea che in latino il titolo non risulti corretto e che avrebbe dovuto essere bellum magicum, ma non stiamo a formalizzarci, visto che goblin ed orchi sono notoriamente poco ligi alle regole!!), di Frederic Guerard, edito da Blue Orange, è un family game a base di lanci di dadi, gestione carte ed una secchiata di fortuna, indirizzato ad un pubblico ampio, per 2-5 giocatori, con partite di durata intorno alla mezz’oretta, 10+ di età ed indipendente dalla lingua (tra l’altro la scatola contiene il regolamento in una paccata di lingue, compreso l’italiano).
IL GIOCO IN POCO
Ognuno riceve una scheda personale e due carte goblin, che decide da che lato della scheda piazzare e si parte.
L’idea di base è che nel corso della partita si andranno ad acquisire sempre nuove carte ed ogni volta si dovrà decidere da che lato collocarle, tenendo presente che se si mettono a sinistra si potenzieranno le loro capacità produttive, mentre a destra si potenzia il proprio attacco.
Ogni turno ha uno sviluppo fisso, che passa attraverso 5 comodi passaggi, ossia:
1. Tira il dado e vedi cosa esce. Ognuno, se vuole, può spendere barili o gettoni confusione per far ritirare il dado.
2. Raccogli le risorse. Ognuno controlla nella parte sinistra della propria scheda quali risorse (cibo, glifi e barili) può raccogliere, che sono quelle indicate nella riga corrispondente al numero uscito e le prende.
3. Ottieni uno scrigno. Tutti contano il numero di mappe raffigurate nella riga a sinistra e chi ne ha di più ottiene uno scrigno.
4. Battaglia!!!! Ogni giocatore ha a disposizione un attacco, o contro uno degli obiettivi civili presenti sul tavolo (ottenendo le risorse indicate se ha a destra abbastanza simboli attacco per superarne le difese) o contro un altro giocatore (in questo caso lo deruberà di uno o più scrigni)
5. Reclutamento. Ognuno può spendere risorse per reclutare creature dall’offerta.
Il gioco procede in questo modo sino a quando qualcuno non avrà raccolto almeno 10 scrigni. A quel punto si sommano i valori da essi indicati e chi ha più punti vince …
COME SI PRESENTA
Il gioco si pone in una fascia di prezzo sotto ai 30 euro e la componentistica, considerato il costo, si rivela adeguatamente curata.
La grafica è infatti colorata ed ironica, come ragionevole che sia visto il target di riferimento ed i materiali sono pensati per risultare gradevoli ed accattivanti, in modo tale da attirare al tavolo, obiettivo che nel complesso si può dire raggiunto.
Qualche pecca qua e là si nota, se si considera per esempio che i simboli sulle carte (almeno quelli a destra) sono scuretti e su fondo scuro o che le risorse sono di dimensione davvero piccolina, ma nel contempo abbiamo anche i manuali multilingua e degli inserti sagomati, pensati per essere tirati fuori dalla scatola ed utilizzati nel giocare, per cui nell’insieme la valutazione dei materiali è positiva.
L’ambientazione è a sua volta azzeccata, in quanto le meccaniche di gioco, improntate ad una certa alea, sono ben rese dal clima scanzonato della banda Brancaleone di creature che si va a raccogliere durante la partita.
COME GIRA
Premetto che siamo di fronte ad un gioco per tutti e dalle regole facili, pensato per essere un qualcosa che si avvicini il più possibile ad un party game, per cui l’approccio non può essere quello di ricercare una perla a livello di meccaniche, ma solo un gioco che deve divertire in serate familiari o tra amici in vena di burle, con un livello di riflessione molto basso.
Il 2.00 su scala da 1 a 5 al quale è attualmente catalogato su BGG è quindi, a mio modesto parere, esagerato di almeno un paio di decimali.
Le regole sono del resto contenute in 4 paginette 4, comprese di esempi, e si spiegano in 5 minuti 5, sempre compresi gli esempi, per cui capirete come il gioco sia pensato per essere adatto a gruppi eterogenei o a tavolate con una presenza massiccia di occasionali.
Alla base abbiamo una idea che fa ricordare il classico Catan ma, se possibile, semplificato, perchè abbiamo un solo dado ed il risultato che esce stabilisce sia le risorse che tutti otterranno, sia il potenziale d’attacco che potranno utilizzare nella apposita fase del turno.
I primi turni andranno via, così, rapidi rapidi, raccogliendo ogni volta cibo e glifi (se va bene) e cedendoli per comprare nuove carte creatura, che si vanno ad aggiungere scegliendo tatticamente (!) se inserirle a sinistra (si potenzia il motore produttivo, anche se il termine è qui esagerato) o a destra (potenziando la capacità di attacco).
State per altro tranquilli, perchè di solito anche se qualche volta si sbaglia il lato dove mettere il tutto, la partita non sarà mai compromessa, perchè magari al turno dopo prenderai meno risorse nella fase di approvvigionamento, ma magari compenserai in quella di attacco.
Quello che voglio dire è che le scelte da compiere sono limitate al piazzare a destra o a sinistra le carte creatura che compri e/o all’attaccare, quando puoi, un avversario per portargli via uno scrigno o invece una città degli umani per risorse (o magari scrigni e magari anche di più, ma vuoi mettere il gusto di portarlo via ad un altro??), per cui nessuno al tavolo si sentirà troppo tagliato fuori.
Su questa struttura sono state comunque aggiunte alcune ideuzze, che ricordano come l’autore sia quello anche di It’s a Wonderful World, Clash of Rage ed Ilos , per cui c’è la possibilità di spendere barili di vino per far ritirare il dado, così come di costruire, se lo vogliamo, anche delle difese per la nostra orda – castello, acquistando carte magari un pelo meno forti come icone potere, ma che donano appunto degli scudi. La stessa struttura del turno, articolato in 5 passaggi, turba un attimo (nella primissima partita) la rapidità del gameplay che un totale novizio si può attendere, ma come contropartita abbiamo la possibilità, per chi lo gradisca, di dedicarsi in ogni partita al giochino della costruzione organica del proprio motore preferito (che sia produttivo o di combattimento).
Di solito a questo punto inizio a parlare di controllo e di interazione, ma qui le cose si risolvono rapidamente, dicendo che il primo è basso e la seconda è assai elevata, un modo convoluto per dire che la fortuna qui ha un peso assai rilevante.
Lo ha quando tiri i dadi, perchè se ti inizia a girare male la partita uscendo per 2-3 turni dei risultati che per te proprio non vanno bene, è facile che gli altri scavino un fossato tra te e loro e poi, giusto per divertirsi, ti ci seppelliscano poi dentro, prendendo simpaticamente ad attaccarti per portarti via giusto quello scrigno o due che a fatica ti procuri.
Del resto, però, l’avevo detto all’inizio che i giocatori devono impersonare dei signori oscuri, per cui il fairplay qui lo lasciamo fuori dalla porta, sin dall’inizio.
Spero abbiate capito che il gioco vuole essere scanzonato e poco controllabile di natura e punta a far divertire grazie alla interazione (a questo giro ti attacco io ed al prossimo me la rendi …), dando il suo meglio di fronte a gruppi numerosi (anche 5 giocatori).
In due, onestamente, per quanto le meccaniche restino le stesse, non lo vedo così brillante, proprio perchè vedo nella interazione fortunosa uno dei suoi pregi e se uno dei due inizia a prenderle, il resto della pur breve partita rischia di diventare noioso…
CONCLUSIONI
Bellum Magica è un simpatico giochino pensato per un pubblico ampio, rumoroso e scanzonato, ideale per sessioni di gioco rilassato.
Alla base ha un meccanismo di approvvigionamento alla Catan (tiri un dado ed ottieni risorse) ed anche una sorta di motore produttivo che costruisci comprando delle carte, ma poi nella ricetta sono state inserite quantità di alea idonee ad alleggerirne il peso, rendendolo sicuramente un family per gruppi che non serbano rancore (data la forte interazione diretta).
Si ringrazia l’editore per la copia recensore concessa.
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