scritto da Matte
Di giochi basati sulle lettere ce ne sono diversi, ma uno con i mostri che mangiano animali in base alle lettere del loro nome?
A memoria direi che c’è solo ABC Miam!: un titolo per 2-4 bambini abbastanza cresciuti (da 8 anni in su) di Babayaga e edito da Djeco per partite da 20 minuti circa.
A turno si girerà una carta animale per darla in pasto a uno dei nostri mostri, a patto che contenga una lettera che gli piaccia! Il primo giocatore che avrà saziato entrambi i suoi mostri vincerà la partita.
I MATERIALI
All’interno della scatolina tipica Djeco troviamo 66 carte divise in:
- 8 carte mostri;
- 48 carte animali;
- 10 carte indigestione.
Gli animali sono disegnati in modo abbastanza simpatico, tutti con anche un attrezzo culinario che riprende il tema del cibo (e una piccola variante che vedremo più avanti). Il tutto rientra pienamente negli standard delle scatoline Djeco, che abbiamo già avuto modo di conoscere nel corso del tempo.
IL GIOCO… OVVERO ECCOVI LE REGOLE
A inizio articolo ho fatto una minuta (non me ne voglia il mio collega TeOoh!) per farvi capire che tipo di gioco è ABC Miam!, ora entriamo più nel dettaglio!
A inizio partita si distribuiscono due carte mostro per ogni giocatore. Queste mostrano tre lettere diverse ciascuna, ovvero le lettere che adorano mangiare. Si mescolano inoltre le carte animale con le carte indigestione in un unico mazzo che viene posizionato a centro tavolo.
Partendo dal giocatore più giovane e proseguendo poi in senso orario, ad ogni turno si scopre la prima carta dal mazzo.
- Se è una carta animale, bisogna dire il nome dell’animale raffigurato e se mostra almeno una delle lettere presenti sulle carte mostro che si ha davanti, la si posiziona sulla carta corrispondente. Se invece, l’animale non ha lettere compatibili con i mostri la si lascerà a fianco del mazzo.
- Se è una carta indigestione, i mostri del giocatore attivo si ammalano e rigettano tutte le carte con il valore indicato dalla carta indigestione.
Il turno quindi finisce e passa al giocatore successivo che scoprirà una nuova carta, e così via.
Le carte posizionate sopra i mostri sono mangiate e danno al mostro tante calorie quanto il numero indicato su due angoli della carta. Non appena un giocatore riuscirà a ottenere 15 calorie o più su una singola carta, quel mostro sarà sazio e non sarà soggetto alle carte indigestione.
È presente anche una variante che noi in famiglia abbiamo apprezzato molto, la quale trasforma il gioco aggiungendo anche una componente di destrezza: i giocatori giocano contemporaneamente e solo il più veloce a prendere la carta animale e a dire il nome dell’animale raffigurato potrà guadagnare la carta da mettere sopra uno dei suoi mostri (sempre in base alle lettere che questi prediligono). In questa versione quando viene scoperta una carta indigestione tutti i giocatori dovranno essere veloci nel picchiettare la carta con un dito: chi è più lento a raggiungerla si prenderà la carta e subirà la penalità perdendo così tutti i mostri del valore mostrato.
Inoltre, per dare un po’ più di variabilità, una variante permette di poter nominare gli utensili culinari che gli animali hanno nel proprio disegno al posto del loro nome. Sarà quindi questa la parola valida, se effettivamente corretta, a soddisfare l’appetito dei propri mostri.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Il gioco nella sua versione base è davvero semplice e la fortuna incide molto sulla pesca delle carte. Con la variante detta qui sopra il gioco diventa molto più divertente e dinamico: tutti i giocatori devono sempre stare attenti alle carte che si scoprono e i cui nomi presentano lettere buone per i propri mostri.
Indubbiamente entrambi i modi di gioco permettono un approfondimento se non addirittura una scoperta dei nomi degli animali (difficile ad esempio che un bambino di 8 anni conosca l’ornitorinco o il germano reale) e le relative lettere che compongono il loro nome. Capita spesso infatti che i bambini non si accorgano che ad esempio “ippopotamo” possa essere mangiato da un mostro che vuole la “a” o la “t”, questo perché sono lettere che sono quasi nascoste dalle altre che compongono il nome.
Questo aspetto didattico è sicuramente importante per i più piccoli (e ricordiamo che l’età indicata sulla scatola è 8+), che avrà quindi ripercussioni nell’ambito lessicale e scolastico.
ABC Miam! non è solo apprendimento però, come ogni buon gioco che si rispetti, soprattutto grazie alla variante il gioco risulta divertente. Tramite le carte indigestione il gioco spesso potrà cambiare completamente, con capovolgimenti di fronte imprevisti che donano comunque frizzantezza alla partita (o alle partite: visto la durata contenuta spesso vi troverete ad assecondare le richieste dei bambini nel farne altre).
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Ecco, quindi in elenco le cose che Maya ha imparato (o avrebbe imparato se ancora non l’avesse sapute) giocando ad ABC Miam!:
- a conoscere i nomi di certi animali che difficilmente ha avuto modo di vedere;
- ad avere un’ottima reattività nel controllare mentalmente se almeno una delle lettere che compone il nome è presente sulle carte mostro;
- a giocare con le lettere;
- ad avere ottimi riflessi per cercare di prendere la carta prima degli altri;
- ad accettare la vittoria (propria o degli altri) senza fare troppe scene.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Maya ha apprezzato molto questo gioco di carte, perché come detto è un gioco semplice e divertente, che dura il giusto (15-20 minuti) senza che si dilunghi fino a diventare noioso. Sicuramente è un gioco che dà il suo meglio con i bambini da 8 anni fino ai 12, che ancora devono prendere confidenza con certe parole e la loro composizione. Poi è chiaro che il papà e/o la mamma su specifica richiesta non si tirerà indietro a una partita, ma, come per tutte le scatoline Djeco, difficilmente noi grandi ci metteremo a giocare con ABC Miam! o un altro gioco della linea, però non siamo noi adulti il target di riferimento.
PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ, MA SOPRATTUTO CON MAMMA
“Perché ABC Miam! è divertente e adatto a tutti. Quest’estate lo ho portato anche in campeggio con i nonni e l’ho fatto giocare anche a loro!”
Un gioco veloce, immediato e che sfrutta il colpo d’occhio delle lettere riesce a mettere d’accordo tutti in famiglia, soprattutto i bambini ed è oltretutto comodissimo per il trasporto fuori casa, grazie alla scatolina tipica dei giochi dell’editore francese.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una
recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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