[Ieri Sera sui Nostri Tavoli] Dune: Imperium, Newton e altri 4! (+ indovinello)

scritto da Figlio di Griffin e da tutti gli impressionanti

Buona domenica a tutti! A chi si informa su siti e blog belli e a chi si
disinforma su siti e blog brutti.
Questa settimana abbiamo affrontato un sacco di mostri, fuori e dentro le
mura. Abbiamo fatto poi un viaggio spendendo poche parole, ma buone. Abbiamo
infine risalito le acque di un fiume fino ad arrivare alle stelle.
Buona lettura!
 

[F/B!O P.] MonstroCity • 1-4 giocatori • 12+ • 20-30′ • giocato in 2 alla prima partita • 50′ in modalità a turni
MonstroCity

Capita, avendo parecchie scatole in casa, che Ambra veda una copertina o dei componenti molto accattivanti e chieda di giocare a un gioco “da grandi”. A volte non è proprio possibile, ma ci sono dei regolamenti che si prestano, soprattutto se collaborativi. È quest’ultimo il caso, che prevede pure una modalità a turni, in cui riesco a seguire la mia bimbella molto più che nella modalità base in tempo reale. Non affrontiamo dunque 5 round di lanci frenetici in 2 minuti, bensì 5×6 tiri di 4 dadi a testa. È stata pensata principalmente come modalità di insegnamento e infatti gli autori stessi non negano che sia matematicamente possibile vincere, ma statisticamente poco probabile. Infatti con i nostri 240 risultati sui dadi dovremmo riuscire ad abbattere 24 edifici (che richiedono 6-7-8 danni ciascuno), spostarci e leccarci le ferite inflitte da polizia e torrette. Poco ci importa, perché questo ci permette di divertirci nonostante i 5 anni di divario. Per vincere la partita col massimo punteggio (3 stelline) è richiesto di: distruggere il municipio al centro del tabellone, radere al suolo la città, risparmiare un round. Noi siamo riusciti solo nel primo intento per il misero totale di 1 stella, però abbiamo salvato l’onore. Appena sarà possibile lo riproveremo in tempo reale, che è la morte sua, poi volendo abbiamo pure la scatola di espansione con altri kaiju e scenari. Mi rendo conto che non vi ho parlato dell’ambientazione: il malvagio Dr. Spotnik vuole distruggere il mondo e ha il suo covo in città, per cui viene mandata una squadra di mostri a spaccare tutto. Un po’ come uccidere una persona per fermargli la tosse, ma chi sono io per criticare il corsivo?

[Giulio-TheUncle] Escape the Dark Castle • 1-4 giocatori •
14+ • 30′ • giocato in 2 • 45′ con spiegazione
Escape the Dark Castle

Domenica uggiosa fino a che il mio migliore amico, tornato dal Belgio per
un paio di settimane, se n’esce con un “Stappiamo una birra e ci facciamo
una partitina al volo?” Che dire, non aspettavo altro. Mentre lui sceglie
dal frigo la birra preferita (scelta ricaduta su una Ichnusa non filtrata),
io vado in camera e scelgo quello che ho ritenuto essere uno dei giochi con
il più semplice regolamento che avessi in collezione.  Cominciamo
l’avventura. I primi incontri sono stati abbastanza fortunati, con un paio
di carte di “passaggio” e una sfida superata agilmente. Ci presentiamo
quindi alla Quinta carta con il pieno di energie. Due guardie, forse la
carta più stupida del mazzo, ci si parano davanti. Tiriamo i dadi neri,
sembravano affrontabilissimi e invece… E invece il simpatico
Diodeidadi decide di farci buttare 8 punti energia a testa
dimezzandoci, praticamente, la forza per i restanti 2/3 di partita.
Penultima carta. La situazione energia diceva 5 punti lui, 4 punti io.
Giriamo. IL FABBRO, che poteva regalarci 2 carte oggetto se avessimo fatto
il giusto tiro di dadi, tiro ovviamente non avvenuto. Meno 2 punti per il
mio amico e con questo punteggio giriamo l’ultima carta. IL SIGNORE DELLE
TENEBRE con i suoi 6 dadi energia (e il Gargoyle che per fortuna non si è
mai attivato) ci attacca. Noi teniamo botta 3 round con una fortuna fuori
dal comune e riusciamo a ridurlo a 2 soli dadi SAPIENZA, un punto energia
a testa. Tiro io. Forza. Tira il mio amico ASTUZIA. Lui si sacrifica e mi
lascia un ultimo disperato tiro, dato che avevo tra le facce del dado
Doppia sapienza con lo scudo. TIRO. POSSANZA. È la fine… a soli 2 dadi
dall’uscita il Signore delle Tenebre ha avuto la meglio su di noi.

[Matte] Newton • 1-4 giocatori • 14+ • 60-120′ • giocato
in 3 • tempo 120′ con ripasso delle regole
Newton

Ho un gruppo di gioco un po’ particolare, ognuno con i propri gusti e le
proprie preferenze ed è normale. Difficilmente un gioco mette tutti
d’accordo e quando siamo in 4 è pressoché impossibile trovare un titolo
a cui giocare senza che qualcuno mugugni (da buoni genovesi). Ecco che
se siamo solo in 3 le scelte diventano più semplici: il nostro amico se
ne esce con “Facciamo una partita a Newton che è da parecchio che non lo
giochiamo?” e noi abbiamo subito accettato volentieri. È un gioco
di Nestore Mangone e Simone Luciani del 2018, edito da Cranio Creations,
rivolto a giocatori appassionati. Fortunatamente il gioco è molto chiaro
come simbologia e grafica e non abbiamo avuto bisogno di andare a
imparare nuovamente alcun flusso di gioco, cosa che ha permesso di
finire la partita in un paio d’ore. Il mio scienziato ha girovagato per
l’Europa andando a visitare alcune università e anche alcuni luoghi di
culto, ma alla fine ha davvero concluso poco, piazzandosi all’ultimo
posto: probabilmente è stato l’inventore dell’Erasmus… Tutt’altra
partita invece per il nostro amico, che ha avuto un risultato
indubbiamente più importante, distaccandoci di parecchio grazie alle
rendite attive già dai primi turni e ai bonus di fine partita. In
definitiva a noi Newton piace: è un ottimo gioco che necessita di
qualche partita per essere compreso appieno. Alcuni potrebbero infatti
trovare le varie azioni/aree slegate tra loro, ma in realtà la chiave del
gioco è riuscire ad amalgamare perfettamente ogni azione, in modo da
raggiungere determinati obiettivi e guadagnare punti vittoria.

                   
  

[Interesse Ludico] Decrypto • 2-8 giocatori • 12+ •
15-45′ • giocato in 6 • tempo 50′ con spiegazione
Decrypto

Succede ormai di rado purtroppo, ma questa sera eravamo in 6 al tavolo
(purtroppo lo dici tu, non voglio debosciati in casa! – NdPanda) e
quando il numero dei giocatori supera 5, è scontato che si viri sui
party game. Finalmente riusciamo a sfoderare Decrypto, che devo dire
la verità, abbiamo preso solo per i materiali, essendo noi grandi
appassionati di retrogame e retrocomputer (quell’apple 2 che ci
ammicca dalla scatola sa il fatto suo – NdPanda). Il gioco si rivela
subito difficile da spiegare (non è dovuto al fatto che siamo animali?
– NdPanda), ma tutti capiscono per fortuna. Le squadre devono indovinare
il codice segreto della squadra avversaria e non sbagliare il
proprio. Il codice da 3 cifre è associato a degli indizi che il
giocatore di turno della propria squadra annuncia ad alta voce:
questi indizi si riferiscono alla posizione delle 4 parole della
squadra. Il codice ovviamente cambia in ogni turno, ma le parole no.
Quindi bisogna dare degli indizi che siano facili da interpretare per
i compagni e difficili per gli avversari. OK, vi vedo confusi, vi do
un esempio. Le 4 parole della mia squadra erano: orto, acne, kiwi e
ratto. Per fare indovinare acne ho detto “costellazione”. Era un po’
vago, ma i miei compagni hanno indovinato e la squadra avversaria ha
avuto come indizio per la parola 2 “costellazione”. Indovinate le
loro facce quando gli altri indizi forniti sono stati “ragazza” e
“crema” (guarda come si vanta il procione – NdPanda). In realtà ho fatto
poi quasi perdere la mia squadra, dando come indizio “peluria” per
kiwi. E invece pensavano fosse ratto. Stavo pensando ovviamente alla
buccia pelosa dei kiwi, ma evidentemente lo pensavo solo io (infatti,
ma che indizi dai? – NdPanda). Così la mia squadra ha sbagliato il
proprio indizio e ricevuto un token missione sbagliata. A due token di
questo tipo ricevuti, la squadra perde. Oppure se si riesce a
indovinare due volte il codice della squadra avversaria, la squadra
vince. La nostra partita? Finita in parità assoluta, il tie break di
indovinare le parole avversarie non è stato possibile, perché
l’entusiasmo ci ha fatto svelare anzitempo le parole, prima che
leggessimo le regole per gli spareggi. Ma nessuno si è lamentato, il
gioco ha fatto colpo. Decrypto è in grado di far partorire genialate
alle proprie menti. Vi lasciamo con una delle tante sparate di questa
sera: quando ho ricevuto l’indizio “grafia” non ho capito subito, ma
mi sono fidato del mio compagno che ha indovinato. La parola era “Orto”. E dico a me stesso: “grafia… orto… orto… ORTOGRAFIA!”

[F/B!O P.] Lewis & Clark: The Expedition • 1-5 giocatori • 14+ • 120′ • giocato in 2 alla prima partita • 150′ con spiegazione
Lewis & Clark: The Expedition

A dicembre è stata localizzata la seconda edizione di questo giocone e il mio amico MattiaPas non se l’è lasciata sfuggire. Nel passaggio di edizione deve essere invece sfuggita qualche parola da tradurre e qualche icona da aggiornare, ma il gioco non ne risente minimamente. Anzi, l’abbandono dei segnalini campo in favore di quelli tempo credo abbia giovato parecchio. Affronto la partita nella paranoia di accumularne il meno possibile, quindi carte pari, poche risorse, pochi nativi, niente barche extra. Dall’offerta assoldo una carta che mi potenzia il movimento (con una canoa e un cavallo posso muovere l’esploratore di sei spazi fiume o montagna) e un’altra che mi permette di produrre utensili o legno. La mia mano di 8 carte cicla abbastanza velocemente e con buone sinergie. Accumulo una manciata di segnalini tempo nei primi accampamenti, perché sono un novellino e sto imparando a fare i conti. Dopo anni di coperta corta e troppe cose da fare con risorse misurate, qui è come star sotto la doppia trapunta in lana alpaca che scende pesante fino al pavimento. È una sensazione nuova e stimolante: mi ha dato grande soddisfazione programmare opportunamente per non avere più malus dal primo tratto montano in poi. Alcune azioni sul tabellone non le ho mai prese in considerazione ed ero abbastanza autosufficiente. MattiaPas è stato più spregiudicato (mano dispari, tanti lavoratori, barca extra) e ha fatto un paio di errori di conteggio e tempismo che gli hanno compromesso il risultato finale. Non è un gioco molto clemente. Wishlist.

[Andrea P.-White Winston] Dune: Imperium • 1-4 giocatori
• 14+ • 60-120′ • giocato in 2 alla prima partita • circa 150′ con
spiegazione
Dune: Imperium

Attirato come una falena dallo scintillare di questa ambientazione così
dannatamente sci-fi e rinfrancato dalle prime impressioni positive
lette in rete, ho acquistato questo gioco con fiducia, ma anche con
timore, visto che spesso i giochi con un franchise alle spalle si rivelano
poi essere delle ciofeche a livello di gameplay. Dopo una spiegazione e
un setup tutto sommato snelli, ci siamo tuffati in questo mare di
sabbia, a colpi di piazzamento lavoratori, deck-building e interazione a
suon di maggioranze. La prima impressione è stata oltre ogni rosea
aspettativa; a partita conclusa ci siamo guardati e abbiamo realizzato
di avere tra le mani un prodotto davvero ben congegnato, confezionato e
realizzato. Un euro game peso medio, con il giusto mix tra complessità,
interazione e tattica, che ci ha lasciato una voglia incredibile di
riprovarlo, magari con maggior consapevolezza e possibilmente con almeno
un altro giocatore al tavolo. Nota particolare: in 2 il gioco obbliga
all’utilizzo di un automa (stile Pax Pamir). Ebbene oltre a essere una
presenza leggera e veloce da gestire, è stata anche perfetta per
movimentare le varie fasi di gioco, ricreando il feeling del terzo
incomodo.


Tre disinscatolamenti questa settimana, con il primo video che vede la
nostra Valeria-MeepleOnTheRoad aprire la scatola dei “lavori in corso”
di Cities: Skylines.

Abbiamo poi il nostro buon F/B!O, che ci apre una scatola neozelandese (di un autore strafamoso!), Shelfie Stacker, che
offre draft di dadi e gestione mano con addirittura due modalità in
solitario.
Terminiamo con il disinscatolamento di LucaCiglione, che ci apre una
scatolina Made in Italy per giovani amanti e difensori della natura
dai 6 anni in su, Missione Natura, il gioco di carte degli
animali da salvare.

La scorsa settimana nessuno è riuscito a capire che con “nel blu intinto di blu” mi riferissi ad
Abyss… dai che non era affatto difficile!

Stavolta non so se darvi un indovinello ermetico o palese,
sceglierò una via di mezzo dandovi da riflettere su
occhio, malocchio, prezzemolo e grandocchio.

Alla prossima gioca-lettori!

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