scritto da MeepleOnTheRoad (Valeria)
“La vera saggezza è meno supponente della stupidità. L’uomo saggio dubita
spesso, e cambia la sua opinione; lo stupido è ostinato, e non ha dubbi;
egli conosce tutte le cose ma non la sua stessa ignoranza.”
[Faraone Akhenaton, padre di Tutankhamun]
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L’Antico Egitto ha sempre esercitato su di me un certo fascino. Forse per
questo ho diversi giochi a tema egizio nella mia ludo-libreria. L’ultimo
arrivato è TUTANKHAMUN di Reiner Knizia, reimplementazione
migliorata di Tutankhamen del 1993 dello stesso autore. Il gioco è
stato pubblicato quest’anno in Italia dalla Little Rocket Games, che
ringraziamo per la copia recensore inviataci.
sacerdotesse – dagli 8 anni in su per una durata a partita di
30 minuti circa. Si tratta di un titolo ai limiti dell’astratto, a
informazione totale e in cui l’alea è nulla (se non si conta la disposizione
casuale delle tessere a inizio partita). Le meccaniche su cui si basa sono
essenzialmente tre: il tabellone modulare – che, di fatto, non c’è, ma
si forma di volta in volta con le tessere a disposizione – il draft e
la collezione di set. Il nostro obiettivo è quello di raccogliere
artefatti viaggiando lungo il Nilo per offrirli al faraone defunto guadagnando
punti e nel frattempo purificare la nostra anima procedendo a ritroso su un
tracciato.
di vista, rappresenta metà della bellezza di questo gioco. Una volta svuotata
la metà inferiore, essa funge allo stesso tempo da
tracciato segnapunti e da raccoglitore per le tessere,
agevolando anche il riordino dei materiali. Le tessere che compongono il fiume
sono di un cartoncino super spesso e resistente; l’artwork è piacevole e
dettagliato; i segnalini di legno sagomati (barche e vasi canopi) sono
estremamente definiti. Il sarcofago dorato e i Guardiani dell’Oltretomba non
hanno alcuna utilità: sono puramente decorativi, ma contribuiscono al feeling
generale del gioco.
Per una descrizione più dettagliata dei materiali vi rimando al
mio video di unboxing.
IL GIOCO IN BREVE
TUTANKHAMUN vanta regole semplicissime. Al nostro turno dobbiamo
muovere la nostra barca sul fiume Nilo (in avanti di quante caselle
vogliamo o indietro sulla casella a noi più vicina) e aggiungere la tessera su
cui finiamo il movimento davanti a noi. Se è una tessera
Divinità Egizia ne usiamo il potere e poi la buttiamo nella tomba. Se è
una tessera artefatto, controlliamo subito se il set a cui appartiene è
concluso: se è questo il caso, si assegnano immediatamente i punti in
base a chi detiene la maggioranza del set e poi si buttano le tessere nella
tomba; se invece ci sono altri artefatti dello stesso set ancora nel Nilo, si
prosegue con il gioco. Prima di passare la mano, il giocatore controlla se ha
“tessere scia” dietro la propria barca e le mette nell’Oltretomba. Si
procede in questo modo, una mossa a testa, finché un giocatore completa
l’intero tracciato segnapunti a ritroso e arriva allo zero oppure finché non
finiscono le tessere nel Nilo, allora chi ha meno punti vince.
Per una spiegazione approfondita del setup e delle regole – nonché per alcuni
esempi di turno e conteggio dei set – vi consiglio di guardare
il mio tutorial appena uscito sul nostro canale YouTube.
CONSIDERAZIONI GENERALI
TUTANKHAMUN è un titolo dal flusso di gioco estremamente
lineare: muovo la barca, scelgo la tessera, conto i punti, passo la mano. Non
ci sono variazioni di alcun tipo e la dinamica si ripete sempre uguale turno
dopo turno. Apparentemente noioso e ripetitivo, offre in realtà una vasta
gamma di scelte. Punteremo a set piccoli di facile acquisizione? Oppure a
quelli più grandi per ottenere più punti in una volta? Sfrutteremo spesso il
potere delle Divinità o preferiremo collezionare più artefatti possibile?
Progrediremo sul fiume pochi passi alla volta oppure viaggeremo di molto in
avanti per poi procedere a ritroso praticamente indisturbati? Dopo diverse
partite fatte, posso affermare che non esiste una strategia dominante:
si può vincere – e perdere – in tutti i modi sopra descritti.
gioco fortunoso, ma tattico-strategico. La strategia viene definita dal
giocatore all’inizio a grandi linee e poi adattata di continuo in base alle
scelte degli altri giocatori e alle tessere che, nostro malgrado, finiscono
nell’Oltretomba. Questo perché TUTANKHAMUN è un titolo ad
alta interazione: sia indiretta – prendo proprio la tessera che volevi
tu – sia diretta, grazie alle Divinità e, naturalmente, alla meccanica delle
maggioranze.
La scalabilità è molto buona, ma come spesso accade nei titoli di
maggioranze, fa nascere giochi diversi in base al numero di persone intorno al
tavolo. In due bisogna tenere sott’occhio i set di un solo avversario (e le
tessere nell’Oltretomba, dato che si gioca con una sorta di “morto”,
estremamente appropriato qui) e il gioco è più controllabile. In 4 è più
complesso non perdere di vista tutti ed è assai probabile che ora che tocchi a
noi la tessera che volevamo non ci sia più, costringendoci a ripensare il
nostro movimento. Ciononostante, il titolo è completamente fruibile in
qualsiasi formazione numerica.
longevità: le partite sono sempre diverse perché diversa è la
composizione del fiume, quindi non possiamo giocare sempre nello stesso modo.
Lo considero longevo perché lo associo a quei giochi immortali tipo gli
scacchi che tirerò fuori con piacere anche a distanza di tempo e per cui non
avrò alcuna necessità di rileggere le regole e so per certo che passerò una
mezz’ora piacevole al tavolo.
TUTANKHAMUN è sicuramente un peso leggero a cui tutti possono
giocare, data anche la semplicità del regolamento e delle meccaniche. Questo
non vuol dire che non dia da pensare, però. La facilità con cui si spiega e i
turni regolari lo rendono appetibile per neofiti e bambini; il dover ponderare
le scelte se si vuole fare un gioco un po’ più strategico può far gola anche
agli hard gamer che vogliono prendersi una pausa fra due cinghiali
senza spegnere del tutto il cervello.
Il mio consiglio è di provare assolutamente questo gioco… prima che vi
colpisca la maledizione del faraone bambino! GAME ON!
Come sempre, vi segnalo che il gioco è disponibile sullo
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.
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“Perché cerchi tu la vendetta, o uomo! Con quale scopo tu la insegui? Credi
tu di procurare dolore al tuo avversario con essa? Sappi che tu stesso
sentirai il più più grande dei tormenti.”
[Faraone Akhenaton, padre di Tutankhamun]
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it







