[Recensione] Escape The Room: La Casa delle Bambole Maledetta

scritto da LucaCiglione

Nuova escape room di ThinkFun e nuova sfida per il vostro escapologo preferito
di Giochi sul Nostro Tavolo.

Il nome di questo gioco ha causato in famiglia alcune incomprensioni, quando
ho detto infatti ad alta voce: “Ehi, è arrivata La Casa delle Bambole
Maledetta
“, mia figlia Luna, che non ha idea di cosa significhi maledetta, ma
che sa molto bene cosa vuol dire casa delle bambole, ha creduto fosse un gioco
per lei ed è stato complicatissimo convincerla del contrario.
Escape the Room: La Casa delle Bambole Maledetta è un gioco edito in Italia da ThinkFun, creato da Rebecca Bleau e Nicholas Cravotta. È un’avventura escape room one-shot da 120 minuti circa per 1-4 giocatori dai 13 anni in su.

MATERIALI


In questo particolare caso non mi sento di spoilerare troppo il contenuto,
dato che moltissimi elementi sono inizialmente nascosti all’interno della
casa.
Siamo comunque di fronte a materiali di prim’ordine: cartoncini e fustelle
spesse, elementi speciali inaspettati e il tutto inserito all’interno di un
set che apparecchiato sul tavolo ci lascia un grande effetto wow, dato che la
casa in tre dimensioni è davvero spettacolare.

GAMEPLAY


Partiamo leggendo il racconto, che ci guiderà nella nostra avventura: senza
entrare troppo nei dettagli ci ritroveremo rimpiccioliti dentro alla casa
delle bambole e, ovviamente, dovremo uscirne sani e salvi.

Una volta fatto partire il tempo, dovremo analizzare a fondo la casa,
partendo da una stanza e proseguendo poi, dopo aver aperto le porte, nelle
altre. In ogni stanza potremo aprire le buste in essa presenti, per trovare
indizi e progredire.

In ogni stanza abbiamo solitamente tre o
quattro enigmi che ci permetteranno di aprire la porta (identificata da un
simbolo) e passare alla successiva.

La soluzione
dell’enigma prevede di individuare sempre 3 simboli (uno per colore) che
verranno immessi in una ruota. Se i simboli allineati sono quelli corretti,
mostrerà in uno degli spazi centrali lo stesso simbolo dell’enigma che
stiamo tentando di risolvere.
Se questo accade, allora possiamo leggere
un nuovo paragrafo dell’avventura e proseguire nella stanza successiva.

Gli
enigmi sono principalmente di osservazione, logica e – peculiarità di questo
gioco – di tipo fisico (posizionare oggetti al posto giusto, 
assemblarli correttamente, risolvere piccoli rompicapo).

IMPRESSIONI

Rispetto alla precedente uscita di ThinkFun, Il Mistero dell’Osservatorio, è bene sapere che siamo di fronte a una difficoltà completamente diversa,
molto molto più elevata.

Non a caso, su BGG, il complexity rating del gioco è addirittura un 4,33
contro l’1,61 del suo predecessore.
L’escape room è davvero molto sfidante e non solo: è resa ancora più difficile
dalla particolare scelta di rappresentare in tre dimensioni lo scenario e inserirvi buste ed elementi all’interno.
Per semplificare le cose, ve lo dico, tutto ciò che vedete può, anzi deve,
essere staccato dalle pareti della casa delle bambole e aperto. Questo può
sembrare ovvio, ma la paura di rompere e compromettere il materiale spesso
nella nostra partita ci ha portato a non staccare tutte le buste e ci ha
condotto quindi al non poter risolvere l’enigma e a bloccarci.

La sensazione generale è un po’ di smarrimento, in quanto capita a volte di non
sapere bene cosa si debba fare oppure, cosa che potrebbe essere considerata un
errore, non fare qualcosa e arrivare ugualmente alla soluzione.
In generale gli autori hanno puntato tutto sull’ambientazione e questo, a mio
parere, spesso ha portato ad alcune forzature e, alla fine, il tutto più che
un valore aggiunto si rivela quasi un peso nella risoluzione dei vari giochi
ed enigmi.
Non mancano i momenti wow e in generale gli enigmi sono quasi tutti
abbastanza logici (dico “quasi” perché anche guardando le soluzioni non ho ben
capito l’enigma della scala, fatevi avanti nei commenti) e come già nella
precedente uscita ci sono molti elementi da manipolare e modificare, cosa che
aumenta le possibilità di interazione.
A tal proposito dovrete in alcuni casi modificare i materiali in modo
irreversibile, tuttavia sul sito dell’editore è presente il materiale da
stampare per ripristinare completamente la scatola per giocarci ancora o
prestarla agli amici.
Il sistema di aiuti è ben fatto, ci assiste nell’avventura con suggerimenti
che ci danno poco a poco sempre più informazioni fino a svelarci la
soluzione. Questo è un bene, perché, a volte, il semplice sapere cosa
dovevamo usare (e nel nostro caso farci capire che dovevamo staccarlo
fisicamente dalla casa), ci ha portato sulla strada giusta senza rovinarci
la soddisfazione della risoluzione.
Dovendo fisicamente manipolare oggetti e guardare e interagire con la casa
delle bambole, il numero dei giocatori al tavolo non deve essere esagerato.
Seppur non vi sia alcun limite reale, credo che sia ideale giocare in 3 o
4 giocatori per potersi godere appieno la partita, mettendo allo stesso
tempo più abilità al tavolo.

CONCLUSIONI

Escape The Room: La Casa delle Bambole Maledetta è un gioco davvero molto
sfidante, secondo me tra i più complicati del genere. Va affrontato
sicuramente solo se siete avventurieri esperti, pena il pericolo di sentirsi
frustrati.
Come gameplay è molto altalenante e passa da veri e propri momenti wow a
enigmi abbastanza arzigogolati. 
La sua pecca più grande, che è però anche ciò che la caratterizza maggiormente,
è la scena in tre dimensioni, che spesso risulta poco ergonomica e scomoda pur
permettendo enigmi particolari. La sensazione è quindi che gli autori abbiano
adeguato il gameplay allo scenario piuttosto che il contrario.
Per questi motivi si rivolge a un target ben preciso di avventurieri rispetto alla precedente uscita, che era un gateway per tutti i giocatori. Questi
la potranno comunque trovare divertente e mettersi alla prova, sapendo che avranno pane per i loro denti.

Ringraziamo ThinkFun per la copia recensore.

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