scritto da Figlio di Griffin e da tutti gli impressionanti
con gruppi di gioco brutti.
nostra terra riuscisse da solo a dare energia a tutti, come una grande piazza
piena di maioliche che, coi suoi colori indefiniti e intensi, regala stimoli e carica a chi ci passa
anche solo di corsa.
60′ con spiegazione
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| Renature |
Kramer e Kiesling, in questo nuovo family, chiedono
ai giocatori di aiutare la natura a riconquistare i suoi spazi in una valle
inquinata, usando tessere domino che rappresentano animali e ripopolando
l’area lungo il fiume con differenti tipi di piante. L’ambientazione e la
componentistica ha catturato immediatamente i miei compagni di gioco, anche se
in un primo momento l’idea del domino non li aveva particolarmente
entusiasmati, ma dopo aver sentito le regole e fatto un primo giro di prova,
lo hanno trovato così fluido ed elegante che non hanno voluto fermarsi. Nella
nostra partita c’è stata una lotta serrata, molto interattiva, c’è chi ha
puntato al controllo delle zone più piccole, chi ha cercato di chiudere le
aree rapidamente, chi ha sfruttato le azioni nuvola e chi le piante neutre. Il
conteggio dei punti ci ha riservato un finale ancora una volta concitato con
una differenza davvero minima e la richiesta di rigiocarlo nuovamente la
prossima volta!
giocato in 3 • 180′ con spiegazione
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| Stardew Valley |
Gioco HOT del momento, che ripropone
l’ambientazione e le meccaniche del famoso videogioco, dove il nostro
obiettivo è ricostruire il centro comunitario, fare amici, e nel frattempo
fare tutte quelle cose che ci permettono di avere risorse, come piantare semi,
pescare, allevare animali etc… Il gioco ha fatto sold-out in America nel
giro di poco tempo e, tra l’altro, era l’unico paese dove era disponibile.
Prima di giocarci mi ero guardato un paio di gameplay, e il gioco aveva
catturato il mio interesse, tanto da convincere 2 amici a provarlo su TTS.
Purtroppo, il gioco è stato una delusione un po’ per tutti. Partendo dalla
spiegazione, il gioco inganna. Ha un look da “family”, ma la spiegazione può
prendere quei 20-30 minuti se si vuole scendere nel dettaglio. Le azioni da
spiegare non sono poche anche se poi quando si inizia a giocare, il gioco
scorre liscio senza troppi problemi. Il problema che abbiamo riscontrato è la
noia. In fase di setup, si prendono 4 delle 8 carte obiettivo “del nonno”, e
poi per ognuna delle 6 stanze del “community centre” se ne pesca 1 e si mette
a faccia in giù. Il gioco è cooperativo al 100%, e i giocatori vincono solo se
soddisfano i 4 obiettivi del nonno e costruiscono le 6 stanze. E proprio qui
sta il problema. In pratica abbiamo 10 obiettivi, quindi il gioco diventa
teleguidato. Le 6 stanze per essere completate prima devono essere rivelate,
spendendo un numero di cuori pari al numero di giocatori. I cuori si prendono
principalmente facendo amici i paesani. Una volta scoperte, dobbiamo spendere
un numero di risorse indicato pari al numero di giocatori. Ogni stanza
richiede sempre una certa categoria di risorse, quindi queste ci porteranno a
fare un po’ di tutto. Gli obiettivi del nonno invece sono più impegnativi, ma
guidano ancora di più la partita. Questi obiettivi solitamente si riferiscono
a delle azioni principali, come pescare pesci leggendari, costruire edifici,
andare in fondo alla miniera etc… purtroppo spingendoci a puntare fortemente
su quelle azioni per soddisfare gli obiettivi e di conseguenza, quelle parti
del tabellone non richieste dagli obiettivi del nonno possono essere quasi
completamente ignorate. Ci sono anche delle cose che ci son piaciute.
Interessante sono i mestieri, che si “evolvono” alla fine di ogni stagione,
rendendoci più efficaci nell’azione collegata al mestiere (tutti possono fare
tutto comunque). Gli attrezzi di partenza anche sono carini, permettendoci di
migliorarli e di conseguenza migliorare anche lì l’azione collegata (miglioro
l’innaffiatoio, riesco a dare più acqua alle piante. Miglioro la canna da
pesca, mi permette di ritirare i dadi, etc…). Alla fine, su 16 round a
disposizione (4 per ogni stagione) abbiamo vinto il gioco con 2 round di
anticipo e onestamente con una certa stanchezza mentale per le tante cose di
cui tenere traccia (i vari obiettivi) e la mancanza di libertà e/o strategia.
Nonostante ci siano tante cose da fare, ci si ritrova quasi sempre a fare
quelle 3/4 mosse. So che doveva essere una pillola ma è diventata una
supposta, ma ci tenevo in particolare a spiegare perché il gioco non ci è
piaciuto. O forse, semplicemente siamo fuori target. 🙂
giocato in 2 alla prima partita • 50′ con spiegazione
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| Electropolis |
Una vergogna averlo lasciato finora sullo scaffale della vergogna. Se non ricordo male, era una perla nascosta dell’ultima Essen Spiel fisica, direttamente da Taiwan. Tempi contenuti per una profondità invidiabile e delle meccaniche pulite ed efficaci. Grafica minimalista e chiara con dei rilassanti colori pastello. Simpatica coincidenza: Ambra in giornata mi aveva chiesto che colori fossero “natural” e “teal” notati nell’app di BGG mentre registravo una partita tra me e lei. Fatalità alla sera Monica ed io abbiamo giocato rispettivamente con teal (foglia di tè) e natural (legno verniciato trasparente). Siamo entrati subito in partita, con preparazione rapidissima e tempi morti quasi nulli. Ha tante meccaniche che mi piacciono amalgamate bene: costruzione città piazzando tessere, carte multiuso, selezione delle tessere in cerchio, scelta dell’ordine di turno (se vuoi poche tessere vai prima; se ne vuoi tante dopo, ma trovi quel che resta), bonus variabili a partita. Monica è stata più brava di me praticamente in tutte le categorie da punti e alla fine ha vinto staccandomi di un 15%. Se vi piacciono Patchwork, Quadropolis, Alta Tensione anche questo dovrebbe accendervi la scintilla. Materiali curati e solidi, con una finitura satinata che è un piacere da maneggiare: eventualmente trovate qui il mio unboxing.
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| Bruges |
Ormai comincio a diventare monotona: fatemi intavolare un gioco con mille
carte e sono felice. Non è che nella mia libreria ci siano solo quelli, eh.
Ma sono attratta da meccaniche come draft, gestione mano, deck building,
combo e attivazioni a catena, e in queste do il meglio di me. Purtroppo sto
contagiando anche i miei compagni di gioco e quindi eccoci ad apparecchiare
Bruges, uno dei miei Feld preferiti. Partita combattuta dall’inizio alla
fine. Io e il mio avversario cerchiamo di accaparrarci subito qualche
maggioranza: io guadagno quella degli animali che lui non riuscirà più a
prendere, mentre lui avanza sul tracciato del prestigio che io non potrò più
recuperare. Attuiamo strategie abbastanza diverse: io metto giù tante case e
le riempio di personaggi che si attivano in ogni turno, innescando minacce
per l’avversario e facendomi giocare carte extra; lui punta tutto sulla
costruzione dei canali e su un paio di personaggi essenziali che danno punti
a fine partita. Vinco di soli 3 punti, ma cerco di apprendere dai miei
errori: innanzitutto, ben 4 dei miei personaggi erano Mercanti e non ho
saputo sfruttare i punti per la categoria pur avendo la carta per farlo; in
secondo luogo, potevo far scartare tutti i lavoratori al mio avversario ma
non avevo il lavoratore del colore giusto per attivare questo potere e lui
ha fatto punti a fine gioco proprio grazie ai lavoratori avanzati. Bruges dà
spazio a tutta la nostra fantasia per provare le infinite combo che si
possono fare con le carte e questo mi restituisce sempre una certa
soddisfazione. Non è un gioco di per sé difficile: come mi ha dimostrato il
mio avversario che lo provava per la prima volta, bisogna solo avere
l’occhio sui vari poteri e non aver paura di osare qualche combinazione
originale. Per me promosso, sempre e comunque.
giocato in 2 • 30 minuti
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| Azul |
Esercizio di stile, questa settimana, con la partita seral con la mia
Letizia (a luglio 6 anni). Amo molto Azul e lo intavolo spesso, quindi anche
Letizia lo ha visto spesso giocare. Spiegate le regole (che poi così
difficili non sono) e apprese dalla piccola giocatrice, possiamo
concederci una partita a questo gioco mentre mamma prepara la cena e
il fratello maggiore studia. La partita si svolge su binari molto
semplici con papà che fa le prese di modo che per la bimba restassero sempre
le prese ottimali, e papà (senza suggerimenti) verifica se vengono o meno
fatte queste prese. Brava lei che ha capito molto bene come funziona il
gioco e concentra le sue attenzioni soprattutto sul completamento dei set (i
dieci punti finali la ellettano) e in seconda battuta sul provare a prendere
la piastrella con il maggior numero di ‘confini’ 😉😅. Letizia è molto
contenta nel vedere la tabella del punteggio negativo che si incrementa (non
così difficile lasciando le prese ottimali per lei) e alla fine vince la
partita per due punti (anche perché papà suggerisce la mossa finale in una
delle poche volte in cui avrebbe sbagliato la presa). Esercizio di stile
riuscito e piccolina contente perché ha giocato ad un gioco di papà e lo ha
anche battuto.
3 • 60 minuti
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| Rallyman GT |
Probabilmente il gioco del 2020 che ha messo d’accordo quasi tutti i
giocatori del mio solito gruppo: Rallyman GT è veloce, intuitivo e quel
po’ di fortuna che in un gioco di questo tipo non stona troppo. Questa
volta abbiamo simulato il tracciato di Montecarlo, dove dopo la Sainte
Devote e le curve strettissime al Mirabeau purtroppo la mia macchina ha
sbandato pericolosamente finendo fuori pista. Ho dovuto seguire con
distacco i miei avversari che invece si sono sfidati fino a La Rascasse,
dove solo all’uscita dell’ultima curva si è capito davvero chi sarebbe
riuscito a tagliare per primo il traguardo. Per chi non conoscesse
Rallyman GT, il meccanismo è semplice: a turno ogni giocatore deve usare
quanti dadi vuole da quelli a disposizione per rappresentare la
progressione della propria auto lungo il circuito, creando così la propria
traiettoria. I dadi da utilizzare rappresentano le marce, così da poterli
mettere in ordine (crescente o decrescente) ed in caso utilizzare anche i
dadi rossi che rappresentano le frenate (e quindi permettono salti di
marce: dalla terza alla prima costa 1 dado rosso, dalla quinta alla
seconda 2 dadi, e così via). Una volta creata la propria traiettoria si
tirano i dadi, sperando di non ottenere come risultato 3 simboli
“Pericolo”, altrimenti si esce di pista con conseguenti turni persi a
riprendere ritmo gara, ecc…
sono presenti il sorriso di Valeria, la figurina di Davide e, come sempre,
le mani di Fabio.
Cominciamo con la nostra Valeria-MeepleOnTheRoad che ci apre ben due
scatole della nuova edizione di Puerto Rico, questo perché l’Alea
ha dovuto rimediare a qualche errore di stampa sul nuovo tabellone.
Abbiamo poi Simarillon, che ci porta a scoprire il contenuto di una
scatolina che è una novità freschissima della Cranio, Pakal, un
titolo che strizza l’occhio al gioco del 15 portandoci tanto
colore in una sfida di velocità e destrezza.
Infine abbiamo un’altra apertura di scatola, sempre di un gioco di
destrezza, fatta dal buon F/B!O, che ci mostra le carte e i
componenti 3D di Garden Guerrilla, per sfide tra insetti nascosti
da alti funghi e fitti fili d’erba.
Anche questa settimana attendo i vostri commenti sui titoli proposti e vi lascio con un altro indovinello, una sola frase da cui dovrete
capire il titolo di un gioco: “il momento è tristo“.
A domenica prossima!
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