scritto da Figlio di Griffin e da tutti gli impressionanti
belli e ai giocatori con accatastamenti di scatole brutti.
hanno elevato dalla polvere di una terra arida per proiettarci in una galassia
fatta di poli opposti in un gioco di perenni attrazioni.
giocato in 4 • tempo 22’
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| Res Arcana |
La pubblicazione in italiano da parte di Asmodee Italia di questo titolo è
prevista per il prossimo 8 aprile, ma ero curioso di provarlo visto il
clamore suscitato dal titolo dopo l’uscita sul finire 2019 ed ho
approfittato della sua trasposizione online su Boardgame Arena. L’autore è
Thomas Lehmann noto ai più per Race/Roll for the Galaxy e proprio da “Race”
mutua il sistema delle carte e delle combo. La parte più intrigante della
partita è il draft iniziale delle carte e la conoscenza di tutti i loro
poteri farà la differenza, quindi perché la partita sia divertente è
fondamentale che i giocatori siano tutti allo stesso livello. In questa
specifica partita eravamo due più esperti e due novizi i e la cosa si è
vista non solo sulla velocità con cui venivano eseguite le scelte, ma anche
sulla strategia medio e lungo termine, infatti una volta individuata la
strada migliore da seguire in base alle carte del proprio mazzo e al mago
scelto inizialmente si tratta di calare le 5/6 carte utili a costruire il
proprio motore e poi farlo girare a pieno regime per accumulare punti in
quello che si dimostra un solitario di gruppo, fatta eccezione per qualche
carta che costringe gli avversari a privarsi delle materie accumulate.
Moral: arrivo secondo per un’incollatura (10 punti contro gli undici
dell’altro esperto al tavolo) mentre gli altri due rimangono a distanza
siderale (3 e 4 punti rispettivamente). Di partite ne ho fatte diverse oltre
quella di cui sopra (anche in 2 o 3) e sinceramente non sono del tutto
d’accordo con il grande entusiasmo generatosi attorno a questo gioco, che
per carità, è un buon gioco, ma alla fine si riduce ad una corsa per
raggiungere per primi il traguardo dei dieci punti necessari a vincere la
partita troppo dipendente dalla dea bendata che determina l’uscita delle
carte.
Florenza X Anniversario
• 1-5 giocatori • 14+ • 60-180′ • giocato in 4 • 180′ con spiegazione
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| Florenza X Anniversario |
Ogni volta che esce un gioco Placentia Games, si accende per me un enorme
“must have” e il gioco non fa in tempo ad uscire che è già nel carrello
della spesa. Poteva fare eccezione la riedizione del gioco che ha lanciato
il marchio nell’olimpo dei migliori editori di giochi di peso? Certamente
no. E devo dire che non fa eccezione neanche la qualità del gioco. Dopo la
prima partita su TTS è già amore a prima vista, sia per le meccaniche
intriganti (anche senza guizzi di innovazione) che per l’ambientazione,
curata e splendidamente resa. A fronte di un regolamento neanche così
complicato (mi dicono che la prima edizione lo era molto di più), il gioco
è veramente molto complesso; un cinghialino davvero fenomenale a base di
piazzamento lavoratori e pianificazione che vi terrà incollati per almeno
120 minuti, nel tentativo ogni turno di far tornare i conti tra ciò che
entra e ciò che esce (in termini di risorse e fiorini), con l’obiettivo
finale di riempire Firenze di opere d’arte e consacrare così il nome della
propria famiglia nei secoli a venire. Prossimamente su queste pagine,
troverete la recensione completa e il focus sul solitario… promesso!
di Florenza? Non conoscevo il gioco originale, ma sapendo i gusti del mio
omonimo mi aspettavo un “ungulato” difficile da digerire. In realtà le
diverse regole non sono per nulla ostiche e ben si sposano con
l’ambientazione davvero ben resa considerando il genere 100% teutonico. Ho
sbagliato completamente strategia puntando a completare la mia plancia
personale e cercando di avanzare sul tracciato del Vescovo tralasciando il
tabellone centrale. Sono arrivato ultimo staccatissimo, ma mi è rimasta la
voglia di riprovarlo. Ho trovato la produzione di alcune materie e la
costruzione di certi edifici meno utili di altri, ma per dare un giudizio
obiettivo serve sicuramente qualche altra partita. Nel complesso Florenza
X Anniversario è da considerarsi assolutamente promosso.
• 12+ • 75-150′ • giocato in 2 • 150′ con spiegazione
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| Great Western Trail |
Io ve lo dico: davanti a questo gioco sono tutto tranne che oggettiva. È il
mio numero uno di tutti i tempi e il giorno che verrà scalzato dal primo
posto della mia classifica, le campane suoneranno a lutto. Lo amo alla
follia e più lo gioco più sono convinta che un livello tale di perfezione
non possa essere raggiunto. Naturalmente è il mio parere… E chi mi
contraddice non è più mio amico! Di GWT amo il tema: sono una country girl,
adoro la cultura western e non può esistere per me un gioco migliore di
quello in cui devo selezionare le vacche del mio ranch per spedirle a ovest.
Il tutto tramite deck-building. Il mio pane. E poi gestione mano, collezione
set, movimento su mappa, obiettivi, setup variabile e non so che altro. GWT
ha tutto per un’esperienza di gioco che è una bomba. Ma veniamo alla partita
di ieri. Il mio avversario, giocatore di gdt moderni da circa otto mesi, sta
imparando velocemente titoli sempre più difficili e spesso mi dà filo da
torcere. Ho pensato che fosse finalmente pronto per GWT e non si è tirato
indietro nemmeno alla mia minaccia di una spiegazione di almeno mezz’ora.
Quasi si addormenta, ma capisce il grosso. Va bene così: il mio obiettivo è
dargli un’infarinatura, non si può pretendere di imparare un gioco del
genere al primo colpo. Due ore di partita e vinco facile, ma solo perché mi
ha lasciato campo libero al mercato e non ha investito nelle stazioni. Io
continuavo a ripetergli che alla base del gioco c’è l’affinamento del mazzo,
ma ha voluto provare altro, tipo la costruzione degli edifici. Ma se non
compri vacche migliori non hai speranza, è la dura legge del West. Non mi
interessa aver vinto, ma che il gioco gli sia piaciuto, così ho speranza di
intavolarlo più spesso. Mi fa attendere il suo giudizio per qualche
interminabile minuto. Poi il verdetto. “È il gioco più bello che mi hai
fatto provare finora. Tanta roba, in tutti i sensi.” GWT ha mietuto un’altra
vittima. Ora non mi resta che provare l’espansione, che tutti dicono essere
molto bella; non l’ho mai voluta veramente perché GWT mi sembra perfetto
così, ma ora sono curiosa. Sempre pronta per un altro giro verso Kansas
City!
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| Cosmic Factory |
Il tempo a disposizione è grosso modo quello di un filler, per cui propongo questo titolo a Monica, che accetta di rimettere alla prova le sue capacità spaziali (nel senso di relative allo spazio come nozione geometrica, notoriamente scarse). Cinque round con condizioni di punteggio estratte a caso, in ciascuno un draft di 9 tessere (divise in quarti) e poi un minuto di clessidra per trovare il miglior piazzamento 3×3. Abbiamo pescato carte simpatiche e che non ricordavamo di aver mai usato: una toglieva il vincolo 3×3, una contava gli asteroidi in modo diverso, una imponeva di fare il draft per l’avversario (quindi si puntava a tenere le carte peggiori, molto divertente). Semplice, serrato, frenetico. Niente da fare, battuta anche questa volta, ma giusto di un paio di punti: la lunghezza perfetta per farla giocare anche alla prossima occasione che lo metterò in tavola ^_^
10′ con spiegazione
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| Kluster |
Oliphante porta in Italia questa chicca tutta da scoprire in una scatoletta
del peso di oltre mezzo chilo, con dentro 24 potenti magneti. La prima cosa
che contraddistingue il gioco è che sono più le avvertenze che le regole!
Questo perché il gioco è di sua natura pericoloso per i bambini e gli
apparecchi elettronici e per questo c’è un bel 14+ sulla scatola.
Allontanati tutti i cellulari si è pronti per giocare! Dopo aver distribuito
equamente i magneti e delimitata a piacere l’area di gioco con la corda
fornita si è pronti per giocare piazzando a turno le calamite in qualunque
modo con l’obiettivo di finire la propria riserva. L’unica regola è che se
durante il proprio turno due o più calamite si attaccano o escono dall’area
di gioco il giocatore dovrà prendersele tutte. Il gioco è di pura destrezza,
ma l’ho trovato geniale nella sua semplicità perché si può spostare l’area
di gioco per ritagliarsi una nicchia per la prossima calamita o allontanare
magneticamente altre calamite per crearsi uno spazio quando inizia ad essere
affollato, ma il bello è che la fisica del gioco ci stupirà sempre e spesso
provando a mettere la calamita in una zona, si attaccheranno altre calamite
ben lontane senza capirne a fondo il motivo! I magneti poi non sono tutti di
forma regolare ed è anche importante scegliere quello migliore. Grazie alle
partite super rapide invoglia a rigiocarlo più volte, l’ho trovato un ottimo
titolo originale da avere in collezione! Si può anche giocare in solitario
con la sfida di piazzare tutte le 24 calamite con massimo 2 errori, sfida
tutt’altro che banale! Altro pregio è il suo de-setup immediato e divertente
visto che basterà passare con le calamite sull’area di gioco e in un attimo
tutte saranno attaccate insieme e basterà metterle nel comodo sacchetto di
stoffa!
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proposti, come la settimana scorsa, da Valeria, da Davide e da Fabio.
Cominciamo con il sorriso della nostra Valeria-MeepleOnTheRoad, che ci apre
una scatola per i più piccoli, Andor Junior, la versione semplificata
e più veloce del “padre” portatore di leggende (vi rimando più in basso alla
caricatura di Fabio).
Continuiamo con Simarillon, che ci cala nelle strade e nel traffico
newyorkese con l’apertura della scatola di
Ticket To Ride: New York.
Abbiamo infine l’ultimo disinscatolamento a opera di F/B!O, che, come
Valeria, punta sul mondo fantasy con
Le Leggende di Andor.
Purtroppo la settimana scorsa siete stati lettori molto tristi,
sia nel senso malinconico che in quello cattivo del termine,
e proprio quest’ultimo avrebbe dovuto indirizzarvi alla soluzione
dell’indovinello: “il momento è tristo” stava a indicare il gioco Villainous!
Comunque non mi arrendo e vi propongo un’altra frase dalla quale
indovinare il titolo di un gioco in scatola: “un episodio di una gravità assoluta“.
Mi raccomando, stavolta provateci almeno a dare una risposta.
Ci rileggiamo domenica prossima.
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