scritto da F/B!O P.
A me piace scrivere post per le rubriche
create dagli altri redattori ^_^ Il gioco di oggi mi offre dunque la possibilità
di esordire qui, visto che Figlio di Griffin l’ha concepita per tutti quei
titoli che, in base all’esperienza personale, girano molto bene in 2, anche se
pensati “fino a” più
giocatori.
Al momento questo All-Star Draft è l’unica scatola datata 2021 che ho
a scaffale. La meccanica principale si evince dal titolo e l’ambientazione
dall’immagine di copertina. L’editore ha sede in Svizzera, una delle prime
nazioni ad avere un campionato nazionale. Da noi questo sport non è molto
diffuso, tranne nelle regioni presso le Alpi; ad ogni modo ciò non compromette
minimamente il divertimento al tavolo. Allacciate i pattini che facciamo due
tiri!
Ringrazio l’editore per la copia recensore.

SCHEDIAMO
Dai
2 ai 6 giocatori al tavolo
Dai 10 anni in su di età
Sui 45 minuti di
durata
Autore – Marco Schaub (opera prima)
Illustratore – Malte J.
Zirbel (DiceWar)
Editore – SunCoreGames
Tipologia –
Competitivo, Draft di carte, Costruzione mazzo, Personaggi con poteri
variabili
AMBIENTIAMO
Sei il manager di una franchigia
di hockey e il tuo compito è quello di reclutare i giocatori più promettenti e
costruire le migliori squadre. Li manderai in diversi palazzetti per giocare
nella prestigiosa All-Star Cup. Ma la cosa più importante è che devono dare il
massimo per conquistare il cuore dei tifosi! Scegli i giocatori e costruisci
le squadre nei tre round della stagione regolare in cui le tue squadre
guadagnano tifosi a seconda di quanto bene si piazzano. Infine, dimostra
resistenza e ingegno nel quarto round, i playoff. Arrivato a questo punto,
puoi permetterti di mandare solo i migliori giocatori, perché se perdi, sei
eliminato dai playoff. Tuttavia, alla fine del torneo ciò che conta davvero
sono i tifosi e il manager che è riuscito ad attirarne il maggior numero potrà
sollevare la All-Star Cup ed essere dichiarato vincitore.
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| Quattro arene che attribuiscono tifosi in maniera diversa a seconda dei piazzamenti. Il fischietto indica che non è adatta ai principianti, il 2 barrato credo non serva spiegarlo 🙂 |
PREPARIAMO
Sistemate
il tabellone sul tavolo con il lato 2-4 giocatori o 5-6 giocatori in su.
Montate e collocate da qualche parte l’enorme All-Star Cup. Mescolate le 12
carte arena, eventualmente dopo aver tolto quelle non adatte alle prime
partite o a 2 giocatori. Ricevete tre segnalini autobus e due cubetti tifosi
(dello stesso colore, questi ultimi per il tracciato segnapunti), 2 carte
coach (tra cui sceglierne una per avere un potere asimmetrico, 12 totali),
3/2/1/1/1 ticket per i playoff in 2/3/4/5/6 giocatori. Infine formate un
mazzo, prendendo 2 specie per giocatore tra le 12 disponibili, mescolatelo e
distribuite 6 carte a testa (in 2 giocatori prendete 5 specie e date 7
carte).
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| Tre esempi di coach (uno con abilità in regular season, uno ai playoff e uno a fine partita) e due ticket per i playoff |
GIOCHIAMO
Come già scritto, ogni partita dura 4
round: 3 di stagione regolare, molto simili tra loro, e 1 di eliminatorie.
Round
1
Comincia girando 1 carta arena, la quale va posizionata accanto allo
slot 1 del tabellone e mostra quanti tifosi si conquistano in base al
rendimento della propria squadra. Poi parte il draft: guardate la vostra mano,
appoggiate una carta a faccia in giù sul tavolo (in panchina), passate il
resto al giocatore di sinistra. Arrivati ad averne 6, sceglietene 5 da mandare
all’arena 1 (appoggiandole sul tavolo coperte) e tenetene una in panchina.
Quando siete tutti pronti, rivelate le squadre e confrontate la loro forza,
pari a quanti giocatori condividono lo stesso simbolo o numero o specie. In
caso di parità, il tabellone ha una zona per risolvere i pareggi. Guadagnate
tifosi in base alla classifica, scartate l’arena e tenete la squadra a faccia
in su.
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| Questa squadra ha forza 2 in base alla specie (pinguini), 3 per i simboli (porta) e 4 per i numeri (il 3) |
Round 2
Girate 2 carte arena per gli slot 1-2. Il draft
è praticamente invariato, tranne il lato verso cui passare le carte. Dalla
panchina (che sarà di 7 carte) potete sostituire coperto 1 giocatore della
vostra squadra sul tavolo, quindi formate una seconda squadra da 5 carte.
Collocate sopra a ciascuna un segnalino autobus a faccia in giù, per indicare
quale va all’arena 1 e quale alla 2. Rivelatele in ordine di arena e
confrontatene la forza, eventualmente spostando i segnalini autobus sul lato
sinistro del tabellone. Conquistate tifosi, scartate le arene e lasciate le
squadre dove sono.
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| La squadra del round 1 con un cambio, la nuova squadra del round 2 e la panchina (da notare i due segnalini autobus a faccia in giù) |
Round 3
Come il 2, ma con 3 arene sul
tavolo, una panchina da 8 carte, 3 segnalini autobus per 3 squadre.
La
stagione regolare è finita: rimettete i 18 giocatori in panchina e tenete
pronti i ticket.
Round 4
Formate una nuova squadra da 5
giocatori. Confrontatele: l’ultima perde un ticket per i playoff (chi resta
senza viene eliminato e conquista i tifosi indicati sulla coppa). Gli
allenatori rimanenti devono sostituire da 2 a 4 giocatori: chi non è in grado
viene eliminato. Si riconfrontano le squadre, sempre per togliere un ticket
alla peggiore. Si continua così finché una non si aggiudica i playoff con la
relativa quantità di tifosi. A questo punto termina il campionato e chi ha più
tifosi vince la partita.
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| Ai playoff possono rendersi necessari dei rigori, tirati con carta singola 1 contro 1 |
COMMENTIAMO
Può sembrare un
semplice gioco di carte con un draft basilare, ma le richieste diverse che
presentano la stagione regolare (un totale di sei arene in cui si conquistano
tifosi in maniera differente) e i playoff (resistere il più a lungo possibile
con i propri ticket sottostando all’obbligo di almeno due sostituzioni) lo
rendono fresco e divertente. È necessario pianificare il quarto round già a
partire dal primo, per non ritrovarsi con una prima squadra fortissima e poi
sostituti mediocri. La difficoltà perciò aumenta di round in round, poiché
selezionare i giocatori di hockey che si combinano meglio diventa sempre più
importante e, allo stesso tempo, le carte sono sempre meno.
All’inizio
del primo round si ha solamente la propria mano a disposizione per provare a
individuare qualche stategia: magari si punta su un simbolo più forte o su un
numero più alto. Passando le carte ci si fa l’idea completa di cosa sta
girando e al termine del round le squadre sono mediamente di forza 3 o 4.
Nel
secondo e nel terzo round si inserisce il fattore campo, per cui bisogna pure
valutare chi mandare dove. La maggior parte delle arene attribuisce tifosi in
ordine decrescente (di più a chi gioca meglio), tuttavia alcune sono più
indulgenti verso gli scarsoni o chi si barcamena a metà classifica. La
panchina si allunga ed è assolutamente un bene, perché abbiamo più fronti
aperti: formare una nuova squadra, compiere delle sostituzioni in quelle già
in tavola e pianificare anche per i playoff.
Sono i round in cui la
temperatura dell’interazione comincia a salire, dal momento che dovremmo
tenere d’occhio le squadre scoperte dei nostri avversari, non solo le nostre,
in modo da poter rubare loro dei buoni giocatori di hockey. Questa attenzione
diffusa torna utile pure per l’assegnazione delle arene: se vedo che il mio
vicino ha una squadra già forte con un cambio, posso realisticamente presumere
che la manderà nell’arena con più tifosi, pertanto potrei dedicare il mio
dream team a un altro scontro più incerto, incrementando le mie
probabilità.
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| Il trofeo riporta la distribuzione dei tifosi, oltre a fare una gran figura |
L’apice comunque si raggiunge ai playoff, quando non conta
tanto arrivare primi, quanto piuttosto non essere ultimi. Tutte le 18 carte
dei round 1-2-3 tornano a disposizione in panchina e adesso il rompicapo è
comporre un quintetto di partenza forte che successivamente mantenga un
livello medio-alto rispettando i 2-4 cambi obbligatori. Questa regola risulta
parecchio stringente e dà molto gusto al tutto. Immaginate di aver calato una
squadra di 5 orsi (forza 5 avendo in comune la specie): ora è difficile avere
in panca altri 2 orsi (sono 9 in tutto) per fare un cambio minimo e restare a
forza 5, di conseguenza bisognerà cambiare specie con una dispendiosa
sostituzione da 4 oppure passare a ragionare per simbolo o numero. Ecco che se
il lavoro di pianificazione è stato fatto a dovere, le squadre dei primi tre
round saranno state assemblate con carte capaci di rientrare in più set, non
soltanto in quello temporaneo utile ad esempio per l’arena 3 del round 2. Chi è
stato in grado di pensare in avanti viene premiato. Le quantità di tifosi
assegnate ai playoff sono poi determinate in maniera tale che le rimonte sono
possibili (e ne ho subite, purtroppo…), da cui derivano finali di partita
aperti e giocatori tutti coinvolti. Insomma, chi alza il catafalco di cartone
che è la All-Star Cup se l’è proprio meritato!
La rigiocabilità di per sé
la danno già il draft e e l’uscita casuale delle arene. L’altro fattore
aleatorio sono le due carte coach tra cui sceglierne una durante la
preparazione: è un livello di fortuna che non infastidisce per nulla e anzi
dona un pizzico di asimmetria agli stili di gioco. Alcune delle loro abilità
funzionano durante la regular season, altre ai playoff, altre ancora a fine
partita.
Due per tutti mi è sembrata la rubrica giusta, perché
molto spesso i draft in 2 non sono un granché e invece All-Star Draft funziona
egregiamente proprio per la doppia ottica di stagione regolare e playoff. Ho
apprezzato anche che gli aggiustamenti per giocare in 2 siano minimi (una
specie in più nel mazzo e una carta in più in ogni draft), senza dover
ricorrere a variantone ad hoc che a volte sono quasi un altro gioco. Non ho
potuto provarlo in 5-6 per la pandemia (c’è l’altro lato del tabellone, in cui
sono invertiti due criteri di spareggio, in quanto cambiano le probabilità tra
le carte), ma la scalabilità in 3-4 posso dire che è lineare: le carte nel
mazzo dipendono dal numero dei giocatori, così come i ticket nonché i tifosi
conquistati nelle arene e nei playoff.
Grossi lati negativi non ne ho
trovati, sebbene il regolamento si bulli un sacco di quanto l’ambientazione
sia forte e io non sia così convinto. Per carità, va bene che negli sport
americani i giocatori emergenti vengono realmente selezionati tramite l’entry
draft, però pensare all’allenatore di una squadra che manda alle varie partite
giocatori totalmente diversi mi pare una forzatura.
Chiudo infine con un
paragrafo sui materiali. Sono di buona qualità, le illustrazioni mi piacciono
e la grafica è chiara. Avrebbero forse potuto ridurre la scatola di metà se il
tabellone fosse stato un semplice tracciato segnapunti (e la coppa più
piccola), tuttavia ritengo che le aree per confrontare la forza delle squadre,
per dirimere i pareggi e per ordinare le arene siano delle pratiche aggiunte
che semplificano il flusso di gioco. Sostituire i cubetti tifosi con dei
dischetti sarebbe stata una chicca decisamente a tema. Il regolamento (fornito
in inglese e tedesco, come le carte coach) spiega bene come si gioca,
corredato da esempi e note che non lasciano dubbi. Su buona parte della
grafica c’è un gradevole “effetto ghiacciato”.
Ho girato anche un video
di unboxing:
Favorevoli
saranno…
- chi ama i giochi di carte a tema;
- chi cerca un
introduttivo alla meccanica del draft; - chi cerca un titolo fino a 6 giocatori che non sia un party game;
- gli appassionati di hockey.
Contrari
saranno…
- chi si annoia con i pesi medio-leggeri;
- chi non
sopporta il draft; - chi è infastidito dal vincere il campionato, ma magari
perdere la partita.
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| Il contenuto della scatola |
Collegamenti (più o meno) a tema sul
gioco
- Serie TV a cui fa pensare a me: al
personaggio di Tom Paris, tenente di Star Trek: Voyager, grande appassionato
di questo sport. - Serie TV a cui fa pensare a mia moglie:
Friends, perché in diversi episodi Joey, Chandler e Ross vanno alle partite
dei New York Rangers. - Film a cui fa pensare a me: la
saga di Venerdì 13, il cui protagonista, Jason Voorhees, dal terzo film in poi
indossa una camicia verde, pantaloni grigi e una maschera da portiere di
hockey. - Film a cui fa pensare a mia moglie:
L’acchiappadenti, in cui Dwayne Johnson, un giocatore di hockey famoso per il
suo gioco duro, diventa la fatina dei denti. - Cartone a
cui fa pensare a me: l’episodio “Lisa sul ghiaccio” de I Simpson, in cui Lisa
si unisce come portiere a una squadra di hockey allenata da Apu. - Cartone a cui fa pensare a mia moglie: l’episodio “Vola, vola!” di Masha e
Orso, in cui Masha utilizza una scopa volante trovata nel bosco per vincere
una partita di hockey e per fare scherzi a Orso.
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| Qui potete vedere tutte le specie, tutti i numeri (1-9) e tutti i simboli (porta, dischetto, casco, guanto e pattino) |
CURIOSIAMO
L’hockey
su ghiaccio fa parte dei quattro principali sport statunitensi, insieme a
basket, baseball e football. A livello mondiale il campionato più importante è
la National Hockey League (NHL), che raccoglie le migliori squadre degli Stati
Uniti e del Canada (quindi, a dispetto del nome, non è nazionale).
L’origine
del nome “hockey” è incerta, così come sono incerti il luogo e la data di
nascita di questo sport. Il primo riferimento scritto è del 1838, anno in cui
venne pubblicato il General Dictionary of Provincialisms di William Holloway.
Riguardo all’etimologia di questo termine esistono diverse ipotesi. Le più
accreditate sono: l’antico germanico hok, il cui significato è “pezzo di
metallo o legno ricurvo” (da esso deriva “hook”, che significa “gancio”
nell’inglese moderno); l’antico francese hoquet, che significa “bastone di
legno ricurvo” o “bastone del pastore” (indicava anche un primordiale gioco su
prato con bastoni tipico della Francia).
Durante l’era fascista in Italia
l’hockey fu rinominato disco su ghiaccio.
Nella NHL circa il 20% delle
squadre ha un animale nel nome, nella lega svizzera e in quella tedesca si
raggiunge e supera la metà. Il più gettonato è la tigre.
—
Alcune immagini sono tratte da BGG e dal sito ufficiale/regolamento, i vari
diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono
state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione.
Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it









