GLOOMHAVEN
È un gioco di Isaac Childres, edito da Cephalofair Games nel 2017 e localizzato da Asmodee nel 2020, per 1-4 giocatori, durata media 60-120 minuti, e appartenente alla categoria comunemente chiamata “Dungeon Crawler”. Il gioco nasce originariamente da una campagna Kickstarter, che vide all’epoca quasi 5000 finanziatori per poco meno di 400.000 $. Vi troverete nei panni di una squadra di personaggi (eroi e antieroi), alla scoperta di un mondo vastissimo intriso di storie e ricco di dungeon, avventure e… stickers. Senza spoilerare niente (stickers? Quali stickers?), vi lascio quindi alla recensione. Dopo una rapidissima carrellata su grafica, materiali e regole, troverete direttamente PRO, CONTRO ed ELEMENTI NEUTRI. Lascio poi a voi il giudizio finale sul Re (o presunto tale) dei Dungeon Crawler!
GRAFICA E MATERIALI
Vi basterà dare un’occhiata alle immagini caricate su BGG per rendervi immediatamente conto che:
- La quantità di materiali presenti è assurda e la qualità degli stessi è assolutamente sopra la media e in linea con l’utilizzo che deve esser fatto;
- La grafica (intesa come illustrazioni) oltre a non essere presente sulla maggior parte delle carte, presenta un gusto peculiare, diverso dal solito canone fantasy;
- Solo i personaggi hanno le miniature dedicate, il resto sono tutti stendini. Da qui si evince definitivamente che siamo di fronte ad un gioco che sta all’opposto della “overproduzione” e che punta decisamente sui contenuti più che sull’apparenza.
REGOLAMENTO
In questa sezione vi spiegherò soltanto la meccanica centrale di tutto il gioco, ovvero, la gestione della mano di carte. Ogni personaggio del gioco, sia quelli iniziali sia quelli che via via si andranno scoprendo, ha un suo mazzo di carte dedicato e molto personalizzato/tematizzato, che ne governerà il gameplay. Ogni carta riporta un valore di iniziativa ed è divisa in due metà: una superiore, spesso con un’azione d’attacco, e una inferiore, generalmente occupata da un’azione di movimento (questa suddivisione attacco/movimento ovviamente viene meno con una miriade di altri effetti legati ai vari personaggi… ma era tanto per darvi un’idea). Ad ogni round i giocatori sceglieranno contemporaneamente due carte appartenenti al proprio mazzo: di una useranno la metà superiore, dell’altra la metà inferiore, nell’ordine desiderato. Discorso simile verrà applicato ai nemici che avranno una singola carta per round, pescata da un mazzetta anch’esso dedicato. L’iniziativa delle carte scoperte/giocate determinerà l’ordine di azione e di interazione tra eroi e nemici. Nel momento in cui il mazzo di un eroe dovesse esaurirsi, il personaggio dovrà eseguire un riposo forzato, ricreando il mazzo composto dalle carte giocate, ad esclusione di una carta a scelta, che diventerà non più disponibile per il resto dello scenario. La morte di un eroe (temporanea, per il solo scenario in corso) sarà quindi decretata non soltanto dall’azzeramento dei punti vita ma anche dall’esaurimento del mazzo delle carte azione, che, grazie al meccanismo sopra esposto, tenderà sempre a diminuire.
- I contenuti sono pressoché infiniti e vi terranno incollati, se lo vorrete, per 60+ sessioni di gioco (senza contare gli scenari da giocare 2+ volte per ovviare ad un fallimento). Nell’era in cui la longevità nei giochi da tavolo è sempre uno degli elementi più attenzionati (talvolta non si neanche perché ma lasciamo stare…), Gloomhaven svetta senza problemi su questo aspetto, mettendo in campo una quantità di materiali, variabilità, testi, gameplay, missioni, storie, etc., praticamente a tutt’oggi ineguagliata. Gloomhaven prima di tutto è “TANTO”.
- Scendendo più nel dettaglio, troviamo meccaniche solide, fluide, governate da poche ma buone intuizioni, assimilabili tramite un regolamento corposo, ma in fondo non così complicato come altri esponenti del settore. Ogni scenario è un puzzle perfetto dove raramente vi troverete a dover prendere in mano il regolamento e dove i turni di gioco si susseguiranno in maniera abbastanza rapida, nonostante il fatto che la premialità del ragionamento e dell’ottimizzazione saranno sempre presenti. Le meccaniche di Gloomhaven FUNZIONANO BENE, anzi BENISSIMO.
- L’IA dei nemici è semplice e veloce da gestire, con un risultato che nella stragrande maggioranza dei casi sarà di sicura efficacia. Il sistema di livellamento della difficoltà è davvero ben studiato e riesce a definire missioni sempre tirate al punto giusto, quasi mai dall’esito scontato ma senza essere frustranti. I nemici in Gloomhaven picchiano in maniera SNELLA ma EFFICACE.
- Ci sono un’infinità di storie e trame ma di fatto manca un plot centrale che sia davvero avvincente, memorabile e immersivo. Alla luce anche di quello che recentemente il mercato ci ha abituati (Tainted Grail?), direi che per essere il Re dei dungeon crawler, su questo aspetto si poteva investire molto ma molto di più perché la differenza tra uno scrittore di storie vero e di successo e uno più improvvisato c’è e si sente. L’ambientazione di Gloomhaven è VASTA ma non così COINVOLGENTE.
- Entra, arraffa i tesori, uccidi i nemici: questo sarà il vostro compito direi nel 90% delle missioni che dovrete affrontare. Tolti gli elementi legacy legati all’evoluzione o al cambio di personaggio, l’impianto principale di gioco sarà pressoché sempre lo stesso. Le sessioni di gioco di Gloomhaven sono piuttosto RIPETITIVE.
- Anche se materialmente non c’è niente da distruggere (solo degli stickers da attaccare sulla mappa principale), un elemento fondamentale da sapere è che l’esperienza di gioco è legacy. Esistono strumenti e modi per resettarlo e farlo tornare (quasi) al suo stato embrionale, ma uno degli elementi caratterizzanti è proprio la necessità di essere scoperto passo dopo passo, o meglio scatolina dopo scatolina, e niente vi potrà mai restituire quelle sensazioni di meraviglia e stupore proprie della prima volta. Gloomhaven è un gioco LEGACY.
- Dungeon crawler, ambientazione fantasy, miriadi di nemici da abbattere,… tutto giusto, ma il gioco è governato da meccaniche molto euro. Accoppiare le carte, gestire il proprio mazzo, calcolare distanze, combo, artefatti,… arriverete ad un punto dove vi sembrerà di risolvere un puzzle più che essere davvero immedesimati in un personaggio. Gloomhaven, pur essendo un dungeon crawler a tutti gli effetti, ha un sapore EURO.
“Ma insomma White Winston, questa prima posizione nella top100 di BGG la merita o no secondo te?”
Gloomhaven è un gioco così ampio, sfaccettato e completo, che davvero si fa fatica a tirare fuori un giudizio sintetico e netto. Posso confessarvi che io l’ho giocato tanto, l’ho apprezzato altrettanto, ma ho subito anche parecchio la sua ripetitività. Sicuramente è un titolo che ha lasciato il segno e ha rivoluzionato completamente l’universo dei dungeon crawler, riportando nettamente al centro le meccaniche rispetto all’apparenza. Spero con questa recensione sintetica di aver fissato i punti chiave che caratterizzano nel bene e nel male questo titolo, e che secondo me è necessario conoscere per farsi un’idea e, soprattutto, per capire se tirare fuori o meno quei fatidici 170€. Perché, diciamolo, se solo costasse la metà, potrei dirvi a cuor leggero: “compratelo, sciocchi!”.
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