scritto da Fabio (Pinco11)
DI CHE SI PARLA
Friedmann Friese è uno degli autori storici del gioco da tavolo moderno, avendo iniziato ad ideare giochi nel 1992 ed arrivando ad oggi ad avere oltre 100 record (anche se molti sono espansioni di Alta Tensione) nel proprio curriculum. Faiyum, ambientato nell’antico Egitto, è la sua ultima creazione, titolo che riprende alcune tematiche tipiche del suo più grande successo, Alta Tensione, mescolandole con logiche moderne, come il deck building e le combo tra carte, il tutto in salsa di gestione risorse. Indubbiamente uno dei titoli di maggior rilievo del 2020 per il pubblico dei gamers.
Pubblico: Gamers
Dati: 1-5 giocatori, 110-140′, 12+
Dipendenza dalla lingua: Nessuna (salvo il manuale)
IL GIOCO IN POCO
Uno dei punti forti del gioco risiede nella linearità delle regole di base, che consente di provarlo ad esito di una spiegazione compatta (le carte possono essere illustrate quando escono).
Ad inizio partita ognuno riceve la sua mano di 5 carte azione di partenza ed al proprio turno si può: 1) giocare una carta che si ha in mano, producendone l’effetto (vanno dal prelevare risorse e/o denari a cose più complesse, tipo pagare risorse e denaro per piazzare oggetti ed ottenere punti vittoria e mix di risorse ed altro) ; 2) comprare una carta dal mercato (dove ve ne sono 4 disponibili e 4 ‘future’) o 3) passare, svolgendo un piccolo refresh della propria mano (in 3-4 comodi passaggi).
Nel corso della partita il tabellone va riempiendosi di cose (strade, insediamenti, edifici e via dicendo), scomparendo gli onnipresenti coccodrilli di inizio partita: la cosa interessante è che niente sul tabellone appartiene ai giocatori, i quali devono cercare di massimizzare i risultati ottenuti grazie alle carte che giocano, predisponendo delle piccole sequenze di turno (es. con un paio di carte mi procuro risorse e con le 2-3 successive le monetizzo in denaro e punti vittoria).
Il tutto prosegue grosso modo fino a completamento (quasi) del mazzo e chi ha più punti, vince .. 😉
Diciamo che il primo impatto visivo è un attimo spiazzante, con un tabellone esagonato e assolutamente spoglio, che fa tanto primi anni ’80.
Nel corso della partita poi il tutto si va a riempire con omini, tondini, cilindri e financo polimini in legno, rendendo la visione d’insieme un pelo più appariscente, ma all’occhio del giocatore moderno, abituato a frizzi e lazzi grafici, è come confrontare il sudoku con Azul (dove il sudoku può essere sostituito da Faiyum). Devo ammettere, però, che dal punto di vista della fruibilità e del colpo d’occhio onestamente, in corso di partita, è difficile sbagliarsi, per cui per una volta devo dire che la sostanza deve prevalere sulla forma, per cui la valutazione d’insieme della componentistica è che essa è più che adeguata allo scopo (anche se forse, al posto dei polimini rossi, potevano metterci delle piramidine, che un pelo più effetto lo facevano …).
L’ambientazione prescelta non è forte, ma rende l’idea il giusto, grazie anche alla grafica, pur asciutta, utilizzata (Harald Lieske).
SENSAZIONI
Il gioco gira, sin da subito, liscio e risulta piuttosto intuitivo, visto che parti semplicemente piazzando omini sul tabellone, per ottenere denaro (con il quale comprerai nuove carte, più potenti) e risorse (che convertirai in edifici, ottenendo punti vittoria e/o risorse).
Mano a mano che usciranno carte più forti potrai iniziare ad implementare catene di effetti più complesse e c’è sufficiente varietà per poter variare le tattiche di gioco di partita in partita o anche nel corso di essa. Alcuni effetti, poi, si esauriscono nel corso del gioco (es. ottieni cose costruendo certi edifici, dei quali ci sono un tot di copie disponibili), per cui c’è anche una certa dinamicità e se qualcuno avverte che certe combo sono per te troppo forti, può prendere carte da utilizzare per accellerarne l’obsolescenza (è qui che si può avvertire l’interazione) o può colonizzare zone per impedirti di farne uso (es. certe carte richiedono di avere determinate caselle libere per poterci piazzare omini).
La struttura del mercato ricalca quella di Alta Tensione (e funziona, infatti, bene), con le carte più forti che tendono ad uscire più tardi o a costare molto se acquistate presto ed il gioco cresce così in modo graduale, sviluppandosi le partite, di solito, sotto forma di un lungo testa a testa che si risolve poi con i classici fuochi d’artificio degli ultimi giri, con l’avvertenza che in quelle fasi è facile che prevalga chi meglio conosce il mazzo (lo capirete vedendo che qualcuno si sta tenendo ammassi di risorse, magari rimanendo indietro nei punti: scoprirete perchè nei giri finali …).
C’è gestione risorse, deck building, costruzione (rudimentale) di reti ed un poco tutti i concetti classici dei gestionali moderni sono toccati, ottenendo un prodotto assolutamente valido e di tutto rispetto, che considero forse uno dei migliori Friese di sempre (anche se sottolineo di non essere un suo fan, per cui ci sta che, semplicemente, questo sia uno dei suoi pochi che ho apprezzato).
Nel contempo si avverte, a mio personalissimo parere (e sottolineo di essere alle prime partite), come la durata complessiva delle partite sia un pelo più lunga rispetto agli standard odierni, risultando forse meno liofilizzato nelle tecniche di quanto siamo abituati a vedere oggi. Per certi aspetti, quindi, un titolo leggermente datato come logiche, pur utilizzando versioni modernizzate delle meccaniche che contiene.
Interazione: si avverte e può avere diverse dimensioni a seconda del tipo di gioco praticato al tavolo (più o meno aggressivo)
Longevità: ci sono tante carte e non sempre escono nello stesso ordine e da ciò consegue una certa varietà.
Scalabilità: ho idea che giri meglio in più giocatori, per la varietà di cose che possono accadere, ma il gioco resta lo stesso anche in due (il solo play lo lascio a White Winston).
Una bella implementazione delle logiche del deck building (simpatica l’idea che si recuperano gratis le ultime 3 carte giocate e le altre si pagano …)
Effettivamente tutto è piuttosto chiaro a livello sia di mappa che di iconografia (anche se sembra un prototipo, ad inizio partita)
Gira bene e si possono costruire delle combo, ma senza esagerare
CONTRO
E’ un pelo troppo lungo per le durate di gioco dei titoli di oggi
Il rush finale può riservare sin troppi punti, risolvendo la partita in dieci minuti, dopo due ore di testa a testa
La grafica della mappa sembra un prototipo (ma riconosco che è chiara …) 🙂
Il gioco gode di un solido 7.8 su BGG, voto che lo rende (grosso modo) il titolo di Friese meglio votato dai tempi di Alta Tensione, che è il suo indiscusso masterpiece. Non è ancora ampiamente disponibile in vendita e l’annata covid ne ha limitato la diffusione, ma è considerato nel tamtam degli appassionati come uno dei titoli migliori del 2020.
FAQ
La odierna città di Faiyum era nota una volta (almeno a noi latini) come Crocodilopoli, in quando dedicata all’adorazione del dio coccodrillo Sobek. I coccodrillotti che troviamo nel gioco trovano quindi una giustificazione storica 🙂