[Recensione] Origine

scritto da
Simarillon (Davide)

Oggi parliamo di un progetto particolarmente interessante nato dai momenti di
incontro sul territorio tra la community di Coop Academy e un gruppo di
giovani appassionati di board game aggregati intorno all’Associazione Asap (As
Simple As Passion), con i primi incontri a  partire dal 2017, il progetto
in questi mesi si è tradotto nel gioco Origine, pubblicato da
Demoelà, con la consulenza di produzione di Post Scriptum. Il
gioco è nato dalle idee di Alessandra Beretta, Mario Baldassarre, Roberto Conti, Stefano Ficagna, Gemma
Macellaro, Valentina Matteo e Alessandro Scardua

con successivo sviluppo delle regole e supervisione di Walter Obert e
P.S. Martensen.  Al gioco si può giocare da 2 a 6 giocatori
a partire dagli 8 anni per una durata di 30-45 minuti. Ultimo
dato di insieme illustrazioni e grafica sono a cura di
Sara Gioria.

Il regolamento ci racconta come: In “Origine”
i giocatori devono decidere cosa “mettere nel piatto”, coltivando prodotti
della terra, allevando animali e costruendo attività per favorire il
progresso tecnologico e lo svago, con un occhio attento alla sostenibilità
ambientale e alle produzioni tipiche
.”

I MATERIALI
La scatola di Origine contiene:

  • cinquantanove Carte Terreno;
  • sessantotto Carte Costruzione;
  • trentadue carte obiettivo;
  • sei carte riepilogo, una contente l’indicazione primo giocatore.

Ho già scritto più volte che è sempre difficile valutare un mazzo di carte, e
lo confermo anche per questo gioco, mi sento comunque di dire che le
illustrazioni sono piacevoli e adeguate e che le carte hanno una grammatura
che non farà storcere troppo il naso ai fruitori del gioco; il fatto che poi
non vengano mescolate spesso aiuta a mantenere i materiale ben integri. La
scatola ha un divisorio che aiuta a tenere i tre mazzi separati. Materiali più
che adeguati allo scopo. 


Qui trovate anche un video di unboxing.


IL GIOCO … OVVERO ECCOVI LE REGOLE

Disclaimer: questo paragrafo (e le sue appendici) spiegano in maniera
generale
e non strutturale le regole del gioco e non si
sostituiscono al regolamento

Si dividono le carte in tre mazzi a seconda della loro tipologia: Terreni,
Costruzioni e Obiettivi e si posizionano i tre mazzi sul tavolo, uno sotto
l’altro.Vengono rivelate le prime sei carte di ogni mazzo. Ogni giocatore
pesca una carta dal mazzo Terreni tenendola segreta in mano e si può iniziare
a giocare.

Al proprio turno il giocatore può svolgere una delle seguenti azioni:

  • pescare una carta qualsiasi a scelta fra quelle scoperte sul tavolo, oppure
    pescare la prima carta

    coperta da uno dei tre mazzi e aggiungendola alla propria mano, il mazzo
    opportuno verrà immediatamente ricomposto;

  • giocare una carta dalla propria mano seguendo alcune semplici regole: le
    carte terreno si possono sempre giocare; le carte Costruzione devono essere
    posizionate sopra le carte Terreno affiancate  che indicano i terreni
    su cui possono essere costruite con l’attenzione che l’ordine non è
    significativo, in caso siano indicati tre tipi di terreno deve comunque
    essere visibile la terza icona, anche se lontana dalle altre due coperte,
    fra i terreni disponibili sulla propria ‘striscia’; 
  • giocare un carta obiettivo qualora davanti alla propria striscia siano
    presenti tutte le tipologie di Costruzioni richieste (dalle icone sulla
    carta Obiettivo), la carta Obiettivo non deve coprire altre carte, ma va
    giocata al di sopra della striscia orizzontale di carte. Nota importante che
    una carta costruzione può essere usata per costruire più carte Obiettivo e
    non è consentito giocare due carte Obiettivo identiche (con lo stesso
    proverbio).

La partita finisce alla fine del turno in cui un giocatore ha giocato la
quarta carta Obiettivo, si continua a giocare per far sì che tutti giochino lo
stesso numero di turni. Al termine della partita si sommano i valori dei punti
vittoria delle carte Obiettivo giocate. Il giocatore con il totale più alto è
il vincitore, in caso di parità vince il giocatore che ha costruito più
Costruzioni con 3 icone, in caso di ulteriore parità vince il giocatore che ha
realizzato meno carte Costruzione di fronte a sé.

LA FIRMA DI DAVIDE … OVVERO COSA SI POTREBBE IMPARARE IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il
valore educativo del giocare.
Ecco quindi in elenco le cose che si possono
imparare a Origine:

  • a conoscere le eccellenze agroalimentari del territorio ligure e piemontese;
  • a ottimizzare le proprie scelte in funzione di cosa ci viene proposto sul
    tavolo;
  • ad avere una visiona tattica e a essere pronti a modificare la propria idea
    di gioco;
  • a vedere che, finalmente, il gioco in scatola (carte comprese) si sta sempre
    più diffondendo in questa nostra società. Origine lo si può infatti
    acquistare negli IperCoop piemontesi.

CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
A volte la recensione esce
quasi da sola dai tasti della tastiera del PC, soprattutto dopo che ne hai
scritte più di duecento(!), mentre capita che ci siano giochi che ti mettono
in difficoltà nello scriverne e in realtà senza saperne bene il perché, ecco
Origine, per me, è in questa seconda categoria; non posso dire che il gioco
non mi sia piaciuto, ma allo stesso tempo sento che al gioco manca ‘la
scintilla’, almeno nei miei confronti.

Il gioco ha un valore in qualche modo ‘educativo’ e, proprio per questo sono
state inserite le eccellenze agroalimentari piemontesi e liguri: IGP, presidi
Slow Food e prodotti tipici, come ad esempio il riso Carnaroli o la nocciola
tonda gentile (qualcuno sta pensando alla Nutella?), passando dal basilico
genovese (il mio condimento per eccellenza) per arrivare al gorgonzola e
finire alla gallina bianca di Saluzzo. Inoltre le sfumature del regolamento,
in caso di parità, rimarcano questo aspetto educativo, così  vince il
giocatore che ha realizzato meno carte Costruzione di fronte a sé, perché è
riuscito a raggiungere i suoi obiettivi con il minor spreco e similmente vince
il giocatore che ha costruito più Costruzioni con tre icone, poiché
rappresentano produzioni ad alta sostenibilità ambientale. Questo aspetto è di
sicuro interesse e, personalmente, l’avrei valorizzato di più, facendo in modo
che le caratteristiche di cui sopra fossero maggiormente significative o nel
flusso di gioco o in termini di punteggio (o in entrambe) e non solo come
tie-break in caso di pareggio. E’ molto piacevole, per me che sono torinese e
passo parte delle mie estati il Liguria leggere dei prodotti tipici ‘delle mie
zone’, mi ci ritrovo ne faccio anche un piccolo vanto a vedere quante cose
buone vengono prodotte nel Nord-Ovest italiano; non so quanto questo aspetto,
però, possa essere condiviso in altri luoghi … che facciano un gioco Origine
con caratterizzazione delle eccellenza agroalimentari macro-regionali per
tutta la nostra splendida penisola?

Il gioco parte un po’ ‘obbligato’, sarà praticamente necessario prima prepararsi
il terreno su cui costruire e poi si può pensare di iniziare la propria attività
di costruzione, magari dando un occhio a cosa sarà meglio costruire in base agli
Obiettivi disponibili, se è vero che il meccanismo rispecchia perfettamente
quanto succede nella realtà è anche vero che rende il gioco un po’ forzato e
quindi un pochetto meno appagante.  

Il motore parte un po’ lento con i primi turni che scorrono via con la veloce
presa, quasi obbligata, delle carte Terreno, si passa ad una fase intermedia
dove si costruirà molto, per poi arrivare ad una accelerata anche un po’ troppo
decisa; il fatto che le Carte Costruzione presenti nella propria fattoria non si
consumino, o non abbiano almeno un rallentamento nella ‘produzione’ fa sì che
sia possibile che un paio di pesche fortunate possano far in modo di arrivare
alla fine della partita molto (troppo?) velocemente e che l’uscita casuale delle
carte Obiettivo possa condizionare pesantemente il risultato della partita.
 

L’interazione fra i giocatori è davvero minima e consiste solo nel sottrarre
carte agli avversari; questo però tenendo un occhio (e più) attento al proprio
gioco, perché il limite delle tre carte che si possono tenere a comporre la
propria mano è molto basso e sarà difficile tenere una carta ‘solo per dar
fastidio ai compagni di gioco’. La rigiocabilità è discreta, dal momento che
si tenderanno a riproporre situazioni simili, ma non credo sia questo un
aspetto su cui punta il gioco, mentre la scalabilità è ottima, rendendo il
gioco ugualmente piacevole in due come in sei (forse in sei c’è un piccolo
down-time tra un turno e l’altro nella configurazione massima, ma non così
significativo da dar fastidio).
Il limite delle tre carte in mano è
davvero molto basso quindi al proprio turno i giocatori dovranno cogliere le
migliori occasioni che si presentano, considerando che all’aumentare dei
giocatori sarà praticamente impossibile una visione strategica d’insieme,
cambiando molto (potenzialmente) le carte presenti sul tavolo tra cui
scegliere e quindi sarà necessario adeguarsi alle opportunità che ci si
presentano. Mi piace l’effetto ‘push-your-luck’ con la pesca alla cieca della
carta, qualora nessuna delle carte presenti sul tavolo ci soddisfi, ben
conscio che, come in tutti i giochi di carte, se la fortuna ti è amica sarà
molto più semplice arrivare alla vittoria, magari trovando dalla pesca proprio
quella carta che ti serviva.

Per vincere è necessario collezionare quattro obiettivi, che corrispondono ai
proverbi della tradizione contadina e che un po’ tutti quanti conosciamo se non
tutti in gran parte (da Bacco Tabacco e Venere riducono l’uomo in cenere a Al
contadino non far sapere quanto buono il cacio con le pere), con questi che
hanno valori da una a tre punti e due o tre simboli costruzione.

Il gioco ha, ovviamente, un target famigliare e alcune scelte evidenziano
molto il target di riferimento, rischiando però di lasciare un po’
insoddisfatti i giocatori di maggior data ed è probabilmente proprio questo il
motivo della mia mancata scintilla con Origine, che resta comunque un gioco
piacevole da giocare in famiglia.  


Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una
recensione imparziale e intellettualmente onesta.

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