scritto da MeepleOnTheRoad (Valeria)
“Sebbene l’era del samurai possa apparire, a prima vista, come un mondo rude e bellicoso, esso invece era contraddistinto da una delicata e ben articolata considerazione dei propri simili, assai più fine di quella odierna.” [Yukio Mishima, La Via del Samurai, 1967]
SMALL SAMURAI EMPIRES è un gioco di Milan Tasevski edito da Archona Games e distribuito in Italia da Boardgames Invasion. Reduce di una buona campagna Kickstarter che si è chiusa a dicembre 2019, il gioco ha raggiunto le case dei backer italiani tra la fine del 2020 e l’inizio di questo 2021. E quindi eccomi qui a parlarvene!
SSE vanta una scatolina compatta (come quella del suo predecessore spirituale Small Star Empires) che racchiude tanti bei materiali: un solido tabellone pieghevole, plance, segnalini, schermi, meeple in legno sagomato e carte di ottima fattura. Inutile dire che i samurai-meeple, super dettagliati e diversi per ciascun colore, sono una gioia per gli occhi. Il tutto condito da un artwork essenziale e piacevole, dalle linee morbide e i colori delicati, a cura dello stesso Tasevski. Inoltre, la possibilità di sostituire i segnalini di plastica con la loro controparte in legno grazie al Deluxe Wooden Set migliora ulteriormente l’esperienza tattile. Per una descrizione più dettagliata dei materiali vi rimando al mio unboxing.
In SSE da 2 a 4 daimyō si sfidano in partite che durano tra i 45 e i 90 minuti con l’obiettivo di espandere il più possibile la loro influenza sul Giappone feudale e diventare il prossimo imperatore. Ogni partita si gioca in tre ere di due round ciascuna. I due round sono leggermente diversi, ma a grandi linee funzionano in modo analogo. A turno i giocatori scelgono segretamente le azioni che vogliono compiere e le associano a una delle quattro grandi regioni in cui il territorio è diviso, effettuando anche azioni neutrali, se lo desiderano. Questa fase di pianificazione è seguita da una di risoluzione, in cui i gettoni-azione vengono svelati e risolti procedendo dal sud al nord del Giappone. Nel secondo round, la risoluzione avverrà invece da nord a sud e i giocatori dovranno pagare delle risorse per annullare, di fatto, le azioni giocate dagli avversari nel round precedente. Annullare le proprie non costa nulla, naturalmente. A fine era si procede a un calcolo dell’influenza dei singoli daimyō allo stato attuale della disposizione delle armate in ciascuna regione. SSE si basa quindi su due meccaniche principali: il controllo del territorio (influenza e maggioranze) e la programmazione delle azioni. Dopo aver giocato tutte e tre le ere in modo identico, si procede a un calcolo finale dei punti per stabilire chi è il vincitore della partita. Per una spiegazione super approfondita del setup e delle regole (in particolare di come calcolare i punti a fine era e a fine partita), vi consiglio di guardare il mio tutorial appena uscito sul nostro canale YouTube.
Ho atteso un annetto per mettere le mani su questo titolo; me ne sono pregustata ogni aspetto e adesso che ce l’ho lo sto sviscerando il più possibile.
Partiamo dai materiali: sono davvero molto contenta di aver acquistato il Wooden Set, non solo perché i componenti di legno sono migliori sotto ogni punto di vista rispetto a quelli di carta (tatto, ergonomia, deterioramento…), ma anche perché, dovendo impilare i gettoni e tenere sotto controllo i diversi colori, sarebbe stato alquanto difficile farlo con dei dischetti di carta. Quindi per me l’upgrade dei materiali in questo caso non è solo consigliato, bensì obbligato.
Passiamo al regolamento, unico punto dolente. Mettiamolo subito nero su bianco, così ci togliamo il pensiero: il libretto delle regole è scritto in modo semplice e chiaro, ma è parecchio lacunoso. In questi due mesi in cui i backer hanno ricevuto il gioco, sono emerse situazioni di gameplay che il regolamento non prevede. Niente, nada, nisba. Il vuoto. L’autore Milan Tasevski è stato davvero molto gentile nell’intervenire sui vari social ogni volta che sorgeva un dubbio, cercando di non compromettere la giocabilità del titolo in alcun modo e promettendo a brevissimo un errata corrige o un FAQ per colmare le varie lacune emerse. Siamo super fiduciosi e attendiamo.
Nel mio tutorial ho dato ampio spazio – più di quello che solitamente faccio – al calcolo dei punti, perché la prima volta che ho letto il regolamento ho provato quasi frustrazione nel seguire i diversi step. Già dopo due ere, tuttavia, si procede in modo fluido e volevo che tutti capissero che l’insieme non è poi così difficile come sembra.
Essendo SSE un gioco di guerra e influenza territoriale, l’interazione è totale, a prescindere dal numero di giocatori al tavolo. Vi assicuro che anche in due ci si dà parecchio fastidio: impossibile pensare di giocare pensando esclusivamente al proprio orticello senza mai attaccare l’avversario. Se non vi piace l’attacco diretto, l’affondare la spada proprio lì dove fa più male per sottrarre al nemico quel territorio appena conquistato con fatica o eliminare quell’armata reclutata un attimo fa – e goderne segretamente – allora questo titolo non fa per voi.
SSE è un gioco ad alea quasi uguale a zero. L’unica cosa casuale è la pesca delle Carte Destino, ma visto che poi ogni giocatore sceglie fra tre e in totale si arriva a giocarne 9 o 12, l’influenza della fortuna è nulla. Siamo davanti a un gioco totalmente cervellotico, in cui strategia e tattica si alternano in un equilibrio perfetto: ogni giocatore ha la sua strategia di massima per ogni primo round, decidendo quali azioni programmare e dove; poi reagisce di tattica nel secondo round, adattando le sue nuove azioni a quelle giocate dagli avversari, e così via. Se preferite giochi in cui usare meno la materia grigia, vi consiglio di passare oltre.
Infine, la scalabilità, il mio parametro preferito. Solitamente i giochi di maggioranze funzionano meglio con più persone sedute al tavolo. Io ho provato SSE in tutte le combinazioni di giocatori e trovo che l’esperienza di gioco sia quasi migliore in due che in quattro. La mappa non è molto grande e ci si dà veramente fastidio anche in due. In quattro il tabellone diventa assai caotico e si perde il controllo totale delle proprie armate; inoltre, il calcolo del punteggio, già non semplicissimo, si complica ancora di più. Consiglio comunque di provarlo nelle varie combinazioni, ma io – per gusto totalmente personale e amante del take that diretto – lo promuovo come gioco per due!
A chi consiglio questo SMALL SAMURAI EMPIRES, quindi? Agli hard gamer di sicuro. A chi ama l’interazione tipica dei giochi di guerra anche. E, soprattutto, a chi non si offende se perde tutte le armate in un round, ma si rimbocca le maniche per risorgere come un vero samurai.
Katana fuori dal fodero e testa alta: si parte alla conquista del Giappone! GAME ON!
Come sempre, ricordo che il gioco è disponibile sullo Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.
“Un detto che risale al tempo del daimyō Katsushige insegna: «Metti il piede in fallo e cadi sette volte, otto rialzati e risorgi». Il samurai dovrebbe avere sempre la libertà di mettere alla prova la propria forza spirituale.” [Yamamoto Tsunetomo, Hagakure, 1709-1716 (postumo 1906)]
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it






