[Prime Impressioni] Praga Caput Regni

 scritto da Fabio (Pinco11)

DI CHE SI PARLA
Praga Caput Regni è l’ultima fatica del game designer Vladimir Suchy (Last Will, Underwater Cities, Pulsar 2849) ed edito dalla sua casa, la Delicious Games.
Ambientato nella Praga del XIV secolo, il gioco assumono il ruolo di imprenditori cittadini, impegnati in varie attività nella fiorente economia del tempo, sullo sfondo della costruzione di alcuni monumenti che tuttora arricchiscono l’eredità dell’imperatore Carlo IV.
Le meccaniche, da cinghiale, ruotano intorno alla gestione risorse, ma sono presenti diversi sottogiochi, come nella tradizione dei titoli di questa categoria.
Pubblico: Gamers.
Info: 1-4, 30’/120′, 12+
Dipendenza dalla lingua: solo il manuale è in lingua.

IL GIOCO IN POCO
Al tuo turno (sono 16 in tutta la partita) devi selezionare una tessera azione sulla apposita ruota e compiere una delle due azioni indicate su di essa, beneficiando di eventuali bonus o soffrendo di malus a seconda della posizione della tessera (le tessere meno scelte sono premiate con il passare dei turni). E’ quindi possibile svolgere una eventuale miniazione extra consentita dalla ruota e/o comprare una azione addizionale spendendo appositi gettoni (tesserine finestra).
Le azioni sono 6 e svariano tra il produrre o aumentare la produzione di pietre od oro, eseguire un upgrade di una delle azioni principali (da quel momento potenziata), costruire il muro della città (collocando un esagono intorno alla propria plancia azioni), costruire un edificio (collocandolo nella griglia esagonata nella parte bassa del tabellone) o avanzare nel percorso della strada del re con il proprio pedone (ottenendo bonus per aver contribuito alla costruzione di essa, fino a giungere allo scenografico ponte). Costruendo edifici o mura si avanza anche sulle sezioni della cattedrale/muro della fame (muovendo il proprio cubetto nell’apposita sezione).
Ogni sezione sulla quale si opera ha le sue sottoregole, che servono per generare vari tipi di bonus (in particolare quando si assemblano esagoni si deve far attenzione a vari simboli su lati e spigoli e a come essi combaciano o meno con quelli sulle tessere confinanti, in altri casi ci sono piccoli bonus extra per le maggioranze).

COME SI PRESENTA
Siamo di fronte ad un prodotto che si colloca in una fascia di prezzo tutto sommato contenuta (intorno ai 50 euro e spicci) a fronte dei componenti dei quali è dotato.
La plancia è ampia e riccamente illustrata, le plance giocatori presentano incavi per evitare che i cubetti contacose si muovano per errore e sono forniti anche alcuni componenti 3D del tutto inutili ai fini del gioco, ma scenografici (vedi il ponte e due sezioni dedicate a Cattedrale e Muro della fame), per cui tutti i componenti danno la sensazione di essere stati studiati anche per garantire un buon impatto alla vista.
Complessivamente, quindi, i materiali sono di ottimo livello, con una pecca da segnalare da ricercarsi nel fatto che nelle primissime partite la grafica sin troppo pimpata può incidere negativamente sul colpo d’occhio (poi ci si fa l’abitudine).

SENSAZIONI
La sensazione immediata che il gioco restituisce è quella di una certa solidità e per certi aspetti le varie sezioni del tabellone ricordano un poco i vari sottogiochi tipici di Feld.
Siamo di fronte indubbiamente ad un cinghialozzo, indirizzato in modo evidente ad un pubblico di soli gamers,  ma nel contempo il livello di difficoltà complessivo è stato tenuto relativamente basso (nella scala da 1 a 5 di BGG al momento è un 3.62, quindi appaiato o quasi ad un Trajan, di poco più alto di un 3.2 di Marco Polo) , grazie ad un buon lavoro di sintesi operato dall’autore.
Le macroazioni, alla fine, sono solo 6 ed in certi frangenti la posizione sulla ruota delle tessere non consente nemmeno di avere troppe scelte effettive da compiere e questo incide positivamente anche sui tempi di gioco, che mai rimarranno nelle prime partite negli ottimistici 30′ a partita, ma che rapidamente, nelle esperienze successive, possono avvicinarcisi. Si tende poi in certe fasi di gioco a concentrarsi poi su certe sezioni, magari perchè si sono spesi tempi di gioco per ottenere upgrades proprio delle azioni in questione, per cui il gameplay potrebbe risultare in radice alla fine anche quasi da peso medio di una volta.

Su questa struttura di base, però, l’autore ha poi inserito diversi accorgimenti, finezze e particolarità, che per un verso appesantiscono il tutto (che diventa meno elegante e lineare), ma per l’altro donano spessore, visto che nel compiere le proprie scelte si deve tenere conto di diverse cosette.

Per esempio, nel costruire un edificio, scegliendo dal mercato, si deve decidere se sia meglio l’uovo oggi di cosa ti restituisce migliori effetti immediati o la gallina domani di ciò che ti farà accedere a bonus una volta completata la piazza, così come il progresso in cattedrale o muro della fame è gestito non tramite una semplice traccia lineare, ma con una griglia che ricorda le azioni dei giochi 18xx e le tessere generano dei bonus di adiacenza legati ad icone poste sui loro lati e spigoli.

Nel contempo sono presenti poi nella plancia due ulteriori tracce, che tengono conto dei progressi tecnologici e del potenziamento dell’università, che danno ancora punti vittoria e benefici di vario tipo in corso di partita e diverse altre cosette che non ha senso che mi dilunghi qui ad elencare perchè credo che l’idea della diversificazione delle fonti di punteggio sia emersa.

Nell’insieme l’amante dello spessore tipico delle cose da masticare la sua soddisfazione la trova sicuramente e le varie meccaniche, anche se non propongono niente di terribilmente innovativo, sono ben strutturate e traspirano, come accennavo nelle prime righe, un buon senso di solidità. Rispetto ad un Feld qui le cose sono leggermente meno intrecciate tra loro e forse c’è qualche cosetta di troppo (i bonus di adiacenza possono risultare, per dirne uno, un poco noiosetti), ma il piatto, tra una spezia e l’altra, il suo gusto pieno alla fine lo restituisce.
In una annata relativamente povera come il 2020 Praga Caput Regni i numeri per emergere alla fine li ha tutti.

COME E’ STATO ACCOLTO?
Nel contesto di una annata dove tutto si muove in sordina, causa la mancanza delle fiere, tradizionali vetrine per questi titoli, anche Praga non è riuscito a suscitare un clamore assoluto, pur emergendo nel passaparola degli appassionati. Al momento sta conquistando una diffusione graduale e risulta segnato come posseduto da ben 1800 utenti di BGG (anche se è un numero altino che mi dà qualche dubbio …) e gode di un lusinghiero 8.4 di voto medio. Non è ancora entrato in posizioni prestigiose della classifica del sito (al momento è oltre la posizione 1100) non godendo di un numero adeguato di rating  allo scopo.


PRO
Ben realizzato e curato nella componentistica.
Ambientazione evocativa (la città di Praga ed i suoi monumenti).
Diversi sottogiochi da curare.
Apprezzabile miscela di diverse idee e solido.
Simpatica l’idea della ruota azioni.

CONTRO
La grafica può confondere nelle prime partite.
Alcuni sottogiochi possono apparire un pelo ‘forzati’ con microcose da considerare.
Interazione bassa (anche se può valere come pro, a seconda dei gusti)
Non esageratamente innovativo

FAQ
Che ci stanno a fare le uova tra le risorse?
Sembra che nel mescolare la malta del ponte (Charles Bridge) siano state utilizzate anche uova, chiedendo ai vari villaggi di mandarne allo scopo carichi in città. Un capovilaggio pare che, confuso dall’ordine, le avesse mandate sode, invece che fresche … 😉
Perchè il muro si chiama ‘della fame’?
Pare che all’epoca si facesse fatica ad arrivare a fine mese senza digiunare (c’era carestia) e lavorare al muro era uno dei pochi lavori disponibili (il salario salvava dalla fame e si dice che il numero di lavoratori fosse stato incrementato spaventosamente proprio per dare impiego a chi ne aveva necessità).
Come gira in solitario?
Non lo so.  Ho scritto la domanda così vi ricordate che è dotato di una modalità solitario 🙂

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