scritto da Fabio (Pinco11)
DI CHE SI PARLA
Lost Ruins of Arnak, ideato dal duo Elwen & Min (Michael Stach e Min Stachova), è un titolo che fa calare i giocatori nei panni di altrettanti esploratori di un’isola sperduta, ricca di vestigia di una civiltà perduta. Edito dalla CGE, propone meccaniche di gestione risorse/azioni e deck building.
Pubblico: Gamers, ma anche giocatori poco più che occasionali
Dati: 1-4 giocatori, 30′-120′, 12+
Dipendenza dalla lingua: le carte contengono testo (i rumors mi davano la Cranio interessata alla localizzazione)
Il gioco alla sua base è incentrato sul deck building, per cui all’inizio ognuno ottiene un mazzetto di 6 carte e ne pesca 5. Le carte iniziali consentono solo di ottenere risorse o visitare siti, mentre quelle che si acquisteranno giocando producono effetti più complessi.
Al proprio turno ciascuno può eseguire una azione di base (ed eventuali azioni extra, quelle con il fulmine), scegliendo tra il giocare una carta (per ottenerne l’effetto), comprarne una, progredire nella ricerca (pagando risorse), attivare una location scoperta (per ottenere risorse, pagando carte con determinati simboli per raggiungerla), andare a scoprire un nuovo sito (pagando carte), sconfiggere un guardiano (in ogni nuovo sito scoperto ne esce uno) o passare. Il gioco si articola in 5 turni, al termine dei quali si procede al classico conteggio di fine partita.
Bene.
L’editore è noto per essere uno di quelli che cura abbastanza la qualità delle sue produzioni, per cui siamo di fronte aduna componentistica di buon livello, con un tabellone e carte riccamente illustrate, una iconografia piuttosto intuitiva e materiali dalla buona presenza scenica (con uso anche di plastiche).
L’ambientazione è un pretesto, ma è resa adeguatamente dalla grafica, vagamente evocativa dell’epica di Indiana Jones.
SENSAZIONI
Siamo di fronte ad un titolo che rielabora logiche classiche, mescolando in modo intelligente il deck building e la tradizionale gestione azioni e risorse, confezionando un prodotto nell’insieme solido e più che gradevole.
All’inizio tutti partono dalla stessa mano ed il primo paio di turni (dei 5 disponibili) fluisce con una rapidità inusitata, tanto da far dubitare di essere di fronte ad un family truccato ma, come avrete intuito, la cosa è frutto solo della partenza lenta legata al fatto di avere in mano solo 5 carte deboli ad inizio partita. Rapidamente, però, ognuno inizierà ad acquisire carte che consentono di attivare combinazioni ed aumentare il numero di cose che si possono fare in un turno, cosicchè nel prosieguo della partita la durata di ogni giro aumenterà esponenzialmente.
Le logiche di fondo sono quelle del pimpare il proprio mazzo per aumentare il proprio motore produttivo, quindi ci si rivolgerà per prima cosa all’acquisto di carte chiave, quindi si punterà sul liberarsi di quelle poco produttive, il tutto cercando di esplorare nuovi siti (sia per ottenere risorse che punti) e di progredire nella ricerca (nell’apposita traccia a bordo tabellone). Le fonti di punteggio sono varie, ma non si arriva mai alla insalata di punti tipica di altri titoli della categoria e sono presenti, oltre ai molteplici effetti delle carte, anche numerose tessere e tesserine bonus, diverse delle quali (i mostri) sono rivelate solo dopo l’esplorazione, proponendo quindi anche un fattore aleatorio, che è presente, anche se non troppo esagerato.
L’interazione tende a rimanere in larga parte indiretta, sotto forma di occupazione di luoghi ed il gioco scala abbastanza bene con il numero di giocatori.
Nel contempo sono stati inseriti anche dei meccanismi atti a contenere la durata del gioco (hai a disposizione solo 2 omini per esplorare location nel corso del turno) ed a renderlo un poco più stretto, in modo tale che la mano di carte possa essere sfruttata sempre, ma proponendo nel contempo anche scelte da compiere.
Nell’insieme tutto gira bene, con fluidità ed il peso complessivo del gioco, una volta digerito, resta di poco sopra a quello di un peso medio, tanto che su BGG il suo livello di difficoltà è qualificato con un ragionevolissimo 2.76/5
COME E’ STATO ACCOLTO
Quest’anno, come ci siamo ripetuti più volte, tutto il mercato sembra muoversi al rallentatore ed anche le notizie girano rallentate, per cui un enorme vociare non si è fatto per nessun titolo.
Arnak, però, zitto zitto, il suo 8.3 di voto medio su BGG lo ha raggiunto ed è entrato nella top 500 di sempre, con buone prospettive di salire.
Regole di base piuttosto lineari
Gira abbastanza rapido e si può proporre anche a giocatori non esperti
Solido e fluido nel suo sviluppo
Buoni materiali
Sul sito dell’editore sono presenti materiali extra per il solitario ed è annunciata in arrivo una campagna per il solo play
CONTRO
Non è granchè innovativo
Gli amanti del controllo assoluto possono non gradire qualche pizzico di alea presente