scritto da
simarillon (Davide)
Once Upon a Time (C’era una volta) l’incipit di molte storie, di una serie TV ed anche … del piacevole gioco di Wilfried e Marie Fort (della coppia abbiamo già recensito Niwa e Lumache da Corsa) Storytailors a cura di Lifestyle Boardgames (di cui abbiamo già recensito Alice’s Garden). Completiamo le informazioni del gioco con i nomi delle illustratrici Irina Pechenkina e Eugene Smolenceva e con i dati essenziali, ovvero che si può giocare a partire dai 5 anni, da due a sei giocatori, in partite di 20 minuti circa.
I MATERIALI
La scatola di formato quadrato contiene:
- un libro spiralato e di cartonato molto spesso con delle tasche trasparenti;
- dieci storie da giocare (ognuna con un numero variabile di carte tra le sette e le dieci);
- centodieci carte personaggio;
- una plancia dei voti
- sei token rotondi in legni in sei differenti colori;sei set voto (negli stessi colori dei token sopra) con sei simboli voto differenti presenti su ogni set
Il gioco fa dei materiali uno dei suoi punti di forza. Le illustrazioni, tutte di animali, sono molto belle, il libro spiralato fa bella mostra di sé, soprattutto una volta terminata la creazione della storia, la plancia dei voti è bella e funzionale e i token voto hanno immagini chiare anche per i più piccoli. Per finire la scatola è ben organizzata con gli alloggiamenti (come potete vedere in foto) per ognuna delle parti del gioco; non son cosa si potrebbe pretendere di più … materiali molto più che promossi, qui siamo davvero all’eccellenza sotto ogni aspetto.
IL GIOCO … OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Ogni giocatore prende un token, un set voto (nello stesso colore) e cinque carte personaggio, vengono poi scelti un mazzo storia e un narratore e si può iniziare a giocare. Il narratore la prima carta, enfatizzando le due parole (spesso aggettivo e nome) che serviranno ai giocatori per scegliere il personaggio che meglio sembra caratterizzare quanto letto. Al termine della lettura della carta storia tutti i giocatori sceglieranno la propria carta e queste verranno mischiate e, successivamente, posizionate sulla plancia dei voti; ogni carta viene così associata ad un simbolo. Ora tutti i giocatori dovranno scegliere uno degli animali presenti, che, a loro giudizio, è quello che meglio rappresenta quanto in precedenza letto.
Terminata la scelta si assegnano i punteggi (ogni voto che è stato dato ad una carta si trasforma in punto, qualsiasi sia la carta – la carta maggiormente scelta assegna un numero di punti a chi l’ha messa pari a quanti giocatori l’hanno scelta – tutti i giocatori che hanno votato la carta più scelta fanno un ulteriore punto) e la carta più scelta finirà nel libro. Al termine della storia chi avrà il segnalino più avanzato sulla plancia dei voti sarà il vincitore.
Il regolamento prevede una versione cooperativa e una versione per due giocatori, ma direi che entrambe sono trascurabili, considerando la tipologia di gioco.
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| trovate il severo poliziotto |
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Il gioco ha una fortissima dipendenza dalla lingua, dal momento che le ‘Carte Storia’ sono scritte in
inglese e con delle parole che talvolta anche io (che penso di conoscerlo abbastanza bene usandolo a lavoro) ho faticato a comprendere. E’ altresì vero che le carte si possono, eventualmente, tradurre prima di giocare e che comunque è richiesta la conoscenza dell’inglese (o comunque della lettura anche in italiano) al solo narratore. E’ quindi necessario che ci sia qualcuno che sappia leggere per giocare e quel 5+ potrebbe essere fuorviante in questo senso.
Metti che sei un appassionato di DIXIT (e allora perché non vai a leggerti questo articolo) metti che hai avuto un figlio che sin da piccolissimo hai instradato ai giochi (magari seguendo la nostra guida e passando attraverso Chicco, Haba, Clementoni, Djeco e …) metti che vorresti provare a fare un bel mix di quanto sopra … beh allora corri a comprare Storytailors!!! Il gioco ha infatti il flavour tipico di Dixit ed è proponibile davvero a chiunque, anche ai bambini, il sistema di voto è ben congeniato e i simboli (che sostituiscono i numeri) sono facilmente accessibili anche dai più piccoli; inoltre è abbastanza difficile rimanere troppo indietro nel punteggio dal momento che vengono premiate tutte le carte in qualche modo scelte dagli altri partecipanti oltre a premiare la carta maggiormente scelta e tutti coloro i quali l’hanno scelta. Il fatto di dover optare per un personaggio corrispondente alla descrizione che ci viene richiesta (un curioso timoniere o un severo poliziotto, giusto per fare due esempi) fra le cinque carte in mano sarà di sicuro stimolo alla fantasia e la visualizzazione dei personaggi scelti (dopo la votazione, ovviamente) sarà un bel motivo di discussione: “ma dai come mai il mio leone non è sembrato a nessuno un severo poliziotto?”. Come spesso capita nei giochi di story telling (e nello stesso Dixit) molto presto vi dimenticherete del tabellone del punteggio per concentrarvi, quasi esclusivamente, sulla storia e sui personaggi che la animano. Le descrizione hanno aggettivi molto caratterizzanti e anche i ruoli sono ben studiati per lasciare spazio alla nostra fantasia. Lo sforzo creativo è complesso (per chi non ha fantasia) ma sicuramente meno complesso che non in altri giochi e lascia così a tutti, nonni e zii restii al gioco compresi, la possibilità di sedersi al tavolo e giocare.
La votazione che si basa sui simboli aiuta i più piccoli a giocare insieme ai grandi e lascia a tutti la possibilità di votare in segretezza (qui c’è da fare un minimo di attenzione a commentare le carte quando vengono scoperte, ma anche il commento non è così deleterio come potrebbe essere a Dixit).
La rigiocabilità, potrebbe essere da un certo punto di vista, un piccolo tallone d’Achille, dal momento che sono presenti nella scatola base ‘solo’ dieci storie, ma è vero che è già stata pubblicata un’espansione e, con un minimo di fantasia, ognuno potrà inventarsi la propria storia per animare il libro di Storytailors. I creatori sottolineano anche come sia “un gioco rigiocabile all’infinito con storie che possono sorprenderti anche dopo più letture […] dal momento che i personaggi possono cambiare costantemente e la guardia malvagia di ieri potrà diventare il curioso timoniere di oggi” e, aggiungo io, magari ieri il curioso timoniere un giorno è un piccolo lombrico e il giorno dopo sarà un simpatico dinosauro; anche se l’effetto sorpresa della storia sarà sparito. Diciamo che la rigiocabilità, a mio giudizio, non è sicuramente il suo pregio.
Il libro, completato, come ci suggeriscono le stesse istruzioni, può diventare una bella favola della buonanotte oppure un argomento di discussione e di memoria per sorridere e riflettere sui vari personaggi che sono stati scelti. Starytailors è un bel gioco che ha vinto diversi premi e che, se rappresentate il suo target ideale, vi consiglio vivamente di provare.
Il gioco si presenta come un 5+, al netto che al tavolo deve essere comunque presente qualcuno in grado di leggere per fare il narratore, direi che l’indicazione è nel complesso corretta, con la precisazione che queste sono età in cui i bambini hanno diversissimi gradi di abilità e quindi potrebbe essere anche possibile giocarci un po’ prima, come, invece, avere qualche difficoltà in più a questa età.
COSA SI IMAPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che “la fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci
può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo”, passato da poco il centenario della sua nascita, non si poteva non citare Gianni Rodari, visto il tema.
Ecco quindi in elenco le cose che Letizia (soprattutto) e Lorenzo (in parte) hanno imparato (o ripassato) giocando a Storytailors:
- che alcuni giochi si possono giocare sia in modalità cooperativa sia in modalità competitiva e, soprattutto, che alcune volte il punteggio è una parte del gioco di cui ci si dimentica presto;
- a scegliere un personaggio usando la fantasia ed interpretando le parole;
- a raccontare una storia, interpretandola;
- a vivere in un nuovo modo la favola della buona notta, dopo la tradizione, dopo i libri game della collana La Mia Prima Avventura, adesso abbiamo anche Storytailors che qualche volta ci accompagna verso la nanna.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Difficile, davvero difficile, se da una parte il gioco è appositamente studiato per i bambini come dimostrano il 5+ e il tempo di 20 minuti è vero che non è un gioco che si può usare anche se adulti. La
vera difficoltà, infatti, sta non nel gioco in sé, ma nella tipologia di gioco che non a tutti può piacere. D’altronde è anche vero che ci sono anche ‘alternative più adulte’ come il già citato Dixit o Raccontami una Storia, ad esempio, ma è anche vero che questi giochi richiedono un’attitudine un pochetto maggiore rispetto a Storytaiors.
PERCHE’ GIOCARE CON PAPA’ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà, ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.
Mamma, per chi non lo sapesse, faceva la regista teatrale agli spettacoli in Oratorio, mamma è laureta in lingue, mamma è bravissima a leggerci la storia della buona notte, quindi direi semplicemente … perché non giocare con mamma?
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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