Buona domenica a tutti. Agli amanti di giochi a scenari belli e
agli amanti di giochi a scenari brutti.
greci e macchine ribelli.
[Valeria-MeepleOnTheRoad] Africana • 2-4 giocatori • 8+ • 60′ •
giocato in 4 • 75′ con spiegazione
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| Africana |
Questo è uno dei giochi pick-up and deliver che in assoluto mi piace di più!
Appena vedo che gli amici hanno dimestichezza con questa meccanica e quella
del movimento su mappa, lo propongo subito. E non mi interessa che la grafica
sia un po’ retrò (parliamo di un gioco del 2012 con materiali essenziali) e
che il feeling del gioco sia un po’ quello del titolo vecchio e superato: per
me non è così. Il gameplay è assolutamente lineare: su e giù per la Madre
Africa, si partecipa a spedizioni commerciali e si onorano contratti,
acquistando souvenir (mica poteva mancare il set collection) e chiedendo aiuto
agli autoctoni per viaggiare meglio. Tutto qui, direte voi? La bellezza sta
proprio nel non perdersi di fronte a questa linearità spiazzante e nel
massimizzare ogni mossa di movimento. I miei tre compagni di gioco alla prima
partita hanno capito al volo cosa dovevano fare, puntando su strategie
diverse: i contratti uno, i souvenir l’altra e la terza boh, mi sembrava
andasse a caso. E poi abbiamo scoperto perché: avendo un leggero problema di
daltonismo, confondeva le carte nere, viola e turchesi che servono per il
movimento. Io non ci avevo pensato – mannaggia a me! – anche perché a colore
diverso corrisponde un simbolo diverso e credevo lei non avrebbe avuto
problemi a giocare guardando i simboli invece che i colori. Ed effettivamente
guardava i simboli, ma per lei il tutto era meno immediato che per noi. Sarò
più sensibile alla cosa la prossima volta. Il gioco è comunque stato accolto
bene al tavolo e, di nuovo, non ho vinto a un gioco mio: il dramma di chi
spiega e sta attento alle mosse di tutti tranne che alle proprie.
• 60’ compreso setup
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| Dragon Castle |
In una mattina il cui sole sfavillava nel cielo e il teporino ci coccolava
dopo giornate di freddo intollerabile (cambiate il titolo della rubrica in
ieri MATTINA sui nostri tavoli – NdPanda), ci decidiamo a rispolverare questo
gioco che è stato in auge per l’incredibile periodo di 3 giorni, 4 ore e 5
minuti (forse nemmeno gli autori se lo ricordano – NdPanda). Se conoscete il Mahjong, ma non quello per quattro giocatori classico che viene giocato solo
da novantenni cinesi (e da noi – NdPanda), ma quello da computer in stile
solitario (che praticamente ha in comune col Mahjong classico solo le tessere – NdPanda), be’ questa è una specie di variante multiplayer, in cui un po’ di
tattica viene data da una carta drago e da una carta spirito, pescate a caso
da un pool di 10 carte per tipo, e che spingono i giocatori a comporre il
proprio “reame” ogni volta in maniera diversa. Interessante poi capire quando
e se “consolidare” le tessere posizionate (ovvero girarle a faccia in giù) al
fine di posizionarvi sopra il tetto/sacrario e avere quei punti a fine
partita, oppure scegliere se girarle e basta e rimandare la posa del sacrario
a dopo. Ovviamente è anche divertente cercare di prelevare tessere in maniera da
costringere il prossimo giocatore a non poter prendere la tessera a cui più
ambisce, quando non costringerlo a prendere una tessera meno utile (io sono
bravissima in questo STRANAMENTE – NdPanda). Materiali da urlo, setup da urlo
(nel senso che dura troppo, ma tanto impilare tesserine mi rilassa – NdPanda),
per un gioco che non spicca per qualità di gameplay, ma che, grazie alle carte
di cui sopra e alla possibilità di comporre il castello del dragone in maniera
differente, offre una varietà tale che risulta sempre piacevole tornarci su
(tanto lo hanno comprato tutti solo per le tessere del Mahjong, diciamo la
verità – NdPanda).
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| Swish |
È stato il primo gioco a utilizzare carte trasparenti? Non lo so, ma mi piace pensarlo. È del 2011, in caso aveste altri candidati a questo negletto titolo. Ci sono sempre 16 carte sul tavolo, piene di pupille e iridi: voi dovete sovrapporle (mentalmente) fino a formare degli occhi completi (ne potete vedere tre nella carta che tengo in mano nella foto). Più carte, più punti. Monica è eccezionale in quanto a colpo d’occhio, pertanto se vogliamo evitare l’asfaltata telefonata e avere una partita alla pari vietiamo le sovrapposizioni di due sole carte. Parto gagliardo, inanellando una serie di buoni colpi, ma anche sconsideratamente affrettato, per cui sbaglio più di lei, che invece è più calma e dichiara soltanto quand’è sicura. Le pile che accumuliano si assomigliano molto per altezza, tuttavia ho fiducia che nella mia ci sia qualche carta in più. La conta finale mi dà ragione, però Monica chiude la partita con uno swish da 5 carte e si prende una vittoria morale che si mangia metà gusto della mia…
in 2 • 150′ compreso setup
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| Tainted Grail |
Premetto che sono stupito dal fatto che la mia compagna, patita di astratti ed
escape room, si sia appassionata così tanto a Tainted Grail. Dopo la prima
timida partita introduttiva, che abbiamo affrontato per spiegarle un po’ la
storia, le successive 3 sessioni sono state decise da lei. E quando dico
“decise” voglio dire che sono tornato a casa dal lavoro e ho trovato il
tavolo già pronto per il gioco… “Ho messo io a posto, dai una occhiata e
dimmi se ho messo bene tutto”. INCREDIBILE. Ma veniamo alla partita dell’altra
sera. Siamo in una delle missioni iniziali, in piena esplorazione e ci
troviamo davanti al primo vero importante bivio narrativo che, ovviamente,
prendiamo con leggerezza, troppa leggerezza. Pieni di energie e risorse
attiviamo ben 4 Menhir e scopriamo un enorme pezzo di mappa, ma ci accorgiamo
ben presto che non è stata una scelta oculata. A seguito di un paio di
incontri poco simpatici e due pesche di carte decisamente infelici, ci
troviamo impossibilitati ad andare avanti per mancanza di risorse e,
soprattutto, per i danni fisici che ci limitano nei movimenti. Quattro punti di
energia vuol dire 2 spostamenti e riposo forzato. Vuol dire muovere, giorno
dopo giorno, i quadranti dei menhir e farli inesorabilmente spegnere. Vuol
dire cercare solo di sopravvivere e trovarsi purtroppo incastrati tra le parti
di mappa che si spengono una dopo l’altra. Io, abbattuto per la cocente
sconfitta, accenno alla mia compagna il fatto che avremmo dovuto iniziare il
gioco da capo proprio per poter scegliere strade differenti, preoccupato della
sua risposta. “Il problema è che non dovevamo andare dove hai detto tu, ora
che ricominciamo facciamo un’altra strada. Ma se giochiamo con 3 personaggi?
Due li usi tu e uno io?” Che dire? Io sono rimasto senza parole e mi sono
limitato a dire solo “Sì.. sì…” mentre dentro urlavo al miracolo. Per quanto
riguarda il titolo, che dire? Avvincente e punitivo come tutti quelli della
Awaken Realms. La trama è bella e profonda, il libro delle missioni comprende
decine di sotto missioni che vi regaleranno ore di gioco appassionante e
l’oneroso compito di effettuare scelte e, purtroppo come nel nostro caso, di
accettarne le conseguenze. Ora Tainted Grail tocca rigiocarlo e soprattutto
finirlo… e mentre aspettiamo il prossimo anno l’arrivo di ISS Vanguard,
allieteremo i nostri animi con This War of Mine che tanto, a noi reduci del
2020, sembrerà leggero come una partita a Exploding Kittens.
10′ • giocato in 4 in videochiamata • 10′ reali
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| Similo – Miti |
Un gioco portabilissimo, facile da spiegare, facilissimo da giocare,
bellissimo da guardare (anche in videochiamata!), proponibile a tutti i tipi
di giocatori e a tutte le fasce di età. Mi sono innamorato di questo gioco fin
dalle prime descrizioni uscite in rete prima della distribuzione vera e
propria. Mi aveva colpito subito per la rapidità di apprendimento e padronanza
che lo avrebbe reso fruibile con qualunque tipo di compagnia ludica (giocatori
scafati e non). Infatti è piaciuto a chiunque lo abbia proposto, sia in
ufficio che in famiglia che al tavolo di giocatori più esperti. Insomma,
avete capito che Similo mi piace e che ve ne consiglio l’acquisto a occhi
chiusi, ottimo per passare simpatici intermezzi tra un giocone e l’altro e
delizioso da proporre a neofiti. Al momento sono edite in italiano tre
versioni, Storia-Fiabe-Miti, e in uscita a breve altre due, Animali-Animali
Selvaggi. Costa poco (circa 10,00€), si spiega subito e rende tantissimo, con
tutti.
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1-4 giocatori • 14+ • 120′ • giocato in 2 ma con 4 personaggi • 2 ore circa
con setup
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| Terminator Genisys: Rise of the Resistance |
Prima partita al tie-in di un film accolto abbastanza male da pubblico e
critica (e ci credo, con quel nome! Genisys sembra il nome di un trappista! – NdPanda). Siccome noi siamo scemi, la saga continua a piacerci e questo
sebbene ogni film abbia più o meno la stessa trama (tranne Terminator
Salvation, ma è stato un flop anche quello – NdPanda) e abbiamo accolto al
tavolo con entusiasmo questo american puro in cui si sfagiolano dadi che
nemmeno la Valfrutta (Valfrutta non fa dadi, avresti dovuto dire la Star – NdPanda). In realtà c’è molto di più e non vediamo l’ora di parlarvene più a
fondo (ma dovrete aspettare la recensione… siamo davvero perfidi! – NdPanda),
però intanto possiamo anticiparvi che questo collaborativo non è affatto
pesante, che le due orette della prima missione quasi tutorial sono filate e
che è molto facile far inalberare il panda (ma quale collaborativo? NON DEVI
TIRARE PER I CATTIVI MAI PIÙ! Fai uscire sempre 3 teschi! Giochi per i
cattivi, di’ la verità! – NdPanda). Momento migliore della serata: Swarzy
abbatte due droni HK-8 con un cazzottone e panda e procione si battono il 5 come
nelle migliori sitcom americane, mancava solo il fermo immagine e i titoli di
coda (be’ le code le abbiamo – NdPanda). Approfondiremo nei prossimi giorni il
resto della campagna, per potervene parlare al meglio (sì, ma i dadi per i
cattivi li tiro io!!! – NdPanda).
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Per la parte audio segnalo subito che il podcast adesso ha anche un
canale Telegram
dove poter interagire e lasciare messaggi, quindi correte ad ascoltare la
nuova puntata
e commentate dicendoci qual è il vostro GDT di corse preferito.
I video questa settimana constano di tre disinscatolamenti con Valeria in
città, Antonio al mare e Fabio in montagna.
Cominciamo – inutile dirlo – con Valeria-MeepleOnTheRoad, che apre una
scatola fresca di localizzazione, quella di My City, il nuovo gioco
tetrisoide di Reiner Kniza che ci ha messo dentro addirittura una
componente legacy.
Arrivo poi io – Antonio-Figlio di Griffin – che apro una scatolina piccina,
quella di Mapigami, che si presenta come un bruciacervello solitario
con ben trenta mappe da decifrare senza mai staccare lo stiletto dai fogli.
Infine abbiamo F/B!O che apre un’altra scatolina con trenta carte per un
cooperativo da 2 giocatori dal titolo The Fox in the Forest Duet.
E Voi? A che gioco state giocando? Che tipo di tabellone ha occupato il
vostro tavolo? Scrivetecelo nei commenti.
A domenica prossima…
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