[Recensione] Gorilla Marketing

Scritto da Chrys.

Non so se sia il momento migliore o peggiore per farvi conoscere un nuovo party game… da un lato si avvicinano le feste natalizie che normalmente sono ottime occasioni per sfoggiare giochi semplici e che accolgono tanti giocatori, dall’altro la situazione è quella che è (per chi leggerà questo articolo tra qualche anno, siamo nel famigerato 2020) e al momento solo una parte dell’Italia potrebbe sfruttare un gioco come questo (io stesso l’ho giocato nei mesi passati e per un po’ non metterà lo spigolo fuori dal mobile). In ogni caso potrebbe essere un acquisto interessante per il nostro tesoretto di giochi post-pandemia.

NOTA BENE: il gioco è in inglese ma è giocabile in italiano a patto che anche uno solo al tavolo sappia l’inglese. ^__^

Sto parlando di Gorrilla Marketing (3-8 giocatori, 20-40 minuti) un gioco ideato da Adam Wyse, autore attivo dal 2018 con ancora pochi titoli alle spalle, in buona parte party games (il suo gioco passato più noto è Masque of the Red Death). 

Il gioco è uscito questa primavera a marchio Roxley un editor noto per una cura estrema dei suoi prodotti e che probabilmente conoscete già grazie a giochi “hit” come Dice Throne, Brass Mirmingham, Brass Lancashire e Santorini. Non si è smentito con questo gioco che mi ha letteralmente folgorato per il suo stile “d’epoca”, per il tema che ti catapulta nel mondo di Mad Man e per la bellezza dei materiali… e anche per la bellissima intro di presentazione che si legge sul retro:

Davanti a noi abbiamo un’agenzia pubblicitaria con un problema. A detta del CEO, la colpa è dei suoi “idioti dirigenti pubblicitari”. Ma il problema più immediato che l’azienda deve affrontare è il fatto che li ha appena licenziati! Persino i testimoni giù sulla 4th Street potevano sentire la sua invettiva rabbiosa che terminava con “POTREI SOSTITUIRE VOI IDIOTI CON DELLE SCIMMIE E OTTENERE RISULTATI MIGLIORI !!!” E’ passato a un mese e la sua soluzione è stata esattamente quella. Il vecchio brontolone ha sostituito tutti i suoi dipendenti con un gruppo di primati: tu ei tuoi avversari. Sarai in grado di ideare prodotti e di trovare le migliori strategie di marketing? Tuffati nell’affascinante mondo dei dirigenti pubblicitari degli anni ’60 e guadagna più banane dei tuoi colleghi.

NELLA SCATOLA
A livello di materiali questo gioco è qualcosa di strepitoso… token in legno a forma di banana, otto blocchi ad anelli fatti di fogli di cartoncino leggero plastificato (ci scriveremo con il pennarello) tipo divisori di uno schedario, grossi cartoncini dall’aspetto simile a vecchi menu (38×14 cm) con tanto di angoli tagliati che serviranno per randomizzare temi e prodotti, 8 dadi speciali tutti diversi in un sacchetto di stoffa, 8 pennarelli ed il regolamento che sta nel fronte-retro di uno dei menu. Ovviamente la grafica è tutta in stile anni ’50-’60 ed è qualcosa di me-ra-vi-glio-so.

Notare che gli 8 blocchi ad anelli sono tutti diversi non solo a livello cromatico: ciascuno è dedicato a una delle scimmie, con ogni scheda caratterizzata da una diversa frase detta da questa (il che ci personalizza anche le otto scimmie… non necessario ma sempre apprezzato).

La qualità dei materiali è eccezionale e l’unica pecca è la scatola: esteticamente splendida e solida (un piacere per gli occhi) ma… ha un formato rettangolare assolutamente non standard (circa 38x15x6 cm) del tutto incompatibile se affiancata a qualsiasi altra scatola della vostra collezione. O__O So che non è così grave ma… io ooodio le scatole fuori formato! (da leggersi con il tono di voce di puffo brontolone).

COME SI GIOCA
Ogni giocatore riceve un pennarello e un blocco scrivibile, dopodichè viene scelto (o preso a caso) un menu che determinerà il macro-argomento della partita (aziende, gruppi musicali, corsi universitari, prodotti, food truck, film). I dadi vengono tenuti nel sacchetto di stoffa e le banane in centro al tavolo.

A
questo punto inizia il gioco vero e proprio che è grosso modo
divisibile in tre fasi: definizione del progetto, scelta del nome,
scelta della strategia di marketing.

Definizione del progetto
Ogni giocatore estrae un dado a caso dal sacchetto e lo tira confrontando la lettera ottenuta con la lista delle categorie del menu scelto prima e scrive il risultato sul suo blocco nello spazio “categoria”… sarà il progetto che ci ha affidato il CEO della nostra azienda. Questo significa che anche se saremo nello stesso settore (ad esempio Cinema) avremo ciascuno un progetto diverso (ad esempio film di spionaggio, horror, fantascienza, fantasy, ecc.).

Scelta del nome
A questo punto il nostro progetto ha un macro argomento e una categoria definita (ad esempio “Azienda di dolciumi”) ma ancora deve avere un nome… per deciderlo come chiamarlo entrano in gioco gli avversari in una sorta di brainstorming. Infatti ogni giocatore passerà il proprio blocchetto verso sinistra e un giocatore tirerà i dadi delle lettere estraendone uno alla volta dal sacchetto finché non saranno uscite due lettere rosse o quattro lettere qualsiasi. Quello sarà l’acronimo da utilizzare per questo turno. 

Ogni giocatore aprirà il blocchetto che gli è stato dato, leggerà il progetto e cercherà di ideare per esso il nome più buffo o interessante usando le iniziali di cui sopra. Scriverà il suggerimento in uno dei tab liberi a scelta… è sempre possibile aggiungere  elementi come “di”, “&”, “il”, ecc. (ad esempio se le lettere erano CFC potrei suggerire che l’azienda di dolciumi di cui ho il blocchetto si potrebbe chiamare “le Ciambelle del Frate Ciccione”). Poi chiuderà il blocchetto e marcherà il tab con una x per indicare che è stato usato, passando il blocchetto a sinistra. Si ripete questa cosa (tiro di dadi > scrittura > passaggio blocchetto) finché il blocchetto non torna al giocatore iniziale.
A questo punto avviene la valutazione… il giocatore responsabile del progetto legge le frasi nei tab del suo blocchetto ad alta voce valutando quella più idonea secondo a un criterio che viene estratto a caso dalla tabella n°2 menu (se ne estraggono due e se ne sceglie uno). Quello che ha dato l’idea migliore riceve una banana e il nome scelto viene scritto nella parte alta del blocchetto, mentre tutte le altre scritte vengono cancellate.

Scelta della strategia di marketing
Questa parte funziona esattamente come la precedente, ma ora che abbiamo definito il prodotto (fingiamo che si stata scelta la fabbrica di dolciumi “le Ciambelle del Frate Ciccione”) ognuno proporrà una differente frase di marketing per pubblicizzare il “prodotto”, sempre in base alle lettere del turno in corso. 

Si proseguirà nuovamente finché il blocchetto non tornerà al responsabile del progetto che questa volta valuterà la migliore frase di marketing, sempre in base ad un criterio estratto stavolta dalla tabella n°3 del menu e sempre assegnando una banana al vincitore.

Inutile dire che a fine partita chi avrà più banane in busta paga sarà il vincitore (per quanto in un gioco di questo tipo contano più le risate fatte durante che il risultato finale).

CONSIDERAZIONI FINALI
Il gioco non è nulla di rivoluzionario e si inserisce nella scia di giochi come Cards Against Humanity, Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it (che ne è di fatto la localizzazione “ammorbidita”) ed altri simili. 

Devo ammettere che però riesce ad essere molto appagante dal punto di vista estetico e il solo vincolo delle lettere (negli altri si sceglie tra le carte che si hanno in mano) lascia al giocatore molta più libertà e ampissimo spazio alla fantasia. Questo a seconda dei gruppi può essere un pregio o un difetto ma va detto che, nelle partite che ho fatto, le lettere su cui costruire un acronimo sono sempre bastate a scatenare diverse frasi in mente.

Si tratta di un gioco semplice da giocare e da spiegare con il gigantesco vantaggio che NON serve che i giocatori conoscano tutte e tre le fasi a monte. Infatti io normalmente le spiego una alla volta prima di farle il che permette di intavolarlo e partire in 2-3 minuti anche con chi non ha mai giocato.

Un altro punto a suo favore rispetto a un Cards Against Humanity
(che per quanto divertente ha una forte dose di politically incorrect,
goliardia e talvolta volgarità) è che Gorilla Marketing si adatta alla
comicità del gruppo che può spaziare dal nonsense inglese o alla
Scottecs, al raffinato gioco di parole finno alla becerosità che fa
sembrare vacanze di natale un trattato di sociologia.

L’unica regola che non mi convince molto è la scelta casuale del criterio di valutazione delle proposte scritte dagli altri nella frase di brainstorming… non a tutti i gruppi piace perché aggiunge un grosso fattore di casualità (ad esempio ptrebbe uscire, come criterio per la frase di marketing, “la frase più divertente” come anche “la più spudoratamente bugiarda” o “la più aggressiva”). Genera situazioni buffe e assurde ma è adatta ai gruppi meno competitivi.
Si tratta però di un difetto facilmente aggirabile… con i gruppi più competitivi tiriamo a monte il dado così da sapere già in base a cosa sarà premiata il nome o l’advertising che stiamo creando a partire dall’acronimo. Tenete presente però che fare così complica un leggermente la fase brainstorming dando un elemento in più a cui pensare.

La dipendenza dalla lingua è davvero minima… serve almeno uno al tavolo che sappia l’inglese per tradurre temi/categorie/criteri ma dato che si tratta solo di quelli tirati a caso e non della lista intera è una cosa fattibile pure con google translator su cellulare. Alla fine noi ci abbiamo sempre giocato in italiano e a parte l’accortezza di ritirare il dado se escono come iniziali da usare J, K, Y e W non serve altro.

La durata è abbastanza contenuta… per arrivare a 40 minuti bisogna giocarci in 8 ma tenete conto che la parte di scrittura e invenzione dura sempre uguale essendo in contemporanea. Il tempo extra è legato al leggere ad alta voce le varie proposte, ridere, prendersi in giro e scegliere, quindi i tempi morti sono quasi nulli. Senza spiegare le regole, in 6 giocatori si viaggia serenamente anche sui 25 minuti.

La scalabilità dichiarata dalla scatola (3-8) non è propriamente vera dato che molto si basa sulla varietà delle proposte raccolte nella fase brainstorming. In tre secondo me non ha tanto senso giocare perché avremmo solo due suggerimenti tra cui scegliere, in 4 gira ma siamo al minimo sindacale. Il gioco da il meglio di sé se giocato in 5+ giocatori, almeno sulla base della mia esperienza, quindi se non avete gruppi numerosi valutate bene.

Devo comunque dire che in ogni caso ci siamo sempre fatti delle grasse risate. Si tratta di uno di quei giochi in cui il risultato finale conta molto poco (ammetto di non ricordare nemmeno chi ha vinto le partite fatte).

Il prezzo di vendita americano è intorno ai 30-35 dollari quindi in Europa lo si trova intorno ai 35 euro… prezzo un po’ sopra la media per la tipologia di gioco ma assolutamente giustificata da bellezza e qualità dei materiali. Come al solito vi ricordo che Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it dove mentre scrivo è anche in offerta.

— Le immagini sono tratte da dal
manuale, scattate da noi o prese dal sito della/e casa/e produttrice/i
(Roxley) alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui
si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la
cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —

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