[Recensione] Lo Squalo

scritto da cogo71 (Andrea C.)

Può una sequenza di due sole note essere talmente riconoscibile da diventare sinonimo di imminente pericolo e portare il livello di suspense a fondo scala? Probabilmente nemmeno il giovane Spielberg ne era convinto quando nel 1975 ascoltò per la prima volta il motivo proposto da John Williams, compositore della colonna sonora del film Lo Squalo che fu ricompensata con il Premio Oscar; eppure, quella sequenza di MI e FA suonate da una tuba secondo un preciso climax è diventato un simbolo universalmente riconosciuto e che ha contribuito fortemente al successo della pellicola. Lo Squalo fu per i tempi un film rivoluzionario, tanto che rimase al primo posto della classifica per incassi fino all’uscita del primo Guerre Stellari e ancora oggi rappresenta qualcosa di fortemente riconoscibile nell’immaginario collettivo.

Oggi arriva sul nostro tavolo la trasposizione di Ravensburger del celeberrimo film, un boardgame di movimenti nascosti e deduzione per 1-4 giocatori fruibile dai 12 anni in poi per una durata di 60 minuti a partita (anche se l’esperienza  diretta si è attestata sui 90 minuti e oltre) che vede alla voce designer l’ormai famoso consorzio Prospero Hall, specializzato nel trattare queste IP di grande richiamo come Disney Villainous, Funkoverse Strategy Game a tema Batman, Harry Potter, Game of Thrones, Jurassic Park e che presto potremo testare anche su giochi tratti da altri film di grande successo come Top Gun e Ritorno al Futuro
Avranno saputo ricreare la stessa atmosfera tesa e ansiogena della pellicola? Continuate a leggere e lo scopriremo insieme.
MATERIALI
Ravensburger ha racchiuso in una scatola quadrata con il classico spigolo blu, di 26 cm di lato e alta circa 8, i seguenti materiali:
1 tabellone di gioco a due facce componibile;
1 pedina Squalo;
2 pedine Imbarcazione di legno (una bianca e una marrone);
3 meeple Equipaggio (in legno dipinti in verde, nero e blu);
16 carte Abilità Squalo;
4 segnalini potere;
8 segnalini barile;
3 segnalini binocolo, ecoscandaglio e cartello spiaggia chiusa;
16 carte Emersione;
22 carte Attrezzatura;
16 carte Evento Amity;
3 dadi a 6 facce traslucidi rossi;
1 taccuino Localizzatore Squalo;
1 plancia Localizzatore Squalo;
4 Schede Personaggio;
4 clip di plastica rosse;
8 tessere Imbarcazione a doppia faccia;
16 segnalini bagnanti;
3 segnalini bersaglio;
6 segnalini emersione;
1 Regolamento in formato A5.
Il cartone del tabellone è spesso e robusto, lo stesso dicasi per le carte e in generale tutto il materiale è di buona fattura e restituisce una buona esperienza tattile e anche l’ergonomia è più che buona. L’unica cosa che stona un po’ è proprio la scatola: troppo grande per il suo contenuto.
Il regolamento di 12 pagine è scritto con un font leggermente troppo piccolo, ma è chiaro e ricco di esempi, la grafica si ispira chiaramente a quella del film, pur non essendo presa direttamente da quella dell’opera cinematografica.
COME SI GIOCA
Siamo di fronte a una sorta di uno contro tutti in cui un giocatore interpreterà lo Squalo, mentre i suoi avversari dovranno dividersi i ruoli di uno (o più, dipende da quanti giocatori siedono al tavolo) dei tre protagonisti del film: Hooper, Quint e Brody, che dovranno invece collaborare per sconfiggere il mostro marino.
Altra particolarità di questo titolo è che la partita si divide in due atti (che volendo possono essere giocati anche separatamente con qualche minima variazione al regolamento) e le condizioni di partenza del secondo dipendono dal risultato del primo. Nel primo atto “Amity” lo Squalo cercherà di divorare quanti più bagnanti possibile senza farsi individuare, mentre Hooper, Quint e Brody cercheranno di salvarli dalle fauci della bestia e contemporaneamente tenteranno di localizzarlo e possibilmente di agganciargli due barili. Nel secondo atto denominato “L’Orca”, l’obiettivo dello Squalo è quello di eliminare tutti e tre i membri dell’equipaggio o di distruggere completamente la barca che li ospita; per contro i tre tenteranno di eliminare il predatore.
Senza entrare nei dettagli del regolamento vediamo meglio come si svolgono i due episodi previsti in una partita de Lo Squalo.
Atto 1: Amity
Il tabellone centrale raffigura l’isola di Amity, appunto, dove sono rappresentate zone di mare aperto, spiagge, moli e aree dell’entroterra. Ogni round è suddiviso in tre fasi:
  1. Fase Evento;
  2. Fase Squalo;
  3. Fase Equipaggio.
Dopo aver rivelato la prima carta Evento dal mazzo (che di fatto determina quanti bagnanti verranno disposti nei rispettivi spazi spiaggia), lo Squalo potrà muoversi senza comunicarlo all’Equipaggio ed eventualmente divorare i bagnanti segnando le sue azioni, fino a un massimo di tre, sull’apposito blocchetto. Dopo aver deciso cosa fare comunicherà il numero degli eventuali malcapitati divorati e anche se ha innescato i sensori di movimento che l’equipaggio può aver disseminato in mare. 
Da notare che per confondere le idee agli avversari il giocatore che interpreta lo Squalo ha a disposizione alcuni segnalini potere che se giocati gli conferiranno abilità speciali, aumentando la sua velocità o la sua sete di sangue o che gli permetteranno di non essere localizzato. Durante la fase Equipaggio ogni membro potrà compiere fino a quattro azioni specifiche.
  • Quint che pilota l’Orca potrà muoversi per mare, salvare dei bagnanti dalle spiagge, raccogliere o lanciare barili per cercare di individuare o magari agganciare il pescecane.
  • Brody che si sposta sulla terra ferma, oltre a muoversi nelle varie zone e salvare i bagnanti, potrà raccogliere i barili dal negozio al centro di Amity e depositarli nei moli per renderli disponibili ai suoi compagni, inoltre può utilizzare il binocolo per localizzare lo Squalo o chiudere una spiaggia per far sì che non vi vengano piazzati dei bagnanti a inizio turno
  • Anche Hooper può spostarsi in mare e salvare i bagnanti, inoltre potrà raccogliere barili (che siano su un molo o che si trovino in mare) per consegnarli a Quint, ma in più ha la possibilità di usare l’ecoscandaglio per individuare la belva.
Quando tutti i membri dell’Equipaggio hanno concluso il proprio turno, comincia il round seguente con la successiva Fase Evento. Il primo atto si conclude immediatamente quando l’equipaggio aggancia un secondo barile allo Squalo o se lo Squalo riesce a divorare il nono bagnante.
Atto 2: L’Orca
In base al numero di bagnanti divorati dallo Squalo si determina quante carte Abilità saranno assegnate al giocatore che lo interpreta e di conseguenza quante carte Attrezzatura saranno distribuite tra i tre membri dell’Equipaggio. Questa volta al centro del tabellone è raffigurata la famosa imbarcazione del film, infatti ruotando il tabellone troviamo uno schema con otto riquadri in cui verranno posizionate delle tessere a rappresentare le varie zone dell’imbarcazione. Se nel primo atto lo Squalo sarà stato in grado di divorare un elevato numero di villeggianti, risulterà avvantaggiato; viceversa sarà l’equipaggio ad avere un maggior numero di attrezzature che potranno facilitargli il compito di eliminare la feroce creatura.
Anche in questo atto non c’è un numero prestabilito di round, tuttavia ognuno prevede sei passaggi ben definiti:
  1. Opzioni di emersione;
  2. Scelta dello Squalo;
  3. Preparazione dell’equipaggio;
  4. Emersione dello Squalo;
  5. Attacco dell’equipaggio;
  6. Attacco dello Squalo.
Il round comincia sempre girando tre carte Emersione, che sveleranno le possibili zone in cui emergerà lo Squalo per attaccare. Ogni carta, oltre a mostrare una delle otto tessere che costituiscono l’Orca, presenta un valore di fuga per lo Squalo, il numero di dadi che tirerà l’equipaggio per cercare di ferire il pescecane e in certi casi un’icona a forma di amo che sta a indicare che emergendo in quella specifica location, lo Squalo potrà scrollarsi di dosso le eventuali armi agganciate nei round precedenti da uno dei membri.
Come nel primo atto, la scelta del punto in cui lo Squalo riemergerà è inizialmente segreta, inoltre il giocatore che lo interpreta potrà decidere se giocare contestualmente una carta abilità (anche questa verrà svelata solo in seguito) che permetterà al pesce di sferrare attacchi dagli effetti devastanti o di schivare i colpi degli avversari. A questo punto la palla passa all’Equipaggio: i tre eroi potranno scegliere se spostarsi sull’Orca e con quale arma e in quale settore (fra i tre possibili punti di emersione) attaccare lo Squalo. Le armi a disposizione sono di tre tipi: 
  • Corpo a corpo – devono essere usate nello stesso spazio o in uno adiacente a dove riemergerà lo Squalo e rimangono a disposizione anche dopo il loro utilizzo;
  • Da fuoco – permettono al giocatore di colpire lo Squalo a prescindere dalla distanza, ma una volta terminate le munizioni non saranno più utilizzabili;
  • Da aggancio – possono essere usate solo se in prossimità del punto di riemersione come quelle da corpo a corpo, ma continuano a infliggere danni finché lo Squalo non riesce a scrollarsele di dosso, sfruttando una posizione sulla cui carta è raffigurata l’icona dell’amo.
Lo Squalo svela dove ha deciso di riemergere e l’eventuale carta Abilità che ha deciso di giocare, quindi i giocatori che hanno piazzato il proprio bersaglio nel punto effettivo di emersione sferrano il proprio attacco tirando il numero di dadi indicato sulla carta dell’arma prescelta e aggiungendo eventuali bonus: il totale epurato dal valore di fuga indicato sulla carta Emersione indica i danni che subirà lo Squalo.
A questo punto è il turno di attaccare dello Squalo che tirerà i dadi e, confrontando il risultato ottenuto con il valore indicato sulla tessera dell’imbarcazione, si determina se l’attacco va a vuoto o se sarà riuscito a distruggere o soltanto a danneggiare la corrispondente zona dell’Orca. Nel primo caso non accade nulla, diversamente la tessera della barca viene rimossa o semplicemente girata, ma in entrambi i casi i membri dell’equipaggio che si dovessero trovare sulla tessera colpita, cadranno in acqua diventando possibili bersagli per i successivi attacchi del pesce. Se questi decide di attaccare l’equipaggio non potrà attaccare lo scafo, ma i danni inflitti saranno sottratti al totale del singolo personaggio fino a quando non si arriverà alla fine della scala, determinandone l’eliminazione.
I round si susseguono sempre con la stessa sequenza fino a quando non si verifica una delle seguenti condizioni: lo Squalo divora tutti e tre i membri dell’equipaggio o distrugge completamente l’Orca (vincendo la partita) oppure l’Equipaggio riesce a finire lo Squalo portando i suoi punti vita a zero (e risultando vincitori).
 
IMPRESSIONI
Lo Squalo pur rientrando nella categoria “family” non è un titolo propriamente immediato. Il regolamento non è complicato, ma è necessaria almeno una partita per capire le conseguenze delle varie scelte e avere ben chiaro tutte le strategie possibili. Una volta superato questo piccolo scoglio iniziale, le partite scorreranno via lisce, a patto che al tavolo non vi sia un pensatore incallito: infatti se tra i giocatori c’è qualcuno molto riflessivo che soppesa ogni piccola opzione, il downtime tra un turno e il successivo potrebbe diventare importante.
Se si gioca in 3 o 4 giocatori è fondamentale che tra i membri dell’equipaggio ci sia una buona intesa per coordinare le azioni, soprattutto nel primo atto per quanto concerne i vari passaggi dei barili, che ricoprono un ruolo importante nel cercare di individuare la posizione dello Squalo. In questo senso la squadra che interpreta l’Equipaggio potrebbe soffrire la presenza di un alpha player, anche se il più delle volte le discussioni durante la pianificazione delle azioni da intraprendere diventano un gioco nel gioco, tanto più che un buon gioco di squadra tra gli interpreti dell’Equipaggio è fondamentale per non far “scappare” lo Squalo verso una fase 2 più agevole.
Un aspetto che mi ha lasciato letteralmente di stucco è il feeling che restituisce il gioco: quello che nel modello MDA viene identificato come Aesthetics. Lo Squalo riesce a ricreare con meccaniche davvero semplici, sia nel primo che nel secondo atto, le stesse sensazioni che trasmette la pellicola: ansia, urgenza, brivido, sensazione di pericolo imminente e addirittura anche il logorio dovuto a una lotta estenuante. Da questo punto di vista Prospero Hall ha fatto, secondo me, davvero un ottimo lavoro, ben oltre le aspettative che il titolo mi suscitava prima di aprire la scatola. Persino la lunghezza, forse un pelo eccessiva, del secondo atto è funzionale alla sensazione di affrontare una battaglia sfibrante con una creatura fuori dal comune, come in effetti è quella raccontata nel film di Spielberg, con la differenza che nel gioco non sempre sono i buoni a vincere.
Anche il bilanciamento è un punto a favore de Lo Squalo, perché nonostante a prima vista l’Equipaggio sembri favorito nel primo atto, mentre nel secondo parrebbe lo Squalo a essere avvantaggiato, le partite si sono sempre concluse con il minimo scarto. Questo è sintomo di un processo di playtesting davvero accurato, in cui gli autori non hanno lasciato nulla al caso.
La dea bendata è chiaramente presente, sia per quanto riguarda l’uscita delle carte Evento nel primo atto, che per quelle Emersione nel secondo a cui si aggiunge il lancio dei dadi per il calcolo dei danni, ma non se ne sente in alcun modo il peso, perché mitigata da meccanismi molto ben pensati e dalla possibilità di pianificare le proprie mosse indipendentemente da quale parte della barricata si stia giocando.
 
CONSIDERAZIONI FINALI
Lo Squalo è un gioco con buoni materiali che sfrutta in maniera egregia una IP di qualche anno fa, ma che vanta ancora una connotazione ben precisa e molto forte nell’immaginario collettivo. Grazie all’esperienza accumulata da Prospero Hall il titolo di Ravensburgere è in grado di ricreare quel clima di tensione che si sperimenta nel guardare la pellicola anche oggi. La scalabilità è buona, anche se la configurazione che forse rende al meglio è quella con 2 giocatori (soprattutto per quanto riguarda il primo atto).
La rigiocabilità è molto buona, perché benché si facciano sempre le stesse cose, ci sono diversi meccanismi (l’uscita delle carte, il lancio dei dadi…) che garantiscono partite sempre diverse e sempre molto tirate, infatti difficilmente il vincitore surclasserà l’avversario in maniera molto marcata, ma le partite si decideranno sempre sul filo di pochi punti. 
L’interazione è diretta e malgrado si tratti di un titolo “uno contro tutti” chi interpreta lo Squalo non sentirà troppo la pressione di essere da solo contro tre avversari, grazie a un bilanciamento davvero buono. L’unica pecca, secondo me, è la lunghezza del secondo atto, che se da un lato simula molto bene il logorio e l’angoscia dei protagonisti nella lotta contro il mostro marino resa magistralmente da Spielberg nella pellicola del 1975, dall’altro tende a prolungare un po’ troppo la durata delle partite soprattutto in relazione alla soddisfazione che ritorna ai giocatori.

In definitiva ritengo Lo Squalo un’ottima trasposizione in un gioco da tavolo di un film iconico, che non deve mancare sugli scaffali degli appassionati della pellicola e che può essere anche un buon titolo introduttivo per le meccaniche di movimento nascosto e deduzione, che potrete giocare tranquillamente anche in famiglia, purché abbiate il giusto tempo da dedicargli.
 
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