scritto da Fabio (Pinco11) e dalla redazione
Eccoci con una nuova rubrica, che spero sarà gradita a voi lettori e che potrà aumentare il livello di interazione, ossia Ieri Sera sul Nostro Tavolo – Impressioni a Caldo.
Di che si tratta?
Semplice: in questi articoli troverete una collezione di impressioni in pillole sui giochi appena provati dai nostri redattori la sera prima (idealmente, ma normalmente durante la settimana) nelle loro rispettive serate di gioco.
A fine partita tutti noi che giochiamo ci fermiamo di solito a scambiare qualche opinione sul titolo appena provato: lo spirito di questa rubrica è proprio quello di riprodurre il risultato delle nostre chiacchiere da bar di fine serata e, nel farlo, di menzionare più titoli possibile, dando di essi brevi flash.
CHIARIAMOCI …
Ecco un elenchino dei propositi che ci poniamo qui e delle relative avvertenze.
- Proporremo solo brevi impressioni, di poche righe (l’idea è da 2-3 a una decina), giusto per stimolare il dibattito.
- Speriamo che i lettori che hanno a loro volta giocato a quei titoli vorranno proporci le loro impressioni nei commenti.
- Pianifichiamo di inserire una parte dedicata ai lettori che vorranno cogliere l’occasione per collaborare con noi, inviandoci le loro impressioni a caldo su di un titolo giocato in settimana tramite il modulo di contatto nella pagina del blog.
- Non andremo in profondità, per cui le impressioni saranno “meno ragionate” del solito e più immediate e spontanee. Questo non vuol dire che potrete leggere (lo dico anche per i lettori) semplicemente “il gioco X è una cagata pazzesca” o, più semplicemente, “il gioco Y è una noia mortale“, nel senso che in qualche modo il commento dovrà contenere una spiegazione.
- Voti? Anche no: altrimenti useremmo un foglio di calcolo 🙂
- Obiettivi? Il primo è quello di parlare di più giochi rispetto a quelli che poi riusciamo a recensire, magari riparlando anche di titoli sfuggiti dal radar dei più o di vecchie glorie. Il secondo di avere un feedback dai lettori sulle nostre impressioni a caldo. Il terzo di avere, magari, suggerimenti su ciò che vi piacerebbe veder recensito tra ciò di cui abbiam parlato. Il quarto di fornire indicazioni anche su cose che possono non essere piaciute e così via … 😉
Sulla base di ciò che i lettori ci suggeriranno vedremo di aggiornare queste premesse e magari capiremo insieme come indirizzare questa rubrica.
OK, eccomi a partire con le mie impressioni personalissime.
[Fabio-Pinco11] Alma Mater
Bella evoluzione dei concetti portati avanti dagli Acchittocca (tutti o alcuni di essi) nei precedenti titoli. È un gestione azioni un attimo meno stretto rispetto a un Lorenzo, con qualche ideuzza intrigante inserita su di un impianto classico: stimola a ricercare l’acquisizione delle giuste combinazioni di carte e tessere personaggi, massimizzandone gli effetti. La capacità di proporre un sistema di gioco solido e funzionante rimane un marchio di fabbrica per gli autori. Al tavolo il gioco è piaciuto, anche se uno dei commensali lo ha trovato un pelo “calcoloso“. Per me promosso!
Prima prova per Panda e Procione con il titolo della Playagame. È un’alternativa leggera a Quadropolis, ma meno scontata di quanto appaia prima di giocarlo. Ci ha convinto e approfondiremo. Scala bene in 2.
Knizia alle prese con il compito di ideare un simil-UNO, che abbia simile immediatezza, ma che richieda giusto l’utilizzo di due-tre neuroni in più rispetto all’unico occupato a controllare colore e numero richiesto dal notissimo ispiratore. Compito, a mio avviso, riuscito, proponendo un giochillo semplice, con tanta fortuna, ma che almeno ti mette in mano, ogni tanto, quella scelta (mi fermo) che ti può consentire di vincere a mani basse su chi sia in modalità automatica. Capisco ora perché il gioco si era conquistato, nella sua semplicità, una nomination allo Spiel del 2019. Difetti? Quanti ne volete, se cercate qualcosa di “spessore“, a partire dal fatto che in 2 può durare un’infinità. Pregi? Almeno potrete sbarazzarvi di UNO … 😉
Fresco fresco di Kickstarter appena consegnato, si rivela però ostico da digerire. Piazzamento lavoratori a tema ferroviario a cui si somma un route building su di un tabellone comune, ci ha messo un po’ a entrarci in testa. Quando poi le azioni erano divenute chiare, il motore creato generava talmente tante risorse che non sapevamo cosa farcene. Alcune azioni mai usate, alcune risorse inutili. Dopo due ore di partita eravamo sfiniti. Partita comunque conclusasi a 10 punti di distanza il primo dal secondo. Lo abbiamo capito bene… o male entrambi? Non credo che vedrà di nuovo il tavolo. Menzione d’onore ai materiali deluxe: spaziali.
[Diego-Interesse Ludico] Everdell
Oramai un must, soprattutto se si è orfani di Seasons. Everdell è ben confezionato, con bellissime illustrazioni e richiede molte partite per padroneggiare le varie combo. Uniche pecche: l’albero è inutile, scomodo e vince sempre il Panda. Spero che le espansioni correggano i difetti (soprattutto il secondo – NdProcione).
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| Everdell |
Con Fuga da Alcatraz raggiungiamo secondo me il top della serie Deckscape del duo Sorrentino-Chiacchiera. L’avventura ha la giusta durata, il giusto ritmo, gli indovinelli sono calati in un contesto organico e per risolverli bisogna quindi distaccarsi dalla singola carta e sempre considerare la storia sottesa. La difficoltà non è esagerata, ma mantiene un livello di sfida soddisfacente. Oltre alle solite carte viene introdotto un piccolo giornale che ci servirà durante tutta la partita e in modi sempre diversi. Davvero un ottimo lavoro. Se sono piaciute le avventure precedenti non resterete delusi.
[Fabio-Pinco11] The Castles of Tuscany
Feld is back, tornando sul luogo del delitto, ovvero con una reimplementazione di Burgen von Burgund. Abbiamo di nuovo una plancia esagonata sulla quale piazziamo edifici (esagonali), producendo effetti, ma il tutto è ora molto più streamlined. Niente dadi, compaiono delle carte colore che si giocano alla Ticket to Ride per poter piazzare. I tipi di edifici (e i relativi effetti) sono solo otto e tutto diventa una sorta di corsa a terminare i colori prima degli altri (per ottenere i bonus relativi). A primissima vista appare un peso medio-leggero addirittura più easy di Carpe Diem. Giocato con gentil consorte e a lei piaciuto assai. A me piace, fin troppo, alla prima partita. La sensazione di fondo è che la semplicità lo rende un piacione, ma ho il timore che non reggerà a lunghissimo (ma due partite alla prima sera già le metto in cascina).
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| The Castles of Tuscany |
Una mezz’ora super divertente a collaborare per trovare quale cibo rappresenta la risposta giusta a una delle 50 folli domande presenti per ciascuno dei 5 liveli di gioco. Procedendo per esclusione, alla fine dovrebbe rimanere in tavola solo la carta chiave per superare il livello. Semplice, ma ben congegnato, funziona meglio con più persone al tavolo che possono contribuire, ognuno secondo le proprie conoscenze, chi di musica, chi di storia e così via. Unica pecca: irrigiocabile una volta finiti i 5 livelli, perché ovviamente si sanno tutte le risposte. Però per me promosso!
Da 1 a 4 giocatori, si ispira a The Mind. A differenza di esso, i giocatori dovranno mettere le carte in ordine crescente all’interno di un griglia 6×6. Si giocano a turno. Si parte con 5 carte, se ne posiziona 1 e si ripesca. Se si posiziona vicino a una carta già presente, dobbiamo scartare tante carte quanto la differenza (metto 5 vicino al 2, scarto 3). Ovviamente avendo una mano di 5 il limite di carte da scartare è 4. Se si dovesse mettere una carta in mezzo a 2, si considera la differenza minore per scartare carte. Fatte due partite con una regola sbagliata (l’ha reso più difficile) e in entrambe non siamo riusciti a vincere per due carte. Ho la sensazione che con le regole giuste possa essere troppo facile per i giocatori navigati, ma per questo ci sono le mini-espansioni. A differenza di The Mind, toglie la tensione del tempo, che sostituisce con la strategia. Importante scartare le carte giuste per non rimanere incastrati verso la fine. Partite veloci, illustrazioni bellissime. Come prima prova, promosso!
[Fabio-Pinco11] Ohanami
Giornata dei filler, questo sabato, nella quale ho scoperto questo titolino della NSV, passato ingiustamente sotto silenzio. Semplice semplice, si propone come una variante delle logiche di un Sushi Go!, visto che ad ogni turno si scelgono 2 carte da tenere, si piazzano di fronte a sé e si passano le altre, ma senza tante combo o effetti speciali, visto che le carte devono solo essere impilate in tre colonne, tenendo conto che però si possono solo aggiungere agli estremi.
Anche qui siamo di fronte a qualcosa che farete con tutti, che richiede solo 6-7 neuroni attivi e il cui difetto maggiore può essere quello di perdersi durante la partita tra le chiacchiere libere. Simpatico, gateway, da provare e con del potenziale, ma se alla prima non vi piacerà, potrete anche provare altro … 😉
Un altro roll and write si aggiunge alla collezione, anche se qui non si rolla niente, ma si girano carte (tipo Seconda Chance). Rapido, ma non banalissimo, è un route building (anzi, drawing) in cui bisogna unire villaggi e massimizzare gli oggetti sul percorso attraverso una semplice linea. Due round che volano, si vorrebbe fare subito un’altra partita. Unica frustrazione: i colori, tutti pastello e un po’ troppo simili da distinguere bene. Non geniale, ma piacevole.
Aveva suscitato un certo scalpore su Kickstarter, protagonista di una campagna di enorme successo (8.342 sostenitori e 686.652 £). Enorme come il modello di sommergibile sui 90 cm. Mi approccio a un tavolo di wargamer con curiosità e voglia di fare la mia parte nel ruolo di Direttore di Macchina a supporto di Capitano, Primo Ufficiale e Ufficiale di Rotta. Si rivela più una simulazione che un gioco, con il capitano unico giocatore a prendere decisioni significative: gli altri aggiornano lancette, spostano miniature, disegnano linee, toccano l’app (spettacolare e fatta benissimo, detto da uno che evita le app nei GDT… guardare con il periscopio-tablet, lanciare i siluri e attendere l’impatto è pazzesco). L’enigma (consulta una tabella, scrivi un codice) e il cibo (gettoni messi a triangolo senza alcun controllo) sono sembrati totalmente inutili ai fini ludici, ciglio molto alto anche per il puzzle del macchinista. L’esperienza si è rivelata comunque molto immersiva (#risateregistrate), ambientato perfettamente e una seconda possibilità gliela concedo senza pensieri. Dal resto del tavolo è stato valutato come uno dei migliori collaborativi provati.
OK, ora lascio la parola ai lettori, sia per loro commenti sui titoli citati, se li hanno giocati, sia per richieste di chiarimenti, di approfondimenti e così via…
Suvvia, non fate i timidi e fatevi sentire!!!
P.S. Alcuni dei titoli di cui abbiamo parlato sono reperibili nel negozio online Egyp.it:
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