scritto da Valerio
Oggi vi parlerò di un gioco astratto ispirato a Chivalry (1887) di George S. Parker che prende spunti da Stratego, Shogi e Dama, fondendoli in un gioco dinamico dai numerosi colpi di scena!I giocatori assumono il ruolo di Lord medievali che comandano i loro eserciti di cavalieri, soldati e maghi con l’obiettivo di conquistare i castelli dell’avversario o catturare il suo Lord!
MATERIALI
Nel classico astuccio nestorgames di 21 cm di lunghezza e 7 cm di diametro sono presenti:
- un tabellone 8×8;
- 20 pezzi neri con incisione: 2× Lord, 2× Mago, 4× Cavaliere, 12× Soldato;
- 1 regolamento in italiano.
COME SI GIOCA?
- termina il suo movimento in una traversa più avanzata verso l’avversario oppure
- termina il suo movimento in una casella adiacente a un pezzo avversario oppure
- inizia il suo movimento dall’ultima traversa.
- Divinazione: rivela permanentemente un pezzo avversario (se un Mago viene rivelato così perde l’abilita di lanciare una magia);
- Teletrasporto: scambia la posizione di 2 pezzi amici non rivelati.
- cattura il Lord avversario;
- occupa un Castello avversario con il proprio Lord;
- occupa entrambi i castelli avversari con 2 propri pezzi.
Return to Camelot: 9/10
IMPRESSIONI
Per chi non la conoscesse, nestorgames è una casa editrice spagnola che da più di 10 anni sforna titoli astratti di qualità, tutti in questo formato ad astuccio che ormai è diventato il suo marchio di fabbrica.
Return to Camelot è il gioco che inaugura ufficialmente questa partnership con una prima esclusiva tiratura limitata, numerata e autografata in sole 25 copie.
Come materiali il gioco presenta un ottimo tappetino di neoprene e dei pezzi in acrilico, che sono molto lucidi e riflettenti, ma questo non dà fastidio mentre si gioca. Il bello di queste edizioni è che sono molto portatili, occupano poco posto in libreria e si possono portare facilmente ovunque.
Il gioco ricorda Stratego per via del posizionamento iniziale dei pezzi coperti, la Dama internazionale per le catture e lo Shogi (per chi non lo sapesse gli “scacchi giapponesi”) per la cattura dei pezzi avversari che verranno poi usati come propri.
Nonostante la fusione di tanti concetti, Return to Camelot si presenta come un gioco veloce che fa della tattica e della combinazione di mosse la sua forza: infatti le partite avranno sempre una durata limitata, grazie alle possibilità di movimento e ai molteplici modi di vittoria.
Le regole sono semplici, però vanno assimilate bene per non commettere
errori in partita, soprattutto sul movimento e sulla regola dell’onore,
ma una volta comprese a dovere non si avranno problemi.
Il gioco non è a informazione completa come gli scacchi, visto che i pezzi all’inizio sono coperti per l’avversario, ma questo fatto e la possibilità di rivelarli in ogni momento svelando il loro potere dona al gioco un fascino e un’imprevedibilità tutti suoi.
Infatti un Cavaliere rivelandosi potrà, oltre a saltare un proprio pezzo, catturare uno o più pezzi avversari, andando a creare scompiglio nell’esercito avversario, mentre il Mago potrà lanciare il suo potente incantesimo, usabile una volta per partita, per scambiare due pezzi o svelare un pezzo avversario.
La carica del Cavaliere in particolare è una mossa molto insidiosa e difficile da prevedere, in quanto finché i Cavalieri non saranno dichiarati non si può sapere dove sono e potranno colpire da tutte le parti.
Nel gioco saranno anche frequenti sequenze di catture che andranno a fare carneficine!
Alcuni giocatori proprio per questa natura distruttiva potrebbero non apprezzarlo e infatti il gioco non è sicuramente un mainstream da consigliare a chiunque, perché qui ci vuole una predisposizione per i giochi di questo tipo.
Il fatto di poter saltare anche i propri pezzi permette rapidi capovolgimenti: il gioco risulterà molto adrenalinico e bisognerà sempre stare attenti a dove lasciare un proprio pezzo per evitare catture, ma questa potrebbe essere anche una strategia, perché le catture sono obbligatorie e quindi lasciando un pezzo in presa l’avversario dovrà catturarlo e magari sarà costretto a spostarsi da un Castello.
La cattura dei pezzi è un’altra ottima risorsa, perché potremo poi rimetterli in gioco in un nostro turno entro le prime 4 righe e non adiacenti a un avversario, perché altrimenti l’obbligheremmo alla cattura. Soprattutto se si catturano Cavalieri o il Mago avversario possono essere risorse preziose per il proprio esercito e il Mago potrà così lanciare un altro incantesimo dopo averlo piazzato e rivelato!
La cattura del Lord è solo uno dei modi per vincere una partita, ma spesso sarà difficile perseguirlo non sapendo dove si nasconderà il Lord tra tutti i pezzi in gioco, altrimenti la vittoria la si otterrà entrando nei castelli avversari con 2 pezzi o in un castello con il Lord, ad esempio un modo per vincere è portare un pezzo coperto in un castello e poi rivelare il Mago e scambiare quel pezzo con il Lord non rivelato e vincere così la partita!
Insomma le strategie sono tante e il gioco è molto punitivo, perché spesso basta un solo errore per compromettere una partita, ma questo è proprio lo spirito del gioco: un gioco cattivo dove il più astuto vince e saranno comuni anche i capovolgimenti di fronte… non saranno rari casi dove nonostante un giocatore “sacrifichi” molti pezzi, poi vinca la partita.
La rigiocabilità è assicurata dal setup variabile, che crea situazioni sempre diverse e permette di non avere strategie di apertura, e dalla brevità delle partite.
Concludendo Return to Camelot è un ottimo gioco astratto per 2 giocatori che riesce a mescolare varie meccaniche complesse in un prodotto incredibilmente snello, dinamico e avvincente, regalando buone sfide rapide, tese e profonde il giusto con quel pizzico di imprevedibilità che invoglia la rigiocabilità.
Consiglio il gioco principalmente agli amanti di giochi astratti intelligenti per cui non siano problemi l’assenza di controllo completo e un pizzico di cattiveria.
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