L’editore ci presenta così il gioco: “Divertiti insieme ai tuoi amici impersonando dei mostriciattoli golosi che amano divorare gli oggetti sparsi per la camera! Rapidità e attenzione saranno indispensabili per inghiottire per primo gli oggetti indicati!”
Ora proviamo a vedere se possiamo seguire il consiglio e divertirci con i simpatici mostri di Gloutons!.
I MATERIALI
Nella scatola si possono trovare:
- quattro mostri in plastica di differenti colori e di grandi dimensioni;
- quattro pinzette;
- quarantotto cordoncini (di quelli con cui da giovane facevo i portachiavi scooby doo) rappresentanti gli “oggetti” in quattro colori e due differenti formati;
- trentadue carte, divise in due livelli di difficoltà, rispettivamente con il dorso blu e rosso;
- un dado a sei facce, con simboli personalizzati.
La scatola è molto grossa, la più grade fra tutte quelle Djeco che mi è capitato di giocare, esigenza che nasce per contenere i grossi mostri di plastica, ma che lascia molto spazio vuoto nella stessa. I materiali sono belli e sicuramente particolari. I mostri sono alti quasi 9 cm e si fanno notare. È la prima volta che mi capita di vedere questi cordoncini in un gioco in scatola.
I disegni sono belli e funzionali, ma, d’altronde, il fatto che il disegnatore abbia illustrato uno dei mazzi di Dixit è sicuro sintomo di qualità dell’uso dell’immagine.
Nel complesso il gioco apparecchiato attira l’occhio e si lascia guardare volentieri. Direi che i materiali sono abbondantemente promossi e anche con un bel voto.
IL GIOCO… OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Ogni giocatore sceglie un mostro, prende in mano le proprie pinzette e si può iniziare a giocare.
Un giocatore scopre una carta. A questo punto tutti i giocatori si affrettano a prelevare con le pinzette gli oggetti indicati sulla carta e a infilarli nella bocca del proprio mostro. Non appena un giocatore ritiene di aver finito, esclama “Glouton!” e il gioco si interrompe. Il giocatore solleva poi il proprio mostro e gli altri controllano che non abbia fatto errori:
- se non ne ha fatti, vince la carta e la posa davanti a sé;
- se invece si è sbagliato, smette di giocare fino al seguente turno e gli altri giocatori ricominciano la partita fino a quando un altro di loro grida “Glouton!”.
In caso di parità, nessuno vince la carta, che viene rimessa in fondo al mazzo.
Per mangiare gli oggetti questi devono essere prelevati e infilati nella bocca del proprio mostro con la
pinzetta ed è assolutamente vietato aiutarsi con le mani. Si possono, invece, afferrare più oggetti allo stesso tempo. Inoltre, finché non si fanno inghiottire gli oggetti, i giocatori se li possono rubare.
Le singole carte ci indicano le corrispondenze tra gli oggetti con i cordoncini da prendere: ci sono otto tipi di cordoncini (2 formati, corto e lungo, e 4 colori, azzurro, verde, arancione e rosso) che rappresentano gli oggetti indicati sulle carte.
Quando un giocatore vince il turno oppure se tutti fanno degli errori, tutti i cordoncini vengono sparpagliati nuovamente al centro del tavolo. Inizia un nuovo turno. Il giocatore seguente scopre una carta.
Vincere il giocatore con il maggior numero di carte.
Ci sono poi alcune piccole varianti suggerite dal regolamento.
- Si utilizzano le carte di livello 1 e 2 mescolate nello stesso mazzo e si gioca con i colori e i formati degli oggetti.
- Si utilizzano le carte di livello 1 e 2 separate in 2 mazzi. A ogni turno, i giocatori prendono una carta di ciascun livello e così hanno molti più oggetti da “divorare”. Si gioca con i colori e i formati degli oggetti. Il vincitore si aggiudica entrambe le carte che ha scoperto.
- Si gioca come nel livello precedente, ma prima di ciascun turno il giocatore lancia il dado e tutti devono applicare l’effetto indicato:
- i giocatori mangiano solo gli oggetti della carta di livello 1 o 2 in base al numero che appare sul dado;
- i giocatori mangiano solo gli oggetti grandi o gli oggetti piccoli in base al formato che appare sul dado;
- eccezionalmente i giocatori possono mangiare con le mani;
- i giocatori devono utilizzare le pinzette con la mano non dominante.
Se preferite ho anche girato un tutorial con le regole e una partita demo:
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Quello che colpisce immediatamente del gioco è la sua componentistica: siamo oramai abituati a vedere giochi con materiali belli, ma questo spicca anche tra questi sia per qualità sia per tipologia; i mostri sono molto carini e grandi (con colori sgargianti non super-usuali) e i tanti cordoncini colorati fanno bella figura sul tavolo.
Il gioco è carino e stimola al massimo l’abilità manuale, partendo anche dal colpo d’occhio: ecco così che i giocatori nongrandi potrebbero partire avvantaggiati rispetto agli adulti, essendo le abilità stimolate quelle dove i piccoli possono essere maggiormente competitivi.
Ovviamente è interessante la possibilità di applicare livelli differenti di difficoltà al gioco, così che possa avere una longevità che si protrae per un tempo più lungo rispetto ad altri giochi per nongrandi. In particolare, l’aggiunta del tiro del dado dona al titolo un twist di sicuro interesse e rende il gioco un pochino più vario, regalando alle partite una freschezza e una piacevolezza maggiore rispetto al gioco base e aggiungendo uno strato di difficoltà non indifferente in alcuni casi (usare la mano non dominante è piuttosto complicato per chiunque) e mangiare con le mani senza le pinzette accentua la battaglia per nutrire bene i nostri mostri.
La contestualizzazione è molto simpatica e facilita la spiegazione del gioco: un adulto di sicuro non penserà mai ai cordoncini come giocattoli piuttosto che come dolciumi, mentre per un nongrande sarà sicuramente simpatico pensare che il mostro stia mangiando qualcosa della sua cameretta. Tra l’altro ci può aiutare a fare alcune riflessioni sul disordine che talvolta possiamo trovare nella cameretta, piuttosto che pensare a quanta roba abbiamo nelle “nostre camerette” senza nemmeno accorgercene.
Questo gioco, tra l’altro, viene da noi intavolato molto spesso, dal momento che Letizia può giocare con uno strato di difficoltà minore rispetto a noi (ad esempio le prende sempre con le mani e noi con le pinzette, oppure noi usiamo sempre la mano non dominante) e diverte molto tutti quanti… quindi obiettivo centrato.
Mi sembra particolarmente azzeccata la frase del regolamento “in caso di parità, nessuno vince la carta, che viene rimessa in fondo al mazzo”, che evita polemiche assolutamente inutili sul chi sia stato il più veloce (problema che spesso nasce nei giochi di velocità). Invece in famiglia tralasciamo questa parte del regolamento “finché non si fanno inghiottire gli oggetti, i giocatori se li possono rubare”, per evitare liti e polemiche: tra fratelli abbiamo già tanti ottimi motivi per litigare, ma se giocato da un gruppo di soli bambini aggiunge un po’ di cattiveria di gioco, che male non fa e che si allinea anche con il comportamento del ghiottone (glouton è la traduzione di ghiottone in francese), il simpatico animale della famiglia dei mustelidi (donnole, furetti, tassi, …) con un certo caratterino, soprattutto se si pensa che ha ispirato il personaggio di Wolverine in X-Men.
Il gioco si presenta come 5+ e direi che la soglia indicata è corretta per poter giocare a questo gioco, senza, ovviamente, arrivare con quest’età al livello di difficoltà maggiore.
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del gioco e che “la ghiottoneria è la curiosità dello stomaco”, da J. Normand.
Ecco quindi in elenco le cose che Letizia (o gli altri bimbi che lo hanno giocato) ha imparato giocando a Gloutons!:
- ho scritto in più di una mia recensione della mobilità fine… e in questo gioco possiamo dire che la mobilità fine con l’uso delle pinzette è sicuramente stimolata;
- a distinguere gli oggetti in base alle dimensioni;
- che le camerette dei bimbi contengono un sacco di roba… e pure disordinata;
- a competere in differenti modi e su diversi livelli di difficoltà;
- che i mostri possono essere proprio dei gran simpaticoni.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Improbabile vedere un gruppo di adulti giocare da soli a Gloutons!, anzi direi pressoché impossibile; eppure sarà divertente sedersi da adulti cercando di dare da mangiare ai nostri simpatici mostri alieni.
Un gioco che potrà piacevolmente essere giocato in famiglia con gusto da tutti i componenti delle stessa, ma che non ha nella longevità dei fruitori il suo punto di forza.
PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ, MA SOPRATTUTTO CON MAMMA… E CON MIA SORELLA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.
Mamma, come non puoi fare anche tu il mostro affamato? E poi tu sei abituata nell’usare le pinzette (dai, il per cosa qui non lo scriviamo!) e sei sicuramente più brava e più veloce di noi, anzi: lasciaci vincere qualche volta!
Si ringrazia l’editore per la copia recensore, fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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