scritto da Bernapapà
Che ne dite di esplorare l’isola di Pan, in cerca delle sue meravigliose creature?
E’ quanto ci propongono i due autori di The Isle of Pan: Johan Benvenuto e Florian Sirieix; gioco edito dalla Lumberjacks Studio (distribuito dalla Blackrock), senza testo nel gioco, che terrà al tavolo da 2 a 4 giocatori per meno di un’oretta.
La meccanica proposta è un consueto piazzamento tessere, con annessa esplorazione delle stesse, con l’intento di poter osservare il più alto numero di animali fantastici presenti sul territorio.
Alcuni twist ideati mettono un po’ di sale in questo gioco, rendendolo forse meno lineare nella fluidità, ma più strategico.
Il tutto rimanendo all’interno del target prescelto, ovvero gioco family, ma per famiglie già navigate per quanto riguarda i giochi da tavolo moderni.
I MATERIALI E LE REGOLE
Nella scatola, di opportune dimensioni, troviamo 40 tessere “triangolari”, formate da 3 esagoni, in ognuno dei quali è rappresentato un tipo di territorio: i tipi possibili sono 5: roccia, prato, sabbia, lago e portale magico.
La plancia di partenza contiene 5 esagoni con i 4 terreni diversi (ad eccezione del lago) agli estremi.
Ad ogni giocatore viene consegnata una plancia che contiene un bel disegno con il simbolo del proprio esploratore, ed un percorso a chiocciola con i punti a crescita non lineare: sul lato sinistro troveranno posto 3 talloncini, formati da due esagoni ciascuno, contenenti il lago meraviglioso, con il proprio simbolo di gioco.
Ognuno riceverà anche un talloncino per ogni tipo di animale fantastico (verde, giallo e grigio) da posizionare sul percorso, ed un meeple sagomato del proprio colore che sarà l’esploratore.
Abbiamo poi i 4 animali rappresentati da meeple colorati: giallo, verde, nero e blu (la creatura fantastica).
Termina la dotazione il talloncino del primo giocatore.
I materiali sono ben fatti: di buona robustezza le tessere ed il tutto simpaticamente molto colorato, come è normale aspettarsi in una fantomatica isola di Pan: nota di merito, i meeple sagomati degli animali molto carini, anche se molto piccoli.
Le regole sono abbastanza semplici: si piazza la tessera di partenza al centro della quale si mettono gli esploratori: vengono poi selezionate le tessere sulla base del numero di giocatori, se ne costituisce una pila coperta e se ne svelano 3.
Al proprio turno ogni giocatore deve scegliere una delle tre tessere scoperte, che verrà subito sostituita, e riceverà gli animali corrispondenti ai terreni riportati sulla tessera (il lago non fornisce animali, mentre con il portale si sceglie quale animale prendere).
Si piazza quindi la tessera che dovrà fare combaciare almeno 3 lati: è poi possibile spostare il proprio esploratore a 0 a 3 spazi, considerando che non può fermarsi su un terreno occupato, e che i portali consentono di accorciare le distanze.
Se l’esploratore è giunto su un terreno, si possono piazzare da 1 a 3 animali di quel terreno, presi dalla propria riserva, e si avanzerà il segnalino di quell’animale sul proprio tracciato.
Se l’esploratore viene a trovarsi vicino ad un lago, e se quel lago non contiene già una tessera lago meraviglioso, può piazzare una delle proprie tessere lago meraviglioso.
Durante il proprio turno, se uno dei propri laghi meravigliosi è contornato da territori con tutti i tre tipi di animali, si piazza la bestia fantastica su di esso, ed il giocatore avanza uno dei propri segnalini del numero di terreni occupati dagli animali intorno al lago.
Se durante il proprio turno si oltrepassa la casella tre del proprio percorso con uno dei propri segnalini, si prende un’altra tessera e si ripete il turno.
Si effettuano in questo modo, a giro, 9 turni: dopodiché il gioco finisce: si sommano i valori dei propri percorsi cui si aggiungono i punti ottenuti moltiplicando i propri laghi non ancora piazzati per il numero di caselle contigue del territorio più vasto.
Il gioco propone una meccanica sufficientemente semplice e collaudata: si accumulano le risorse sulla base della tessera che si sceglie, si piazza la tessera, si piazzano le risorse accumulate e si fanno punti.
Quello che rende meno scontata la scelta è il fatto che la progressione dei punti sul percorso non è lineare, e con i turni a disposizione, non si potrà fare avanzare tutti gli indicatori fino a fine corsa: d’altro canto, fare avanzare gli indicatori fino ad un dato livello consente di effettuare turni supplementari, che è un bel guadagno.
Con il solo piazzamento degli animali al proprio turno, però, non si va molto lontano, per cui sarà necessario “sacrificare” le proprie tessere lago.
Ho scritto sacrificare, perché le tessere lago che si mantengono fino alla fine, costituiscono il moltiplicatore del territorio più vasto, che potrebbe non essere un bottino trascurabile.
Anche inserire il lago, però, deve essere fatto con oculatezza, in quanto per farlo fruttare al meglio, sarebbe opportuno che fosse attorniato da molti territori occupati dagli animali: e questo prima che si inneschi il conteggio, ossia quando il lago è contornato dai tre tipi di animali.
Nessun avversario giocherà in quella direzione; anzi, se questo non lo fa divergere troppo dalla sua strategia, tenderà a fare “chiudere” il lago il prima possibile.
Questo è forse l’unico punto di interazione, insieme alla costruzione, o taglio, del territorio più grosso.
Il fattore aleatorio è abbastanza ininfluente, in quanto le tessere sono abbastanza diversificate, e la possibilità di scegliere fra tre consente un buon ventaglio di soluzioni possibili.
Tutto questo per dire che la strategia dominante non sembra scontata, ma se devo trovare un difetto al gioco è che, durante la partita, non si ha la percezione di un qualche motore o situazione che si evolva, al di là dei laghi, che però solitamente si chiudono in pochi turni.
Insomma, un gioco carino, come tanti altri di piazzamento tessere, ma forse un po’ troppo leggero per i giocatori “di sostanza”.
Quello che rende meno scontata la scelta è il fatto che la progressione dei punti sul percorso non è lineare, e con i turni a disposizione, non si potrà fare avanzare tutti gli indicatori fino a fine corsa: d’altro canto, fare avanzare gli indicatori fino ad un dato livello consente di effettuare turni supplementari, che è un bel guadagno.
Con il solo piazzamento degli animali al proprio turno, però, non si va molto lontano, per cui sarà necessario “sacrificare” le proprie tessere lago.
Ho scritto sacrificare, perché le tessere lago che si mantengono fino alla fine, costituiscono il moltiplicatore del territorio più vasto, che potrebbe non essere un bottino trascurabile.Anche inserire il lago, però, deve essere fatto con oculatezza, in quanto per farlo fruttare al meglio, sarebbe opportuno che fosse attorniato da molti territori occupati dagli animali: e questo prima che si inneschi il conteggio, ossia quando il lago è contornato dai tre tipi di animali.
Nessun avversario giocherà in quella direzione; anzi, se questo non lo fa divergere troppo dalla sua strategia, tenderà a fare “chiudere” il lago il prima possibile.
Questo è forse l’unico punto di interazione, insieme alla costruzione, o taglio, del territorio più grosso.
Il fattore aleatorio è abbastanza ininfluente, in quanto le tessere sono abbastanza diversificate, e la possibilità di scegliere fra tre consente un buon ventaglio di soluzioni possibili.
Tutto questo per dire che la strategia dominante non sembra scontata, ma se devo trovare un difetto al gioco è che, durante la partita, non si ha la percezione di un qualche motore o situazione che si evolva, al di là dei laghi, che però solitamente si chiudono in pochi turni.Insomma, un gioco carino, come tanti altri di piazzamento tessere, ma forse un po’ troppo leggero per i giocatori “di sostanza”.
Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa.
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