Ecco quindi Utopia: Benvenuto a Utopia, la città del futuro! Costruisci un modello 3-D del piano urbano mostrato sulla carta sfida. Non occorrono contratti di appalto e corsi per la sicurezza sul lavoro: ti basterà usare la logica per mettere tutti i 16 palazzi nelle giuste posizioni. Fallo bene e sarai sindaco di Utopia, ma sbaglia e dovrai chiamare la squadra di demolizione!
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| la città |
I MATERIALI
Nella scatola si possono trovare:
- un mazzo di carte sfida da 50 enigmi, divisa in due fasi con cinque livelli per ciascuna fase (ogni carta sfida contiene sul retro la soluzione del quesito proposto);
- sedici edifici, in quattro colori (giallo, arancione, verde, azzurro) e quattro altezze differenti;
- una lancia in plastica dura con una griglia 4×4 dove posizionare i propri palazzi, la plancia urbana.
Colpo d’occhio molto interessante, come spesso capita per i solitari multigiocatore, ma questo appaga e incuriosisce davvero a vederlo montare.
IL GIOCO… OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Entrambe le fasi riproducono schemi logici da risolvere. La FASE UNO ricalca le regole del Sudoku: su ogni riga e colonna ci deve essere un solo colore e una sola altezza. I numeri blu dentro la freccia bianca indicano quanti edifici di altezza differente si vedono sulla riga o colonna da quel punto di vista, considerando che più edifici della stessa altezza contano come un solo edificio. Nella FASE DUE non c’è più il vincolo di altezza e di colore e ci sono delle nuove indicazioni, contenute in un quadrato rosso con numeri romani in bianco: in questo caso si vuole indicare gli edifici della stessa altezza (non necessariamente la prima) che si vedono su una riga o colonna da quel punto di vista.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
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| le cinque carte… dei vari livelli della fase due |
Ho amato Utopia dal primo istante che l’ho visto a Modena Play 2019, era lì, insieme ad altri giochi della Linea Logic, ricordo in particolare Hedgehog Escape e Sink or Swim, ma i grattacieli, colorati hanno attratto la mia attenzione, ho preso la copia in esposizione e ho cercato di risolvere il primo enigma; la gentilissima ragazza di Red Glove mi ha spiegato, velocemente, la logica di soluzione degli schemi (come anche degli altri due giochi affianco) e sono rimasto quasi trenta minuti a risolvere i diversi quesiti, soprattutto quelli più complessi.
Tutti questi puzzle game di logica si presentano con livelli di difficoltà differenti e progressivamente crescente, aspetto, ovviamente, positivo: infatti si può approcciare il gioco a step e la difficoltà dello stesso ha la possibilità di crescere con il crescere dell’esperienza di gioco, aiutando a sviluppare l’attitudine alla logica e al ragionamento. In particolare, nel caso di Utopia vediamo che ci sono, oltre a livelli differenti di sfida, anche regole che introducono complessità ulteriori. Le prime carte non sono vere e proprie sfide, ma si possono considerare come dei tutorial, dal momento che i quesiti proposti sono davvero molto semplici.
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| VINTAGE |
Il gioco è molto deduttivo e, per alcuni aspetti, soprattutto nei differenti livelli della prima tipologia si sfide, si può accumunare al Sudoku, del quale è una versione tridimensionale. Gli ultimi livelli di sfida, soprattutto della fase due, sono decisamente complicati e anche con buona attitudine alla logica e al ragionamento non li risolverete (adulti!) in meno di dieci minuti.
Buona la comune idea di porre la soluzione sul retro del quesito, anche se spesso fa… venir voglia di dare una sbirciatina per aiutare a risolvere i quesiti più complicati o almeno quelli con cui ci si trova in difficoltà, ma se si resiste alla tentazione alla fine si sarà anche più soddisfatti. In quest’ottica la sfida con se stessi poi dà valore al gioco e fa sentire i giocatori davvero bravi quando sono in grado di superare la sfida proposta. Una riflessione sulla disponibilità delle sfide: sono, infatti, in un numero che se il gioco piace si esauriscono un po’ troppo in fretta.
Ovviamente essendo un solitario multigiocatore lo si può giocare in singolo, ma allo stesso tempo si può vivere ogni sfida come un quesito di gruppo da affrontare tutti quanti i giocatori insieme (vi racconterò un giorno degli ampliamenti POF che sto facendo nelle scuole con questo gioco). Credo che l’indicazione degli 8 anni come limite per giocare sia giusta, visto che i quesiti, soprattutto dopo il primo livello, non sono proprio semplici da risolvere, ma questo per me è anche un valore aggiunto, dal momento che porrà anche gli adulti di fronte a un gioco complesso che non risolveranno in pochissimo tempo, specialmente per le ultime sfide della fase due.
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del gioco e che “noi abbiamo bisogno di utopie. Senza utopie il mondo non cambierebbe”, dallo scrittore statunitense Thornton Niven Wilder.
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| provate a risoverli |
Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo (o gli altri bimbi – e adulti – che lo hanno giocato) ha imparato giocando a Utopia:
- la visione spaziale e la progettazione per l’ottenimento del risultato;
- il ragionare in modo deduttivo;
- le sfide sono difficili, soprattutto negli ultimi livelli e quindi aiuta a raffrontarsi con realtà complicate da affrontare;
- è possibile giocare anche da soli e sfidare il gioco con problemi di difficoltà via via crescente;
- non sempre per costruire un palazzo in una città ci tocca pagare una tangente.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Sulla scatola il classico 8-99, che lascia intendere che non c’è un limite di età per giocare a Utopia; in effetti, il gioco non è nemmeno classificabile come solamente nonsolograndi; un gioco quindi godibile ad ogni età e che si può affrontare da grandi come da nongrandi e pure insieme per un divertimento non vincolato nel tempo.
Tra l’altro proprio per dare evidenza di questo sottolineo come su Focus Brain Trainer di qualche anno fa e sul più recente Logical Brain Games, ci sono delle griglie da 4×4 a 7×7 da risolvere con questa logica del Sudoku… e di Utopia!
PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.
Il gioco, soprattutto nei quesiti più difficili e/o con i bimbi un po’ più piccoli, richiede quasi naturalmente la presenza di un adulto con cui giocare insieme, per confortarlo e aiutarlo e, quindi, papà e mamma non avranno scuse per non stare con il proprio piccolo, impegnati a risolvere la sfida proposta dal gioco!
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