scritto da Diego “Tanuki” Inserauto e Mari “Panda” Rastetter (Interesse Ludico)
A volte capita di vedere sugli scaffali di un negozio un gioco di cui non si sapeva l’esistenza e questo nonostante tanto peregrinare tra nuove e future uscite (li avete letti i nostri articoli pre-Essen, vero? VERO???).
Lo si prende tra le mani e ci si chiede: botte piccola e vino buono? Se la botte… ehm, la scatola è quella di Incubation allora vi trovate davanti a un collezione set e risorse pubblicato da Asmodee (che ringraziamo per la copia demo), per 2-5 giocatori, da 8 anni in su, durata indicativa 30 minuti.
In una galassia lontana lontana…
Pensavo di iniziare sempre con questo titolo il paragrafo sull’ambientazione, per convincere la direzione a trasformarci in un blog a tema Star Wars dal titolo “Guerre Stellari sul Nostro Tavolo” (non credo che sia fattibile una cosa del genere, al solito, stai vaneggiando). La storia è stranamente ambientata in un presente ipotetico. Giusto un anno fa, sul cucuzzolo della montagna (da Darth Vader a Edoardo Vianello: sei sempre più vecchio), alcuni esploratori hanno fatto una scoperta che ha cambiato l’umanità per sempre: il modo per dormire di lato senza che si intorpidisca il braccio! Ah, hanno anche trovato una caverna piena di uova di drago e da allora è nato il business degli allevatori di draghi. Anzi, di uova di drago per la precisione.
Tutto quello che serve per schiudere uova di drago in questo video tutorial clicca qui
Innanzitutto dovete mettere al centro del tavolo questo tabellone circolare dal singolare spiegamento/ripiegamento, questo è il mercato e ha spazi per i 3 mazzi uova (12 carte ciascuno) e fino a 5 carte obiettivo (dipende dal numero di giocatori, se ne mettono 3/4/5 selezionate casualmente da un mazzetto formato da 10 carte). Due dadi di plastica a sei facce (2 acqua, 2 fuoco, 1 moneta e 1 forziere), solidi e di generose dimensioni vanno tenuti a portata. Completano tutto l’armamentario le immancabili risorse: token di cartone ben spesso per acqua, fuoco e monete in tagli da 1 e 5.
![]() |
| L’inserto tiene tutto bene in ordine |
Una goccia d’acqua, una fiammella e una moneta da 1 vanno posizionati sugli appositi slot Tesoro, come indicato dalla ruota centrale. Oltre all’area mercato esiste un’area giocatore per ognuno, che si compone di una plancia con due incubatrici, su una delle quali, per completare il setup, ogni giocatore posiziona una carta Uova di drago scegliendola tra quelle visibili, a partire dall’ultimo giocatore, in senso antiorario fino al primo, il quale avrà anche un segnalino Primo Giocatore per ricordarsi che è proprio lui il primo giocatore (geniale!). E non affrettatevi a coprire tutto con buste trasparenti, perché le carte sono di ottima fattura, si mescolano solo a inizio gioco e in piccoli mazzetti.
Ma che videotutorial inutile, non è video e poi non so ancora come funziona!1!
Eh, ma che impazienza! Ogni giocatore svolge il suo turno, che consiste nel lanciare i dadi, eseguirne le azioni, schiudere e vendere le proprie uova e risolvere una carta obiettivo (queste ultime due azioni sono soggette a requisiti). Per prima cosa si lanciano quindi i dadi (si ha la possibilità di un solo rilancio) e si ottengono risorse: una se solo un dado mostra quel risultato, due se entrambi i dadi lo mostrano. I segnalini acqua e fuoco vanno posizionati a fianco delle carte uova che si trovano nella nostra incubatrice, se la carta può ancora accoglierne. I segnalini in eccesso vanno distribuiti in uno slot Tesoro. Le monete sono “soltanto” punti vittoria a fine partita (hai detto niente!).
![]() |
| Ecco le incubatrici, chi non ne vuole un paio a casa? |
I forzieri invece servono a rifornire il mercato: se tra i risultati ce n’è uno solo, si deve spostare la ruota e distribuire segnalini sui nuovi slot tesoro, se ci sono due bauli invece il giocatore può scegliere uno slot tesoro e prendere tutto ciò che contiene (senza girare la ruota). Una volta confermato il risultato dei dadi, un’altra cosa che si può fare è usare uno o due dadi per prendere altrettante carte uova: ogni faccia di dado è buona per farlo eccetto i forzieri e ovviamente bisogna avere spazio nella propria incubatrice per posizionare la nuova carta. Infine, prima di passare, se si è soddisfatta la condizione di una delle carte obiettivo la si può reclamare e sono altre 5 monetazze a fine partita. A fine turno si controlla se si è innescata una delle condizioni di fine partita e ciò avviene non appena vengono esaurite tutte le carte obiettivo o almeno 2 mazzi uova. In tal caso si finisce il turno in corso, al termine del quale chi ha più monete, tra segnalini monete e carte uova e obiettivo, è il vincitore.
![]() |
| Partita a quattro giocatori, con lampada a luce calda brutta e riflesso sulla carta |
Rompere le uova nel forziere (agli altri)
Difficile che avvenga. L’interazione è altamente indiretta e il focus del gioco risiede nel tempismo. Arrivare prima degli altri è la strada verso il successo: reclamare le carte obiettivo prima degli altri, scegliere le carte uova più ambite, schiudere le uova, magari cercando la combo perfetta. Quando si schiude un uovo infatti, lo si gira e si può reclamare le risorse di uno dei due slot che riporta la stessa immagine del draghetto appena nato. A speziare un po’ le cose ci sono altri due tipi di uova: quelle ibride, che fanno nascere due draghi e permettono di reclamare i token da due slot tesoro differenti, ma che non possono essere utilizzate per reclamare carte obiettivo, e quelle misteriose, che valgono come un qualsiasi drago per il fine di reclamare carte obiettivo, ma che non fanno ottenere nulla dagli slot del mercato.
![]() |
| Le carte Uova colorate che uova di Pasqua levatevi proprio |
Il designer Carl Brière ha voluto creare un gioco che fosse il più semplice possibile ed effettivamente c’è riuscito alla perfezione: i turni si susseguono velocemente e il downtime c’è (soprattutto in 5 giocatori), ma essendo i turni brevi non è scoraggiante. Altro discorso per la durata complessiva. La mezz’oretta riportata nella scatola è ampiamente riduttiva e le partite sforano facilmente i 45 minuti: probabilmente è proprio questo l’elemento che fa da tie-breaker. Sebbene si possa inizialmente pensare a un titolo alla stregua di Splendor, Incubation trova la sua dimensione ideale quando si cerca un gioco per introdurre un pubblico più giovane di età a ragionamenti più complessi, come valutare quando far schiudere le uova o se puntare a pochi punti con le uova, velocizzando la schiusa per ottenere il prima possibile le carte obiettivo (a proposito, difficile escano sempre le stesse di partita in partita, ma ne avrei messa qualcuna in più), o puntare direttamente su uova che valgono di più, col rischio che i dadi possano rallentare però il flusso e perdere tempo prezioso, a vantaggio degli avversari, o ancora, se sperare nelle monete, che possono dare anche 3 punti preziosi in un solo turno.
La presenza dei dadi tra l’altro è perfetta per i più piccoli al tavolo, proprio perché strumenti più immediati nella raccolta risorse. Le illustrazioni di Katy Grierson sono adatte e sgargianti, anche se mi ricordano un po’ quelle statuine terrificanti a tema fantasy che andavano nei primi anni ‘90 e forse c’è un’abbondanza di colori che non aiuta il colpo d’occhio quando si cerca le risorse del mercato. Wow, ti sei infilata nel discorso di soppiatto! (Lo sai che sono l’unica autorizzata a parlare di grafica e illustrazioni nelle nostre recensioni!)
![]() |
| Dadi dalle belle venature |
Se il titolo è perfetto quando al tavolo ci sono adulti e bambini, diversa è la situazione quando la sfida è tra soli adulti. Qui il confronto con Splendor è più aspro, perché, a parte il vantaggio di gestire più risorse, che dà più profondità al titolo, i turni di Splendor sono soddisfacenti e si ha sempre la percezione di aver fatto qualcosa in più per migliorare la propria situazione. Situazione opposta per Incubation, i cui turni si susseguono pressoché identici l’un l’altro e la semplicità si trasforma in legnosità, ovvero in turni in cui non si riesce a progredire, per colpa propria a volte (cattive decisioni sulla scelta delle uova o dell’approccio alla partita), ma a volte per colpa del dado, che non dà la risorsa sperata o ne dà meno di quanto auspicabile, restituendo la sensazione di aver fatto troppo poco, quando non sprecato il proprio turno. L’aleatorietà dei tiri di dado talvolta danneggia anche il titolo stesso, oltre ai giocatori. Se il fatto che le partite possano risultare diverse tra loro – e questo è decisamente un bene – in alcune potrebbe uscire davvero poco il forziere come risultato dei dadi. Questo vuol dire che il mercato, che è una delle caratteristiche più importanti del gioco, si impoverisce e se un uovo si schiude quando c’è poco o nulla da poter reclamare dagli slot tesoro, si sente un po’ di delusione.
Con un regolamento molto semplice (ma carente di esempi e riassunti), una semplicità di esecuzione, grafica allegra e accattivante e materiali robusti, Incubation può essere un valido step nel bagaglio ludico di figli e/o cuginetti. In assenza di questi, forse piuttosto che commerciare uova di drago è meglio puntare ai diamanti: per impolverati che siano sono ancora remunerativi.
Come al solito, a noi farebbe gran piacere se in caso di acquisto consideraste l’idea di comprarlo da Egyp, Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it






