scritto da Bernapapà
Vagando nei padiglioni più lontani e meno quotati di Essen, dove solitamente si rifugiano le produzioni dei paesi orientali, capita talvolta di trovare delle piccole perle, come questo gioco: Majolica, del cinese Wang Yu, uscito, appunto, nel 2018, edito dalla esordiente Blue Magpie Games.
La scatola ci richiama direttamente a un gioco di enorme successo, Azul, e in effetti anche l’ambientazione si basa sullo stesso argomento: la composizione delle maioliche per abbellire le pareti.
Ma la similitudine termina qui: la meccanica di gioco è estremamente diversa, anche se stiamo parlando comunque di un gioco astratto, che terrà al tavolo da 1 a 4 giocatori per poco più di mezz’ora, completamente indipendente dalla lingua, eccezion fatta per il manuale in cinese, ma fortunatamente anche in inglese.
Gioco dedicato al grande pubblico, anche se la dinamica non è così fluida, soprattutto alle prime partite.
Passato però questo ostacolo, il gioco si rivela molto interessante, con componenti all’altezza e una profondità che viene fuori imperiosa dopo le prime partite.
I MATERIALI
Nella scatola, di adeguate dimensioni, troviamo un tabellone quadrato, su cui campeggia una griglia 4×4, atta a ospitare le 16 tessere di maiolica, 4 per ogni tipologia di disegno, con il retro tutto uguale.
Le tessere sono di circa 2 cm di diametro, in plastica dura e traslucida.
Abbiamo poi le piastrelle, di piccola dimensione, che metteremo nella nostra officina, rappresentata da una solida plancia.
Le piastrelle riportano gli stessi temi delle tessere grandi e, ai fini del gioco, si considerano in numero illimitato.
Fra le piastrelle di queste dimensioni abbiamo anche 5 tesserine jolly e 5 tesserine da 1 punto.
La propria officina è invece formata da quattro laboratori: sui primi due possono trovare posto 6 piastrelle, mentre sui due più a destra ci sono solo 4 spazi.
Sopra ogni laboratorio, a esclusione dell’ultimo, è riportata la regola di composizione del laboratorio stesso, mentre al di sotto è indicata la regola di riempimento delle carte obiettivo, che troveranno posto ognuna al di sopra di un laboratorio.
Le carte obiettivo riportano in alto il numero di punti che si ottengono e al centro una combinazione di disegni di maioliche, da un minimo di tre a un massimo di sei maioliche, a temi diversi.
La plancia Municipio ospita le piastrelle con i punti e le piastrelle jolly, secondo il numero di giocatori.
Termina la dotazione la tessera primo giocatore e i materiali per le espansioni, ossia carte con obiettivi prefissati e carte con obiettivi più liberi, e piastrelle che aggiungono punti.
I temi delle carte, i disegni delle maioliche e in generale tutti i materiali sono finemente disegnati e molto evocativi.
Dal punto di vista della robustezza, siamo a ottimi livelli: la plastica utilizzata è molto dura, resistente; standard la qualità delle carte.
Una piccola nota di demerito al regolamento, che benché sufficientemente esplicativo, lascia qualche dubbio su alcune situazioni.
LE REGOLE
Scopo del gioco è completare gli obiettivi di composizione di maioliche, utilizzando le piastrelle presenti nei propri laboratori.
All’inizio del gioco ognuno viene dotato della plancia della propria officina e viene distribuita una carta obiettivo, da posizionare sul primo laboratorio; vengono quindi rivelate 6 carte obiettivo e sistemate le opportune piastrelle jolly e quelle da 1 punto nel Municipio.
La preparazione di ogni turno prevede che le tessere grandi siano distribuite in maniera casuale sulla plancia, in modo da occupare i 16 spazi.
Partendo quindi dal primo giocatore, ognuno deve scegliere le tessere della plancia, secondo la seguente regola: è possibile selezionare tutte le tessere di una file esterna (orizzontale o verticale) oppure selezionare una sola tessera, sempre di una fila esterna, avendo quindi la possibilità di acquisire una carta obiettivo, posizionandola presso un laboratorio libero, oppure di ridistribuire le carte obiettivo sui propri laboratori.
La carta obiettivo presa viene subito rimpiazzata in modo che tutti abbiano sempre una scelta fra 6 carte obiettivo.
Selezionate le tessere, si prendono le corrispondenti piastrelle e le si posizionano in uno dei propri laboratori, se ci stanno: ognuno è libero, in qualsiasi momento, di buttare piastrelle precedentemente posizionate nei propri laboratori.
Quando un laboratorio è pieno, va verificata la condizione di consegna: ossia sul primo laboratorio ci devono essere tre piastrelle di un colore e tre di un’altro, sul secondo 2 piastrelle di tre colori diversi (6 in tutto), sul terzo due piastrelle di due colori, mentre nel terso posso mettere qualsiasi combinazione di 4 piastrelle.
Soddisfatta questa condizione su un laboratorio, si è obbligati a gestire il laboratorio stesso: dal primo laboratorio si posizionano due piastrelle sulla corrispondente carta obiettivo (una obbligatoria, l’altra facoltativa), dal secondo 3 piastrelle (una obbligata), dal quarto una sola piastrella obbligatoria, con l’obbligo di eliminare un’altra piastrella, sul quarto si elimina una piastrella e si fa a cambio di un’altra con una presente nel Municipio (prima i jolly, che si mettono nel laboratorio, e poi i punti).
Quando si gestisce un laboratorio, tutte le piastrelle rimaste devono essere spostate sul laboratorio a destra: se non ci stanno, si seleziona quali piastrelle eliminare.
Dall’ultimo laboratorio si spostano sul primo.
Ovviamente se lo spostamento delle piastrelle provoca il riempimento di un laboratorio, si effettua una ulteriore consegna, attivando un meccanismo a cascata: è possibile, se si è molto bravi e fortunati, arrivare a riempire con una sola mossa i 4 laboratori a cascata.
Le piastrelle jolly non si utilizzano per completare le carte obiettivo, ma per accelerare le condizioni di laboratorio pieno: le piastrelle jolly scorrono sui 4 laboratori e, arrivate al quarto, devono poi essere scartate.
Il turno termina quando sulla plancia sono rimaste meno di 4 tessere disponibili.
Si riforma la plancia mescolando tutte le tessere e si fa girare la tessera del primo giocatore.
Quando si riempie una carta obiettivo, si scartano tutte le piastrelle posizionate su di essa e si mette da parte la carta: se sulla carta è presente una manina, è possibile scegliere una piastrella da posizionare in un laboratorio a scelta.
Quando alla fine del turno un giocatore raggiunge i 5 obiettivi, il gioco termina immediatamente.
Ai punti riportati sulle carte obiettivo si aggiungono 1 punto ogni due piastrelle presenti sugli obiettivi non completati e le piastrelle prese dal Municipio.
LE IMPRESSIONI
Come avrete capito dalla lettura delle regole, la meccanica risulta un filino “pastosetta”: nulla a che vedere con la semplicità e l’eleganza delle regole di un Azul.
Ma una volta passato questo ostacolo, il gioco rivela in tutta la sua profondità.
Il suo twist è il meccanismo delle cascate delle piastrelle, in quanto una buona programmazione dell’effetto a cascata può portare a muovere tante piastrelle sulle carte obiettivo.
E per sfruttare al meglio questa cosa, è necessario pianificare con molta arguzia le piastrelle e le carte obiettivo che si posizionano nei laboratori.
La scelta delle tessere effettuata a un dato turno, ha una ripercussione molto forte su quello che accadrà nei laboratori nei turni successivi: la cosa che affascina e che risulta abbastanza evidente è che, in teoria, si hanno tutti gli elementi per tenere sotto controllo questo aspetto.
Ossia, benché le tessere siano posizionate casualmente, non ci si sente affatto in balia della fortuna nella gestione dei laboratori.
Il fattore aleatorio è semmai più sentito nelle carte obiettivo, soprattutto quelle che vengono rivelate via via, che possono corrispondere o meno alle piastrelle già presenti nei propri laboratori.
Si pesca tutti dalla stessa plancia e dallo stesso insieme di carte obiettivo, per cui, volendo, è possibile effettuare scelte che danneggino gli avversari, ma data la complessità di fare funzionare il proprio motore, ritengo complicato giocare per fare male agli altri.
Forse il momento in cui si sperimenta maggiormente l’interazione è quando si è arrivati vicino alla fine, con la possibilità di fare terminare prima o meno il gioco, magari per sfavorire un avversario che si è accaparrato una carta molto remunerativa, ma altrettanto impegnativa.
La variabilità di posizionamento delle tessere e le 26 carte obiettivo presenti nella scatola consentono una buona longevità.
Non è un gioco che una partita tira l’altra, soprattutto se al tavolo è presente qualche giocatore affetto da paralisi da analisi.
Rimane comunque un gioco che offre una grande soddisfazione, in quanto, una volta entrati nella logica, si ha la percezione di potersela giocare con la propria testa, ottenendo ottimi risultati.
Interessante a questo riguardo anche la possibilità di giocare in solitaria.
Per molti, ma forse non per tutti.
Tutti i diritti appartengono all’autore e alla casa editrice, Le foto sono state prese da BGG. Le regole e le foto sono state qui riportate ritenendole una gradita forma di presentazione del gioco, e saranno rimosse dietro semplice richiesta.
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it

/pic4294746.jpg)
/pic4335493.jpg)
/pic4335492.jpg)
/pic4384678.jpg)
/pic4335489.jpg)
/pic4335499.jpg)