[nonsolograndi] Global Warning

scritto da cogo71 (Andrea C.)

Sempre più frequentemente i media ci mettono in guardia con toni allarmistici sul mutamento climatico in atto sul nostro amato pianeta e i recenti incendi in Amazzonia non fanno che confermare la fragilità della Terra e di quanto risulti indifesa contro il riscaldamento globale. Purtroppo queste preoccupazioni non sembrano allarmare a sufficienza chi ci governa, tanto che gli accorati appelli della comunità scientifica cadono spesso inascoltati. Le future generazioni non potranno ignorare il problema e vanno adeguatamente sensibilizzate al rispetto del nostro pianeta e il titolo di cui vi parlo oggi può essere un ottimo sistema per introdurre certe tematiche ambientali.


Global Warning è un gioco pubblicato da Adventerra Games, editore specializzato in giochi educativi ambientali di cui ho già recensito SpazzaVia la Spazzatura. Se poi volete approfondire la conoscenza di Adventerra potete leggere l’articolo corredato dall’intervista fatta da F/B!O.
Il titolo di Bryan Mundell è studiato per intrattenere da 4 a 7 giocatori di età superiore ai 10 anni per una durata compresa tra i 45 e i 90 minuti. Si tratta di un gioco di carte in cui i giocatori dovranno collaborare per risolvere tutti i problemi ambientali che affliggono la Terra, prima che il pianeta si surriscaldi in maniera irreversibile. Il vincitore sarà colui che risolverà il maggior numero di problemi, utilizzando le adeguate soluzioni, sfruttando meccaniche di deck-building e set collection.
Obiettivo del gioco è quello di risolvere tutti i problemi ambientali prima che la Terra si surriscaldi eccessivamente e, pur trattandosi di un gioco competitivo, sarà importante collaborare con gli altri giocatori per non far crescere troppo la temperatura terrestre, altrimenti tutti saranno sconfitti.


I MATERIALI

Come per tutta la linea di giochi Adventerra i componenti sono stati realizzati con una particolare attenzione all’impatto ambientale, perciò anche in questo caso al posto delle classiche ziplock in plastica troviamo un sacchetto di carta, ma la qualità del cartone della plancia di gioco e delle carte è più che buona e adatta allo scopo. All’interno della scatola, di dimensioni piuttosto contenute, troviamo il tabellone centrale, che in questo caso serve solamente a tenere in ordine le carte (infatti su di esso sono segnati il posto per i mazzi dei problemi e delle soluzioni con le rispettive pile degli scarti); una serie di banconote di carta (Adventcoin) di tre differenti tagli e colori (1, 3, 5 miliardi); tre dadi da 6 in legno; un token in legno; 144 carte suddivise in 57 carte Problema e 87 carte Soluzione. La grafica è ridotta all’osso: infatti sul tabellone viene ripresa l’immagine della terra riprodotta sulla scatola, su cui si stagliano 14 slot dove vanno inserite le carte problema da risolvere, sovrastata da una scala dove dovremo aggiornare la temperatura della terra. Le due tipologie di carte si distinguono per il dorso, che presenta una specie di lampadina verde per le carte soluzione e un triangolo rosso per quelle problema. Sul fronte delle carte non troviamo illustrazioni, bensì foto a corredo della descrizione del problema ambientale o delle soluzioni da adottare.

Un ruolo fondamentale all’interno di Global Warning lo svolge proprio la struttura delle carte le quali, oltre al titolo, la descrizione e la foto, presentano un colore (o due in certi casi per le soluzioni) di fondo e due icone: il colore identifica il tipo di problema ambientale, mentre le icone, rappresentate da una casetta stilizzata e da un piccolo globo terrestre, si riferiscono rispettivamente all’impatto/beneficio sull’ambiente locale e all’impatto/beneficio sull’ambiente globale.

Il regolamento è chiaro e scorrevole, ma lascia qualche dubbio su alcune situazioni di gioco che potrebbero verificarsi durante la partita, anche se si tratta di questioni di poca importanza e che si possono tranquillamente  risolvere con il buon senso.
Da segnalare infine che, sul sito dell’editore è possibile scaricare un manuale didattico per insegnanti intitolato “Salviamo la Terra” che è un ottimo strumento per approfondire le tematiche del riscaldamento globale e può guidare alunni e educatori in un percorso di sensibilizzazione molto importante.

COME SI GIOCA
Le regole del gioco sono semplici anche se, rispetto a SpazzaVia La Spazzatura, qui la tematica e le meccaniche di gioco rendono il tutto un po’ più ostico soprattutto per i più piccoli e il 10+ della scatola in certi casi potrebbe addirittura risultare ottimistico.
Il setup è molto veloce: si separano le carte nei due mazzi Problemi e Soluzioni, aiutandosi con l’immagine sul retro, e si posizionano a faccia in giù negli appositi spazi disegnati sul tabellone. Si posiziona il dischetto di legno sul valore 0 del termometro, quindi si distribuiscono le prime 20 carte soluzione fra i giocatori. Al centro del tabellone, sopra l’immagine della Terra, si girano negli appositi spazi 4 carte problema e successivamente si decide con un lancio di dado chi sarà il primo giocatore (in seguito si prosegue il turno in senso orario).
A partire dal primo giocatore si susseguiranno un certo numero di turni fino a quando non si verificano le condizioni di fine partita, che vedremo tra poco. Ad ogni turno il giocatore attivo eseguirà la medesima sequenza di azioni.

  1. Tira un dado e prende dalla banca tanti miliardi di “Adventcoin” quanto il risultato del lancio diminuito di un’unità.
  2. Gira una carta problema e la posiziona in uno degli spazi presenti sull’immagine della Terra sul tabellone.
  3. Pesca una carta soluzione o, in alternativa, può scartare un numero di carte a scelta fra quelle che ha in mano per sostituirle con lo stesso numero di carte dal mazzo Soluzione. In questo caso però il giocatore finisce il proprio turno senza poter risolvere alcun problema.
  4. Risolve una o più carte problema con le carte soluzione a sua disposizione, pagando alla banca una somma in Adventcoin pari al valore indicato nell’icona relativa all’ambiente locale (la casetta). Le carte soluzione utilizzate per la risoluzione finiscono nel relativo mazzo degli scarti, mentre il problema risolto viene conservato, in quanto la somma dei valori dell’impatto sull’ambiente locale va a costituire il punteggio finale di ogni giocatore.
  5. Durante il proprio turno può decidere di iniziare una trattativa con gli altri giocatori per scambiare indifferentemente carte e/o soldi.
  6. Se risolve almeno una carta problema, al termine del turno può pescare una nuova carta soluzione.

Il nocciolo del gioco quindi ruota tutto intorno a come risolvere una delle problematiche ambientali tra quelle presenti sul tabellone: per riuscire nell’intento bisogna associare una o più carte soluzione che devono rispettare i seguenti requisiti:

  • Tutte le carte soluzione usate devono avere lo stesso colore della carta problema. Le carte soluzione che hanno due colori possono risolvere due diversi tipi di problemi.
  • I numeri locali e globali presenti sulle carte soluzione utilizzate devono essere almeno pari a quelli della carta problema; inoltre le carte soluzione utilizzate devono essere coerenti con il problema che si vuole risolvere (es. non puoi risolvere un problema «vetro e plastica» senza almeno una carta di vetro e una di plastica).
  • Una volta individuate le carte soluzione corrette devi pagare alla banca  il valore locale presente sulla carta problema, in miliardi di Adventcoin.
  • Le carte soluzione utilizzate per risolvere il problema vanno riposte nell’apposito spazio sul tabellone, mentre il problema risolto va conservato, perché il valore locale della carta rappresenta il proprio punteggio personale.
Come detto, se il giocatore di turno non ha le carte adeguate a risolvere un problema o il valore delle stesse non è sufficiente a eguagliare la sua difficoltà, può chiedere aiuto agli altri giocatori, tentando di scambiare alcune delle proprie carte con quelle degli avversari, in modo da riuscire a risolvere una carta: questo assume una grande importanza per far sì che non si accumulino troppi problemi globali, visto che alla fine di ogni turno si deve aggiornare la temperatura terrestre calcolando la somma dei valori globali (quelli indicati nell’icona a forma di globo terrestre) delle carte problema presenti sul pianeta (cioè non ancora risolte) e il dischetto va spostato in avanti sul termometro del valore corrispondente. La partita termina quando un giocatore raggiunge per primo un punteggio variabile a seconda del numero di partecipanti oppure quando l’indicatore della temperatura del riscaldamento della Terra arriva a 75 punti. In quest’ultimo caso i giocatori non sono riusciti a posticipare l’aumento della temperatura terrestre e tutti perdono la partita.

Per la precisione una partita finisce quando si verifica una delle seguenti 3 condizioni:
  • i giocatori risolvono tutte le carte Problema esistenti;
  • un giocatore ha risolto almeno un problema legato a ciascun elemento (acqua, aria, terra) e ha totalizzato un punteggio minimo, variabile a seconda del numero di partecipanti;
  • l’indice di riscaldamento della Terra arriva a 75 punti (in questo caso tutto il team perde la partita e i singoli punteggi non hanno più importanza).

Durante le partite poi si possono utilizzare delle regole speciali legate alle carte per l’energia nucleare e una regola facoltativa (che facilita un po’ il compito dei giocatori) che consente di potenziare le carte soluzione, pagando un corrispettivo in Adventcoin per annullare il gap con l’effetto sull’ambiente locale che manca per risolvere un certo problema.


IMPRESSIONI

La grafica della scatola e del tabellone per qualche istante mi ha ricordato quella di Terraforming Mars, ma le somiglianze con il best seller di Jacob Fryxelius si fermano qui: infatti nonostante anche in questo caso siano le carte a costituire il vero motore di gioco scordatevi fin da subito la possibilità di effettuare combo mirabolanti; inoltre, come accennato in precedenza, il tabellone centrale serve esclusivamente per organizzare in maniera ordinata le carte Problema e quelle  Soluzione e tenere traccia della temperatura terrestre, che avanza inesorabilmente. A tal proposito ho trovato fuorviante chiamare termometro della temperatura terrestre una scala che parte da zero per arrivare a 75, vista la dichiarata natura educativa del gioco: avrei preferito un tracciato differente.
La scelta di utilizzare delle foto per le illustrazioni delle carte non mi fa impazzire, benché assolutamente coerenti con il tema, ma qui entriamo nella sfera dei gusti personali e a essere sinceri chi ha provato il gioco insieme a me non se ne è mai lamentato.

La sfida che propone questo titolo non è per nulla banale, infatti più di una volta è stato necessario collaborare, scambiano carte con gli avversari, per non vedere la temperatura raggiungere l’ultima casella prima di soddisfare le condizioni di vittoria e anzi in qualche caso non c’è stato nulla da fare e siamo miseramente capitolati. All’inizio della partita poi è abbastanza facile che il round dei singoli giocatori si esaurisca in un nulla di fatto a causa di un lancio sfortunato del dado (e quindi l’impossibilità di pagare il necessario alla banca per risolvere il problema) o per via del colore delle carte soluzione non coincidente con i problemi presenti al momento. D’altro canto però con l’avanzare dei turni è più facile riuscire ad avere le carte giuste e il denaro necessario per eliminare uno o più problemi che affliggono il nostro pianeta e la risoluzione dà sempre una certa soddisfazione.

Dopo un paio di turni di “ambientamento” il gioco fila via molto velocemente e il downtime è assente anche in presenza di tanti concorrenti al tavolo, inoltre ben presto si capisce come la parte di trattativa assume una grande importanza se non si vuol vedere la temperatura schizzare velocemente verso l’alto con il rischio di compromettere quanto fatto fino a quel momento, anche se questo vuol dire favorire gli avversari e la loro rimonta.

La fortuna è presente sia nel lancio del dado che nella pesca delle carte, ma la parte “diplomatica” di contrattazione può alleggerirne gli effetti, tanto che sinceramente nelle partite fatte non se n’è sentita la presenza.


COSA SI IMPARA A QUESTO GIOCO

Global Warning si prefigge lo scopo di educare i giocatori sull’opportunità di cambiare alcuni comportamenti che portano a problemi ambientali i cui rischi e costi a lungo termine potrebbero rivelarsi davvero duri da affrontare. Giocando si pone l’attenzione sul riscaldamento globale e sulle sue connessioni con i maggiori problemi ambientali che affliggono oggi terra, aria e mari della nostra Terra. Inoltre stimola anche la collaborazione, rivelando che alcuni dei problemi più grandi potranno essere risolti soltanto con il gioco di squadra e la ccoperazione.


FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE

Sulla scatola compare 10+, ma se i giocatori sono dei totali novizi l’impatto iniziale potrebbe essere scoraggiante per via di meccaniche non proprio immediate. Con un adulto a condurre il gioco però bastano pochi turni per comprendere tutti i meccanismi ed è stato possibile proporlo anche a bambini a partire dagli 8 anni. Resta sfidante anche per soli adulti.

PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA

A costo di risultare scontato e banale, il tema trattato da Global Warning ci riguarda tutti da vicino e prima ci rendiamo conto che il problema è reale e già in essere, prima riusciremo (forse) a porvi rimedio. Perciò giocatelo pure con papà, mamma, zii, nonni, cugini e amici…


CONSIDERAZIONI FINALI

Global Warning si presenta come gioco da tavolo educativo con lo scopo di infondere la passione per l’ambiente e secondo me centra in pieno l’obiettivo rispettando le premesse (e le promesse), tanto che potrebbe rivelarsi uno strumento importantissimo per insegnanti e educatori che vogliano porre l’accento su queste tematiche, riuscendo a coinvolgere bambini e ragazzi (qualcuno direbbe: “educere ludendo”).

Volendo analizzare il gioco dal punto di vista di un gamer devo dire che alla lunga potrebbe diventare ripetitivo e quindi la rigiocabilità di sicuro non ne giova. I materiali, pur nel rispetto dell’ambiente, sono più che buoni, regolamento e iconografia sono chiari e abbastanza facili da apprendere e ha il vantaggio di adattarsi molto bene a qualsiasi numero di giocatori (ho persino azzardato una partita in 2 raddoppiando il numero di turni come se si giocasse in 4) senza evidenti downtime e la durata si attesta sempre attorno ai 40 minuti. Ho apprezzato anche il modo in cui il gioco “obblighi” i partecipanti a cooperare per non rischiare di perdere la partita costringendo a pensare che l’obiettivo comune è prioritario rispetto agli interessi personali.

In definitiva Global Warinig affronta un tema già visto in altri giochi da tavolo, ma lo fa con un intento educativo molto marcato e che induce a riflettere piccoli e grandi insieme su uno dei temi più scottanti dei nostri giorni.


PLAY LIST

Anche stavolta vi lascio alla mia personalissima “colonna sonora” da accompagnare al gioco appena recensito. Buon ascolto!

  • John Grant – Global Warming [Grey Tickles, Black Pressure 2015]:
    Brano tratto dal secondo album da solista dell’americano John Grant (ex The Czars). L’album ha ricevuto diversi apprezzamenti della critica e questa canzone non poteva non essere abbinata a questo gioco ^_^
  • Do it now. Sing for the climate:
    Dal grande flash mob nato in Belgio nel settembre del 2012 è partita una canzone diventata l’inno di chi manifesta contro i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale con l’inconsapevole partecipazione dei Partigiani italiani…
  • Sting – One Fine Day [57th & 9th 2016]:
    L’artista inglese è noto anche per il suo impegno ambientalista e a proposito di questa canzone ha dichiarato: “One Fine Day parla a tutti gli scettici nei confronti del cambiamento climatico. Vorrei tanto aveste ragione, ma…”.

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