scritto da cogo71 (Andrea C.)
Cosa succede ai rifiuti che buttiamo nei bidoni della raccolta differenziata? E soprattutto cosa succede se sbagliamo bidone? OK, le fustelle vanno sicuramente nel contenitore della carta, ma Il cellophane che avvolgeva il vostro ultimo Kickstarter può andare insieme alle bottiglie in PET? Se di fronte a queste domande o davanti ai vari colori dei bidoni della raccolta differenziata andate in ansia da prestazione… ho quello che fa per voi: un bel gioco (che altro sennò?) che vi chiarirà le idee e dissolverà ogni dubbio.
Oggi vi parlo di
SpazzaVia la Spazzatura un gioco pubblicato da Adventerra Games, editore di cui vi abbiamo parlato tempo fa in
questo articolo, specializzato in “
giochi educativi ambientali”.
I giocatori che siederanno attorno al tavolo dovranno raccogliere la spazzatura della città, utilizzando il proprio camion per raggiungere i vari edifici, raccogliere i rifiuti e portarli nel punto di smaltimento corretto, conquistando i punti corrispondenti al valore degli oggetti riciclati. I rifiuti che ciascun giocatore deve riciclare variano di settimana in settimana e quelli non raccolti finiranno nel termovalorizzatore. Il giocatore che avrà accumulato il maggior numero di punti sarà il vincitore, ma attenzione però, perché se alla fine della terza settimana saranno troppi i rifiuti finiti nell’inceneritore, allora tutti i giocatori perderanno.
È chiaro fin da subito che SpazzaVia la Spazzatura è un gioco educativo che vuole trasmettere a bambini e ragazzi l’idea di una corretta raccolta differenziata: è pensato per 3-5 giocatori di età superiore ai 7 anni, per una durata complessiva che si attesta tra i 30 e i 60 minuti. Dal punto di vista meramente tecnico potremmo definirlo un pickup and delivery al contrario: infatti in questo caso i giocatori invece di produrre risorse e consegnarle, dovranno raccoglierle per poi smaltirle.
I MATERIALI
Oltre all’immancabile tabellone pieghevole, nella scatola di Spazza Via la Spazzatura troviamo:
- 15 carte a rappresentare altrettanti edifici;
- 45 segnalini di cartone che rappresentano gli oggetti da riciclare;
- 5 segnalini raffiguranti i camion della spazzatura di 5 colori differenti;
- 10 gettoni camion speciali (2 per ogni colore);
- 1 registro segnapunti;
- 3 dadi in legno;
- 1 dischetto in legno verde per tenere traccia dei turni;
- 1 foglio con adesivi per personalizzare il tabellone;
- il regolamento.

Come indicato sul retro della scatola, tutti i componenti del gioco sono stati realizzati con una particolare attenzione all’impatto ambientale, perciò non deve stupire se al posto della classica ziplock in plastica troviamo un sacchetto di carta da utilizzare per riporre i vari token alla fine della partita e anche le dimensioni della scatola sono ridotte al minimo indispensabile; tuttavia la qualità del cartone e degli altri componenti è più che buona e adatta allo scopo. La grafica è fumettosa e ricorda quella della serie della Walt Disney “Cars”, in particolar modo per quanto riguarda le illustrazioni dei camion speciali. Il tabellone è di facile lettura, anche se la scelta di contornare le strade con un cordolo bianco e rosso potrebbe far pensare più a un circuito automobilistico che alle strade di una città, ma in ogni caso ai piccoli giocatori cui l’ho sottoposto è piaciuto senza riserve e piuttosto si soffermavano a commentare il “palazzo banana” o il “grattacelo pistacchio”, quindi assolutamente promosso. Il foglietto con gli adesivi consente di personalizzare il tabellone, abbinando il bidone del colore utilizzato nel proprio comune per il corrispondente tipo di rifiuti: un ulteriore stimolo per educare i più piccoli al corretto smaltimento. Il regolamento è chiaro e scorrevole e con esempi illustrati che non lasciano dubbi sull’interpretazione delle regole.
COME SI GIOCA
Trattandosi di un gioco adatto anche ai più piccoli il regolamento non è per nulla complicato e infatti sta tutto in 3 paginette, ivi comprese le regole avanzate di cui vi parlo alla fine di questo paragrafo. Il setup è altrettanto semplice: infatti, una volta scelto il colore del proprio camion, si estrae a sorte il primo giocatore mentre gli altri seguiranno in senso orario; quindi si distribuiscono in parti uguali le 15 carte edificio tra tutti i giocatori (in quattro partecipanti uno avrà una carta in meno). Queste carte hanno da un lato l’illustrazione di uno degli edifici disegnati nella mappa sul tabellone, mentre dall’altro sono indicati 3 tipi di rifiuti (uno per ognuna delle 3 settimane di cui si compone la partita) che dovranno essere raccolti e portati in discarica per ottenere punti vittoria.

Per ogni carta ricevuta si dovrà cercare il segnalino di cartone coincidente con l’oggetto da riciclare e posizionarlo nell’edifico corrispondente. Quando tutti i giocatori avranno finito di posizionare gli oggetti da riciclare sul tabellone, ogni edificio avrà un solo oggetto da raccogliere. A questo punto si posiziona il segnalino verde sulla casella del lunedì e si può cominciare a giocare.
Al proprio turno, ogni giocatore tira due dadi e muove il proprio camion verso l’edifico dove è posizionato il rifiuto che vuole raccogliere o verso il deposito dove deve essere smaltito, spostandosi di tante caselle quanto il risultato della somma dei dadi. Lo spostamento deve sottostare alle seguenti regole:
- gli edifici contano come una casella e possono essere attraversati utilizzando le entrate e le uscite contraddistinte sul tabellone dall’icona delle due frecce;
- le aree che comprendono 2 edifici sono conteggiate come un unico spazio;
- non si può occupare una casella occupata da un altro camion;
- se durante il proprio movimento si incrocia un altro camion, questo non può essere superato, perciò si può scegliere se fermarsi nella casella adiacente (rinunciando agli ulteriori punti movimento) oppure cercare un percorso alternativo.

Quando si raggiunge un edifico con un oggetto da smaltire, il segnalino del rifiuto viene spostato sul proprio camion con l’unica regola che ogni mezzo può trasportare al massimo 2 oggetti. Quando si raggiunge il cassonetto corretto dove scaricare un rifiuto, il token viene spostato dal camion al centro di raccolta sul tabellone e i punti indicati sul contrassegno vengono segnati sul proprio registro segnapunti. Il proprio turno termina quando si saranno utilizzati tutti i punti movimento ottenuti con il lancio dei dadi o quando non vuoi – o non puoi – utilizzare quelli rimanenti. Al termine del turno dell’ultimo giocatore il dischetto verde viene spostato nel giorno della settimana successivo e comincia così un nuovo turno. Al termine della settimana (diverso a seconda del numero di giocatori seduti al tavolo) gli oggetti che sono rimasti negli edifici vengono spostati nel termovalorizzatore. Gli oggetti caricati sul camion invece rimangono sul mezzo e possono essere scaricati durante la settimana successiva, con l’eccezione della terza e ultima settimana, quando anche questi rifiuti verranno spostati nel termovalorizzatore. Prima di cominciare la settimana successiva, i giocatori piazzeranno i rifiuti indicati sulle carte corrispondenti alla settimana che sta per cominciare proprio come fatto all’inizio del gioco. Al termine della terza settimana vince la partita il giocatore che avrà totalizzato il punteggio più alto. Come accennato prima però se nel termovalorizzatore si troveranno 24 o più oggetti, tutti i giocatori avranno perso.

A queste regole se ne può aggiungere anche un set avanzato (consigliato per giocatori di età pari o superiore ai 10 anni) che rendono il gioco più competitivo e prevedono due varianti: l’utilizzo di camion speciali e il “calcolo” del volume degli oggetti. I camion speciali possono essere acquistati a partire dalla seconda settimana, sottraendo 5 punti da quelli già accumulati sul registro e si può scegliere tra un camion più veloce di quello base, che consente di tirare 3 dadi invece di 2, o un camion più capiente, che consente di trasportare fino a 3 oggetti. Alla fine della seconda settimana ogni giocatore può decidere di continuare il gioco con il camion acquistato o di sostituirlo con l’altro camion speciale, ma in quest’ultimo caso dovrà pagarne il costo, togliendo altri 5 punti dal registro. Nella modalità avanzata inoltre bisogna tenere conto dell’ingombro degli oggetti da smaltire, per cui sia al momento del carico che al momento dello smaltimento, bisognerà sottrarre il valore del suo volume al totale ottenuto con il lancio dei dadi. Il volume è indicato in una scala sul tabellone e varia in base al colore dell’oggetto:
- volume = 1 per gli oggetti verdi;
- volume = 2 per gli oggetti gialli;
- volume = 3 per gli oggetti rossi.
IMPRESSIONI
Comincio col dire che, una volta intavolato, SpazzaVia la Spazzatura non passa inosservato: nonostante una componentistica “standard”, il tabellone e i componenti sono molto colorati e grazie anche alla grafica fumettosa attira l’attenzione del pubblico.

A prima vista ho pensato di trovarmi di fronte a un gioco dell’oca “mascherato”, tanto che la prima volta che l’ho intavolato ho pensato che potesse non piacere alle mie figlie, abituate a giochi anche più impegnativi di questo, e invece mi sono dovuto ricredere. Al di là del lancio dei dadi che determina la vostra velocità di spostamento, ci sono dei risvolti sia tattici che strategici non banali, infatti si possono scegliere strade diverse su come impostare la partita in base alla vicinanza degli oggetti da raccogliere e a dove dovrete portarli per lo smaltimento: posso scegliere di prendere 2 oggetti lontani sulla mappa, ma che verranno smaltiti nella stessa area; oppure posso puntare a raccoglierne due molto vicini anche se poi saranno smaltiti in punti distanti, magari cercando di raccoglierne un terzo durante il tragitto dopo aver smaltito il primo (liberando un posto sul camion). La scelta del tragitto poi non è sempre scontata, infatti la possibilità di passare sulle caselle con gli edifici consente di prendere scorciatoie e va sfruttata al meglio, inoltre a volte fermarsi in determinate caselle può mettere i bastoni tra le ruote degli avversari costringendoli ad allungare il percorso o addirittura a cambiare strategia.
Certo la fortuna è presente: non solo nel lancio dei dadi, ma anche la pesca iniziale delle carte edificio può influenzare la partita. Infatti potremmo ritrovarci con gli edifici da cui raccogliere la spazzatura ai quattro angoli del tabellone o per contro potremmo averne di adiacenti, cosa che agevola molto almeno la fase di raccolta dei rifiuti. Nonostante tutto però solo poche volte ci siamo trovati ad affrontare partite a senso unico e mai uno dei giocatori si è sentito sconfitto in partenza.
Il gioco gira veloce soprattutto in tre giocatori, che a mio modo di vedere risulta la configurazione ideale, perché in più giocatori si allunga un pochino l’attesa tra un turno e l’altro durante la quale non si può far altro che assistere alle giocate degli avversari. La semplicità e la rapidità ha spesso consentito lo svolgimento di una rivincita immediata dopo la prima partita.
COSA SI IMPARA A QUESTO GIOCO
Sicuramente i giocatori impareranno l’importanza del riciclaggio e come effettuarlo correttamente, anche se questo in famiglia potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio che causerà anche qualche grattacapo a mamma e papà, se non sono ligi alle regole del corretto smaltimento dei rifiuti. In più stimolerà le qualità strategiche dei piccoli giocatori nello studiare il miglior percorso da seguire per ottimizzare la raccolta degli oggetti da smaltire, senza perdere d’occhio quello che faranno gli avversari. Da non sottovalutare la sollecitazione di una coscienza civica collettiva: anche se sono stato il più bravo nella raccolta differenziata, in mancanza dell’impegno di tutti perdiamo miseramente.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Sulla scatola compare 7+, ma forse si potrebbe azzardare di proporre il gioco anche a concorrenti un po’ più giovani; dopo i 12 anni perde in parte il suo appeal, ma la grafica fumettosa in più di un’occasione è stata sufficiente ad attrarre le attenzioni di qualche adolescente che non si è sottratto a un paio di partite.
PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
In realtà, visto l’argomento trattato, questo gioco andrebbe affrontato da tutta la famiglia al completo e tra una risata e l’altra si presta perfettamente a qualche riflessione più seria sulla raccolta differenziata.
CONSIDERAZIONI FINALI
Il giudizio su SpazzaVia la Spazzatura non può prescindere dal fatto che si tratta di un gioco educativo e quindi il suo scopo principale è appunto quello di educare o quanto meno rendere maggiormente consapevoli i giovani giocatori su un argomento quanto mai attuale e di vitale importanza. Dalle reazioni avute al tavolo devo dire che lo scopo è stato raggiunto in pieno, infatti le domande più ricorrenti al tavolo erano del tipo: “Ma le bottiglie di vino le butto nel vetro o nella plastica?”, “Cosa vuol dire ingombranti?”, “Il frigorifero è un rifiuto elettronico?” In fondo al regolamento c’è anche una tabella per risolvere i casi “spinosi”.
Se invece lo si analizza dal punto di vista delle meccaniche e delle dinamiche, è chiaro che siamo di fronte a un gioco semplice che si pone come target i bambini in età scolare e al più le famiglie meno avvezze ai giochi da tavolo; tuttavia non è un gioco banale, tanto che lo si può giocare anche cercando di ostacolare la strategia altrui, impedendo l’ingresso in una specifica area di smaltimento o costringendo gli avversari ad allungare il percorso per raggiungere uno degli oggetti da raccogliere.
Trovo che potrebbe essere uno strumento molto importante proprio in ambito educativo e, visto che la raccolta differenziata è un argomento che viene trattato anche nella scuola primaria, mi sentirei di suggerirne l’utilizzo a maestre ed educatori per affrontare l’argomento utilizzando lo strumento ludico.
In definitiva SpazzaVia la Spazzatura mantiene quello che promette, proponendo un gameplay facile e veloce da apprendere, senza per questo risultare banale e in più piace ai bambini, con cui si potrà affrontare l’argomento della raccolta differenziata senza annoiarli.
PLAYLIST
Chi segue le playlist in fondo alle mie recensioni sa che sono un fan dei Pearl Jam, gruppo che in passato ha affrontato spesso l’argomento ambientale, ma sarebbe stato troppo facile per me indicare i pezzi in questione e quindi ho provato ad ampliare la ricerca. Confesso anche che la prima canzone che mi è venuta in mente è stata un pezzo degli Elio e le Storie Tese, ma benché nel testo si parlasse di “cassonetto differenziato” in quel caso l’argomento è ben più drammatico. Buon ascolto!
- Joni Mitchell – Big Yellow Taxi [Ladies of the Canyon 1970]:
Big Yellow Taxi è un brano del 1970, originariamente scritto ed interpretato da Joni Mitchell, ma di cui vi consiglio la versione dei Counting Crows registrata per l’album Hard Candy (2002). La canzone è particolarmente conosciuta per essere una delle prime ad avere ampi contenuti ambientalisti. Joni Mitchell ebbe l’idea del brano durante un viaggio alle Hawaii, quando guardando fuori dalla finestra dell’albergo in cui alloggiava, poteva vedere lo spettacolo dell’oceano Pacifico, contrapporsi al cemento di un grande parcheggio sottostante.
- Linkin Park – What I’ve Done [Minutes to Midnight 2007]:
Brano inserito nella colonna sonora del film Transformers (ed anche nel videogioco Guitar Hero), invita a farsi un esame di coscienza su come ciascuno di noi si è comportato nei confronti del mondo non solo dal punto di vista dell’ambiente, ma, come suggerito dal videoclip che riporta terribili scene di guerra, anche nei confronti dei nostri simili.
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Neil Young – Mother Earth (Natural Anthem) [Ragged Glory 1990]:
Il brano è tratto dal disco più “elettrico” del cantautore canadese. Si tratta in realtà di cover che sulla melodia della nota canzone folk inglese del Seicento The Water is Wilde (detta anche O Waly Waly) Neil ha scritto un testo ambientalista, una sorta di preghiera profana all’uomo moderno, grande inquinatore senza scrupoli dell’ambiente dove lui stesso vive.