scritto da Fabio (Pinco11)
Ticket to Ride è sicuramente uno dei più noti e diffusi tra i classici moderni, assieme ad altri titoli come I Coloni di Catan e Carcassonne, per dirne giusto un paio e, come è normale che accada quando il successo si protrae per lungo tempo, sono uscite a oggi innumerevoli espansioni e reimplementazioni di ognuno di essi, atte a donare varietà di gioco per gli appassionati della serie o a stuzzicare diverse fasce di pubblico.
Ticket to Ride: Londra (ideato da Alan R. Moon, per 2-4 giocatori, tempo a partita intorno al quarto d’ora, età consigliata 8+) edito dalla Days of Wonder e per l’Italia da Asmodee) è una simpatica versione concentrata di tutto ciò che avete trovato nel gioco originario, con meccaniche qui rielaborate nella massima linearità, per consentire di essere giocato nel tempo che di solito si dedica a un fillerino (gioco riempitivo, molto rapido).
L’idea alla base del gioco è la medesima che aveva animato lo scorso anno l’edizione New York, con qualche piccolo accorgimento extra, per cui abbiamo anche qui una scatola compatta, che propone, in luogo dei taxi americani, manciate di autobus tipici londinesi.
COME FUNZIONA IN BREVE
Le idee di base sono quelle dell’originario Ticket to Ride, per cui abbiamo davanti a noi un tabellone (qui più piccolo) che raffigura idealmente la città di Londra, con evidenziati su di essi una serie di punti di interesse (es. Trafalgar Square, Big Ben, Baker Street, …) e dei percorsi che li uniscono (ciascuno costituito da uno o più rettangolini colorati, che accoglieranno in corso di partita i nostri autobus).
Ogni giocatore riceve a inizio partita una dotazione di segnalini autobus del suo colore (17), un paio di carte Trasporto (sono disponibili in sei colori, oltre ai jolly) e un paio di carte obiettivo (indicano due luoghi da collegare con una linea di propri autobus e il punteggio bonus che sarà riconosciuto in tal caso) e si parte.
Al proprio turno il giocatore sceglie una azione da compiere tra le tre disponibili, ovvero:
- pesca carte trasporto – si possono pescare due carte tra le 5 visibili o dal mazzo di pesca (se si pesca un jolly solo una) aggiungendole a quelle che si hanno in mano;
- controlla una linea – si restituiscono tante carte (del colore indicato) quanti sono i rettangolini che compongono il tratto di linea che si vuole controllare, ponendovi sopra autobus del proprio colore (si ottengono in tal caso punti immediati legati alla lunghezza della linea);
- pesca obiettivi – pesca due biglietti destinazione e trattienine in mano almeno uno (a fine partita daranno i punti indicati se soddisfatti o una penalità se non adempiuti).
Si prosegue così sino a quando un giocatore non avrà in mano due soli autobus o meno, a quel punto ognuno avrà un turno residuo prima di chiudere.
A fine partita si sommano i punti legati agli obiettivi raggiunti, si detraggono quelli degli obiettivi falliti e si aggiungono, infine, i punti bonus legati ai distretti controllati (punti di interesse dello stesso colore che sono uniti da proprie linee). Chi ha più punti, vince …
COME SI PRESENTA
Il tutto si presenta davvero bene, perché l’opera di compattazione svolta, riducendo la dimensione/quantità dei componenti base del gioco originario non incide sulla bella presenza sul tavolo che il gioco, srotolato, rende di sé.
Tutto è molto colorato e la caratterizzazione della capitale inglese è trasmessa sia dai luoghi evocativi indicati sulla mappa, sia dalla presenza degli iconografici autobus quali segnalini giocatore (al posto dei treni d’antan). L’ambientazione, infine, è stata collocata negli anni ’60 e, anche se incide solo sulle scelte grafiche, risulta più che gradevole.
Nel complesso, quindi, come avrete intuito, sono molto soddisfatto della componentistica (il segnapunti riporta una union jack stilizzata) e l’unica marginale pecca, a livello di ambientazione, è l’aver scelto, per illustrare le carte trasporto, mezzi non sempre a tema (qualcuno ha detto “sommergibile?”).
COME GIRA?
Bene, gira davvero bene, per essere un gioco che si chiude in una mezz’ora o poco più alle prime partite e che a regime può stare anche nella metà di quel tempo. Le idee di base del gioco originario ci sono tutte e, se non ricordo male, questa linea nacque cercando di proporre una versione demo del gioco originale, sulla quale poi l’editore ha lavorato per renderla un qualcosa di parimenti fruibile e l’obiettivo direi che è stato pienamente raggiunto.
La mappa è stata compattata (le linee più lunghe sono da 4 caselle) e il numero di trenini ridotto, ma lo spirito del gioco è rimasto grosso modo quello, per cui si riesce ancora a percepirlo, nonostante la grande semplificazione (soprattutto visiva e nel setup del gioco), e il retrogusto che lascia la singola partita è sempre, piacevolmente, quello originale.
Il gioco, per il resto, fluisce molto rapido, visto che il numero di autobus che si piazzano prima di far scattare la fine partita è giusto di una quindicina, per cui, facendo due rapidi calcoli, le mosse che possono portare a chiudere il match possono essere davvero poche (2 carte all’inizio + 7 pescate fanno 16 carte, che esauriscono, idealmente gli autobus piazzabili, per cui si aggiungono 5-6 piazzamenti e un paio di pesche obiettivi e in una quindicina di turni si può già chiudere …).
Il tutto risulta, come avrete intuito, piuttosto semplice da spiegare, anche ad assoluti neofiti del gioco da tavolo, per cui, se consideriamo che già l’originale Ticket to Ride è considerato uno dei giochi portale per introdurre alla nostra passione chi non conosca i boardgame, intuirete come una sua semplificazione vada bene davvero per tutti.
A livello di profondità, chiaramente, non si può pretendere qui troppo ma, come sempre accade in questi casi, chi riflette un attimo potrà agevolmente asfaltare chi giochi in modo più automatico. Banalmente, per capirci, basta anche solo fermarsi 2-3 turni verso fine partita a pescare obiettivi per scavare un divario enorme nei confronti di chi non lo fa. È chiaro, nel contempo, come il motore del gioco tenda a tremare un attimo se messo sotto sforzo, nel senso che se tutti cercano di pescare obiettivi a fine partita a nastro, vincerà semplicemente chi avrà avuto più fortuna … 😉
Scalabilità? Direi discreta con tutte le versioni, anche se la mappetta in 4 appare un filino affollata 😉
Profondità? La minima indispensabile, con la gradevole aggiunta dei bonus per il controllo dei distretti che ricorda tanto Thurn und Taxis, ma che in un giochillo leggero come questo ci sta bene.
MA RISPETTO A TICKET TO RIDE: NEW YORK, COSA CAMBIA?
L’ambientazione è la sostanziale differenza rispetto alla versione New York del gioco, che già implementava la quasi totalità delle idee qui declinate. Forse forse, volendo scegliere tra le due versioni, indicherei questa, risultando più sviluppata l’idea dei distretti, ma se vi piacciono di più i taxi o la Grande Mela tutto sommato l’esperienza di gioco resta quella. Rinvio, comunque, chi volesse approfondire alla recensione di New York uscita lo scorso anno sul blog.
COME È STATO ACCOLTO
Stando a BGG il pubblico ha gradito questa semplificazione dei concetti di base di Ticket to Ride, tanto che London ha un bel 7,4 di voto medio su BGG (lo stesso di cui gode il Ticket to Ride originale), superando il discreto 7,1 che identifica New York.
Il peso medio (ovvero il livello di difficoltà) percepito dagli utenti è per ora di 1,0 su di una scala di 5 per London, mentre era di 1,86 nel gioco base.
CONCLUSIONI
Ticket to Ride: Londra è un’ottima reimplementazione del Ticket to Ride originario, che propone le medesime meccaniche e logiche di esso, all’interno di una confezione più compatta e con un gameplay più rapido, tanto da consentire partite da 15-30′.
Semplice, rapido e proponibile a un pubblico ampio, trova come controindicazioni praticamente solo l’altra faccia della stessa medaglia (ossia è davvero semplice e se cercate qualcosa un attimo di più di spessore, dovreste indirizzarvi verso il gioco originario).
Ricordo che il gioco Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it e ringrazio l’editore per la copia di recensione inviata.
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