[Recensione] Ganz Schön Clever e Doppelt So Clever

scritto da Fabio (Pinco11)


In questo periodo il genere che maggiormente impazza è sicuramente quello dei giochi roll and write (in italiano tira i dadi e scrivi), ossia titoli che si basano sulla presenza di dadi o di carte che generano numeri o elementi che i giocatori poi collocano sulla propria scheda personale, in genere di carta.
A questa categoria appartengono i due titoli dei quali vi parlo oggi, ovvero Ganz Schön Clever (in italiano  traducibile con parecchio furbo) e il suo seguito Doppelt So Clever (doppiamente furbo), entrambi editi da Schmidt Spiele (1-4 giocatori, età 8+ il primo e 10+ il secondo, 30′ a partita, indipendenti dalla lingua, salvo il manuale) e ideati dal game designer del momento, ovvero Wolfgang Warsch, noto anche per The Mind, Fuji e Ciarlatani di Quedlimburgo.
Il primo è uscito lo scorso anno, ottenendo un ottimo riscontro di pubblico, tanto da entrare nei nominati del Kennerspiel e di esso è già presente una recensione sul nostro blog, scritta da Valerio (eccola), mentre il seguito è di quest’anno e punta a ripercorrere le orme del predecessore, condividendone le logiche di base, ma proponendo una diversa modalità di allocazione dei risultati su scheda (e cambiando un paio di colori di dado …).
Dopo aver letto le regole ero dubbioso (la lettura non rende l’idea del gioco, di primo acchito), ma poi, anche grazie alla versione online predisposta dall’editore, mi ci sono buttato dentro a piedi uniti ed eccomi, mentre sono in pieno trip, a parlarvi dei due titoli … 😉

Yahtzee

I TIRA E SCRIVI

Piccola parentesi sulla categoria in questione, per dire che oggi come oggi il trend è quello sia di ricercare nuovi ambiti per sviluppare titoli di questo tipo, sia di proporre le versioni rolla e scrivi di grandi successi (parentesi linguistica: so benissimo che in italiano rollare sta per “arrotolare una sigaretta”, ma io lo sto utilizzando – e lo utilizzerò – nel suo significato frutto dell’italianizzazione del verbo inglese to roll, che fa riferimento appunto al tiro dei dadi, che è tanto in voga tra i gamer …).
Nel mio personalissimo orizzonte (e tenete conto che è una categoria che ho scoperto da poco) sono così comparsi, oltre ai due giochi di oggi, anche l’ottimo Welcome to…, dove i dadi sono sostituiti, quali generatori casuali di numeri/azioni, da un mazzo di carte (qui la recensione) e Plenus (qui il post), Railroad Ink (qui), mentre ho in lista da provare Kingsburg: The dice game e Rolling Ranch …

Plenus

La logica comune a questa classe di giochi è quella di cercare di sfruttare i risultati dei dadi collocandoli nel modo migliore, cercando di cogliere l’attimo, ovvero massimizzare gli effetti producibili di volta in volta, ma avendo, nel contempo, un occhio al quadro d’insieme. Il progenitore comune di tutti quanti personalmente lo identifico nel vecchio Yahtzee, nel quale si devono utilizzare i lanci ottenuti rollando (e rirollando) 5 dadi a tutto spiano, cercando di ottenere un insieme di combinazioni (tipiche del poker).
Il salto di qualità che questi titoli (e i loro fratelli come Qwixx, Qwinto, Doodle City, il Second Chance che sta arrivando, …) hanno compiuto rispetto al progenitore è evidente, perché ora davvero si percepisce, giocando, la sfida e il fattore fortuna è con frequenza sapientemente mitigato, grazie a diversi accorgimenti (reroll, ma non solo) atti ad annullare gli effetti di singole rollate sfortunate. Chi ancora non si fosse avvicinato a questo genere, quindi, sgombri la mente da pregiudizi legati alla natura open source o quasi del vecchio Yahtzee, perché i titoli in questione riservano, in genere, una discreta profondità, senza creare troppe barriere nei confronti dei giocatori occasionali.    

Ganz Schön Clever

I DUE GIOCHI IN POCHE PAROLE
Per una spiegazione più dettagliata delle regole vi rinvio all’ottimo articolo di Valerio (qui), nel quale quest’ultimo andava maggiormente nei dettagli, limitandomi qui a pochi cenni.
L’idea è quella che avete a disposizione 6 dadi e che al vostro turno li tirate tutti. Scegliete quindi uno dei dadi, lo prendete (mettendolo sulla vostra scheda) e ne registrate il valore nell’apposita sezione del foglio (corrispondente al colore del dado in questione). Scartate i dadi di valore più basso di quello scelto e ritirate quelli restanti (quindi al primo tiro è sconsigliato prendere il dado col numero più alto …). Scegliete un secondo dado e ripetete il tutto, così come accadrà per il terzo dado.
A quel punto tutti i vostri avversari avranno la possibilità di scegliere uno dei dadi che avete scartato e utilizzarne il valore registrandolo nella loro scheda (questo è un modo per spezzare l’attesa).
Il gioco si ripete in questo modo per un numero di giri variabile a seconda dei giocatori (sei giri in 2), in modo tale che a fine partita ognuno avrà selezionato 24-25 risultati.

Il fulcro del gioco sta, ovviamente, nella modalità di calcolo dei punti e nelle regolette che sovraintendono alla registrazione dei risultati dei dadi.
In entrambi i giochi di cui parliamo, infatti, ad ogni colore di dado (a parte il bianco, che funge da jolly) corrisponde un’apposita sezione del foglio, nella quale vige una speciale regola di piazzamento (e punteggio).
In Ganz Schön Clever nel giallo, per esempio, si barra la casella corrispondente al valore del dado, nel blu la logica è la stessa, ma si barra il valore della somma del dado bianco e blu, nel verde si può piazzare solo se il valore è almeno pari a quello prestampato, mentre nel viola si deve sempre scrivere un valore crescente, con il 6 che azzera. Al riempimento di righe e colonne (giallo e blu) si sbloccano azioni extra e bonus vari (usa un dado in più, rirolla, punti bonus finali), così come lo stesso può accadere riempiendo caselle nelle altre righe. A fine partita si contano i punti vittoria, che sono legati (per verdi, blu e gialli) al numero di caselle barrate o (per arancio e viola) alla somma dei valori riportati. Si aggiunge poi un bonus legato al numero di volpi ottenute (ogni volpe vale quanto il colore dal valore più basso).

Doppelt So Clever (versione online)

In Doppelt So Clever la logica di fondo è la stessa, ma variano in modo sensibile le regole che sovraintendono al piazzamento (e punteggio), che diviene qui realmente più complesso. Il grigio, per esempio, permette di barrare una casella del valore del dado prelevato (a scelta) e tutte le caselle corrispondenti ai valori e colori dei dadi che sono rimossi nel prelevare il grigio (di valore più basso, quindi) e a fine partita i punti concessi sono legati a quante X si sono barrate in ogni riga. Il giallo prevede che la prima volta che si segna una casella si apponga un tondo (grazie al quale si accede ai bonus riga/colonna) e la seconda volta attribuisca punti. Parimenti più elaborate rispetto al predecessore sono anche le regole per blu, verde e rosa.

Un punteggio di fine partita

LE VERSIONI ONLINE
Di entrambi i giochi è disponibile una versione digitale che permette di giocare, gratuitamente, la versione solitario del gioco: personalmente ci ho fatto abbastanza partite da poter catalogare questo mio articolo con il tag [Solo sul mio tavolo] invece che con recensione e lo stesso vale per mia moglie, che ha adottato i due titoli quali sostituti dei classici jewel-like che usava sul tablet.
Eccovi, quindi, i link, se volete provare il gioco tramite browser:

  • Ganz Schön Clever: qui;
  • Doppelt So Clever: qui.

Gli utenti Android e iOS, inoltre, possono fruire della relativa app (a pagamento, con costo intorno ai 3 euro) da scaricare dagli appositi store.
Meglio il gioco fisico o quello digitale? Be’, direi, per stavolta, una via di mezzo, nel senso che il digitale aiuta a sviluppare una strategia di gioco e, trattandosi di un titolo che richiede un minimo di sperimentazione prima di ottenere i risultati migliori, il solo play può effettivamente aiutare. Nel contempo, però, la sensazione del gioco a un tavolo con altre persone è, come sempre, impagabile, per cui il suggerimento può essere di provarlo nell’app per vedere se piace e poi magari prendersi la scatolina corrispondente …

COME SI PRESENTA
Non è stato compiuto nessuno sforzo di ambientare il gioco (come accade, per esempio, in Welcome to…), per cui di fronte a noi, aperta la scatola, abbiamo semplicemente un blocchetto di fogli di carta stampati e sei dadi, oltre a 4 pennarellini neri di formato mini.
I pennarelli non danno la sensazione di una grande longevità e i fogli propongono giusto delle griglie colorate, per cui diciamo che il punto di forza del gioco non sta nei componenti, ma nell’idea. Nota di merito per l’iconografia, che consente di capire e memorizzare rapidamente gli effetti dei bonus.
In ogni caso il prezzo sta di poco sopra i 10 euro, per cui il valore restituito dai materiali diciamo che è congruo con esso.

COME GIRA
Il gioco è catalogato come 8+ per la versione base e 10+ per la seconda (Doppelt), ma personalmente direi che, per una volta, forse l’editore ha leggermente peccato di ottimismo. Si tratta, lo confermo, di un titolo che può essere proposto un poco a tutti, ma le regole da spiegare sono alla fine non del tutto digeribili, per giocatori occasionali, se non illustrate con chiarezza e solo la pratica di una partita o due, assistita, restituirà a un neofita la sensazione di avere capito il tutto. Il giocatore esperto, invece, ho notato che già alla prima esperienza, con una buona spiegazione, è in grado di competere, per cui direi che l’età consigliata può essere alzata giusto di un paio di anni, per rispecchiare il piccolo scalino iniziale.
Per il resto i simboli utilizzati per i bonus sono piuttosto chiari e la logica del gioco anche, per cui, passati i primi giri di apprendimento, ben presto ognuno prende a concentrarsi sul colore preferito o (anche meglio) capisce che uno sviluppo omogeneo restituisce un maggior bonus finale (con le volpine, concetto questo che alla prima partita tende a sfuggire).
È qui, come dicevo, che il gioco digitale il solitaria può aiutare: viste una decina di partite (che sul tablet scorrono davvero veloci), è facile capire le logiche di massima e sviluppare un approccio generale al gioco, che deve essere poi, naturalmente, sviluppato e adattato tenendo conto dei risultati dei dadi.
Al riguardo devo dire che l’autore è stato piuttosto intelligente e ha proposto alla fine un gioco che, pur rimanendo legato all’alea tipica del tiro dei dadi, tende a mitigare con diverse regole il loro peso, avendo inserito diversi bonus, come quello che consente di ritirare i dadi o come la possibilità di prendere un dado in più, che spesso fanno la differenza nei momenti difficili. Nel contempo in certi momenti del gioco ci si ferma a riflettere e si riesce a elaborare piccole o grandi catene di effetti, avendo la soddisfazione, magari, di barrare con un dado 5 o 6 caselle in un lampo di gloria (cosa possibile se si marca ogni volta una casella che attribuisce in omaggio una seconda barratura e/o un dado extra da prendere).
Il seguito (Doppelt) prosegue a sua volta nella strada tracciata dal primo titolo, proponendo regole un pelo più complesse, il tutto con il risultato di rendere la sfida più interessante e l’effetto raggiunto, per me, è stato quello di ridonare interesse a un titolo che con il buon numero di partite fatte aveva perso un filo di appeal. Per capirci ora come ora, quando mi ci ributto, vedendolo come una sorta di passatempo alla jewel (i giochini di catene di caselle tipici di smatphone e tablet) gioco quasi sempre Doppelt. L’inserimento della possibilità di recuperare dadi scartati aggiunge, inoltre, un ulteriore piccolo paracadute nei confronti di madama fortuna e quindi un espediente che dovrebbe essere gradito anche ai giocatori maggiormente deterministi.
Il punto di forza del gioco, dunque, sta proprio nella possibilità di riflettere sulle proprie scelte e, per quanto la tattica dello sviluppo omogeneo tenda in genere a pagare maggiormente, ho anche visto ottimi punteggi raggiunti da chi si sia concentrato, per lunghe fasi della partita, su singoli colori, per puntare ai relativi bonus, recuperando poi sulle altre tracce negli ultimi turni furiosi. La variabilità del gioco, poi, è fornita dalla diversa distribuzione dei risultati, che può rendere ogni partita diversa dall’altra. Aspetto negativo è quello, comunque (valido soprattutto per le partite fisiche, perché in quelle digitali basta riavviare …) che se si inizia davvero male, con uscite dei dadi molto negative (la sfortuna, pur mitigata, c’è) nel primo paio di turni può essere difficile recuperare arrivando a punteggi davvero elevati. Nel contempo è facile, quando si punta a punteggi record, capire dove valga la pena di prendersi dei rischi, rimanendo contenti se pagano e imprecando se non vanno a buon fine … 😉

Passando alla scalabilità la natura del gameplay resta, naturalmente, quella di un solitario collettivo, nel senso che non ci sono meccaniche che incidano sulla interazione tra i giocatori (o comunque sono minime, perché solo di rado nelle scelte del terzo dado si va a vedere cosa possa servire o meno agli avversari) e anche la regola presente, che prevede che quando gioca un altro giocatore si possa alla fine del suo turno utilizzare uno dei dadi da lui scartati sembra più un espediente per spezzare l’attesa del proprio turno (comunque brillante e che raggiunge lo scopo), che un qualcosa di vitale ai fini del flusso della partita. Nel multigiocatore, infine, la raccomandazione è quella di riflettere a fondo solo nei momenti chiave, per non rallentare troppo il flusso della partita.

PARAGONI
Paragonandolo a un paio dei miei riferimenti del settore, direi che rispetto a Welcome to… qui manca l’ambientazione, ma il livello di complessità è paragonabile (là ci sono le azioni da compiere assieme al numero, qui i vari settori con diverse regole di piazzamento e punteggio), forse con una preferenza per Ganz e seguito (soprattutto per il seguito).
Rispetto a Plenus, invece, la serie Ganz condivide l’assenza di ambientazione, l’idea della griglia colorata e dei dadi, ma il primo resta un gioco più interattivo (grazie ai bonus attribuiti a chi completa per primo le colonne) e più facile da spiegare (non ci sono bonus extra da spiegare e al tuo turno barri caselle e basta), quindi più proponibile pure a neofiti, mentre il secondo rappresenta una sfida più gustosa anche per giocatori un filo più esigenti.

CONCLUSIONI
Ganz Schön Clever e Doppelt So Clever sono due ottimi roll and write, che propongono, grazie a regole ben strutturate, un titolo che risulta adatto a un pubblico ampio (gli occasionali assoluti dovranno essere accompagnati per mano nella prima partita, ma poi potranno andare da soli) e inaspettatamente (per chi pensa che i tira e scrivi siano dominati dalla fortuna) fonte di possibile riflessione.
Ottima l’idea di proporre il gioco online via browser gratuito, che consente di provare il gioco prima di acquistarlo.

Ricordo che chi fosse interessato può trovare i titoli di cui ho parlato Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.

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